Assalto a Speranza, boomerang leghista: lo insulta ma lo vota

LA SFIDUCIA AL SENATO – IL CENTRODESTRA SI SPACCA

(di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – Dopo quaranta minuti di discorso un lungo applauso dai banchi del centrosinistra rimbomba nell’aula del Senato. A fine giornata il ministro della Salute Roberto Speranza è più forte: sia perché ha il sostegno del premier Mario Draghi (“L’ho scelto io e lo stimo”) e dei giallorosa, sia perché la mozione di sfiducia di Fratelli d’Italia spacca il centrodestra. Proprio su di lui che fino a poche ore fa era l’acerrimo nemico di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Lega e Forza Italia, dopo aver dato un altro colpo alla maggioranza martedì alla Camera sul coprifuoco, alla fine decidono di votare contro per non mettere in crisi il governo. E per giunta devono subire il contrattacco di Speranza, da loro bombardato ogni giorno: “La politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini e in un grande Paese non si fa politica su una tremenda epidemia”.

Le tre mozioni contro Speranza vengono tutte bocciate: 221 no e 29 sì a quella di FdI, 206 no e 29 sì a quella di Gianluigi Paragone (Italexit) e 204 no e 28 sì a quella dell’ex M5S Mattia Crucioli. La mozione di sfiducia di FdI nei confronti del ministro della Salute è stata la seconda meno votata nella storia, battuta solo da quella del 1984 presentata dal Msi nei confronti dell’allora ministro degli Esteri Giulio Andreotti sul caso Sindona: ottenne solo 15 voti favorevoli. Inoltre da LeU si fa notare che i sì alla sfiducia sono stati – in tutte e tre le votazioni – inferiori anche alle 33 firme raccolte: 29-29-28 voti a favore (erano assenti gli ex M5S Fabio Di Micco e Mario Giarrusso e in missione Cataldo Mininno e Nicola Morra). Qualche assenza non giustificata spicca nel centrodestra – 13 in Forza Italia e 3 nella Lega tra cui quella dell’aperturista Armando Siri (molto vicino a Salvini) – e si nota anche quella di Matteo Renzi, unico assente nel gruppo di Italia Viva.

Nel suo discorso il ministro della Salute ha ricordato che il piano pandemico non era stato aggiornato dal 2006 (c’è un’inchiesta a Bergamo) e quindi gli errori risalgono a “molti anni prima” che lui si insediasse da parte di 7 governi “sostenuti da tutti i gruppi presenti, tra cui quelli che hanno presentato la mozione”. Poi ha spiegato che il ritiro del documento critico sull’Italia dei ricercatori di Venezia “è stata una decisione dell’Oms” e chiesto “unità” attaccando la destra sul “linguaggio d’odio” nei suoi confronti usato per “sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte”.

Che il centrodestra si sarebbe spaccato si era capito fin dalla mattina quando Lega e FI (che ormai si sono auto ribattezzate “centrodestra di governo” per distinguersi da FdI) hanno annunciato il voto contrario alla mozione di sfiducia per “senso di responsabilità nei confronti del governo Draghi” ma in cambio nel pomeriggio hanno proposto, con l’appoggio dei renziani, una commissione d’inchiesta sulla pandemia. Il ddl chiede alla commissione di accertare le responsabilità sul piano pandemico mai aggiornato, se l’attivazione di esso avrebbe potuto “evitare o ridurre” morti e contagi, chiedere conto dei “ritardi” del governo Conte-2 e chiarire i fatti del dossier critico nei confronti dell’Italia dell’Oms di Venezia.

Ma lo scontro nel centrodestra va in scena in aula. Il meloniano Ignazio La Russa provoca i colleghi: “Si dimetta – urla il vicepresidente del Senato rivolto a Speranza – conterò uno ad uno i colleghi di Lega e FI che voteranno contro. Ce ne ricorderemo”. Dall’altra parte, il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo deve fare un esercizio acrobatico per votare contro la sfiducia a Speranza ma allo stesso tempo non difendere il ministro: “Abbiamo fiducia in Draghi e siamo leali con la maggioranza ma lei ministro deve cambiare”. Poi la stoccata a FdI: “La vostra mozione aveva solo l’intento di mettere in difficoltà Lega e Forza Italia”.

Anche la berlusconiana Maria Rizzotti fa una lunga lista di tutti gli errori di Speranza e ammette che i forzisti non hanno “fiducia in lei” ma in Draghi. Epperò poi deve concludere: “Diremo no alla sfiducia”. A fine giornata così Meloni va giù dura con gli alleati: “Tutti i partiti della maggioranza hanno deciso di sostenere le scelte della gestione opaca e fallimentare della pandemia di Speranza. Chissà se gli italiani la pensano allo stesso modo”. A difendere Speranza ci pensa Vasco Errani di LeU (“Questo paese dovrebbe ringraziarla”), Domenica Castellone del M5s. Il ministro M5S Stefano Patuanelli, dopo il voto, dice basta “al teatrino” contro Speranza. Che le mozioni siano un boomerang per il centrodestra lo dice anche Danilo Toninelli (M5S) secondo cui la sfiducia arriva “dal centrodestra che governa le regioni peggiori sul Covid come Lombardia, Sicilia, Calabria, Basilicata e Abruzzo”. Anche Simona Malpezzi (Pd) è d’accordo: “La commissione d’inchiesta parta dalla Lombardia”.

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6 replies

    • Però un risultato a casa lo ha portato. Uscito da monteciborio casa del pappamento itagliano ha detto ai suoi boccaloni ” sono riuscito a fare spostare il coprifuoco dalle 22 alle 10 di sera …questo dovete riconoscermelo !!! Ah ah ah

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  1. Più che altro lo si tiene sui carboni ardenti finché passa il pericolo: non conviene a nessuno sostituirlo e mettere la faccia in questo caos.

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  2. 29-29-28 voti a favore de tre mozioni de sfiducia. ‘na leggittima domanda si pone. Ma chi sara mai quello che manca ‘na votozione de 28 ?
    Forse é Sarvini (non Giacomo, l’artro co’ a collezione de’ felpe) che a forza de fa’ giravolte non c’ha capito più un cazzo è ha pigiato sur bottone sbagliato.

    Poi ce sta’ er giovane de’ nuove proposte, Ignazio Benito Maria La Russa ( me’ cojoni! ) solo 26 anni in parlamento, 7 legislature (credo, ho perso il conto), a pari merito de cazzate e frasi razziste, sessiste e omofobe con Mario Borghezio (che armeno lui ce lo semo levati da i cojoni). Quando non sta al governo a vota`leggi vergogna, sta all’opposizione a grida’ “SI DEMMMETTTA, SI DEMMMETTTA, SI DEMMMETTTA, SI DEMMMETTTA”.

    Su Maria Rizzotti, “…i forzisti non hanno “fiducia in lei” ma in Draghi. Epperò poi deve concludere: “Diremo no alla sfiducia”.” Ora capisco meglio perchè su wikipedia c’è sta scritto: “…Inizia poi a frequentare il cosiddetto “cerchio magico” di Silvio Berlusconi …” . (Anche questa la pagamo noi.)

    La verità è che sta sedia, de “Ministro da Sanità” in questo momento, fa scappa’ tutti li sorci puzzolenti, e per fortuna nostra è stata data a ‘na persona responsabile, che sta facendo quer che fanno tutti li omologhi suoi ner monno, cioé limitare i danni in attesa de vaccinà tutti.
    E ‘sti ‘nfami invece de porta’ quarche idea pe’ fa’ un po’ meglio, e da più d’un anno che je’ stanno a sputa’ sopra. Se stessero zitti armeno, mortacci loro.

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  3. Cmq che questo pesce lesso di ministro dice che è stata l’OMS a chiedere il ritiro della relazione di Venezia è una cosa che fa VOMITARE.

    Avete visto Report, no?

    Una roba del genere in altri tempi avrebbe fatto dimettere più di un ministro.

    Questo a prescindere dalle scimmie urlatrici e ipocrite del centrodestra.

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