Letta snobba i lavoratori non garantiti

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Non ha sicuramente torto il sociologo Luca Ricolfi quando rimprovera alla sinistra “l’iper-tutela della sua base elettorale, ossia dei garantiti, e il cinico abbandono dei non garantiti, come se questa non fosse la diseguaglianza fondamentale dell’Italia di oggi” (intervista a La Verità). Infatti, continua a fare rumore il silenzio del Pd, e del suo segretario, Enrico Letta, dopo che le conseguenze di 15 mesi di pandemia e lockdown hanno reso quasi incolmabile il fossato tra chi ha potuto contare su un salario comunque garantito (dipendenti pubblici e impiegati di aziende medio grandi) e il complesso del lavoro autonomo (commercianti, artigiani, partite Iva) dal reddito massacrato.

Stupisce che la sinistra dell’equità sociale non sembri granché interessata alla tutela di un mondo di almeno cinque milioni di persone (senza contare le famiglie) – la spina dorsale dell’economia nazionale, soprattutto al Nord – e che abbia preferito lasciarne la rappresentanza politica alla destra di Lega, FdI, Forza Italia. Anche se per il Pd il blocco dei non garantiti costituisse una causa persa dal punto di vista elettorale, come può disinteressarsene il partito cha affonda le radici nelle idee di progresso e nei valori del cattolicesimo sociale? Forse da Enrico Letta sarebbe lecito aspettarsi una spiegazione sul perché, nella non facile coabitazione di governo con il Carroccio, il Pd sia impegnato a polemizzare con Matteo Salvini quasi esclusivamente sul tema dei diritti (contro l’omofobia e a favore dello ius soli). E si tralasci, per esempio, di intervenire sul davvero poco che l’esecutivo Draghi (in linea con l’esecutivo Conte) riesce a produrre nel sostegno al lavoro non garantito. Un rimprovero che non può essere mosso al M5S: senza il reddito di cittadinanza (contestatissimo dall’establishment Ztl) gli ultimi e i penultimi di questo Paese sarebbero letteralmente alla fame. Forse però a parlare bene dei 5stelle si fa peccato.

Ps. Il direttore de La Verità assai si duole per il mio articolo di domenica dedicato al piagnisteo della destra sulla legge Zan. Ha ragione: avrei dovuto avvertirlo che lo scritto (sul vittimismo della sinistra che la destra adesso imita) era autoironico. Purtroppo, la carta stampata non consente segnalazioni come quelle televisive: per esempio, il cartello a protezione dei bambini per immagini che non capiscono o che potrebbero turbarli. O come le faccine su WhatsApp.

5 replies

  1. Enrico Letta e tanti altri della sedicente sinistra non hanno capito che i diritti civili (che non costano quasi nulla) se non accompagnati da quelli sociali (che comportano esborso di denaro dallo stato, tipo salario minimo garantito, ecc.)servono più a niente che a poco.
    A che serve che due omosessuali donne o uomini possano sposarsi , se uno o entrambi sono disoccupati o sottopagati?oppure se nella zona dove abitano non ci sono strutture sanitarie decenti?

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  2. Perché caro Padellaro alla sinistra non frega un cazzo del popolo, sono interessati solo al loro bacino elettorale (costituito in particolare dai garantiti).
    Come i sindacati verso i lavoratori.

    Partiti di sinistra e sindacati sono responsabili di politiche inique, clientelari.

    Guardano con ostilità ai piccoli commercianti, alle piccole imprese, agli artigiani, come se fossero degli alto borghesi.

    ‘Ste merde!

    Ed hanno sempre in bocca l’ultraliberismo, sempre? anche quando i commercianti chiedevano di riaprire perché oramai alla fame!
    Ma per queste merde (chiamiamole col loro nome) la richiesta di riaprire non era la manifestazione di un disagio, la paura di non farcela.
    No, era un “cedimento al liberismo”.
    Si fottano le partite Iva, tanto non ci votano!

    Se Salvini ha tutti questi voti è perché una parte del popolo (guarda caso proprio quella che rischia di più e lavora di più, subendo le vicissitudini del mercato) è stato gettato dalla sinistra nelle braccia del Cazzano Verde.

    Finalmente il velo che copre gli atti di questa sinistra schifosa prima o poi verrà definitivamente squarciato.

    Bravo Padellaro.

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  3. E che palle!
    C’abbiamo da far votare i sedicenni alle primarie, c’abbiamo da rispondere a Salvini sul coprifuoco. E i disoccupati, e i palestinesi, e gli operai, ebbasta!

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  4. ci sarebbe da stupirsi del contrario, barzelLetta non ne prende una manco per sbaglio, meglio gli immigratis che le partite IVA.

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