Earth day

(Dott. Paolo Caruso) – La giornata mondiale della terra di aprile, conosciuta come “Earth day”, rappresenta l’evento green che riesce a coinvolgere milioni e milioni di persone in tutto il pianeta, uno degli eventi internazionali più importanti come quelli sul clima e sull’ambiente nati per sensibilizzare i popoli e i loro rappresentanti alla tutela e alla salvaguardia del proprio habitat e all’uso sostenibile delle risorse naturali. Questa giornata mette in guardia tutti gli uomini sulla necessità di preservare gli equilibri ecologici minacciati e dai quali dipende tutta la vita terrestre. Oggi la giornata mondiale della terra si arricchisce con il ritorno tra le tante nazioni partecipanti di un grande Paese come gli Stati Uniti d’America, un ritorno davvero tanto atteso dopo l’era Trump. Questa giornata celebrativa ma nello stesso tempo illuminante per le decisioni da prendere, in piena pandemia ha un significato del tutto particolare, quello dello stato di salute del pianeta Terra, del rapporto inscindibile tra uomo e natura, tra uomo e ambiente, con un ambiente da preservare anche per la sopravvivenza della specie. La distruzione e lo sfruttamento estremo degli habitat unitamente agli effetti del cambiamento climatico stanno portando verso la perdita della popolazione mondiale di animali selvatici, diverse specie infatti sono del tutto scomparse e altre sono in grave pericolo. Fino ad ora il passo tenuto sui cambiamenti climatici e sull’innalzamento della temperatura dai rappresentanti dei diversi Paesi è stato particolarmente lento e non rapportabile a quello più veloce e più dirompente tenuto dagli stravolgimenti che minacciano pericolosamente l’ecosistema, ghiacciai, foreste biodiversità, la sicurezza alimentare e la salute di milioni di persone. La crisi climatica porterà da un lato ad un innalzamento della temperatura di 3,2 gradi entro la fine del secolo con scenari non certo rosei per l’intera umanità con il rischio reale di eventi estremi, scioglimento dei ghiacciai in tempi sempre più brevi, delle calotte della Groenlandia e dell’Antartide con innalzamento del livello del mare e milioni di chilometri quadrati di aree costiere sommerse, dall’altro lato porterà un aumento della frequenza e della intensità degli incendi boschivi con la conseguente deforestazione di vasti territori del pianeta.  Se gli allarmi lanciati dagli scienziati resteranno ancora inascoltati, se i governanti continueranno a essere ciechi e sordi, e se i temi del clima, dell’ambiente, della riconversione energetica resteranno problemi secondari, allora la “febbre” della Terra continuerà a salire e le emergenze planetarie si avvieranno ad un punto di non ritorno. Purtroppo anche oggi i gas serra continuano ad aumentare e non si placa la tendenza al riscaldamento terrestre, infatti a livello mondiale poco o nulla è stato fatto per salvare il pianeta, per ridurre l’utilizzo graduale dei fossili, e limitare la crescita della temperatura globale. La difesa dell’ecosistema e del pianeta passa attraverso i governi nazionali ma anche attraverso i comportamenti individuali. Discariche illegali, sversamenti, inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere costituiscono per l’Italia un patrimonio negativo per la vivibilità e la salvaguardia ambientale dell’intero paese. Cosa è stato fatto e quale iniziativa è stata presa dalle autorità competenti per vigilare e preservare al meglio interi territori dalla devastazione ambientale? Così ogni qual volta eventi estremi colpiscono vaste aree del Paese si assiste a scene di morte e di distruzione, in una miscela esplosiva ascrivibile a calamità naturali legate ai cambiamenti climatici e alla mano e alla cecità dell’uomo. La politica, quella politica spesso latitante con la sua complicità ha favorito il dissesto idrogeologico e la cementificazione dissennata di intere aree boschive, fluviali e marine, in questa giornata della Terra viene fuori con i suoi discorsi celebrativi e rituali, e con un pieno di pura ipocrisia. Servirà davvero uno sforzo internazionale di assoluta saggezza per ridurre le emissioni climalteranti per limitare la crescita della temperatura media globale. Accumulare energia solare è la sfida del terzo millennio, ed è quello che può salvare veramente il pianeta. Il naturale passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, l’assoluta necessità di realizzare sistemi di accumulo di imponenti quantità di energia in grado di soddisfare differenti esigenze sarà la scommessa vincente per l’umanità.  

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7 replies

    • Lei vede qualcosa cambiare?
      Il sì, la popolazione continuare ad aumentare in maniera esponenziale.
      La Terra è un sistema chiuso, tutti gli abitanti, ovviamente, vogliono raggiungere il grado di benessere occidentale e ne hanno tutto il diritto. Se la crescita della popolazione mondiale non si stabilizzerà, e ciò avverrà solamente regolando le nascite, ogni escamotage, anche quelli più “tecnologici”, saranno solo pannicelli caldi.
      Tutti devono mangiare. Pane e companatico. Avere un tetto sulla testa, vestirsi, divertirsi… E tutti campiamo di quell’orticello: anche se lo rendi “bio” , a forza di sfruttare…

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      • Bisognerebbe innanzi tutto ricordare CHI sta esplodendo demograficamente: l’AFRICA SUB-SAHARIANA e il Medio Oriente.

        Se non lo capiscono loro (ma con l’islam radicale la vedo dura), siamo apposto.

        25 anni fa, era già pieno di spacciatori e prostitute nigeriane (popolazione: 130 milioni)

        Adesso, continuano i barconi (popolazione Nigeria: 210 mln)

        Nel 2050, come sarà la situazione? Dico solo un dato: popolazione Nigeria stimata: 400 milioni.

        Non so se mi spiego. E’ inutile che gli europei vadano in ‘inverno demografico’ se questi passano da una popolazione continentale come l’India che è un 1/10 in superficie, al doppio tra 30 anni e al triplo entro il 2100.

        E addio elefanti, a quel punto.

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      • Hai ragione Carolina, il controllo delle nascite è fondamentale ma lo è anche intervenire nella produzione di energia limitando al minimo l’uso di fonti fossili.
        È fattibile anche dal punto di vista economico.

        Bisognerebbe ricordare che non esistono pianeti come la Terra, l’universo sembra sia una distesa di enormi aride pietre. Questo miracolo va tutelato con tutti i mezzi.
        Tutelare il pianeta in cui si vive è il miglior modo per tutelare la qualità della vita di milioni di persone. Se a Roma abbiamo un mare di merda, il bagno non ha lo stesso sapore di un tuffo nelle acque cristalline di Stintino.

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  1. Ad ogni modo, come dico sempre io: DOVE NON POTE’ GRETA, POTE’ CORONA.

    L’anno scorso in Italia, emissioni CO2 -9%.

    Purtroppo è stato anche l’anno in cui il Pantanal è andato ‘a fuoco’, per non dire della California, dove pure non ci sono certo i bastardi amici del bolsonazista brasiliano.

    Ma è un fatto che quest’anno gennaio è stato molto più freddo di quello scorso e la neve è caduta addirittura in eccesso; febbraio è stato più freddo della norma, marzo idem, persino adesso, a fine aprile, da me stiamo appena a 20° di pieno giorno, la notte 6°, e inizio mese è arrivata a -6 danneggiando anche gli ulivi.

    Voglio sperare che Luca Mercalli ne tenga conto, perché da noi la primavera, dopo 1 mese, non s’é proprio vista.

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  2. Più si cresce di numero e più ci saranno emissioni, sfruttamento e desertificazione del territorio, inutile girarci attorno. La Cina ci ha provato con la cosiddetta politica del figlio unico (che poi non era proprio così), e complelandola favorendo l’ emigrazione dei suoi cittadini meno “attrezzati” nel mondo intero, un altro modo di colonizzare senza combattere. Il problema sono l’ India, che però è tecnologicamente attrezzata e penso che farà qualcosa e l’ Africa, dove una disgraziata politica “missionaria” da decenni intralcia ogni progetto di regolamentazione delle nascite e la cosiddetta cooperazione lavora nei fatti per mantenere lo status quo. C’è anche lì la valvola di sfogo dell’ emigrazione – che funge anche da arma nei confronti dei Paesi, specie europei, riottosi a “cooperare” – ma quest’ ultima ha caratteristiche molto diverse da quella teleguidata (e pagata) dal governo Cinese.
    Ma il numero fa ancora potenza, impoverisce moltissimi ma rende straricchi altri ,quelli “buoni”. Quindi temo ci si limiterà a falcidiare gli anziani (che non servono più ed anzi costano: già l’ idea ce la stanno facendo piacere) ma il numero delle nascite non calerà. E sono quelle che contano.

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