Fate cadere il governo Draghi

(Tommaso Merlo) – Stiamo uscendo dall’emergenza sanitaria ed è ora di uscire anche da quella politica. Che i politicanti abbiano un sussulto di orgoglio e facciano cadere il governo Draghi. Un governo moscio, muto, mediocre e che non ha nulla a che fare con la volontà popolare. Anzi, la umilia. Gli italiani hanno votato per il cambiamento e si ritrovano una cupa restaurazione tecnocratica. Ormai talmente sfacciata da lasciare allibiti. Le democrazie moderne si evolvono, quella italiana regredisce nei suoi meschini vizietti di sempre. Tra ipocriti silenzi, rassegnazione popolare e stampa delle lobby che si spella le mani al vento. Tre governi in tre anni e alla fine son riusciti a calpestare la volontà popolare anche questa volta. Altro che cambiamento radicale. Tanto rumore per nulla. Ci è voluta una pandemia ma alla fine ce l’hanno fatta. Il solito pacco. I cittadini votano per una cosa e se ne ritrovano un’altra. La volontà popolare da noi conta solo in campagna elettorale poi pian piano nei palazzi evapora in un fiume di chiacchiere vuote. Fino alla tornata successiva. Quando ricominciano a piovere promesse a catinelle. Da noi è così, i politicanti una volta nei palazzi fanno di testa loro. Transumanze parlamentari, cambio di idee e casacche e linee e alleanze, fondazione di nuovi partiti o snaturamento di quelli esistenti, rimangiamenti onnivori con una voracità agghiacciante. Tra marmi e arazzi si creano un mondo tutto loro e vi si perdono dentro. Le democrazie moderne si evolvono, quella italiana persiste nei suoi vizietti di sempre. Cambiano gli attori e i costumi di scena, ma il copione alla lunga è sempre lo stesso. Tre governi in tre anni ma sono ancora tutti lì. Due passi in centro col vestito della festa e qualche soporifera riunione sul nulla. Una cacio e pepe in trattoria e un pisolino sul divano rococò. Del resto sono altri due anni di onorevole stipendio. Easy. Qualche frase fatta cinguettata a pappagallo. Qualche falso sorriso di circostanza. Qualche insulsa ospitata e via. Tirando avanti. Onorevolmente. La legislatura. Anche perché alle prossime elezioni gli scranni a disposizione sono molti di meno. Se non si rimangiano pure quello, passeranno solo i pesci grossi. Gli amichetti dei capibastone e dei salvatori della patria che sono in attesa di affacciarsi al balcone. Ognuno la sua piazza, ognuno la sua folla estasiata. Curve. Capi. Proclami altosonanti. Le democrazie moderne evolvono, quella italiana è un triste e perenne revival. Solite logiche, solite scene, soliti risultati fallimentari. Una gran cagnara per nulla. Con la cittadinanza esausta e disgustata. Anche questa volta. Gli italiani hanno votato per il cambiamento radicale e si ritrovano una cupa restaurazione tecnocratica. I politicanti si son rimangiati il rimangiabile è han dato vita ad un governo che non ha nulla a che fare col voto popolare e nemmeno con la realtà politica e sociale del paese. Nulla. Il solito pacco. Volontà popolare umiliata. Democrazia monca con la scusa della pandemia. Ma adesso che stiamo uscendo dall’emergenza sanitaria è ora di uscire da quella politica. Che i politicanti abbiano un sussulto di orgoglio. E che facciano cadere il governo Draghi.

25 replies

  1. A questo serviva la democrazia diretta. Ogni decisione importante dovrebbe passare dal voto popolare, compresi i nuovi partiti e cambi casacca: sei stato eletto col M5S e vuoi cambiare? Sentiamo direttamente quelli che ti hanno votato e vediamo se preferiscono farti continuare nel misto o ti rispediscono a casa.

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      • Eeeehhhh??!!
        Ho usato l’imperfetto perché era un obiettivo del M5S e, ora, non è che non serva più, semplicemente è molto più improbabile che si riesca ad ottenere.

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      • io nel m5s la democrazia diretta non la vedo quasi più, l’ultima volta è stato il quesito farsa su questo governo. Ma spero sempre che le cose si aggiustino. Perchè ora sono messe male.

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  2. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
    Merlo-Pollo è convinto che facendo cadere il governo Draghi torni il Bamboccio con la pochette. E perché no, magari anche l’Allegro Salumiere.
    “I cittadini votano per una cosa e se ne ritrovano un’altra”
    A cominciare dal Movimento: i cittadini avevano votato per un Movimento che diceva No a tante cose e ha voltato la faccia quasi su tutto (resistono i due mandati, ma per quanto?). Per un Movimento che era avversario di tutti e ora ha governato con Lega, PD, Renzi, FI e che era pronto a farlo coi Ciampolilli e i Mastelli. Per un Movimento anticasta che ora è diventato casta.
    E vorreste far cadere il governo Draghi perché non esprime la volontà popolare?
    Si accomodino, siori. Poi però non rimettiamo al suo posto il Bamboccio (altro tizio che con la volontà popolare c’entra come i cavoli a merenda, visto che nel 2018 non lo conosceva nessuno e adesso non è stato nemmeno eletto capo del M5S), andiamo a votare e vediamo la volontà popolare che dice.
    Di che avete paura? Se la volontà popolare è col Movimento, sarà rieletto a larga maggioranza.

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    • L’ex premier e attuale capo politico del Movimento 5 Stelle ha ottenuto un gradimento del 34,7% da parte degli italiani, contro il 32,8% di Draghi, con quasi il 2% di scarto. Segue, molto staccata, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Rosica analfabeta!!

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      • Attuale capo politico del mv?
        E chi lo ha deciso?
        E da quando fa parte del mv5 *?
        Il nostro voto non lo prenderà mai,
        Che si faccia il suo partito e poi vediamo chi lo vota,
        Sondaggi o non sondaggi.
        Il mv5 * è nato con uno scopo ben preciso, e conte non incarna gli ideali e le istanze del mv5 *
        Tanto varrebbe resuscitare, politicamente parlando, alfano.

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      • ma gradimento de che, balordo? chi lo dice? i sondaggi? e quali? quelli di rai 1, 2, 3, La 7, Diamanti, Pagliacci e Fregnacci? o quelli che hai commissionato tu nel tuo condominio di rincoglioniti faziosi? scommetto che tra il primo e il secondo piano avete registrato un gradimento del 100% per il Bamboccio, vero?
        quando vi caccerete in quelle zuccacce vuote che i sondaggi NON SONO UNA FORMA DI VOTO POPOLARE? che NON SONO UNA FORMA DI LEGITTIMAZIONE DEMOCRATICA?
        in democrazia il gradimento si ottiene nelle urne, non grazie alle telefonatine a casa pilotate (oh, nella mia vita uno mi avesse mai telefonato per chiedermi che ne penso dei leader politici) che non contano a un cazzo.
        il Bamboz non è mai stato votato neanche capo del suo partito. in effetti, neanche è iscritto al Movimento, perché ha paura di bruciarsi, quindi di che cazzo stai parlando, alfabeta?

        e comunque, se ti piacciono tanto i sondaggi: oggi il M5S ha il 16%, dopo la Lega, PD e Fdi: è il quarto partito, e anche alleandosi col PD perderebbe le elezioni e dovrebbe smammare.
        non si capisce perché i sondaggi che dicono che il Bamboccio è tanto amato sono la Legge, mentre quelli sulle percentuali dei partiti non contano a niente.
        suca.

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      • Cogliostro
        tu sei un infiltrato spacciatore di cazzate
        non sei mai stato del M5S e non lo hai mai votato
        stai mentendo spudoratamente
        millantatore mistificatore propagandista

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    • Chi ha votato Movimento ha votato un programma che nel bene e nel male all’ottanta per cento è stato ottenuto. Non ripetere frasi fatte prive di valore giusto per sminuire serietà e capacità di questi valorosi rappresentanti.

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  3. Mi inchino al dott. Merlo, di cui condivido ogni singola parola. Ormai in Italia non abbiamo più una democrazia ma un’ oligarchia che ci beffa in continuazione e bellamente fa quello che vuole alla faccia di tutti. Spero non si arrivi a una rivolta popolare.

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    • Perché speri che non si arrivi a una rivolta popolare degli italiani che “hanno votato per il cambiamento e si ritrovano una cupa restaurazione tecnocratica” ? Chiedo per un amico…

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      • @ Caro Rob Erto, le vere rivolte popolari ( la Storia ci insegna) prevedono un forte contributo di violenza, di distruzione e di sangue, che aggiunge dolore a dolore, mentre una ribellione silenziosa, “seduta”, prolungata, con la stessa quantità di decine di migliaia di persone capaci di invadere uno stadio, come accade nelle partite più importanti, fa molta più impressione e sortisce lo stesso effetto ” BOATO” DELLE VIOLENZE CHE AGGIUNGONO DOLORE A DOLORE, SOFFERENZA A SOFFERENZA.

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      • Il concetto è giusto e sarei sicuramente a favore e parte di questa ribelkione. Però una domanda te la faccio: saresti capace di farmi qualche esempio precedente di ” ribellione silenziosa, “seduta”, prolungata, con la stessa quantità di decine di migliaia di persone capaci di invadere uno stadio, come accade nelle partite più importanti,” che ha fatto molta più impressione e che ha sortito lo stesso effetto ” BOATO”  ?

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      • Il concetto è giusto e sarei sicuramente a favore e parte di questa ribelkione. Però una domanda te la faccio: saresti capace di farmi qualche esempio precedente di ” ribellione silenziosa, “seduta”, prolungata, con la stessa quantità di decine di migliaia di persone capaci di invadere uno stadio, come accade nelle partite più importanti,” che ha fatto molta più impressione e che ha sortito lo stesso effetto ” BOATO”  ?

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  4. A me pare che il giornalista, anche attraverso il mantra della “restaurazione tecnocratica”, abbia espresso uno stato d’animo cupo e poco aderente alla realtà. Parla degli italiani come se li conoscesse tutti uno a uno, ma come può pensare che la gente comune abbia voglia di fare una specie di rivoluzione dopo una pndemia che li ha relegati in casa per un anno?
    C’è da ricostruire un paese intero e lui parla di distruggere ulteriormente quel poco che resta di una democrazia, per quanto claudicante (è vero che si vota e puntualmente si rovesciano le alleanze, ma non è certo colpa di Draghi).
    E provare ad essere un po’ più ottimisti, anziché fare i menagramo?

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    • X Adriana: no spiacente, cicci, l’ultima parola (nel tuo caso, stronzate) non la meriti.

      Non lo meritano gli italiani.

      Non meritiamo Dragula e i suoi. Non meritiamo il Ponte, non meritiamo l’esautorazione della volontà popolare. Non ce lo meritiamo.

      E non c’é paese da ricostruire con questi farabutti.

      Lo faranno peggio di come è adesso.

      Altro che ‘menagrami’.

      CINGOLANI, ti dice niente, con le sue centraline atomiche?

      Le ‘grandi opere’ con il codice appalti abbattuto (la MAFIA ringrazia), ti dicono niente?

      Un BANCHIERE che vuole una BANCHIERA alla dirigenza RAI, ti dice niente?

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  5. @Stef menc
    Cicci lo dica a sua sorella, per cominciare.
    Il ponte sullo Stretto non è previsto in questo piano.
    Le trivellazioni purtroppo erano già state autorizzate dal precedente governo.
    Il codice appalti non sarà “abbattuto” ma riformato e vedremo come.
    Da ultimo il plurale di menagramo è per l’appunto “menagramo”.

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  6. Non saranno certo quello come Di Maio a farlo cadere.
    Di Maio ha molti pregi ma sul piano ideologico di fronte a Di Battista è nessuno. E’ arrivista, opportunista, cauto, prudente, istituzionale, ubbidiente, moderato, affidabile… Si costruirà sempre una strada comoda per il futuro, e probabilmente quando avrà terminato i due mandati, otterrà un buon posto alla Farnesina, è stato l’unico per cui Grillo ha combattuto con Draghi e Draghi lo ha riconfermato perché ha capito che da Di Maio non aveva niente da temere, ha tutte le qualità che ci vogliono per piacere ai potenti e far carriera nelle istituzioni. Ma il M5S non è nato per far fare carriera a qualcuno o per confermare le istituzioni. E’ nato come Movimento e rivoluzionario, non per omaggiare il potere del capitalismo ma per contrastarlo in modo diretto, e per questo ci vuole Di Battista.
    I due hanno caratteri, posizioni e scopi diversi.
    Di Maio piace alle persone timide, morigerate, prudenti, che non si sono mai ribellate a qualcuno e non vogliono stravolgere completamente le cose.
    Di Battista è l’erore degli audaci, di chi vuole rovesciare il sistema, combattere il neoliliberismo, denunciare i misfatti del capitalismo.
    Ognuno sceglierà secondo la propria natura e il proprio comportamento.
    I conformati e conformisti scelgono Di Maio, i rivoluzionari e gli audaci scelgono Di Battista.
    Basta guardare i rispettivi diari su Facebook per vedere quanto sono diversi. Se entrambi fossero nello stesso Movimento, si completerebbero.
    Di Maio è conformista e statico e dà un’ottima immagine di sé nelle istituzioni e anche all’estero, non crea scompiglio, non rovescia i tavoli.
    Di Battista in politica può fare sfracelli perché è diretto, forte, rivoluzionario, non diplomatico. Nelle istituzioni ci sta stretto ma è perfetto per la propaganda, trascina le folle, mentre a un comizio di Di Maio ci vanno al massimo 20 persone compresi i giornalisti. Di Maio è un uomo del Palazzo, così come Di Battista è un eroe nelle piazze.
    Sono non solo due modi di comportarsi opposti ma due ideologie, due idee opposte della politica e del proprio ruolo nel mondo.
    Grillo era un tempo come Di Battista, oggi è diventato un uomo delle istituzioni, conformista e conformato.
    E in Conte abbiamo la diplomazia non la rivoluzione, la conservazione non l’innovazione, le istituzioni non il loro sovvertimento.
    Per questo sia Grillo che Conte hanno detto di votare Draghi, mentre, appena il M5S ha votato Draghi, Di Battista ne è uscito.
    Era lapalissiano ed è demenziale che molti lo attacchino proprio per questo, in nome dell’ubbidienza e contro la rivoluzione. Si schierano con la restaurazione. Ma se il M5S fosse stato per la restaurazione, il M5S non sarebbe mai nato.

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  7. @ Rob Erto Ti incollo solo la prima parte della biografia di un GRANDE UOMO Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (soprannome datogli dal poeta indiano R.Tagore che in sanscrito significa “Grande Anima”), è il fondatore della nonviolenza e il padre dell’indipendenza indiana.

    Nasce a Portbandar in India il 2 ottobre 1869. Dopo aver studiato nelle università di Ahmrdabad e Londra ed essersi laureato in giurisprudenza, esercita brevemente l’avvocatura a Bombay.

    Nel 1893 si reca in Sud Africa con l’incarico di consulente legale per una ditta indiana e vi rimane per 21 anni. Qui si scontra con una realtà terribile, in cui migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. L’indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali (e da lui stesso) da parte delle autorità britanniche, lo spingono alla lotta politica. Il Mahatma si batte per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza nonviolenta- “satyagraha”: una forma di non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa. Gandhi giunge all’uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce. Alla fine, infatti, il governo sudafricano attua importanti riforme a favore dei lavoratori indiani (eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi).

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  8. Ma figuriamoci! Che cazzata! IL FATTO: il giornale dei cazzari! Si doveva tenere in piedi il governo degli sciacalli che hanno speculato dul disastro pandemico e sui loro galoppinio! Conte, D’Alema, Arcuri, Speranza, Casalino e tutti i virologi catastrofisti che sulla predizione di tutti i possibili disastri per le riaperture che non ci sono stati ci si sono costruite carriere e futuro politico!

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