La lettera di Giuseppe Conte a La Stampa: “Falsità dei giornali su di me, ecco i miei successi in politica estera”

GIUSEPPE CONTE

Gentile Direttore, da alcune settimane sono impegnato nel compito di rifondare il Movimento5Stelle, in modo da rilanciarne la carica innovativa e renderlo pienamente idoneo a interpretare una nuova stagione politica. Anche per questa ragione sto evitando di rilasciare dichiarazioni e di intervenire nell’attualità politica. Ritengo prioritario preparare al meglio una nuova agenda politica, da condividere con la massima ampiezza, che sappia esprimere un progetto di società rispondente ai bisogni più urgenti dei cittadini, ma fortemente proiettata su un modello di sviluppo che coinvolga anche le generazioni future.

Ma sono costretto a intervenire per correggere alcune falsità riportate nel lungo editoriale, che Lei ha offerto ai lettori del suo giornale il giorno di Pasqua, dedicato ai vecchi e ai nuovi scenari di politica estera del nostro Paese, con particolare riguardo al conflitto libico, dal titolo «Italia e Libia. Un atlante occidentale». Non posso tacere perché queste notizie false, essendo attinenti alla politica estera perseguita dall’Italia negli ultimi anni, non riguardano solo la mia persona, ma anche un buon numero di nostri professionisti, della filiera diplomatica e dell’intelligence, che hanno condiviso gli sforzi e profuso grande impegno in questa direzione.

Non entro, peraltro, nel merito delle varie considerazioni da Lei formulate. Sono sue, opinabili valutazioni. Non Le scrivo per aprire una discussione sui complessi scenari di geo-politica. Ma trovo palesemente fuorviante riassumere tutte le iniziative di politica estera poste in essere dai due governi da me presieduti con l’immagine di un’«Italietta che finalmente si risveglia dalla sbornia nichilista, sovranista e anti-occidentale di questi ultimi tre anni».

Sono rimasto colpito dall’incipit del Suo editoriale. Con un accorto espediente retorico ha messo in relazione tre notizie: la prima vera, la seconda e la terza completamente false. La prima notizia, vera, è che «Dopodomani [oggi per chi legge, n.d.r.] Mario Draghi volerà in Libia». Questa notizia è seguita da un suo commento, pienamente legittimo: «è una missione cruciale, non solo per la difesa del nostro interesse nazionale, ma in parte anche per la ridefinizione del nuovo Ordine Mondiale, la riaffermazione dei valori dell’Occidente, la ricostruzione del ruolo dell’Europa». Subito dopo ci sono due notizie false, che non riguardano solo me personalmente quanto la politica estera perseguita dall’Italia. Queste due falsità sono precedute da un suo commento molto malevolo: «Le ultime pezze a colori improvvisate da Giuseppe Conte nel Corno d’Africa e nella Penisola Arabica hanno portato più malefici che benefici».

La prima falsità: «I due incontri ad Abu Dhabi con Mohammed bin Zayed, tra il novembre 2018 e il marzo 2019, furono talmente inutili sul dossier libico che lo sceicco emiratino diede ordine ai suoi diplomatici di non organizzargli mai più altri colloqui con l’Avvocato del Popolo». La seconda falsità: «Il blitz a Bengasi del 17 dicembre 2020, organizzato come uno spot di bassa propaganda solo per riportare a casa i pescatori mazaresi previa photo-opportunity con Haftar, è stato ancora più imbarazzante».

La prima notizia è smentita dal fatto che dopo le date che Lei ricorda ho avuto ulteriori colloqui con lo sceicco Mohammed bin Zayed, che hanno confermato non solo l’eccellente rapporto personale instaurato, ma anche le ottime relazioni tra i nostri due Paesi. Mi permetta poi di sottolineare che la sua falsità suona davvero ingenua: in pratica ha tentato di convincere i Suoi lettori che lo sceicco emiratino avrebbe informato solo lei che non avrebbe più accettato colloqui con il sottoscritto, quando invece abbiamo sempre operato, anche a tutti i livelli della filiera diplomatica e di intelligence, nella reciproca consapevolezza che i nostri rapporti fossero molto buoni.

La seconda falsità è non meno sorprendente, in quanto già all’epoca dei fatti chiarii che volai in Libia non per piacere, ma perché fu l’unica condizione per ottenere il rilascio dei diciotto pescatori. L’ho fatto. Lo rifarei. Dopo un lungo negoziato e dopo avere respinto altre richieste che giudicai non accoglibili, atterrai all’aeroporto di Bengasi, dove Haftar mi accolse e firmò in mia presenza il decreto di liberazione dei diciotto pescatori.Quanto alla photo opportunity, caro Direttore, la informo che ho ricevuto più volte Haftar a Roma, anche nel pieno di quest’ultimo conflitto libico. Aggiungo che non troverà in giro nessuna mia foto con i pescatori: a loro e a tutti i cittadini di Mazara ho mandato un saluto a distanza. Ho evitato di incontrarli proprio per non dare adito a speculazioni inopportune. Ma vedo che con Lei questa premura, ancora a distanza di tempo, non è servita.

Concludo. Ci auguriamo tutti che il viaggio del premier Mario Draghi in Libia possa rivelarsi utile. Il dossier libico rimane strategico per gli interessi italiani ed europei ed è estremamente rilevante negli equilibri geo-politici mondiali. Non credo che nessuno abbia difficoltà ad aderire al suo auspicio che questa possa essere la svolta che l’intero mondo occidentale attende da anni. Ma non serve e non vale a rafforzare questi auspici la denigrazione di chi è venuto prima.

Gentile Direttore, Lei e l’intero gruppo editoriale a cui il Suo giornale fa riferimento avete abbracciato convintamente una causa. Ora, non dico che debba fidarsi di me. Ma dia retta almeno a un raffinato stratega quale Talleyrand, che ai suoi collaboratori raccomandava sempre: «Surtout pas trop de zèle» («Soprattutto non troppo zelo»). Quando si eccede in fervore si rischia di servire male la causa”.

Giuseppe Conte

37 replies

    • e dell’ignorante, sparaballe, malintenzionato, servo zelante, inventore di maldicenze, dipedente di fazioso di un gruppo di lobbisti
      ho dimenticato qualcosa?

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      • *Adriano58,
        Si.
        Hai dimenticato “bagascia prezzolata che grazie si finanziamento pubblico ai giornali(che volevamo ridurre/abolire) puoi portare la pagnotta a casa .”
        😁😁😁

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      • Uno dei commenti :

        @Commenti a Razzo

        “Ottimo giornale, usato ieri per accendere il fuoco del barbecue di Pasquetta, prende benissimo🚀

        😆🤣😂

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  1. Grandissimo Giuseppe Conte, che finalmente sia l’inizio nel rispondere alle falsità dei giornaloni sul m5s e sui suoi esponenti di spicco?

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  2. Bisogna imparare ad essere imparziali. Ma se non esiste l’autonomia, è praticamente impossibile!

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  3. Giannini non è altro che una merda da marciapiedi pestata dalla suola della scarpa del padrone della Stampa.(sembra di sentire lo schiaff sciaff)

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  4. Cos’altro ci si può aspettare da un giornalaio di regime come Giannini?
    Evidentemente il Covid l’ha reso ancora più acido di prima…

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  5. A Giannini il covid gli ha devastato il cervello! Considerando che non era granché neanche prima, probabilmente non gli è rimasto niente.

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  6. Disgustoso!
    Un giornalista e direttore di giornale che si svende così ai voleri del proprio editore è disgustoso!
    E pericoloso. Per la democrazia perché l’informazione falsa e di parte è più subdola e dannosa di un’azione di guerriglia.
    E stendiamo un velo pietoso sul passato di Giannini, sulle barricate per incalzare Berlusconi e le sue malefatte, sedicente paladino della libertà e della verità: ora è chiaro come anche in quel caso fosse una posizione di opportunità, di tutela degli interessi del proprio padrone (De Benedetti)!
    Un prece.

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  7. Perchè prendersela col Giannini? (a proposito nomen omen il cognome è un marchio)
    E’ la prova provata che sbagliando s’impara.
    Ha provato a fare il giornalista ed è stato defenestrato dalla tv dal Cazzaro Rosa, ed è tornato all’ovile a testa bassa.
    Ha lavorato su se stesso, ha cambiato i suoi punti di riferimento, ha rivisto le basi del mestiere ed ha ricominciato una carriera: stare sempre dalla parte di chi ti garantisce lo stipendio: il lettore?
    ma allora non avete capito un cazzo!!!! voi non farete mai carriera nella vita

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  8. Ieri Senaldi nel suo editoriale di apertura di Libero definisce il Ministro Speranza come un “becchino”, “carceriere”, “uccellaccio del malaugurio” Mattarella tace, ordine dei giornalisti idem. Se fosse solo Giannini……..la Meloni andava difesa ,un ministro no.

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    • Ed io scommetto che il titolo a quella lettera di Conte è stato creato nella redazione di Stampubblica. Che una persona posta come Conte rivendichi “i suoi successi” con tronfiante arroganza renziana lo escluderei. Un po’ di veleno addizionale della seppia Giannini. Si crede molto ganzo, lui

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  9. La conclusione , con citazione di Talleyrand, è da applauso.

    Ma scommetto su una replica del giornalettista , a corroborare la bontà delle sue ragioni, con comparsate nei talk.
    Comportamento Disgustoso è dire poco, non è servito essersi cresciuta la barbetta per sembrare autorevole.

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  10. Che i due Massimo uno il Giannini e l’altro il Franco attacchino così a testa bassa mi fa pensare che il percorso intrapreso dal Presidente Conte con i 5* sia quello giusto, continueranno ovviamente i colpi saranno sempre più bassi l’importante adesso e avanzare prevenire e ricostruire un fronte compatto Trasparente a difesa della legalità e degli ultimi

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    • *Cacio,
      Non so cosa darei per leggere la lettera/discorso che Conte certamente aveva preparato per Renzie ,come
      per Salvini.
      Discorso Che esiste certamente, solo che qualcuno su qualche alto colle gli avrà detto di tenerselo nel cassetto.

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  11. Ma Giannini chi? Quello che senza uno straccio di prova accusò Conte di avvalersi di 007 per cercare di rclutare dei responsabili per salvare il proprio secondo governo ? Ma va a dar via il cui!!! Venduto!!!

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    • *guido,
      Ora GIannini è diventato un “bimbo di Draghi”.
      E da domani ancor di più , perché non è da tutti usare parole garbate ma mirate con la
      Precisione di un proiettile, come ha fatto Conte
      .La sua Classe ,a cui non siamo abituati , ha fatto centro.

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  12. La prostituzione intellettuale dei leccadraghi è imbarazzante. Conte fa bene a rispondere punto su punto e si dovrà anche preparare ad assalti quotidiani. La Raggi ne sa qualcosa.

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  13. Giannini, non farrà mai ammenda ed anzi dirà sicuramente di aver ragione essendo un moccioso saccente che sembra di vivere nel mondo dei migliori, forse sperava di diventare ministro???

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  14. Questo giornalismo di parte (nel senso dalla parte del portafogli) è davvero triste. Scommetto che se La Stampa fosse acquistata da Grillo Giannini (e gli altri) scriverebbero l’esatto contrario, senza battere ciglio e in totale sprezzo del ridicolo. Ma questa può definirsi informazione?

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  15. Purtroppo cio’ che scrive Conte non viene letto da molte persone rispetto a ciò’ che scrive La Stampa ed i suoi servi.
    Facciamo girare l’articolo

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  16. Un signore vero, colto, intelligente, perbene e capace come Giuseppe Conte, non poteva non fare perdere le staffe a tutti gli omuncoli prezzolati di cui, purtroppo, la nostra nazione é piena. Più lo attaccano in modo basso e meschino e più quelli come me lo stimano profondamente. E siamo in moltissimi.

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