Funivia, l’indignazione e poi l’oblio

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – La tragedia italiana prevede tre atti, ma spesso non un epilogo. Atto primo: il cordoglio. È un dolore collettivo e profondo. L’identificazione con quelle cinque famiglie che in quella splendida giornata e in quel luogo da favola hanno avuto quattordici secondi per passare dal sorriso al terrore alla morte ci è insopportabile. Ci chiediamo sgomenti cosa ne sarà del piccolo Eitan, rimasto solo e che invoca la mamma. “A stracciarci le vesti dopo ogni disastro siamo bravissimi, e per fortuna lo siamo anche a correre, talvolta eroicamente al soccorso” (Salvatore Settis, La Stampa). Atto secondo: lo scaricadisastro. Di chi è la funivia? Non si sa. “Avevamo fatto un accordo nel 2016 e la proprietà è passata al Comune di Stresa” (Aldo Reschigna, all’epoca assessore della giunta Chiamparino). “Vero è che manca l’accatastamento. E la sindaca di Stresa, Marcella Severino, dice ‘quell’accordo non è mai stato perfezionato’” (Repubblica). L’impianto era obsoleto? No, dice il gestore. Sì, visto che nel 2015 era stata indetta una gara d’appalto per la ristrutturazione cui partecipa l’Alfar di Milano che ritenendo necessaria una ristrutturazione totale, e con costi molto più elevati, si ritira. Dopo un “esposto a Comune e Regione perché prendessero atto di quella situazione a nostro avviso pericolosa” (Ferdinando Paglia, legale dell’Alfar, Repubblica). Chi doveva vigilare? “L’Ustif di Torino, l’ufficio speciale trasporti a impianti fissi, un organo periferico del ministero delle Infrastrutture”. “L’ultimo controllo risale al 18 dicembre 2018. Per il resto le verifiche sulla manutenzione dell’impianto vengono gestite da altre società private. Sui loro report il ministero esegue solo controlli cartolari, ossia in base alla documentazione ricevuta” (il Fatto Quotidiano). Si affaccia anche l’ipotesi di un attentato, per la presenza tra le vittime di un cittadino israeliano addetto alla sicurezza (qualcuno che mentre il vagone saliva ha tagliato il cavo e manomesso il freno, elementare Watson). Atto terzo: l’oblio. Per esempio, oggi chi si ricorda più del disastro ferroviario di Andria-Corato (12 luglio 2016, 23 morti e 51 feriti)? O di Pioltello (25 gennaio 2018, tre morti e 46 feriti)? “Lo Stato sapete che fa?/S’indigna s’impegna/ Poi getta la spugna con gran dignità” (Fabrizio De André).

5 replies

  1. Manca la paura delle conseguenze di decisioni che mettono in pericolo la vita altrui per il proprio tornaconto. Manca la paura e con la dittatura del capitalismo che ora gestisce il potere le vittime saranno sempre attribuite alla casualità. Finché non arriverà la paura che prima o poi metterà fine alle politiche compiacenti.

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  2. È davvero omicidio colposo?
    Manomissione premeditata per interessi ha provocato la morte di quattordici persone, e parliamo di omicidio colposo.

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  3. Le responsabilità stanno tutte nel basso, sono sicura, i piani alti qui non c’entrano nulla, la colpa è di tre idioti, ho preso le funivie leitner decine e decine di volte e la loro sicurezza è fuori dubbio, anzi credo che saranno furibondi

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  4. La cosa che fa pensare è l’immunità anche al destino dei nostri capetti politici.

    Pensate per un momento, se la funivia, anziché piena di gente normale, fosse stata piena di parlamentari in visita/gita/trasferta…

    …ecco, scommettiamo che non sarebbe finita nel dimenticatoio?

    Lo stesso per l’incredibile disastro della ferrovia pugliese: 23 morti e nessuno ne parla più, meno di 5 anni fa.

    Viareggio? Prescritto l’omicidio colposo plurimo, solo una giustizia immonda poteva concepire una cosa del genere, ma sentiamo, che la Cartabiacopiativa vuole superare la prescrizione di Bonafede, invece di aumentare il blocco.

    Ma né covid, né vaccini, né incidenti, nulla tange mai i nostri rappresentati d’alto livello, nulla li sfiora, e nulla gli interessa se non la propria carriera.

    I comuni mortali evidentemente, devono fottersi ed essere dimenticati.

    Viareggio, prescritta la strage appena gennaio scorso. E questi parlano di nuovo di prescrizione!!!

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