Napoli: al Vomero imbrattato il muro di cinta della Floridiana

Filmato al link: https://youtu.be/h6x7JvyZ7oA

                “ Adesso basta! Si è superato ogni limite anche per un’eccessiva tolleranza verso questi imbrattatori che nel capoluogo partenopeo  deturpano e degradano non solo il patrimonio artistico ma anche le mura di fabbricati pubblici e privati. Bisogna tutelare il decoro urbano, mettendo in campo tutte le iniziative tese a individuare gli autori e a comminare le sanzioni del caso, anche con il ripristino, a loro spese, di monumenti, edifici e mura imbrattate “. E’ l’ennesima segnalazione di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, rivolta alle autorità competenti affinché vengano presi provvedimenti, non più procrastinabili,  nei confronti di coloro che, da un poco di tempo a questa parte, si divertono ad imbrattare i muri, prendendo di mira anche il popoloso quartiere collinare del Vomero.

                ” Gli ultimi episodi riguardano il muro di cinta della villa Floridiana su via Cimarosa che peraltro versa in cattive condizioni manutentive con diversi tratti ammalorati – puntualizza Capodanno -. Purtroppo, ai numerosi problemi che affliggono il parco vomerese, con tante aree ancora transennate e inaccessibili, si aggiungono le scritte e i disegni  realizzati sul suddetto muro, che non rappresentano nulla di creativo ma solo l’ostentazione di un’inaccettabile quanto deprecabile ignoranza delle regole per la tutela dei beni comuni. Il tutto dinanzi a un parco frequentato quotidianamente da centinaia di persone e che ospita il museo nazionale delle arti figurative, Duca di Martina, meta di numerosi turisti. E’ auspicabile che in questo, come in altri casi simili, si provveda in immediato, dopo i rilievi del caso, a restituire il decoro al muro interessato, realizzando le opportune opere manutentive, eliminando anche scritte e disegni  “.

                ” Scritte e disegni che sono stati segnalati di recente anche in via Doria,  sui muri sottostanti il ponte di via Cilea – sottolinea Capodanno -. Evidentemente pure al Vomero, come in altri quartieri della Città, sono da tempo in azione individui che impegnano parte del loro tempo per imbrattare e deturpare la cosa pubblica, col rischio, peraltro, d’incorrere nelle pesanti sanzioni previste al riguardo dal codice penale “.

                “ Difatti – ricorda Capodanno – dopo gli emendamenti, introdotti dalla legge 94  del 15 luglio 2009, all’art. 639 del codice penale, a coloro che deturpano o imbattano beni immobili, quindi anche i muri, si applica la reclusione che va da tre mesi fino a due anni e un’ammenda che può arrivare fino a 10.000 euro in casi di recidiva, se il fatto sia commesso su cose d’interesse storico o artistico “.

                “ Per combattere questo fenomeno che si va sempre più diffondendo anche nel capoluogo partenopeo – suggerisce Capodanno –  occorrerebbe potenziare il sistema della videosorveglianza, collegandolo alle centrali delle forze dell’ordine in modo da poter individuare immediatamente gl’imbrattatori, già nel momento nel quale entrano in azione. Un tale sistema di controllo, in particolare per i beni d’interesse storico e artistico, potrebbe avere anche una forte azione preventiva, costituendo un deterrente per quanti sporcano con scritte e graffiti  beni pubblici e privati, contribuendo così a rendere più brutta e invivibile la città “.

                Nel contempo Capodanno, per quanto riguarda la prevenzione, invita l’amministrazione comunale a valutare la possibilità di avviare una campagna di sensibilizzazione per il decoro urbano, con il coinvolgimento anche delle scuole e con la partecipazione di educatori e di artisti per sensibilizzare, sopratutto i giovani, al rispetto della città e dei suoi beni.

2 replies

  1. Personalmente auspico che le energie di chi dedica il suo tempo a tali meschini argomenti s’indirizzino su cose più utili (la pulizia di caditoie e fogne, una corretta manutenzione del patrimonio arboreo, il taglio delle erbacce sui marciapiedi, il ripristino delle scale mobili, etc.) anziché impegnarsi in campagne nelle quali un tecnico, senza rendersi conto di divenire ridicolo, ricorda i risvolti civili e penali di sì gravi misfatti. È tipico dei piccolo borghesi ritenere che un muro bianco (oltretutto ammalorato) di centinaia di metri quadri sia più bello di un muro su cui qualcuno ha steso dei colori (lo ammetto: spesso mal assortiti): ricordo che il conduttore radiofonico di ‘Zapping’, una dozzina d’anni or sono, aveva analoga ‘fissa’. Costoro sembra non pensino che i giganteschi spazi pubblicitari (a via Gino Doria, a Corso Europa, ad esempio), riempiti con manifesti sovente di cattivo gusto, sono anche più deprecabili di qualche sgorbio colorato disegnato su di un intonaco.

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