Massimo Fini: “Occidente, il regno della menzogna”

(di Massimo Fini – massimofini.it) – Se il cosiddetto Occidente continuerà imperterrito nella propria, costante, estenuante, ripugnante politica di doppio-pesismo, di cui, per restare sul pezzo, dà buona misura quel che sta succedendo a Gaza, con l’equiparazione fra un esercito tecnologicamente avanzatissimo e i guerriglieri straccioni di Hamas, fra i circa duecento razzi sparati verso Gerusalemme e Tel Aviv che hanno causato otto morti e i circa centoquaranta palestinesi uccisi, tra cui un numero imprecisato di bambini, provocati dai bombardamenti israeliani su Gaza (davvero “intelligenti” questi missili se in un sol colpo sono riusciti a sterminare una famiglia composta da due donne e i loro otto bambini, sicuramente terroristi – peraltro, com’è noto, i bambini degli altri sono diversi dai nostri bambini se nella prima guerra del Golfo, per non affrontare fin da subito l’imbelle esercito iracheno, che era stato battuto persino dai curdi, le “bombe chirurgiche” e i “missili intelligenti” uccisero, fra Baghdad e Bassora, 32.195 bambini, dati del Pentagono) politica sostenuta dai suoi media che, inutilmente vili, riescono a essere più realisti del re, nascondendo le verità scomode o rivelandole a metà il che è ancora più scorretto, dai e ridai farà la fine che si sarà meritato: morirà soffocato dalle sue stesse menzogne.

Una decina di giorni fa c’è stato un attentato terroristico a Kabul contro una scuola media frequentata da ragazzi e ragazze che ha causato 55 vittime. La Reuters, che non è proprio l’ultima agenzia di notizie del mondo, ha subito attribuito l’attentato ai Talebani, seguita poi da pressoché tutta la stampa occidentale. Un falso. Bisognava andare a cercare con la lente sull’Internazionale la notizia, data da Tolo News, che è l’emittente dell’attuale governo afghano e quindi, in questo senso, al di sopra di ogni sospetto, che l’attentato era opera dello Stato islamico, cioè dell’Isis, e che i Talebani avevano escluso ogni loro coinvolgimento. Del resto questa smentita non era nemmeno necessaria. I Talebani, nella loro guerra d’indipendenza, hanno sempre puntato a obbiettivi militari e politici cercando di limitare il più possibile gli inevitabili “effetti collaterali” per la semplice ragione che non hanno alcun interesse a inimicarsi la popolazione sul cui appoggio hanno potuto costruire la propria lotta di indipendenza durata vent’anni. Del resto nel “libretto azzurro” del 2009, naturalmente snobbato in Occidente, in cui il Mullah Omar dettava le regole cui dovevano attenersi i suoi combattenti, è scritto a chiare lettere: “Attacchi terroristi e attentati kamikaze.

Il sacrificio di valorosi figli dell’Islam è lecito soltanto se il bersaglio è importante, vale a dire solo per obbiettivi militari e politici che abbiano una certa rilevanza col massimo impegno per scongiurare vittime civili”. Peraltro c’è un precedente significativo. Quando nel 2014 i talebani pachistani attaccarono una scuola frequentata dai figli dei militari pachistani facendo 156 morti e 130 feriti, il movimento talebano afghano guidato dal Mullah Omar condannò senza se e senza ma quell’eccidio: “L’Emirato islamico è scioccato da quanto avvenuto e condivide il dolore della famiglie dei bambini uccisi nell’attacco”.

Il 10 maggio di quest’anno sul Corriere della Sera a firma di Andrea Nicastro è stato pubblicato un articolo curioso che riguarda i decreti emessi dal Mullah Omar nel 2014. Ecco cosa dicevano questi decreti: “l’istruzione moderna è importante per l’Afghanistan e le donne hanno diritto alla proprietà privata, all’eredità, all’educazione, alla salute, a scegliere il marito, alla sicurezza e a una buona vita”. Questi decreti spazzano via una delle principali motivazioni con le quali gli americani e i loro lacchè giustificarono la propria permanenza in Afghanistan dopo averlo invaso (Operation Enduring Freedom). Per la verità nel frattempo era caduta anche la motivazione ufficiale per cui gli americani invasero l’Afghanistan: una reazione all’attacco alle Torri Gemelle. È stato dimostrato in modo inequivocabile che la dirigenza talebana dell’epoca era del tutto all’oscuro di quell’attentato (sono stati il Washington Post e il New York Times a chiarire che l’attacco all’Afghanistan era stato premeditato sei mesi prima dell’11 settembre per occupare il ruolo lasciato vacante dal ritiro dei sovietici – dagli americani noi prendiamo sempre il peggio, non il meglio che è la loro libertà di stampa). Del resto all’attacco alle Torri Gemelle parteciparono arabi sauditi, yemeniti, tunisini e altri soggetti di paesi arabi, non c’erano afghani, tanto meno talebani. Né afghani, tantomeno talebani, furono trovati in seguito nelle cellule, vere o presunte, di al Qaeda.

In un famoso discorso tenuto all’Onu nel 2009 Mu’ammar Gheddafi, fra le varie accuse mosse all’Occidente, fece notare queste incongruenze. E questo discorso costerà la vita al Colonnello.

Ma torniamo a Nicastro. Intanto è bizzarro che Nicastro scopra a sei anni di distanza quei decreti del Mullah Omar a supporto dell’educazione femminile e più in generale delle donne che chiunque si sia occupato di Afghanistan conosceva bene, ma che solo noi abbiamo pubblicato. Probabilmente il Corriere, forse il giornale più vile d’Italia, lo fa perché ormai la guerra all’Afghanistan è perduta e i Talebani l’hanno vinta. Ma Nicastro non riesce a ragionare al di fuori degli schemi occidentali e attribuisce quei decreti del Mullah al bisogno di procacciarsi il consenso. Omar non aveva bisogno di nessun consenso, perché ce l’aveva.

In Afghanistan il prestigio non lo si conquista con le schede elettorali ma attraverso l’esempio di una vita. “Combattente, giovanissimo, contro gli invasori sovietici, perdendo un occhio in battaglia e subendo altre quattro gravi ferite, combattente, vittorioso, contro i ‘signori della guerra’ che avevano fatto dell’Afghanistan terra di abusi, di soprusi, di assassinii, di stupri, di taglieggiamenti e di ogni sorta di violenze sulla povera gente, riportandovi l’ordine e la legge … Infine leader indiscusso per quattordici anni della resistenza contro gli ancora più arroganti e moralmente devastanti occupanti occidentali” (necrologio rifiutato dal Corriere della Sera). Nel 2014 il prestigio di Omar era indiscusso anche presso la popolazione femminile, anche presso le professioniste che più di tutti avevano subito la sua rigida interpretazione della Sharia. Non aveva alcun bisogno di acrobazie elettorali democratiche alla Matteo Renzi o alla Matteo Salvini. Quando nel 2013 o 2014, non ricordo bene, a Ballarò cercai di spiegare queste cose e, storpiando un po’ l’italiano al fine di farmi capire, dissi: “Nego nel modo più assoluto che il Mullah Omar sia meno rappresentativo della sua gente del fatto che qui si mette una scheda in un’urna e salta fuori Renato Schifani” ci fu una risata generale, ma io alla trasmissione del pur ottimo Floris non misi più piede. Questa, come dicevo, è la Democrazia che occulta, ottunde e margina tutto ciò che la possa disturbare. Che Allah ti abbia sempre in gloria Omar. Io mi auguro che dal tuo Paradiso, che non è il mio, tu possa vedere i frutti di una vita interamente dedicata alla difesa del tuo Paese e, soprattutto, della povera gente del tuo Paese.

15 replies

  1. riporto da afganistan,ru del 2008
    “L’ultimo colpo devastante all’uguaglianza di genere è stato l’ascesa al potere dei talebani
    e l’istituzione di un regime medievale basato sulla cieca adesione alla comprensione letterale
    della legge della Sharia.
    A una donna era vietato uscire di casa non accompagnata da un parente stretto, indossare il burqa
    divenne strettamente obbligatorio, tutte le scuole per ragazze furono chiuse, assumere donne per lavorare
    era punibile con una severa punizione non solo per la donna stessa, ma anche per il suo datore di lavoro ,
    ed è diventato impossibile per le donne viaggiare legalmente all’estero.
    Ricevere cure mediche qualificate tempestive è diventato un problema enorme, poiché, secondo i talebani,
    una donna può essere curata solo da una dottoressa e una donna non può lavorare,
    e si forma un circolo vizioso, a seguito del quale il già alto Il tasso di mortalità femminile,
    soprattutto durante il parto, ha preso una scala terribile.
    Come risultato del dominio talebano, le donne afghane hanno perso tutti i diritti sia nella sfera sociale
    che in quella politica.
    solo il 2% delle donne afghane ha carte d’identità nazionali (taskers) e, di conseguenza,
    il 98% non ha alcun documento che confermi la propria cittadinanza e status giuridico,
    4 donne su 5 non sanno né leggere né scrivere, ad es.
    L’85% delle donne afghane è analfabeta (mentre lo stesso indicatore per gli uomini è del 51%).
    Lo Stato afghano e la comunità internazionale stanno compiendo enormi sforzi per coinvolgere i bambini
    nei programmi educativi, ma solo il 20% delle ragazze frequenta la scuola primaria
    e il 5% la scuola secondaria.
    Le ragioni di questa situazione risiedono, prima di tutto, nel basso livello di sicurezza
    (720 scuole nelle province meridionali di Helmand, Kandahar, Uruzgan e Zabol sono generalmente
    chiuse per l’incapacità di garantire la sicurezza degli studenti), nella mancanza di insegnanti donne
    (solo un terzo del numero totale di insegnanti nella scuola primaria e secondaria – donne),
    estorsione nelle scuole (sebbene l’istruzione sia gratuita, nell’85% delle scuole è necessario
    pagare per infiniti servizi aggiuntivi), mancanza di materiale e base tecnica
    (più di 5.000 scuole non hanno edifici), così come un alto rischio di sequestro di persona sulla strada per la scuola”

    sarà un altro Afghanistan, mica quello visto in cartolina da Fini…

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    • comunque sul metodo di avere due valutazioni contrastanti
      su fatti sostanzialmente simili, l’EU e gli stati dell’area anglofona,
      non li batte nessuno
      i russi non possono influenzare le elezioni di nessuno e sono costantemente incolpati di farlo
      ma tutti finanziano le ong, e i loro paraventi locali affinché in ogni modo,
      financo utilizzando azioni di piazza non autorizzate, orientino le elezioni della federazione
      i media russi sono osteggiati in tutti i modi, fino ad essere soppressi per legge,
      o ad avere etichette che avvisano che sono finanziati dallo stato (vedi YouTube)
      mentre, se in Russia provano a fare cose analoghe come risposta simmetrica,
      tutti a strillare che sono dei liberticidi.

      strano che uno che si dice “metà russo” non ne sia a conoscenza
      non è che assomiglia al giornalista che cita e pure lui è “un orientato da terzi”?

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  2. Se in Occidente continueranno ad imperversare intellettuali, con diritto di diffusione mezzo stampa, come Massimo Fini, che sprecano la loro pur raffinata intelligenza in una quotidiana opera di denigrazione dell’Occidente, senza capire un tubo dell’Oriente, ma giustificandone o addirittura esaltandone tutte le aberrazioni, siamo destinati a soccombere come civiltà.

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    • L Occidente si denigra da solo e bene, senza Fini indispensabile per fargli fare brutta figura.

      Mai pensato come mai l’A-stan sia al vertice della produzione mondiale di oppio?

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  3. Sulla guerra in corso Fini ha ragione da vendere. Sull’Afghanistan ho dei dubbi, quello che ho letto sui libri non corrisponde ai suoi racconti.
    In ogni caso, ammesso e non concesso che lui abbia ragione, io non riesco a capire come lui possa palesare una simile attrazione e un tale compiacimento per certe forme di governo. Mi pare che concetti molto “maschili” come eroismo, sacrificio di sé, onore, capacità di uccidere, gloria ecc. siano nella sua mente in diretto contrasto con l’Occidente imbelle, effeminato, privo di ideali, individuaista e falso. E” una semplificazione, ma più o meno il suo pensiero si condensa in un confronto che ricorda Plutarco quando parlava dei popoli germanici, magnificandone l’aggressività e la forza, al contario dei romani ormai debilitati dal lusso e dalla corruzione.
    Se Fini va al poligono, alla sua età, nella speranza di diventare una specie d’eroe, io gli consiglierei una modesta passeggiata in campagna, magari al sole ché la vitamina D fa bene, magari in compagnia di un’amica che sappia sorridere alle sue battute, perché lui -è evidente- ama i paradossi e vuole stupire ..

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  4. Ma a noi in occidente che ci frega del Mullah Omar?
    Perchè abbiamo speso miliardi e soldati morti per cosa?
    Siamo andati là a rompere i coglioni ad una popolazione che di noi frega un caxxo, e che volevano stare per i caxxi loro.
    Parafrasando Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr.
    “«Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato “negro”.»
    Non ho niente contro i talebani, loro non mi hanno mai chiamato “terrone” “polentone” “mafia e mandolino” e non mi hanno mai “rubato” le mie tasse per darle a dei pregiudicati corrotti intrallazzatori

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    • In Afghanistan non si è mai prodotto così tanto oppio da quando è stato occupato dagli occidentali.

      riguardo il conflitto Israele – palestinesi.
      Netanyahu dovrebbe condannato per crimini contro l’umanità, ha provocato hamas finchè sono stati costretti a reagire, per bombardare a caxxo la popolazione del GHETTO di Gaza per questioni puramente di tornaconto politico personale

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  5. Siamo delle gran merde ma tutti vogliono venire qui.
    Nessuno che faccia carte false per emigrare in Gabon o in Corea del Nord. E neppure l’ enorme Cina, o l’ India, piene di opportunità e con un PIL in enorme crescita, sono troppo gettonate.
    Durerà ancora poco, ma per ora è così. Si sputa nel piatto in cui si mangia pur continuando a mangiarci dentro.

    Si pensa che gli unici “cattivi” al mondo siano gli Occidentali (direi piuttosto i Paesi con cultura occidentale) come se gli altri fossero tutti Paradisi con abitanti vergini ed innocenti. Tutsi e Hutu dovrebberoi dire qualcosa. Ma ovviamente anche quel genocidio sarà stato “colpa nostra”: l’ Africa è considerata evidentemente piena di abitanti minorati che senza il nostro influsso malefico e la nostra avidità vivrebbero in pace e prosperità. Ormai la vulgata è questa: il “buon selvaggio” , l’ antesignano del razzismo.

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  6. Piuttosto che continuare a batterci il petto, sarebbe il caso di aprire gli occhi e cercare di mantenere quel po’ di buono che ci è rimasto. Ma siamo “distratti” da tutt’ altro. E becchiamo sempre.

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      • Si è sbagliato, gentile @Ennio, non sono mica io che svaluto l’Occidente, anzi. Ringrazio di essere nata qui.
        Se mai il suo consiglio è per Massimo Fini e quelli che la pensano come lui.
        Attenzione a prendere cantonate per partito preso.

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