Vittorio Feltri: “Giù le mani da Berlusconi. È un padre della patria e non della corruzione”

(Vittorio Feltri – Libero quotidiano) – Per favore, giù le mani da Silvio Berlusconi. Sono trascorsi quasi trent’ anni dalla discesa in politica del Dottore e siamo ancora qui a leggere dei suoi processi dovuti a questioni per noi assurde. Mi dicono che egli sia ancora alle prese con la causa Ruby, una ragazza che spesso era ospite ad Arcore pur non avendo ancora compiuto 18 anni, benché nè dimostrasse 25. Non ho ancora ben capito in che cosa consistano le accuse verso il grande imprenditore. Ma è un fatto che egli sia tuttora costretto a difendersi come si trattasse di un criminale, mentre posso testimoniare che l’uomo è sempre stato di una correttezza assoluta.

Tiziana Parenti è stata dal marzo 1993 sostituto procuratore del pool milanese che si occupò dell’ inchiesta Mani Pulite: in particolare, seguì l’indagine sulle cosiddette “tangenti rosse” (quelle riferibili al Pci).

Dopo aver lasciato la magistratura nel 1994 e l’ elezione al Parlamento con Forza Italia, ha intrapreso la professione di avvocato Mi risulta che lo vogliano incastrare perché con le donne con cui si accompagnava era generoso: le aiutava anche economicamente, ma senza esagerare. Se i ricchi non fossero capaci di amministrarsi oculatamente non sarebbero ricchi.

So che a Villa San Martino periodicamente si organizzavano cene. Attorno al tavolo sedevano una ventina di persone composte, mangiavano le solite cose, lo dico perché io c’ ero e posso testimoniare: pasta tricolore, rosso pomodoro, verde pesto e bianca. Cucina patriottica. Il secondo non me lo ricordo perché non lo mangiavo: ero già inappetente. Mentre le posate entravano in azione, i commensali venivano allietati dalla musica partenopea di Apicella e di un altro il cui nome mi sfugge. Ebbene, non ho mai visto nessuno che si sia tolto le mutande, cosa che se fosse avvenuta non mi sarebbe mai uscita di mente.

Se c’ era una particolarità memorabile di quelle sedute gastronomiche era la lunghezza: non finivano mai. Talora Berlusconi intonava una canzone composta da lui o mutuata dal repertorio francese. Alle ore 23 quasi tutti i convenuti, io compreso, se ne andavano. Mai assistito a scopate di gruppo e neppure di coppia.

Quand’ anche fossero avvenute non mi sarei scandalizzato, ognuno di noi fa ciò che gli garba. Non ho capito perché Silvio sia stato perseguitato dalla giustizia per questioni sessuali dubbie a cui nessuno ha mai assistito. Incomprensibile. Ridicolo. Ma questo è niente, perché qualche giovinetta può aver approfittato della situazione per portare a casa qualche euro. Altro mi stupisce.

Se mi passate il termine, i due orchestrali so che non venivano retribuiti per le prestazioni professionali, erano semplici ospiti a cui il padrone di casa riconosceva una specie di rimborso spese per via della trasferta, vitto e alloggio. Adesso scopro che l’ex presidente del Consiglio, l’ultimo eletto dal popolo, è indagato anche per aver corrisposto ad Apicella e al collega un piccolo compenso risarcitorio.

Si dà il caso che il Cavaliere debba difendersi in tribunale anche a causa della sua generosità, anzi signorilità. Se poi teniamo conto che egli ha subito una umiliante condanna anche per una vicenda che lo vedeva estraneo, ovvero una sorta di evasione fiscale della impresa di cui non era responsabile, facendo il politico e non più il dirigente di azienda, c’è da trasecolare. Ma c’è poco da fare: in Italia la giustizia non funziona, lo dimostrano i 30 mila detenuti innocenti risarciti dallo Stato, coi nostri soldi, mentre le persecuzioni sono all’ordine del giorno. Io sono stato querelato dal giudice Esposito della Cassazione, che condannò il Berlusca, per un articolo uscito sul sito di Libero da me non scritto. Questo per dire come gira la giostra.

Ogni tanto dalla procura di Milano ricevo avvisi di garanzia dato che mi scambia per direttore responsabile quando non lo sono. Pertanto non mi meraviglio che Silvio, ben più importante di me, venga gettato nel tritacarne giudiziario per autentiche scemenze che gridano vendetta. Però non bisogna esagerare. La si smetta di torturare un signore di 84 anni che all’Italia ha fatto solo del bene, evitando che i comunisti si impossessassero del Palazzo. Personalmente a Silvio devo solo gratitudine, come tanti connazionali. Egli se non altro merita di essere lasciato in pace. È un padre della patria e non della corruzione.

43 replies

  1. Il finale poi è da far cadere le braccia.
    Le vada a dire ai giudici queste cose no su un giornale che in ogni caso svolge un servizio pubblico.
    Saranno i giudici a stabilire se Berlusconi non ha commesso reati oppure sì.
    Chi vuole condizionare questo attempato giornalista scrivendo simili giaculatorie difensive.

    Piace a 2 people

  2. “Giù le mani da Berlusconi. È un padre della patria e non della corruzione”

    E’ la barzelletta che si raccontano all’osteria tra una caraffa e l’altra!

    Piace a 3 people

    • Chissà che Feltri non sia più consapevole !? E che un ictus lo abbia reso cerebroleso? Mah! Le bestie grame.non muiomo mai, sono come gramigna ! Lunga vita a Feltri

      "Mi piace"

  3. Forse Feltri voleva dire :”Siccome nella nostra Patria , gli evasori fiscali sono un gran numero, quindi berlusconi puo’ o buon titolo essere il loro rappresentante” Ragionamento che non fa una piega. Bravo Vittorio !!

    Piace a 1 persona

  4. Padre della patria Berlusconi…..uummmm. Allora anche Mussolini, Craxi, Tanzi, Gelli, Verdini, Riina dovrebbero fare parte della categoria. Ma forse Feltri si è dimenticato di precisare …PADRE DELLA PATRIA DEL MALAFFARE. O forse qualche milione di Euro che Feltri – del tutto legittimamente – ha ricevuto nella sua carriera giornalistica per decisione dell’ex cavaliere lo ha aiutato nella realizzazione di questo capolavoro di agiografia. Non si puó dire che sia un ingrato. Bravo Vittorio!

    "Mi piace"

  5. Il succo dell’articolo sta nella frase “a Silvio devo solo gratitudine”, concetto che rasenta l’ovvio da tempo ormai immemore: l’intera carriera di Feltri ne è dimostrazione.

    Piace a 2 people

  6. Il pluriprescritto di Arcore , condannato per evasione, padre della corruzione anche morale del Paese rappresenta per Feltri un patriota e un perseguitato; poveri noi….; Feltri hai alzato ancora una volta il gomito

    "Mi piace"

  7. Bisogna ammettere che anche da ubriaco(come solito) il nostro conserva un briciolo di memoria: ” personalmente a Silvio devo solo riconoscenza “.
    Infatti lo ha pagato e continua a pagarlo per dire solo falsità e cazzate, senza il delinquente sarebbe stato costretto a iscriversi presso gli alcolisti anonimi per disintossicarsi.

    Piace a 2 people

  8. Feltri è l’esempio vivente del livello di prostituzione a cui è sceso il giornalismo italiano. Scrive e dice le cose senza vergogna. Un prodotto esemplificativo delle conseguenze del Berlusconismo. Tutto ha un prezzo. Dignità compresa.

    Piace a 2 people

  9. Eppure, prima che B entrasse in politica, Feltri dalle pagine dell’Indipendente diceva più o meno letteralmente “Se B entra in politica, lo fa solo per salvare se stesso e le sue aziende”…o ricordo male?

    Piace a 1 persona

  10. Quante storie, poveretto. Tra le tante: era così anticomunista che nel 2013 il suo partito votò per la rielezione di Napolitano. Quest’ultimo, notoriamente, era stato un alto esponente del Partito COMUNISTA Italiano.

    "Mi piace"

  11. Anche a me piace bere, ma non troppo e non scrivo articoli su giornali soprattutto dopo la seconda bottiglia.

    "Mi piace"

  12. Ci credo che gli debba gratitudine….con tutti i soldi che ha ricevuto dal cavaliere altro che gratitudine…dovette anche fare la pace giudiziaria con Di Pietro perché, per attaccarlo, pubblicava sul Giornale da lui diretto qualsiasi infamia sul conto dell’ex magistrato che, a forza di risarcimenti decisi dai giudici nelle cause civili da lui intentate, aveva prosciugato le casse del quotidiano.

    Piace a 1 persona

  13. Che difesa sciatta: senza idee, senza slancio. Sbrindellata anche nello svolgimento: è tutto un “butta su” (cit.) di frasi fatte scollegate, tra le quali troneggia quella su Tiziana Parenti. Cosa c’entra con quello che viene prima, cosa con quello che viene dopo? Ma non esistono più i correttori di bozze? Per tacere della punteggiatura dadaista. Evidentemente il Berlusca non paga più come una volta

    Piace a 1 persona

  14. Come gia’ notato da alcuni commentatori, il povero feltrino ormai e’ andato totalmente fuori di melone.

    Non che le sue articolesse fossero di eccelso livello in precedenza: grosso modo erano tutte classificabili in due categorie, ovvero leccate di culo (al padrone pro tempore) e attacchi da pennivendolo ringhioso (per gli avversari del padrone pro tempore).

    Il feltrino e’ sempre stato un pennivendolo da riporto, con qualche sporadica uscita cafonazza, razzista o misogina nel tempo lasciato libero dai gravosi compiti di pezza da piedi.

    Anche l’articolessa presente ricade invariabilmente nelle 2 categorie di cui sopra, e fin qui nessuna sorpresa, ma quello che salta all’occhio e’ la sgangheratezza: periodi senza capo ne’ coda, siamo al limite del marasma fantozziano.

    Ormai la moria neuronale senile non permette piu’ al povero lustrascarpe di ricordare cosa ha scritto nella frase precedente, mentre scrive la successiva.

    Cosa dire: la meta e’ vicina, una prece.

    Piace a 3 people

  15. Che dire…🤔
    È… allora…dunque…mah…e beh, certo…mmmh… sì sì… ehehm…
    no no… non ci sono parole…quindi…ecco…😵
    Sconcertante. Lingua inarrivabile. Faccia tosta insuperabile.
    Demenza probabile.

    "Mi piace"

  16. Alla lettura di quest’articolo, persino Tajani, Gelmini e Bernini si sono messi a sghignazzare. Avere faccia tosta va bene, ma, caro Feltri, non creda che gli Italiani siano una massa di cretini.

    "Mi piace"

  17. FORO ROMANO
    DELINQUENTE NATURALE
    di Aldo Pirone

    Berlusconi è tornato a fare appelli elettorali. Qualche giorno fa ne ha fatto uno in previsione delle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno. Ha invitato a votare per i candidati del partito, FI, da lui posseduto. I motivi elencati agli elettori per continuare a farsi del male sono sempre i soliti dell’armamentario berlusconiano. L’uomo, si vede, non ha più lo smalto di un tempo, ma, comunque, cerca sempre, sebbene sempre più pateticamente, di vendere gli stessi tappeti, fidando nella memoria corta degli italiani. A questo scopo usa anche gli animali. Nelle precedenti elezioni politiche aveva esibito lo scodinzolante Dudù.

    Ora è passato agli accattivanti agnellini fornitigli dall’ex ministra – sì, purtroppo è stata ministro anche lei – Micaela Brambilla. Pensano così di accalappiare, è il caso di dire, il voto degli animalisti. In fondo perché chi ama gli animali, si dicono, non dovrebbe amare anche loro e tutto lo zoo al seguito?

    Condannato per frode fiscale, il dispositivo della sentenza giudicò Berlusconi in possesso di “una naturale capacità a delinquere”. Quella a mentire spudoratamente su tutto e su tutti, in pubblico e in privato, era già acclarata dalle sue vicende d’imprenditore protetto dagli amici politici e che non si è mai veramente misurato con il mercato e la competitività; nonché dal suo esercizio della politica che ha contribuito non poco al declino materiale e morale del nostro paese. La funzione demoniaca avuta da Berlusconi e dal berlusconismo è stata quella di liberare il “guicciardinismo” che da sempre alligna nelle viscere del nostro paese. Di liberarlo da ogni remora e da ogni ipocrisia, infettando anche buona parte dei suoi naturali avversari, costringendoli a competere sul suo stesso terreno di grande corruttore. Se la prima Repubblica fu segnata da De Gasperi, Moro, Fanfani, Nenni, Togliatti, Berlinguer, La Malfa, Saragat, Malagodi, Einaudi ecc., la seconda sarà ricordata come infettata da Berlusconi e dai suoi imitatori.

    Nel suo appello, il noto pregiudicato ha invitato gli italiani a scegliere “chi ha dimostrato di saper governare nell’interesse di tutti gli italiani”. Cioè lui. Il che potrebbe essere fonte d’inesauribile ilarità se quel suo “buongoverno” non avesse ancor più piagato l’Italia.

    E allora occorre ricordare a tutti chi è Silvio Berlusconi attraverso il suo medagliere giudiziario che molti, nel circuito mediatico politico, fanno finta di non ricordare per puri calcoli di potere.

    SENTENZE DI CONDANNA: Processo Mediaset; Frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita: condanna definitiva a 4 anni di reclusione. PRESCRIZIONE: 1) Lodo Mondadori: Corruzione semplice; 2) All Iberian 1 Finanziamento illecito ai partiti. 3) Consolidato Fininvest: Falso in bilancio. 4) Bilanci Fininvest 1988-1992: Falso in bilancio e appropriazione indebita; 5) Processo Lentini: Falso in bilancio. 6) Corruzione dell’avvocato David Mills: presunta corruzione dell’avvocato David Mills per indurlo a compiere una falsa testimonianza nei processi All Iberian e Arces; 7) Unipol: rivelazione di segreto d’ufficio; 8) Corruzione del senatore De Gregorio: concorso in corruzione. INTERVENUTA AMNISTIA. 1) Acquisto dei terreni di Macherio: Falso in bilancio (primo capo di imputazione); 2) Falsa testimonianza; SENTENZE DI ASSOLUZIONE PER LEGGI AD PERSONAM: 1) All Iberian 2 Falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del governo Berlusconi II; 2) Processo SME (falso in bilancio), Falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II; PROCEDIMENTI IN CORSO E CAPI DI IMPUTAZIONE: 1) Processo escort, induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria; 2) Inchiesta Ruby Ter; corruzione di testimoni del processo Ruby; 3) Finanziamento illecito ai partiti, finanziamenti illeciti erogati al Movimento italiani; 4) Corruzione dei senatori Razzi e Scilipoti, per passare al PDL.

    Con quest’uomo si voleva riformare la Costituzione, si è fatta una legge elettorale bocciata dalla Corte costituzionale, Grillo e Renzi ci stanno facendo una legge elettorale di nominati, peggiore, se possibile, di porcellum e italicum. E Renzi non chiude la porta a intese e accordi di governo per il domani.

    Può succedere in politica di doversi accordare anche con i peggiori personaggi; sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Ma se nel fare politica si è guidati, oltre che dalle convenienze, anche da un imperativo etico, si cercherà ogni strada per evitare di stringere accordi con chi ha sul petto il medagliere sopra elencato; la si cercherà sul serio e non per finta. Perché Berlusconi è il peggio del peggio, sotto il profilo etico prima ancora che politico. Sempre che, naturalmente, la questione morale sia considerata politicamente importante da Renzi e Grillo; di Salvini non vale la pena neppure discutere.

    A Renzi della “questione morale” non gliene è mai importato un fico secco, fin dall’inizio. Basta vedere quel che ha detto e, di contro, quel che ha fatto per relegarla nel dimenticatoio per poi trovarsela in casa. Per Grillo viene prima l’interesse di bottega del M5s che quello democratico e nazionale. Una caratteristica che ha contraddistinto da sempre l’attuale classe politica contro cui dice, comicamente, che i pentastellati sarebbero alternativi.

    Alternativi a chi? A vedere quel che stanno combinando sulla legge elettorale, per ora sarebbero solo un’alternanza.

    "Mi piace"

  18. Credo alla inappetenza di Feltri nelle cene eleganti,
    come credo fermamente al fatto che non fosse astemio.

    "Mi piace"