La buona impressione

(Stefano Rossi) – Draghi è presidente del governo da meno di due mesi ed ha già provocato una crisi diplomatica con la Turchia. Definire “dittatore” Erdogan durante una conferenza stampa come fosse seduto all’Osteria delle Coppelle è stato un errore imperdonabile. Il bello di questa storia è che il capo della diplomazia è Di Maio, quello che  è stato criticato per aver detto, di Draghi, “Mi ha fatto una buona impressione”.

Di Maio è lì da anni e non ha ancora provocato una crisi diplomatica, anzi. Ora spetta a lui e ai suoi ambasciatori rimediare alla gaffe. Ieri sera Corrado Augias, Gramellini Federico Rampini si sono cimentati in una plausibile critica a Draghi. Gramellini chiedeva se avesse fatto bene o no a definirlo dittatore. E già la domanda fa capire che forse avrebbe potuto fare anche bene. Le risposte erano scontate ma sono state delicatissime e pronunciate quasi sottovoce. Se “dittatore” lo avesse detto Di Maio o la Raggi o, peggio, Grillo, avrebbero fatto una puntata a parte con il peggio, del peggio del peggio che si poteva dire a quell’ora con dei primi piani per far vedere bene il disprezzo più cupo.

E sinistro. Molto sinistro.

6 replies

  1. Non so se qualcuno si ricorda i trascorsi filoturchi di un altro grande elettore di SuperMario di cui mi sfugge il nome. Quello la….come si chiama?? Quell’arzillo vecchietto che a 80 anni suonati, solo grazie al suo fascino e alla sua prestanza fisica, faceva innamorare frotte di giovinette, qualcuna anche minorenne e nipote di un capo di stato estero? Quello la….come si chiama? Quello che è allergico ai tribunali? Quello che è stato anche più volte presidente del consiglio, artefice del grande Rinascimento italiano? Quello la…. che, mentre la Merkel e Sarkozy lo aspettavano per un vertice internazionale, stava bellamente al telefono, facendo intendere che stava parlando proprio con Erdogan di cui stava perorando la causa per l’ingresso nella comunità Europea o qualcosa di simile? Ma insomma quello la!!… Come si chiama quello la? Quello che era anche amico di Gheddafi?

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  2. La diplomazia non accetta parole in libertà. Dracula sta inanellando una gaffe dopo l’altra. Ho i miei dubbi che possa essere un buon presidente della repubblica. La dialettica e la retorica non sono il suo forte, se poi vogliamo aggiungere i suoi “non saprei”…
    Non era compito suo dire che Erdogan è un dittatore.

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  3. Draghi parla come un passante anziano qualsiasi, quelli che di solito osservano e commentano i lavori nei cantieri o parlano del più e del meno al bar, in serena libertà, perché a quell’età solitamente non tieni a freno la lingua se non sei abituato a doverlo fare e torni un po’ bambino lasciandoti andare su tutto, lo sanno bene tutti coloro che hanno a che fare con persone anziane senza ruoli manageriali o comunque di rilievo (pubblici o privati) per i quali devono calibrare le parole come ad esempio fa un Mattarella (che non avrebbe mai detto nulla del genere pubblicamente nonostante lo possa giustamente pensare, come lo pensiamo tutti noi)… Ecco, Draghi (come pure Biden, vedi la gaffe su Putin “assassino”) è esattamente questo: un anziano in età pensionabile richiamato quale mitologica riserva dello Stato ma senza averne né le capacità (politiche) né tanto meno quelle “mentali”, abituato da sempre a fare il banchiere “dittatore” e non il mediatore diplomatico, e iniziare ad imparare ora mi pare un po’ tardivo purtroppo per lui (e soprattutto per noi)…

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  4. Non sono una gaffe dietro l’ altra, gentile @veronica, sono “messaggi” indirizzati a chi di dovere. Che non è Erdogan.

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  5. Dopo Byden che dà di ‘assassino’ a Putin, ci mancava anche Draghi che dà di ‘dittatore’ a Erdogan. Che lo siano è un conto, che un capo di Stato possa dirlo è un altro.
    Le regole tra Stati impongono stili ed etichette tassativi che i comuni mortali possono anche trasgredire ma loro no, perché provocare incidenti internazionali è come fare dichiarazioni di guerra.
    Poi, se uno, per mente debole o carenze di età, vuole parlare in libertà, può fare come quei vecchietti che si ritrovano al bar o davanti a un cantiere. Liberissimi! Ma non si dia loro l’autorità di dirigere degli Stati!

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  6. La buona o la cattiva “impressione” ce la infoindono i media. Nulla altro possiamo sapere eccetto ciò che ci raccontano.

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