Sul “New York Times” articolo dedicato a Capri e alla campagna vaccinale nelle isole

(dal New York Times) – Il traghetto ha attraccato accanto al cartellone blu «Capri, a Covid Free Island» e residenti e lavoratori sono sbarcati con i loro bagagli e i loro anticorpi. Tra loro c’è Mario Petraroli, 37 anni, appena vaccinato e pronto per la riapertura del lussuoso albergo dove lavora come direttore marketing. «Il grande giorno», dice, il giorno della riapertura.

È una storia diversa da quella della terraferma italiana. Lì la campagna di vaccinazione è progredita in modo irregolare, e molti anziani devono ancora ricevere la prima dose.

«È molto frustrante», ha ammesso Petraroli, che ad aprile ha perso lo zio di 68 anni per colpa del Covid.

Quella perdita ha ulteriormente convinto Petraroli che Capri non avrebbe dovuto aspettare l’Italia. A quel punto, ha pensato, la stagione estiva sarà finita e i mezzi di sussistenza, e forse le vite, saranno andati persi.

Devo averlo pensato anche Vincenzo De Luca, il burbero presidente della regione Campania, di cui fa parte Capri. Seguendo l’esempio di Spagna e Grecia, che hanno dato priorità alle campagne di vaccinazione sulle isole per attirare i turisti, De Luca ha deciso di trattare Capri e altri luoghi di villeggiatura come casi speciali.

Così ha vaccinato tutti: giovani e vecchi, e chiunque lavorasse sull’isola. E l’8 maggio si è presentato nella famosa piazzetta di Capri per annunciare che la missione era compiuta e sollecitare i turisti a prenotare.

«I miei amici dicono: “Sei fortunato, noi stiamo ancora aspettando”», ha detto Simone Aversa, 30enne proprietario di un bar, vaccinato. La sua famiglia a Firenze si è lamentata del fatto che anche loro vivono in una città sostenuta dal turismo; perché Capri riceve un trattamento così speciale?

«Capri è la risposta alla domanda sul perché tu e non noi», ha detto con un’alzata di spalle. «Perché è Capri».

Mia D’Alessio, proprietaria del più antico ristorante di Capri, non appena immunizzata ha ricevuto la telefonata del manager di Beyoncé: ha prenotato la sala per un pranzo privato ad agosto.

«Capri sarà più jet set di prima», ha detto D’Alessio di fronte a un muro di foto in cui posa con Steven Spielberg, Mariah Carey e Michael Jordan. Vengono per la «pizza del jet set», ha detto. «Non troppo pesante. Niente lievito».

I vip, dotati di jet privati, yacht e medici personali, avranno meno difficoltà a raggiungere l’isola di orde di turisti affamati di souvenir, ha spiegato.

«È una buona stagione per vivere Capri», dice Petraroli mentre raggiunge il Capri Tiberio Palace, dove Kylie Jenner ha alloggiato la scorsa estate dopo essersi sentita male sul suo yatch.

L’hotel prende il nome da Tiberio, che gestiva l’Impero Romano da Capri. Molti qui lo chiamano il primo turista di Capri.

Al piano superiore, il signor Petraroli ha aperto la Suite Bellevue, prenotata principalmente da «sceicchi e sultani e ragazzi molto famosi». Da qui si accede a una terrazza piastrellata con ceramiche dipinte a mano, sormontata da una vasca idromassaggio Jacuzzi. Il signor Petraroli ha detto che la defunta star del basket Kobe Bryant aveva un «legame così speciale con la nostra suite superiore» che ha chiamato sua figlia Capri dopo essere stata lì.

Fuori dalla stanza, Alessandro De Simone, 23 anni, ha spolverato caraffe di cristallo piene di cognac e whisky. Il signor De Simone, anche lui vaccinato, ha detto che nessuno dei suoi amici a casa a Napoli lo era stato.

«Dal loro punto di vista sono un privilegiato».

Ma altri sull’isola hanno detto che i loro amici della terraferma li vedono come topi da laboratorio ospitati in modo lussuoso.

Domenico Marchese, 29 anni, che ha preparato sciroppi alla banana per il suo cocktail “Barbados Punch” nel Jackie Bar dell’hotel a tema cubano, ha detto che mentre i suoi genitori, sulla cinquantina, non potevano vaccinarsi, i suoi amici, sulla ventina, si era rifiutati.

«Sto cercando di fargli cambiare idea», ha detto. «Dico loro di non preoccuparsi».

In tutta l’isola, che nel 2019 ha condotto una campagna contro il sovraffollamento, la preoccupazione prevalente è che nessuno verrà.

1 reply

  1. Effetti collaterali, ovviamente, magicamente scomparsi da ogni notizia. Cosi come le cure e le terapie contro il covid. Addirittura l obbrobrio di dare l-Astrazeneca ai gggiovani dopo tutti i casi avversi registrati appena 2 mesi fa.

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