Aboliamo la Festa del primo maggio

(di Francesco Erspamer) – Propongo l’abolizione in Italia della Festa del primo maggio e la sua sostituzione con la Festa della movida. Non ho niente contro la movida in sé e capisco il desiderio della gente di frequentare luoghi affollati, in particolare se giovani e quindi ancora in cerca di compagni per il viaggio attraverso la vita. Mi pare dunque opportuno prendere atto che questa importante funzione sociale è ormai interamente gestita dall’industria dell’intrattenimento, senza altro fine che l’immediato appagamento delle pulsioni: dunque a livello di quello che Freud definì il principio del piacere e del dispiacere. Anche la Festa dei lavoratori era un evento sociale e un’occasione di incontro: andavo alle manifestazioni e ai comizi anche per vedere gli amici e magari conoscere qualche ragazza. Ma non solo per quei motivi: la scusa era il bisogno di costruire una società più giusta. Fa differenza: voleva dire sia che ero insoddisfatto di quella esistente, e dunque non convinto che fosse la migliore di quelle possibili come invece il Pangloss di Voltaire, sia che ero disposto a impegnarmi personalmente per cambiarla. Per il mio stesso bene ma in quanto identificato con quello comune, nonché di lungo termine. Freudianamente era il principio di realtà, ossia la capacità di rinunciare al perseguimento di un piacere effimero o di accettare qualche dispiacere momentaneo per star meglio in futuro e tutti. Un investimento nel tempo e negli altri; una volta si chiamava disciplina, sacrificio, prudenza, tutte parole desuete e concetti politicamente scorretti.

Questo significava la Festa del primo maggio ed è giusto che scompaia; per celebrare in maniera più attualista e astratta il lavoro si potrà ricorrere al Labor Day (anglicismo da conservare), il primo lunedì di settembre, a completare l’americanizzazione del paese, cosa peraltro gradita a un ampio fronte che va dalla fascista immaginaria Meloni ai liberal e uguali, con la piena approvazione dei qualunquisti che comprano su Amazon e da Ikea, preferiscono Uber ai taxi e ai servizi pubblici e il caffè di Starbucks gli sembra più cool di quello del bar sotto casa (questo soprattutto a Milano). Amarezza a parte, sono davvero convinto che per chi voglia iniziare la difficile guerra contro l’egemonia liberista sia politicamente più conveniente impedire che il circo mediatico al servizio delle multinazionali si appropri anche dei simboli di un progetto diverso, antitetico e attualmente sconfitto. Tollero i vincenti che vanno in giro con la faccia di Salvini, Trump o Cristiano Ronaldo sulla maglietta; ma i vincenti con Che Guevara li picchierei perché non gli basta vincere ma vogliono prendersi proprio tutto.

La festa dei lavoratori apparteneva a un mondo in cui il lavoro serviva per sopravvivere ma in cui si sognava che servisse per emanciparsi collettivamente e così autorealizzarsi come persone e costruire l’avvenire “secondo le leggi della bellezza”, come aveva scritto Marx. Oggi il lavoro serve soltanto a procurare agli individui, in feroce competizione fra loro, il denaro con cui potersi stordire di edonismo, consumi, droghe e altre virtualità, in modo da poter far finta di non accorgersi dell’implacabile imbruttimento della Terra. Siamo prossimi al fondo; la catabasi italiana sta per concludersi. Per risorgere occorre per prima cosa prendere atto della situazione: l’abolizione del primo maggio potrebbe costituire il trauma (“chosen trauma” lo chiamano gli antropologi: per esempio la morte di Cristo o la sconfitta alle Termopili) che marchi il passaggio dalla nostalgia alla speranza, dal dolore all’esaltazione della lotta, dalla rassegnazione alla volontà di fargliela pagare a quelli che hanno sistematicamente distrutto il paese, la civiltà, il pianeta per i loro sporchi interessi o per ignavia. Siamo pochi ma non abbiamo più nulla da perdere e quelli che dovremo combattere, alcuni per spodestarli, molti di più per liberarli, sono delle anime morte.

36 replies

  1. PRIMO MAGGIO MA NEL PIANO DI DRAGHI C’E’ POCO SPAZIO PER I DIRITTI DEI LAVORATORI (IFQ).

    Le scelte di politica del Governo Draghi sono neoliberiste, pensano solo alle imprese maggiori e ai loro profitti, anche se questa ricetta unilaterale si è già dimostrata fallimentare. Aumentano i redditi di pochi più ricchi e diminuiscono il livello di vita della massa.
    Se non si garantiscono continuità del lavoro (e dunque non lavoretti e precariato) e aumenti salariali (ma nel PNRR il salario minimo non c’è e non compare nemmeno il reddito minimo).
    Nessun accenno all’economia circolare, la strategia per affrontare la scarsità di risorse, il riscaldamento globale e la gestione dei rifiuti: cioè l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili .
    Persino il linguaggio è prettamente neoliberista. La parola “concorrenza” compare 42 volte, “competizione” 79, mentre “diseguaglianze” 7 e “diritti” 18.
    Draghi parla continuamente di “Competizione”, “concorrenza” e “impresa” ma molto poco di “lavoro”.
    Ciò rivela i suoi scopi.
    Il suo piano è un grande regalo ai profitti delle imprese maggiori e alle privatizzazioni. Con i soldi pubblici europei (da restituire per due terzi) vuol finanziare iniziative private, in regime di monopolio. L’es. più eclatante è la rete 5G, appaltata a Tim con i soldi di Cassa Depositi e Prestiti. Ciò che dovrebbe essere un diritto di base (l’accesso libero e gratuito a Internet) si trasforma in un servizio a pagamento. La lista però è lunga. Si va dall’Alta Velocità e dagli investimenti sull’idrogeno targati Eni agli investimenti per la difesa nazionale (targati Leonardo, da cui proviene il ministro Cingolani), passando per i corsi di formazione professionale ad uso e consumo delle imprese ma inseriti nella missione “istruzione e ricerca”. E in nome della concorrenza, si chiede la liberalizzazione del trasporto locale e dei servizi sociali (ricordate Renzi che voleva privatizzare a 360° lo stato sociale, cioè io servizi pubblici?).
    Non si affronta il nodo della precarietà, non si parla di salario minimo, pure chiesto dall’Europa.
    Invece le battaglie del Primo Maggio dovrebbero essere: reddito e diritti dei lavoratori, autodeterminazione della persona, fine delle discriminazioni, libertà di espressione di sé e dei propri desideri, accesso gratuito a servizi pubblici di qualità, a partire dalla sanità e dall’istruzione (pensiamo al collasso della sanità con la pandemia dopo i tagli dissennati di dx e sx a favore della sanità privata). Non è vero, come predica il neoliberismo, che privato è meglio.
    E i 5 stelle hanno votato tutto questo??

    Piace a 1 persona

    • Viviana, trovo molto interessante quello che scrivi, tuttavia mi pongo una domanda: “Queste scelte che definisci “neoliberiste” non erano già contenute nel Piano elaborato dal goveno Conte 2? Per esempio la rete 5G appaltata a Tim?
      Se il FQ, su cui scrivi, ribadisce che il 95% di quel piano è uguale a quello di Draghi, con chi ce la dobbiamo prendere, oltre che con i cinquestelle governisti? (Di Maio, Taverna, Patuanelli ecc.)
      Io resto convinta che l’abbraccio mortale col Pd abbia decretato la fine dei cinquestelle. E continuo a pensare che Conte, al massimo, produrrà un partitino ininfluente. Tu che ne pensi?

      Su Draghi mi riservo di esprimer un giudizio quando realizzerà ciò che, sulla carta, hai descritto.

      "Mi piace"

    • Cara Viviana Vivarelli, i tuoi commenti sono un miscuglio inestricabile di opinioni su tutto lo scibile umano.
      Ti invito a centrare un punto ed approfondirlo altrimenti se uno volesse replicarti deve scrivere un cantico.
      Se il motivo per cui scrivi è il confronto e non la propaganda, conviene limitarsi a pochi temi, per praticità non per altro.

      C’è l’hai con la CONCORRENZA.
      Bene. Spiegami che idea hai del mercato, se le imprese non si sfidano sul piano della concorrenza, chi decide quelle che muoino e quelle che vivono? Qualche burocrate del cazzo pappa e ciccia con la politica?
      L’assenza di concorrenza, che in questo Paese è determinata in particolare da CORRUZIONE, CLIENTELISMO, NEPOLISMO, PARTITOCRAZIA, è quella che ha portato i Benetton a gestire Autostrade.
      Le privatizzazioni alla Benetton (che non sono privatizzazioni perché il bene rimane allo Stato) sono state privatizzazioni ladre, CONTRARIE AL MERCATO ED ALLA CONCORRENZA.
      Privatizzare non vuol dire mettere lo Stato a 90° rispetto alle IMPRESE, tutt’altro.
      Se però lo Stato (o meglio queste merdine di politicanti che lo rappresentano) fa Tafazzi e sottoscrive contratti capestro per agevolare gli amici PRENDITORI, il problema non sono le privatizzazioni in sé.
      Il problema è come privatizzi, o meglio, come dai in concessione.
      Se la politica prende la MAZZETTA (magari come donazione alle fondazioni, uno scandalo contro cui il M5S non può far più nulla visto che si imberta quatto quatto e nell’indifferenza dei cosiddetti grillini, le “donazioni” del PRENDITORE Onorato pappa e ciccia con lo Stato) RINUNCIA di fatto al suo POTERE di CONTROLLO.
      Come fai a chiedere a chi ti ha dato una cospicua “donazione” il RISPETTO DELLE REGOLE?
      Quindi il problema non è privatizzare o meno ma COME privatizzare.
      La privatizzazione è uno strumento come una zappa. Se te la dai sui piedi non è colpa della zappa.

      L’Europa (sono più europeista di Draghi) non ci impone norme sacrosantissime sul Ciclo dei Rifiuti e sulle Energie Rinnovabili (altroché la lunghezza delle vongole di cui parla quel testa di cazzo di Salvini) ma anche sulla concorrenza.
      Se non c’è l’abolizione della proprietà privata c’è il mercato. Punto.
      E se c’è il mercato, il mercato va regolato e normato per evitare gli eccessi in modo da aumentarne gli effetti benefici sulla società.
      Non va aggirato!
      Le municipalizzate, almeno qui a Roma, sono uno schifo, un ricettacolo di raccomandati e di trombati in politica. Alé Magno ha assunto impiegati quando servivano autisti.
      Di concorsopoli c’è ne sono state a bizzeffe!!
      Le municipalizzate costano molto e offrono servizi pessimi.

      Perché non dovremmo mettere in competizione il rapporto COSTI/BENEFICI di un servizio offerto da una impresa privata rispetto a quello di una impresa pubblica?
      Me lo spieghi per favore da un punto di vista di sinistra, anzi popolare, dal basso (non marxista)?
      Dovremmo solo considerare, se guardiamo al popolino (di cui faccio parte), solo quanto un servizio ci costa e quanto ne beneficiamo.
      Non CHI lo svolge.
      Se l’autista è di una società privata in concessione o un dipendente dell’Atac, al passeggero che cazzo gliene frega.
      Interessa invece molto ai magnager sindacali e di partito. Con le privatizzazioni TRASPARENTI e senza MAZZETTE, partiti e sindacati vedono il loro potere CLIENTELARE enormemente ridimensionato.
      Ma devono essere fatte bene, con lo Stato che prende per le palle il concessionario.

      "Mi piace"

  2. SINDACATI VIL RAZZA DANNATA- Viviana Vivarelli.

    Ci mancava pure che facessero un’accozzaglia sindacale di dx e sx, ma pure questo hanno avuto la faccia di fare, come se gli interessi dei lavoratori avessero mai coinciso con quelli dei padroni.
    C’è voluta l’iniziativa di Byden perché i nostri cari sindacati si accorgessero che le multinazionali non pagano tasse e ci sono voluti ripetuti scioperi dei ryder perché si accorgessero della loro esistenza.
    Non aprirono bocca sulla Bolkenstein e sulla legge che voleva ridurre i diritti dei lavoratori a quelli del Paese dove un’impresa metteva la sede e i diritti erano al minimo e sono tutt’ora ostili al reddito minimo di cittadinanza voluto dall’Europa ed esistente in tutti i Paesi europei, mentre non vogliono nemmeno sentir parlare di salario minimo, anch’esso chiesto dall’Europa ed esistente in 21 Paesi Ue, perché in testa alle loro priorità non ci sono i diritti dei lavoratori ma i loro interessi e privilegi.
    Dire che i sindacati fanno schifo e sono una corporazione finalizzata a se stessi è proprio il minimo.
    .
    (Scritto mio pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 4-5-2021):

    “Nel suo Piano Draghi tace sul salario minimo, norma di civiltà e punto importante del programma del M5S, oltre che richiesta Ue, obbligo etico in una crisi che colpisce soprattutto i più indifesi arricchendo i più ricchi e cartina di tornasole per quel Pd che ormai ha perso anima e sostanza. Peccato che il Pd non sia mai occupato del problema, intento com’è a fare concorrenza alla dx peggiore, insieme alla CGIL di quel Landini che avverserà il salario minimo come ha avversato il reddito minimo, per paura di perdere il suo potere contrattuale che vale molto di più del suo dovere di difendere i più deboli.
    Nei 6 Paesi europei dell’Est il salario minimo non arriva a 700 euro. In Grecia, Portogallo e Malta è di poco sopra i 700. In Slovenia e Spagna sopra il 1000. In Francia,Germania, Belgio, Olanda e Irlanda sopra il 1500 ma con costo della vita molto più alto.
    L’art. 36 della Costituzione stabilisce che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Peccato che troppi se lo siano dimenticato!
    Per fortuna il reddito minimo di cittadinanza stabilisce una soglia minima sotto cui non si può scendere, 780 €, ma siccome è applicabile solo a chi ha la residenza italiana, restano fuori i migranti clandestini sottopagati su cui nessuno esercita controlli e i tirocinanti privi di contratti nazionali o retribuzione minima.
    Il risultato è che il 13 % dei lavoratori italiani percepisce salari sotto i minimi contrattuali: “record negativo”!
    Con 209 miliardi a disposizione per l’economia forse era il caso ripartire dai più sfruttati e svantaggiati. Ma il Draghi che secondo Grillo “aiuta i poveri”, lo ha dimenticato come ha dimenticato il reddito minimo. Sarà un caso?”

    "Mi piace"

  3. L’articolo va oltre il contingente (Draghi e il governo attuale) e parla dell’edonismo imperante che sta distruggendo le nostre tradizioni, il sentimento fraterno di una comunità che si riconosce in determinati valori.
    Quand’ero bambina, nei primi anni sessanta, il primo maggio era unafesta vera: i nostri genitori si mettevano il fazzoletto rosso al collo, all’epoca si chiamavano compagni fra loro, e con i bambini per mano andavano orgogliosi a sfilare in paese. Era davvero il “Quarto stato” di Plellizza da Volpedo. Oggi pare essersi realizzata quell’omologazione consumistica che paventava Pasolini. E perfino i bambini sono petulanti e noiosi nella costante pretesa di stare al centro del mondo. Questo individualismo becero e distruttivo dovrà pur finire, a meno che non vogliamo distruggere il pianeta sul quale viviamo.
    Se gli intellettuali, come chi ha scritto l’articolo, danno il buon esempio, forse qualche speranza rimane.

    "Mi piace"

  4. Sì, forse ha ragione Er Spammer.
    La festa del primo maggio è diventata la festa della musica più che dei lavoratori.
    Una bella festa ma non viene più percepita come qualcosa di inscindibile dal lavoro.
    Forse esistono altri modi per festeggiare i lavoratori.
    Anzi, dovremmo dire per festeggiare il LAVORO, perché anche l’attività di un giovane e piccolo imprenditore è LAVORO. Perché ha la dignità del lavoro.
    La nostra Costituzione non a caso è fondata sul “lavoro” e non sui “lavoratori”.
    I lavoratori sono imprescindibili per il lavoro.
    Vanno tutelati, formati, incentivati.
    Ma non sono gli unici a lavorare.
    Sono la condizione necessaria ma non sufficiente.

    Bravo Er Spammer!

    "Mi piace"

  5. 1 maggio , è successo anche questo

    Ecco la telefonata in cui uomini Rai cercano di convincere Fedez a censurare il suo discorso.

    L’artista ha pubblicato l’audio sui social.

    La telefonata si apre con una voce maschile che afferma quanto non sia “Editorialmente opportuno” il suo intervento. Fedez si scalda: “Io sono un artista, mi assumo la responsabilità di ciò che dico. Le asserzioni che riporto nel mio testo sono consiglieri leghisti che dicono ‘se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno’. Perchè non posso dire che un consigliere leghista in pubblica piazza che un figlio gay lo brucerebbe nel forno. Perchè non posso dirlo?”

    “Le sto chiedendo – dice la voce maschile – soltanto di ADEGURASI AD UN SISTEMA che probabilmente lei non lo riconosce”. “E qual è questo sistema visto che io non lo riconosco? Qual è la parte incriminata che a voi non sta bene del testo” chiede Fedez visibilemente adirato.

    “Tutte le citazioni che lei fa con NOMI e COGNOMI quelle NON possono essere citate”.

    “Perchè non sono vere? Avete verificato che non sono vere?”

    “A prescindere … – ribatte l’uomo al telefono – quelle cose possono essere dette in contesti che non sono quelli che lei sta dicendo”.

    “Perchè a prescindere. Quindi direi che brucerei mio figlio se fosse gay messo in un contesto diverso cambierebbe il significato?” urla il rapper.

    “Sto dicendo che questo non è il contesto corretto…” precisa il funzionario Rai.

    “Ma chi lo stabilisce! Io su un palco devo essere libero di dire il caz*o che voglio, mi scusi il francesismo. Non lo stabilisce lei cosa posso o non posso dire sul palco”.

    A questo punto interviene la vice direttore di Rai 3 Ilaria Capitani: “Io ritengo inopportuno il contesto ma…”. Fedez la interrompe: “Visto che non c’è un contesto di censura posso salire sul palco e fare delle cose che per me sono opportune e per voi no? Posso o no?”.

    Segue un lungo silenzio imbarazzato.

    Voce maschile: “Noi siamo in difficoltà”. Fedez li annichilisce: “Non avete neanche il coraggio di rispondere a questa domanda: nel vostro futuro i DIRITTI CIVILI sono contemplati oppure no?”.

    “Assolutamente sì” è la risposta

    “E allora perchè non posso parlare di questa cosa?”.

    “Perchè il contesto in cui lo stiamo facendo, con questi termini non crea…”.

    “Nonostante nel mio testo non sia presente torpiloquio, non ci siano bestemmie. Io riporto solo fatti sono imabarazzato per voi. Sono davvero imbarazzato per voi”.

    Notare anche , direttore di Rai 3 Ilaria Capitani fu portavoce del democratico Veltroni

    Piace a 3 people

    • Non era giusto e opportuno il “contesto”?
      “Dobbiamo tenerci buona la lega e leccargli il q, perché hanno le zampe sulla RAI e potrebbero CACCIARCI” era troppo lungo?

      Piace a 1 persona

    • Ha più schiena dritta un Fedez e quella strafiga della moglie, tutti griffati pargolo e cane inclusi, che una Boldrini o un Vendola.
      Quanti a sinistra avrebbero accolto l’invito a moderare i toni? Molti, troppi, abituati come sono al compromesso, a predicare bene (si fa per dire) e razzolare male.
      Bravo Fedez!
      Non so se tu l’abbia fatto “perché te va l’acqua pe’ l’orto” ma hai fatto comunque bene!

      "Mi piace"

      • Ho letto questo commento e non mi sono soffermata, finché non hai esplicitato le ragioni nel commento sotto: cioè l’intercettazione di Vendola.
        Allora, Vendola è stato un ottimo presidente di regione, OTTIMO!
        E quella telefonata è stata raccontata male e infatti ha fatto causa al Fatto Q e ha pure vinto. E pur essendo abbonata al fatto da 10 anni sono ben felice!

        Ma comunque, facciamo finta che fosse vero, è un episodio, e tu lo usi per additare Vendola come arrivista e tutte quelle altre robe che dici. Questo è un atteggiamento disfattista che vuole solo criticare tutto e tutti per non credere in e poter continuare a lamentarsi.
        Solita tiritera di chi rimprovera a Bersani il sostegno Riva. Significa non avere nulla da dire. E se avesse fatto uno sbaglio? E allora Conte che è stato pappa e ciccia con Salvini e poi lo ha fatto nero cosa è? Un arrivista, un approfittatore, uno speculatore?

        "Mi piace"

    • Guardando il video-selfie registrato durante la telefonata con l’audio originale pubblicato da Fedez, ed anche il discorso non censurato (che pure ha pubblicato Fedez) viene proprio da dire “Bravissimo” a Fedez proprio perché se NON si comportava così avrebbe potuto ottenere da mamma rai molta “più acqua pe’ l’orto suo”, nonostante lui l’acqua già ce l’ha!

      Piace a 1 persona

      • Rob,
        e Fedez è di SINISTRA, ma qualcuno approfitta di ogni occasione per buttarle m. sopra, anche quando zero c’entra.
        La lingua batte dove il dente di dx duole.

        Piace a 1 persona

      • Lo SA benissimo, ha risposto a me tramite te, con la scemenza della lavagna. Che dire…cavoli a merenda, dover sempre pareggiare le cose per fare gli equidistanti, cioè gli ignavi. Tipo chi, se parla male dei ladri, deve farlo anche delle guardie, per dimostrare di essere oggettivo.
        Terzisti, li chiamo io, quando sono caritatevole.

        Piace a 1 persona

      • @ Rob Erto
        Apprezzo questo tuo commento.
        Ti faccio però presente che l’appartenenza a sinistra non vuol dire un cazzo.
        Anche Buzzi si dichiarava di sinistra.

        La sinistra c’entra eccome, se stiamo dove stiamo è anche per lei e non solo per colpa di questa destra criminale!
        Capito cosa penso della destra italiana?

        Ma un Vendola che parlando confidenzialmente con Archina (il tirapiedi dei Riva) critica il giornalista colpevole di far domande (legittime e doverose per un giornalista) alle quali i Riva non rispondono e lo chiama PROVOCATORE, al posto di Fedez avrebbe acconsentito alla censura.
        La sinistra, come la destra, è piena di arrivisti, approfittatori, speculatori che indossano il vestitino di sinistra perché semplicemente gli è stato offerto.
        La sinistra come mezzo di affermazione personale e non come MEZZO di emancipazione sociale.

        L’appartenenza non conta un cazzo.
        Ma qualcuno concepisce la politica come una lavagna delle elementari in cui la maestra scrive i buoni e i cattivi.

        La mia lingua batte sul dente che duole e che NON è il mio!!

        "Mi piace"

      • Andreaex per essere chiari io e te non abbiamo niente da dirci, sei un tifoso del cazzo, e se hai apprezzato il mio commento evidentemente non hai neanche capito che sto confutando cio che hai detto e che ti sto pure prendendo per il culo, come anche nel commento successivo con Anail, che son sicuro apprezzerai: “Infatti nel dire che ha la schiena dritta ci pone pure una vagonata di merxa così, a uffa, tanto per… BAH🤦‍♂️”

        Piace a 1 persona

      • @Rob Erto

        Io e te non abbiamo un cazzo da dirci e allora perché un attimo fa hai replicato ad un mio post su un altro articolo.
        Ma che cazzo avete, siete matti?
        E comunque il fatto che tu non voglia replicare a me non vuol dire che io debba astenermi dal replicare a te.
        Ce la fai a seguire il passaggio logico dall’alto del tuo acume?
        Io ho il diritto di dire quello che penso quando lo penso, dove voglio.
        E non pensare che QUANDO REPLICO A TE HO INTERESSE A CONOSCERE UNA TUA REPLICA.
        A me interessa il confronto costruttivo e mettere a punto un pensiero mentre scrivo.
        Che tu non sia la persona ideale per questo lo dimostri anche con questa replica, tranquillo.

        Il mio commento era riferito a quello in cui tu ti compiacevi con Fedez.

        "Mi piace"

  6. Mi di è accapponata la pelle a rileggere per bene la telefonata fra Fedez e questa marmaglia della dirigenza Rai. Sono solo dei pusillanimi serventi gemuflessi ai loro padroni senza un minimo di dignità e coscienza. Insomma siamo davvero alla….deriva!

    "Mi piace"

  7. Mi metto nei panni dei dirigenti RAI, che grazie alla politica hanno avuto il posto, ora grazie alla politica rischiano il posto, cosa non si fa per una tartina al caviale.
    Cmq è sempre stato così, mi ricordo che censuravano le gambe delle ballerine obbligandole a ballare in calzamaglia e presente alle trasmissioni c’era sempre un prete per stabilire cosa si poteva trasmettere.
    Ricordo anche che è stata abolita pochi giorni la censura cinematografica, ma hanno istituito una nuova Commissione presieduta dal presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, e sarà composta da 49 figure nel rispetto dell’equilibrio di genere tra sociologi, pedagogisti, psicologi, studiosi, esperti di cinema (critici, studiosi o autori), educatori, magistrati, avvocati, rappresentanti delle associazioni di genitori e persino di ambientalisti, per classificare i film con icone indicanti la eventuale presenza di contenuti ritenuti sensibili per la tutela dei minori, tra i quali violenza, sesso, uso di armi e turpiloquio, COME LE ETICHETTE DEGLI ALIMENTARI.

    "Mi piace"

  8. Ma è vera la notizia che Fedez ha creato degli smalti dedicati a trans, gay ecc. ‘
    Se è vera mi pare che i Ferragnaz abbiano un grande senso per gli affari!!!
    A volte le ideologie, a saperle gestire, serviono anche a questo. Chapeau!

    "Mi piace"

    • Non lo so Adriana, Fedez può aver avuto anche un secondo fine (ma se vedi il video della telefonata sembra sinceramente incazzato e non è Al Pacino) ma anche se fosse le sue parole sono comunque impeccabili.

      "Mi piace"

      • I cretini sono quelli della RAI, che gli servono su un piatto d’argento l’opportunità di offrirsi al pubblico come l’eroe dei “diritti” delle minoranze.

        "Mi piace"

      • Ok Adriana ma questo non riduce l’importanza di chi si batte per i diritti delle minoranze.
        Se affermi che in RAI sono cretini metti in risalto la loro stupidità.
        Invece il problema non è la “stupidità” ma l’accondiscendenza al potere politico.

        La stupidità dei comportamenti non è dettata da un difetto di intelligenza. Se ti chiedono di leccare il culo a Salvini devi farlo anche se non ti piace.
        È questo il dramma: è che chi ha telefonato a Fedez forse aveva la sua stessa opinione, non lo sapremo mai.

        La RAI va privatizzata.
        Un canale gratuito, senza pubblicità, che faccia solo cultura.
        Nessuno, né lo Stato né i privati, dovrebbero avere più di un canale televisivo.

        "Mi piace"

    • Sì a volte servono a questo. Altre volte le ideologie malate come le tue servono a cercare di diffondere un pensiero fascistoide onde poter ritornare a pubblicare su un blog che per quelle stesse idee ti ha cacciato. Tentativo patetico, prof dell’occulto. Puoi provare col blog lega Salvini premier, o fratelli di mafia: Lollobrigida potrebbe essere un tuo seguace.

      P.s. Notare che come al solito il prof trombato prova a spostare la discussione. Che provi a farlo, chissenefrega, ma che creda di poterci riuscire fantastico! Degno di una fida gazzella!

      Piace a 1 persona

      • Prof trombato?
        Ma di chi parlate?
        Esplicitare Santo Iddio.
        Parlate in modo criptico, sembrate dei massoni!

        "Mi piace"

      • Sì, ma non ho ancora capito chi credete che sia.
        Adriano negava addirittura che fosse una donna.
        Ma non riesco a capire anche che importanza ha “sapere chi sia”.
        Le sue affermazioni possono essere valutate a prescindere, come quelle di chiunque altro.
        Siete troppo settori, mi dispiace ma è quello che vedo.

        "Mi piace"

      • Aridaje! Ti ho già risposto su quando rispondo nel merito. Hai letto? O vuoi che ti copio la risposta?

        "Mi piace"

    • A volte le ideologie servono per lottare a favore di quei diritti civili di alcune minoranze calpestati da altre minoranze.

      "Mi piace"

  9. Ho ascoltato l’audio di Fedez, il Re è nudo da una vita ma fingono tutti di non vederlo.
    Che figura misera!
    Ho letto questo commento sul FQ, lo posto:

    “Quello che sconvolge me non è certo questo episodio ma il fatto che ancora così tanti si chiedano come possa succedere. Lo sanno pure i sassi che la RAI non è un servizio pubblico ma un Ministero della Propaganda al servizio di una politica a sua volta al servizio di chi ha in mano la borsa dei quattrini pubblici e privati. Una propaganda al lavoro da quando è nata la “Repubblica” i cui effatti sono appunto questi: molti credono ancora di essere in Democrazia e restano sconcertati dalle migliaia di “indizi” che rivelano la realà di una cleptocrazia incontrastata”.

    E come le combatti le cleptocrazie?
    C’è solo un modo: con la trasparenza.
    La repressione interviene sugli effetti della corruzione anche se è un ottimo deterrente.
    Con la TRASPARENZA intervieni sulle CAUSE.
    Un M5S che voglia davvero rinascere deve ripartire o meglio ritornare alla trasparenza.

    "Mi piace"

  10. Loro smentiscono

    “Nel mattino di oggi, sabato 2 maggio, è arrivata la contro-replica della direzione di RaiTre, che ribadisce come non ci sia stato alcun tentativo di censura e afferma che dal video sono stati operati dei tagli ad arte.”

    La telefonata si può ascoltare , ma loro smentiscono con “tagli ad arte”.

    Piace a 1 persona

    • Tra l’altro i tagli ad arte sono un po’ difficili con un video.
      E cosa avrebbe escluso Fedez? Non lo dicono?
      Perché se ciò che ha tagliato è ininfluente ai fini della questione, parlare di tagli è solo un modo per delegittimare quello che di condivisibile ha detto Fedez.

      "Mi piace"

  11. Che vuol dire “massoni deviati”? e che vuol dire “servizi segreti deviati”, ecc… ecc…?
    Definizione, prego.

    "Mi piace"