A sinistra dei poveri

(Pietrangelo Buttafuoco) – La lingua batte dove il dente duole. I baristi, i gestori di palestre, i ristoratori, i tassisti i commercianti e gli ambulanti sono solo quelli dei “lavoretti”. Il ceto medio sempre più impoverito scende in piazza, cerca ascolto ma per la verità unica del pandemicamente corretto i lavoratori dei lavoretti, insomma – tutti a partita Iva – sono solo dei kulaki da ridurre alla miseria. Al compagno Zingaretti gli è scappato un lapsus rivelatore grande come un piano quinquennale sovietico. E ancora una volta vale la sentenza di Indro Montanelli: “La sinistra ama talmente i poveri che ogni volta che va al potere li aumenta di numero”.

35 replies

  1. Nella grande marmitta bisogna apporre dei filtri, altrimenti i pesci piccoli divorerebbero tutto e poco rimarrebbe per i pesci medi e grandi; apportatori di filtri e batterie per macchine vecchie da revisionare in continuazione o per macchine super nuove come potenti, queste hanno bisogno di maggiore carburante e più attenzioni, oltre al personale adeguato allo standard.
    Poche illusioni.

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  2. Perdonate: ma c’è qualcuno che sa che “lavoretti” è la traduzione di “GIG” [economy], che a sua volta indica un’economia fatta di “lavori” non strutturati, svolti anche saltuariamente, autonomi…?

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      • Risi
        Ovviamente, figurati se gli ossessivo compulsivi ti leggono e stanno zitti!
        Ma quando mai… deve partire sicuramente l’ennesimo pippone contro la PA.

        Mi sono permessa di copia/incollare il tuo commento per renderlo noto sotto un altro articolo.

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  3. Sì, concordo con Buttafuoco.
    Gli artigiani e i piccoli commercianti dovrebbero essere, come i metalmeccanici in catena di montaggio, il perno intorno ai quali dovrebbe ruotare la sinistra.

    Sono dei lavoratori a tutti gli effetti che non chiedono nulla allo Stato e vengono da questo vessati con altissime trattenute sull’imponibile e una burocrazia così inefficiente, farraginosa, autoreferenziale, arrogante (perché farcita di raccomandati dai partiti e dal sindacato) da rendere anche una piccola attività un inferno di adempimenti.

    La PA è un cancro sociale, nega i diritti soprattutto ai poveri.
    Ma dei diritti negati dalla PA all’impiegato o all’operaio, alla sinistra che dichiara di tutelare l’impiegato e l’operaio non frega un beato cazzo.

    Perché?

    Perché, finito il tempo delle mazzette milionarie, il suo core business è la PA stessa.

    E nella PA che infila i suoi uomini.
    E con la PA che lavorano le imprese ammanicate.

    Entri nella PA? Problemi finiti a meno che non fallisca lo Stato.
    Nessun rischio di perdere il lavoro neanche se ti masturbi in ufficio, nessuna reale responsabilità, nessuna verifica delle tue performance se sei una impresa “amica”.

    Queste merde di sinistra (insieme alle merde di destra) hanno creato un sistema in cui, se sei piccolo e al di fuori della cerchia, sono cazzi tuoi, la vita diventa un inferno.

    Con la PA hanno creato un sistema arrogante e discrezionale che annichilisce i diritti di tutti (e quindi ancor di più dei poveri) in modo che, per tirare a campare, dovrai leccare il culo al Zingaretti o al Salvini di turno.

    LA PA E’ UNA CAZZO DI MAFIA CHE VEDE TUTTI OMERTOSI.
    LA PA è lo strumento con cui la politica controlla il territorio.
    La PA sta ai partiti come Scampia sta alla Mafia.

    E questa devastazione dei diritti più elementari (che non sono le fottutissime 35 ore a settimana) è voluta.
    La mafia distrugge il territorio, lo annichilisce per poterlo meglio controllare.
    La politica fa lo stesso.

    Il problema a questo punto è il seguente: chi ci libererà da questa mafia se la maggioranza degli italiani vive di questa merda?

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    • Quanto ti capisco…. se ti va… quando avrai 5 minuti da perdere ti invito a leggere il mio “Caso di Specie”, ovvero: la mia rivolta contro “l’insostenibile kafkianità della P.A.”

      Una singolare vicenda “sulla quale se solamente volessi dar completo sollievo alla mia COLLERA (contro l’Agenzia delle Estorsioni, ops… Entrate), il solo chiarificarla richiederebbe la scrittura di un lunghissimo capitolo non conclusivo a sé stante.”

      N.B. alla prima può apparire come l’epilogo di una tragicommedia ma in realtà divenne il prologo di un Incubo che se non fosse vero, vissuto in carne e ossa, sembrerebbe una enorme e crudele buffonata metafisica. Talmente è tragico e nel medesimo tempo, paradossale, grottesco, Assurdo!

      http://allombradellemaggioranzesilenziose.blogspot.com/2008/02/colpevole-perche-innocente.html

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      • Beyond me lo leggerò sicuramente.
        Mi limito al momento solo a dirti che io potrei aggiungere delle STORIE di SOPRUSI (sono a tutti gli effetti soprusi) che riguardano INPS e CCIAA di Roma. A decine!

        Annichiliscono le piccole imprese perché la MOBILITA’ SOCIALE la realizzano prendendo i poveri (che in genere sono piccoli borghesi amici loro col Manifesto sotto il braccio) e li nominano funzionari in qualche bel baraccone statale o parastatale.

        Quindi si fottano i poveri cristi che sputano sangue per tenere in piedi una piccola attività.
        Del resto la sinistra come li chiamava? BOTTEGAI!
        E li chiamavo anche io così quando non sapevo ancora nulla del mondo del lavoro.

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      • @ Beyond
        L’ho letto, non mi sorprende affatto visto come funziona la PA.

        La PA è in balia di sindacati e partiti che la usano per favorire le loro clientele e per penalizzare coloro che non ne fanno parte.

        È diventata lo strumento con cui gestiscono e mantengono il potere con dinamiche che potremmo definire mafiose.

        Quindi quando parli di “Estorsione” non esageri.

        Come scrivevi è uno Stato di Dritti e non di Diritto.

        Ma per i rottinculo di estrema sinistra questo sistema è equo.

        E il nostro compito è quello di segnalare questo schifo non a loro (molti della cricca partitica e sindacale sono merde consapevoli, non compagni che non hanno capito) ma a tutti gli altri che in buona fede si dimostrano disinformati.

        Ma scusa, poi come è finita ‘sta storia?
        Non hai pagato e hai fatto bene, alle estorsioni mafiose bisogna opporsi.
        Ma per il resto?

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    • Anche se non conosco fatti e motivazioni, conosco purtroppo un certo modo di fare dei paraculi, dei Satrapi e degli equi-solidali (col culo degli altri) della p.a.

      A tal proposito, così finisce l’ultimo paragrafo del mio “caso di specie”:Perché, a loro insindacabile giudizio – vedi. “Lettera aperta al Garante del Contribuente” – uno può avere tutte le ragioni e tutte le prove inconfutabili del mondo, ma lorsignori se ne strafottono cosmicamente! Pertanto, se dopo anni e anni di ingiustizie e angherie non sei ancora morto per rabbia, per impotenza e/o crepacuore, stai pur tranquillo che – specie se sei caduto in miseria senza aver mai fottuto il prossimo e non hai e né cerchi “santi protettori” né in Cielo né in Terra, ce la metteranno tutta perché ciò possa avvenire nel peggiore dei modi possibili!

      p.s. Leggo spesso i tuoi commenti nel merito, e il rancore che trasuda da essi sembra ancora più grande d’una qualche ingiustizia che (come me) sembra di capire tu abbia subito.

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      • Sì, ho visto troppa merda ed il rancore c’è, inutile negarlo.
        Del resto quando vedi che i tuoi diritti sono sistematicamente ostacolati e vilipesi, come puoi non incazzarti?
        Ma sai davvero cosa mi esaspera?
        Questa retorica disgustosa sui prenditori e l’ultraliberismo da parte di quegli “equi e solidali” ammanicatissimi che di un mercato ben regolato se ne sbattono le palle. Non li riguarda. Non è un loro problema.
        E ad esasperarmi non sono più neanche più gli abusi della PA, la sua arroganza, la sua inefficienza, le sue ruberie.
        No, c’è qualcosa di peggio: la negazione sistematica di quella arroganza, di quella inefficienza, di quelle ruberie.
        E quando a negarla è proprio uno che lavora nella PA mi incazzo perché dovrebbe conoscerla.
        Ma a ben guardare non me la prendo neanche con loro. Se non hai mai lavorato sul serio, quello che si fa in molti uffici della PA può sembrarti anche lavoro vero.
        In AZ alcuni ex dipendenti abbastanza capaci da sfanculare la mangiatoia di bandiera per trovarsi lavoro altrove, raccontavano dell’effetto straniante di trovarsi a lavorare per una impresa vera.

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    • Scusami ma l’ho visto solo ieri e – anche se non amo scrivere di cose personali su un forum pubblico – nella viva speranza di non annoiarti oltremodo – ho deciso di rispondere al tuo quesito e a una tua affermazione.

      1 – Cit.“Ma scusa, poi come è finita ‘sta storia? Non hai pagato e hai fatto bene… Ma per il resto?”

      Il solo compendio richiederebbe almeno 20 pagine, comunque… come un decreto misterioso presuppone qualcosa di fatale, il “caso di specie”, gettò le sementi di una bizzarra persecuzione che crebbe e alla lunga diventò un perpetuarsi di amarezze incontenibili a causa di angherie e annichilimento senza via d’uscita che spianarono la strada allo stato di impotenza materiale, fisica e psichica nella quale l'”insostenibile kafkianità” dello Stato mi aveva precipitato. Giacché – forse per via di un Destino crudele sempre più cinico e baro – il 3 febbraio del 2014, un’altro Pubblico Ufficiale incaricato (ancora una volta) di una – MAI AVVENUTA! – notificazione degli atti giudiziari concernente un’intimazione di sfratto, costui, come il suo degno compare di bottega nel 2003, fece sfoggio di grande diligenza e – a discapito dell’osservanza – applicò il medesimo metro di (pre)giudizio: ricorrendo al rito degli irreperibili lì depositò nella Casa Comunale della mia città! Il paradosso dei paradossi si manifestò in tutta la sua lucentezza grottesca poiché quando venne per l’esecuzione, il, MAI STATO! “destinatario irreperibile” gli comparve davanti in carne ed ossa! Ma guarda un pò tu…

      Il paradosso dell’assurdo e del grottesco è che ho sempre ricevuto ogni sorta di corrispondenza, mentre per uno strano (?) scherzo del destino LE SOLE DUE VOLTE cui venne incaricato un PUBBLICO UFFICIALE per notificarmi degli atti pubblici la cui procedura impone il rispetto delle forme prescritte! la cui inosservanza può sortire, al malcapitato destinatario, degli effetti di realtà catastrofiche e quindi il determinarsi di ingiustizie e danni irreparabili, ‘sti “savi” PUBBLICI UFFICIALI se ne fregarono dell’osservanza che la legge gli impone e così… con nonchalance, mi notificarono gli atti per irreperibilità!

      Ero molto ingenuo allora… col senno di poi (ossia con la conoscenza acquisita) nel “caso di specie” occorreva chiedere querela di falso che avrebbe immediatamente sospeso il processo tributario ed aperto un procedimento civile nel quale sarebbe stato facile dimostrare la falsità; ma la vicenda è stata accompagnata da una colpevole superficialità di chi m’ha difeso (legale-commercialista). Quindi la natura kafkiana della vicenda è frutto della superficialità del notificatore (fatto molto grave) della superficialità del mio difensore (anch’esso grave essendo un soggetto privato ma privilegiato operante in un mercato limitato “professione protetta” e gestito nell’interesse pubblico di garantire prestazioni qualificate, cosa che non è avvenuta) e dalla superficialità- inerzia, disinteresse e sadismo della P.A. la quale mantiene sempre un certo (alto) grado di “insindacabile kafkianità”.

      Nel caso dell’Ufficiale giudiziario, memore dell’incubo di cui sopra, sporsi immediata querela di falso e – sebbene avessi fatto formale richiesta di avvisarmi in caso di rigetto – 6 mesi dopo, dopo innumerevoli tentativi a vuoto in procura, venni a sapere ch’era già stata cestinata nella pattumiera dell’oblio (mod.45) 3 giorni dopo il deposito. Dopodiché, feci immediatamente una denuncia-querela contro ignoti, verso la quale il PM fece richiesta di archiviazione. Non ti dico la rabbia… feci “atto di opposizione” alla richiesta di archiviazione e – benché risultasse splendidamente palese l’omertà della procura volta a coprire le malefatte dell’ufficiale in oggetto (canis canem non est) onde evitargli il processo penale – nel decreto motivato il GIP – pur avallando l’archiviazione richiesta dal pm, non potè sorvolare sulla mancata diligenza dell’ufficiale giudiziario, cit:“l’Uff. Giudiz, pur non utilizzando il massimo livello di diligenza richiesto, si reputa che non sussistano, sotto il profilo della mancanza dell’elemento oggettivo, gli estremi di reato p. e p. dall’art. 328 c.p. come qualificato il fatto dal PM, e del reato p.e.p. dall’art. 479 c.p. ipotizzato dal denunciante”.

      Il decreto motivato salvò il culo del nostro “eroe” dall’esercizio dell’azione penale (cosa a cui tenevo su ogni cosa!) ma diede a me la legittimazione di un’azione giudiziaria, in sede civile, per il risarcimento del danno.

      A questo punto necessitavo dell’immediata acquisizione dei dati anagrafici del “soggetto”; pensavo fosse la cosa più semplice ma invece divenne un’ostacolo pressoché invalicabile giacché – quasi fosse una componente di una casta intoccabile – UNEP del Tribunale, Presidente del tribunale, Corte di Appello di Milano, Garante per la protezione dei dati personali e Ministero di Grazia e giustizia si rifiutarono categoricamente di comunicarmeli. Capisci l’Enormità? Riuscii comunque ad ottenerli con un escamotage.

      Dopodiché cominciai a chiedere ai vari studi legali della mia città (20 km a sud-ovest di Milano) se disponibili… ma alla sola pronuncia “ufficiale giudiziario” da citare in giudizio“ senso di morale e di giustizia s’inabissavano in pietose giustificazioni ove (alla faccia della deontologia) ogni possibile viltà diventava una meravigliosa scappatoia… manco avessi chiesto di citare in giudizio il più pericoloso dei mafiosi! Insomma non vollero saperne…

      Riuscii a trovarne uno di Napoli tramite un appello che feci (cercasi disperatamente avvocato con competenze specifiche che possa assistermi in una causa di responsabilità civile assolutamente sui generis che dovrà necessariamente essere patrocinata da un avvocato esperto o comunque competente in materia di Diritto costituzionale, disciplina e formalità di notificazioni degli atti giudiziari in relazione alla “responsabilità civile e penale dei pubblici ufficiali”) su un apposito portale online.

      Lo svolgimento del processo divenne un percorso ad ostacoli, anzi un’Odissea, giacché tra una prima udienza poi posticipata, poi cambio di tribunale (dalla mia città a Milano) a furia di udienza che, per una ragione o per l’altra, venivano sistematicamente rinviate le cose andavano troppo per le lunghe. Nel frattempo mi era stata fatta una proposta di risarcimento purché rinunciassi al processo; proposta che rifiutai perché, scampato il processo penale, volevo assolutamente togliermi la soddisfazione di portarlo almeno davanti a un giudice civile. Fini che dopo cinque anni di rifiuti continui, per disperazione e per sfinimento, decisi di accettare e finirla lì!…

      E’ ancora così vivida la rabbia in me che per trovare un pò di requie passo le giornate in un ripetuto e continuo raddrizzamento di palle quotidiano!…

      2 – Cit.”… il nostro compito è quello di segnalare questo schifo non a loro (…) ma a tutti gli altri che in buona fede si dimostrano disinformati”

      A questo proposito – se non l’hai già fatto tramite il link posto nel “caso di specie” – ti invito a leggere la mia “Lettera aperta al Garante del Contribuente” (online dal febbraio 2008) in cui, oltre a rispondere, per filo e per segno nel merito al Garante… sottolineo che la lettera è “frutto di informazioni acquisite dalla lettura di saggi, osservazioni, documenti e proposte di illustri studiosi (…) potrebbero costituire una base per sviluppare riflessioni volti a sensibilizzare il cittadino su un argomento, che forse non porterà mai gente in piazza, ma di indiscutibile interesse pubblico; scopo per cui è nata la decisione di renderla “aperta”.

      Lettera che si conclude così:
      In conclusione, l’ormai pronto a tutto “sottoscritto-contribuente”, per quanto sappia bene quanto sia difficile cambiare “lo stato delle cose”, in considerazione della evidente, ipertrofica, decadenza morale della “ragion d’essere” nazionale; la preclusione dei diritti posti in essere nei confronti del sottoscritto, rafforza maggiormente quella consapevolezza morale sulla giustezza delle mie azioni! Consapevolezza che mi accompagna a far sì che per il resto della Mia Vita riuscirò comunque… a vivere e a morire da Essere Umano!

      Un Essere Umano, un Uomo urtato da una tempesta che racchiude in se solo dolore e amarezze! ma che nulla di buono gli mostra, nulla di nuovo gli insegna. contento del passato e rassegnato a un avvenire duro a venire, si sa! Nel contempo resterò sempre fiero e inebriato dalla certezza di non poter mai raggiungere la Vostra BASSEZZA!!!

      Credo d’essermi lasciato andare oltremodo, e altrettanto che questa lettera, forse inusuale, irriverente, non sarà sufficiente a destare l'”inerzia” (?) delle istituzioni! Figuriamoci!! Tuttavia lascerò queste parole scritte a documento della MIA COLLERA!!! Ancora in fiduciosa attesa…. quantomeno delle Sue scuse.

      https://allombradellemaggioranzesilenziose.blogspot.com/2008/02/lettera-aperta-al-garante-del.html

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  4. I più poveri non sono i ristoratori o i gestori di piscine, sono i morti e i resi disabili dal Covid per i quali nessuno, né a sinistra né a destra, si mobilita. Mi piacerebbe vedere, accanto alle manifestazioni”io apro”, le manifestazioni”io chiudo “, dei parenti dei morti e dei malati, per non parlare di coloro che temono, esattamente come è successo l’estate scorsa, di rimetterci la pelle con il liberi tutti. Sono centinaia di migliaia che hanno sofferto e sono morti, ma di sa, chi muore giace e chi vive, in tutta evidenza, si dà pace. Gli “aperturisti”saranno impoveriti ma sono ancora vivi : morire per la movida non mi pare proprio il caso.

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    • @Carolina

      Posso chiederti che lavoro fai?

      Perché quando parli di morti, parli anche dei “cari” degli “aperturisti”.

      Altrimenti dovresti dedurre che chi è morto è necessariamente imparentato con un dipendente privato o della PA.

      Ma dubito che sia così.
      Pertanto, se loro sono incazzati vuol dire che oltre a subire gli effetti del COVID come li subiamo tutti noi, hanno anche il problema di non guadagnare un beato cazzo e di veder i loro risparmi distrutti (perché oltre a non guadagnare si va in REMISSIONE)!
      Un mio amico che si era aperto una impresa aveva rischiato la casa lasciatagli dai genitori. Ed era in un periodo di vacche grasse quando rischio di perdere tutto o quasi. Prova ad immedesimarti ora con chi non incassa un euro a ha solo spese da affrontare, con prospettive terribili per se e per i propri familiari.
      Tu pensi che se fossero funzionari della PA si incazzerebbero così tanto?
      Facile fare Siddharta quando stai sotto un fico a farti una canna.

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      • andreaex
        che io sappia gli artigiani sono a partita iva e lavorano
        sono tornato per qualche giorno alla mia città di origine, quindi si può viaggiare.
        ieri abbiamo cenato con pietanze da asporto da ristorante cinese (da molti anni sempre lo stesso, tanto che ora lo gestisce la figlia), a richiesta ci ha detto che con l’asporto ha avuto solo un leggero calo.
        Quelli che sono in grave difficoltà sono: il settore del turismo compresi i tanti esercizi pubblici che di quello vivevano, gli spettacoli in genere, le manifestazioni o sportive o altro e tutte le attività che si svolgono dopo le 18, compre le “movide”.
        Per cui vuoi dirmi che cosa c’entra la PA? di cui tu evidentemente non hai potuto accedere, visto il tuo odio, non critica, ma proprio ODIO.
        Prenditela con questo governo se non ristora abbastanza, ma il voler pretendere di ottenere gli stessi ricavi di cui prima del COVID, mi sembra un’ estorsione di tipo mafioso.
        Avevo dei parenti che svolgevano un’attività al mare per 4 mesi all’anno, hanno campato benissimo per diversi anni, facendo ferie per quasi 8 mesi, poi hanno venduto tutto e ora si lamentano perchè non possono fare i loro soliti 6 mesi all’estero.

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      • Provi ad immedesimarsi in chi ha perso un figlio. O anche più famigliari tutti in una volta, ed è anche una morte orribile.
        Ovviamente noi “non tutelati’ (anch’io sono libero professionista) ci rimettiamo più di altri e dobbiamo dare fondo ai risparmi. Il mio settore è uno di quelli messi peggio perché non ho il negozio da aprire, anche a singhiozzo: se non si muove il mercato estero sono ferma.
        Ma purtroppo non è questione di “canne”( mai sentito il bisogno di farmele), è questione del virus, che non si ferma
        Anche i tanto sponsorizzati vaccini non saranno risolutivi. C’è ben poco da fare, distanziamento, igiene, mascherine. Tra l’altro fino a quando ci saranno 500 morti al giorno, non arriveranno né turisti né i concittadini si sposteranno tranquillamente e consumeranno. L’Italia ha già la nomea del Paese poco sicuro all’estero: più morti che in tutta Europa, e non calano.

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      • Adriano58

        I motivi per cui critico aspramente la PA li ho scritti e continuerò a scriverli facendo all’occorrenza anche esempi concreti.
        E’ un problema GRAVE che tu ed altri colpevolmente minimizzate.
        Quello che hai scritto in questa tua replica non ha senso.

        “ieri abbiamo cenato con pietanze da asporto da ristorante cinese (da molti anni sempre lo stesso, tanto che ora lo gestisce la figlia), a richiesta ci ha detto che con l’asporto ha avuto solo un leggero calo”.

        Un leggero calo!!?? Ma scherzi?

        “Avevo dei parenti che svolgevano un’attività al mare per 4 mesi all’anno, hanno campato benissimo”

        Ma tu stai parlando dei titolari di stabilimenti balneari?
        Li conosco benissimo, facevo il bagnino di salvataggio da ragazzo (sempre rigorosamente in nero).
        Sono tutti ammanicati con la politica, le spiagge sono miniere, come pensi di ottenerla una concessione?
        Con l’idea di IMPRESA l’esempio che hai fatto ho paura che non c’entra nulla (se ti riferivi agli stabilimenti).
        I titolari di stabilimenti sono piccoli PRENDITORI, non piccoli imprenditori.

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      • andreaex
        il leggero calo l’ha detto la ristoratrice..
        i parenti avevano una tavola calda/ ristorante gelateria birreria di fronte ad un campeggio..
        dal loro tenore di vita non credo emettessero tanti scontrini
        ora con chi te la prendi?
        naturalmente con quei corrotti nullafacenti degli ispettori fiscali della guardia di finanza,,,te li raccomando quelli…e via andare …e il bibitaro? niente bibitaro tetrapoltronaro?

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      • Adriano ho sempre detto che non giustifico alcuna evasione, vorrei vivere in un Paese dove tutti pagano le tasse. Sono favorevole alla abolizione o quasi del contante. Proporrei la deduzione, con aliquote differenziate, anche per le piccole spese in modo che ci sia un interesse a farsi emettere lo scontrino e/o la fattura. La destra non l’ho mai votata non sono perché vorrei un sistema che tuteli i più deboli ma anche perché anziché ridurre le tasse incoraggia l’evasione. Una destra ladra.
        Ma l’efficienza e la trasparenza della PA sono un problema serio che non andrebbe minimizzato.
        La PA è la macchina principale del Paese, il suo buon funzionamento tutela soprattutto i cittadini comuni.
        E’ di sinistra ambire al cambiamento dei meccanismi di funzionamento della PA per migliorare la qualità dei servizi e ridurre i costi, digitalizzando per esempio.
        Tornando alle piccole imprese cosa posso dirti? Che le mie esperienze personali, quelle sulle quali mi baso per formarmi una opinione, è che proprio le imprese che lavorano correttamente rischiano, con questo sistema clientelare, di morire. A rimanere non saranno le imprese dei meritevoli imprenditori ma quelle dei detestabili PRENDITORI, quelli che a chiacchiere diciamo tutti di voler combattere.
        Le imprese che ho conosciuto io non corrispondo a quella che tu hai preso come esempio ma potrebbe essere un caso.
        Una realtà che ancora non ho conosciuto.
        Ma la rabbia dei ristoratori e del tutto legittima perché non hanno la cassa integrazione, vanno in remissione. Il lock down non ha gli stessi effetti su tutti, c’è chi lo soffre molto e chi poco.
        La tutela della salute, legittima e inderogabile, la stiamo pagando in modo differente. Loro più di tanti altri. Che poi ci siano le destre che sfruttano la situazione non rende le loro ragioni meno vere. Mi spieghi per quale motivo questi piccoli imprenditori dovrebbero essere lasciati in pasto alla destra?
        Perché la piccola impresa non dovrebbe essere tutelata dalla sinistra?
        Zingaretti ha una concezione del lavoro terribile.

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      • andreaex
        allora non leggi: te lo riscrivo
        “Prenditela con questo governo se non ristora abbastanza, ma il voler pretendere di ottenere gli stessi ricavi di cui prima del COVID, mi sembra un’ estorsione di tipo mafioso”
        ma tu vai avanti indefesso per la tua tangente e mo’ ce l’hai con Zingaretti
        hai confermato quello che ho scritto in risposta

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  5. In estate eravamo quasi liberi dal virus, poi c’è stato il liberi tutti. Un giro nella Riviera Romagnola faceva rizzare i capelli: caos dovunque, altro che ” in sicurezza”.
    Ci hanno preso di mezzo mogli, figli, genitori, mariti. Sono morti soffocati, in solitudine ( non ne parla più nessuno, ce ne siamo già dimenticati).
    È in voga dire ” ma tu hai lo stipendio” ( non io, sono libero professionista). A maggior ragione centinaia di migliaia di persone possono ben dire : “ma tu hai ancora tuo figlio, tua madre, tua moglie”.
    È molto peggio,@Luigi De Bono, mi creda.

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    • Libero professionista anche io.
      Ma la smetta con la favola della “Movida”. Si muore per l’inefficienza della sanità pubblica smantellata da anni di pseudo liberismo e corruzione, dei protocolli “Tachipirina e vigile attesa” e potremmo continuare così ancora a lungo.
      Se vuole crogiolarsi nel gioco perverso della colpevolizzazione delle vere vittime, molto “cattolico” – virgoletta d’obbligo – continui pure.
      I “soffocati in solitudine” sono morti per terapie ritardate ed erronee, tanto da varene impedito l’analisi autoptica.
      Ma cosa dico, l’aperitivo è il male, edonistico peccato…

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      • Purtroppo il virus è quello che è estremamente performante. Anche i Paesi più con la sanità più attrezzata sono in affanno. Certamente politici e vip se la cavano sempre tutti, a qualsiasi età ( notato?), Ma tanti milioni di Italiani non possono avere lo stesso trattamento, purtroppo , ed anche se fosse non basterebbe.Troppa fiducia nella medicina.
        Purtroppo la a situazione ristorante- pub- aperitivi è la situazione più pericolosa: senza mascherine di mangia, si ride di scherza, ci si avvicina, spesso si esagera con l’alcool. E non parliamo delle discoteche…
        Non piace a nessuno ma non serve nascondere la realtà.

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    • E.C “varene” averne.
      Aggiungo che non ci siamo dimenticati dei “soffocati in solitudine”. Tentano di farceli dimenticare, con la retorica dei “nostri morti”. Ma spero che prima o poi qualche procura se li ricordi…

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  6. La destra impresentabile che ci ritroviamo di cui Buttafuoco fa parte esiste e prospera per l’esistenza di una” sinistra” altrettanto impresentabile in forme diverse.Che ne sarebbe dei buttafuori senza questa”sinistra”:?

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      • Il senatore siciliano Francesco Mollame, nativo del Palermitano, eletto con il Movimento 5Stelle, ha aderito alla Lega. Il passaggio è stato ufficializzato oggi durante un incontro con Matteo Salvini e il coordinatore regionale Nino Minardo.

        “La Lega, con i suoi principi fondati sulla valorizzazione e sulla difesa di tutte le nostre realtà territoriali – ha spiegato la sua scelta Mollame – oggi è l’unico partito ad avere idee chiare e innovative per lo sviluppo della Sicilia, a partire dalle infrastrutture, dal turismo, dall’agricoltura e dalla valorizzazione dell’autonomia. Ringrazio Salvini e Minardo, sono pronto a impegnarmi al massimo per la mia isola e per tutta Italia”.

        Altro deluso, ha scelto l’unico partito con principi

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      • E perché questi detestabili voltagabbana dovrebbero piacermi?
        Questa è la dimostrazione che l’antagonismo destra/sinistra è funzionale ai ladri di democrazia che si nascondono dietro finte casacche.

        Non che l’antagonismo non debba esserci, è indispensabile che ci sia.

        Ma al momento la battaglia non va combattuta in termini di destra/sinistra ma in termini di onesti/disonesti.

        Perché è un Paese di ladri l’Italia.

        Lo chiedo a te che sei di sinistra:
        Se l’alternativa fosse tra un onesto di destra o un ladrone di sinistra, chi sceglieresti?

        Io non avrei dubbi e tu?

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    • infatti il m5s era nato per questo. PECCATO SOLO che sia diventato come il piddi meno elle.

      In realtà ancora non è così, ma ci siamo quasi. Tempo due anni e si faranno la leggina per aumentarsi gli stipendi.

      Solo dei fessi non possono vedere questo.

      Il fatto che in regione lazio il m5s sia al tavolo per la spartizione di poltrone (peggio di una bestemmia in chiesa durante un battesimo per le regole del m5s e la storia del fu m5s) dovrebbe suonare a morto. Ma molti anche su questo blog dicono di NO. Loro dicono di NO. NON è vero. NO.

      NON è vero. NO.

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  7. Dopo aver ascoltato il nipote di Letta sulla 7,
    apprezzo più Mangiafoco con la citazione di Montanelli.
    Buonanotte al secchio!

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  8. in Italia bisogna attaccarsi al treno del vento a favore anche se odora di sterco, funziona così e non esiste più la dicotomia destra/ sinistra in quanto si possono trovare esemplari delle due ideologie in entrambi gli schieramenti, poi, che siano schieramenti contrapposti è tutto da dimostrare come sono da dimostrare le strutture sociali eversive che accompagnano ogni manifestazione pacifica e che da diversi anni a questa parte, terminano con le manganellate e i lacrimogeni della polizia. L’Italia che se ne vada in malora per tutto quello che ha significato studiare e credere nel valore delle istituzioni di stato, ad oggi focolaio di cimici e spie per un controllo trasversale che non si comprende a cosa possa servire quando l’incompetenza e il clientelismo viaggiano a 3000. E il fatto che la spia sia entrata come figura professionale sotto copertura racconta di uno stato che ha perduto per sempre la fiducia del cittadino e viceversa cioè che il cittadino non si fida più delle impalcature statali ospedali compresi. Il privato, in questo bellissimo spaccato, fa la parte del leone, e forse è stato fatto tutto affinché ciò potesse essere, a detrimento non solo della decantata professionalità ma anche dei diritti e del senso civico che dovrebbe accumunare tutti, invece, nel privato la struttura umana è nuovamente paradossale e anacronistica con il padrone di turno e gli altri prostrati in salamelecchi, altrimenti si rischia il lavoro, si rischia di essere brontolati; uno stato di diritto forte non doveva permettersi questa funesta deriva perché oggi tocca a ,me, domani toccherà ad un altro in una catena infinite di ingiustizie gratuite e impossibili da parare o da controllare, in un assurdo dove la breccia privatista è entrata a gamba tesa anche nel pubblico e il sistema delle clientele non è altro che la sua anticamera.

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