L’ex generale sui social: “Da oggi Fn cresce anche a livello internazionale, e continua a combattere per la sicurezza, la difesa dei confini”

L’annuncio di Vannacci: Futuro nazionale entra in Ue nel gruppo di estrema destra con Afd

(repubblica.it) – Crescere. Non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. È l’obiettivo di Roberto Vannacci che ieri sul proprio profilo Facebook ha annunciato l’ingresso a Strasburgo nel gruppo parlamentare di estrema destra Esn: “Futuro Nazionale oggi entra nella grande famiglia di Esn con spirito costruttivo, lealtà e con la consapevolezza che le sfide del nostro tempo si vincono solo insieme”. L’ex generale spiega: “Da oggi Fn cresce anche a livello internazionale, e continua a combattere per la sicurezza, la difesa dei confini, la tutela della nostra identità, della libertà di espressione, per sostenere la natalità e l’economia italiana. Dobbiamo unire le forze tra delegazioni, movimenti, territori e nuove generazioni”. Per Vannacci “il futuro dell’Europa non può essere lasciato nelle mani di chi la vuole debole e distante dai bisogni dei cittadini. L’Europa dei popoli esiste, è viva, è determinata e vuole contare. Viva l’Italia, viva l’Europa delle Nazioni sovrane”.

Esn è stato fondato il 10 luglio del 2024 a seguito delle elezioni europee dello stesso anno, su iniziativa del partito tedesco di estrema destra Afd. Il gruppo a Strasburgo è gestito da un organo collettivo chiamato Presidenza, costituito da due capigruppo e da un numero variabile di vice-capigruppo. Attualmente i capigruppo sono il tedesco René Aust (Afd) e il polacco Stanisław Tyszka (NN). Il partito è invece guidato dal bulgaro Stanislav Stojanov (V), eletto il 17 gennaio 2025.

Il leader di Fn, ieri a Vicenza per un evento, non si è lasciato scappare l’occasione di rispondere ai giornalisti a proposito dei sondaggi positivi che vedono il suo movimento in costante crescita fino a toccare quota 6%: “I sondaggi che faccio ogni giorno sono tra la gente, sui mezzi di trasporto, in metropolitana, in autobus, in treno”, afferma. Una posizione di forza che descrive con un azzardato parallelismo storico: “Faccio come Winston Churchill, che quando dovette decidere se resistere o fare una pace separata con la Germania, sentendo il polso delle persone in metropolitana decise di tenere duro. Abbiamo una cosa in comune, siamo due militari”.

Vannacci fa poi sapere che ha pronto un nuovo libro, il terzo, che avrà al centro il tema della “remigrazione”: “Dopo Il coraggio vince, che è un’autobiografia della mia vita, adesso sono in procinto di pubblicare un terzo libro. Se troverò il tempo – spiega – lo metterò in auto pubblicazione, spero entro la fine dell’estate. I tre quarti li ho già terminati e sarà un libro sulla remigrazione, nel quale spiego per filo e per segno cos’è, su che cosa si basa”. Perché per il generale il “sogno”, l’obiettivo sul “lunghissimo termine da raggiungere, come si fa quando si mangia un elefante, un boccone alla volta, è di ritornare a un massimo di popolazione straniera nella società italiana del quattro per cento”.

Nel giorno dell’annuncio dell’entrata nell’Europe of Sovereign Nations a Strasburgo, parlando del prezzo dell’energia in Italia – “la più cara di qualsiasi altra area industrializzata del pianeta” – Vannacci spiega che un modo per porvi rimedio ci sarebbe ovvero “riaprendo i rubinetti con la Russia”.

La cosa, sostiene, oggi “è possibile senza alcuna problematica con il gas che ad oggi non è sottoposto a sanzioni. Ci sono già sei nazioni europee che hanno quintuplicato, sestuplicato, addirittura, fatto salire esponenzialmente le importazioni di gas naturale liquefatto dalla Russia”.