L’onorevole sospensorio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Si spera vivamente che, dopo tutto il tempo dedicato alle quote rosa nel Pd, Enrico Letta trovi qualche minuto anche per le quote marron. In particolare per Luca Lotti, regista dell’elezione delle nuove capegruppe Malpezzi e Serracchiani. Parliamo infatti del capo della corrente più potente del partito, quella renziana, detta simpaticamente “Base riformista”, che vanta altri big del calibro di Marcucci e Guerini (e, se questa è la base, non osiamo immaginare l’altezza). Rinviato a giudizio per rivelazione di segreto (le microspie negli uffici Consip) e dunque “sereno”, il Lotti è anche uno dei protagonisti del caso Palamara che da due anni terremota la magistratura italiana. Uno scandalo che non gli è costato guai penali, ma deve avergli instillato un vago sospetto di scorrettezza, se sentì il bisogno di “autosospendersi” dal Pd il 14 giugno 2019 in attesa dei “probiviri” (mai visti né sentiti). Sono trascorsi 22 mesi e lui è sempre autosospeso, anche se non si è ben capito cosa ciò comporti, visto che da una posizione così precaria continua a frequentare la Camera (con relativo stipendio) e a fare e disfare nel Pd. Forse è ricorso a un sospensorio, per attutire il penzolamento e garantirsi una certa stabilità. Zinga lo lasciò lì appeso, confidando nell’oblio generale. Ma ora c’è il “decisionista” Letta e una parola chiara dovrebbe dirla, non foss’altro che per liberarlo da quella scomoda postura da insaccato, da caciocavallo, da pipistrello e restituirlo al consesso civile.

Per agevolargli il compito, gli riassumiamo i fatti. Il caso Palamara nasce dagli allegri conversari notturni all’hotel Champagne fra il pm Palamara e i deputati Lotti e Cosimo Ferri (magistrato in aspettativa, all’epoca nel Pd e ora naturalmente in Iv) sulle nomine dei procuratori. Palamara faceva il suo sporco mestiere di capocorrente dedito alle raccomandazioni e alle lottizzazioni togate. Dunque gli intrusi erano Lotti e Ferri. Soprattutto Lotti che, essendo imputato per Consip proprio nella Capitale, tutto avrebbe dovuto fare fuoché occuparsi della nomina dei procuratori di Roma (che indaga su di lui), di Perugia (che indaga sui magistrati capitolini) e di Firenze (che indaga sulla famiglia Renzi). Ieri, forse dimentico persino lui di essere autosospeso, Lotti ha dato un’intervista al Foglio (che non gli ha chiesto di Palamara: certe cose non si fanno) per sciogliere un peana alla nobiltà delle correnti, soprattutto la sua, che ha conservato le “idee riformiste” di Renzi anche dopo la dipartita del de cuius; e per minacciare di “stimolare Letta”, come già Zingaretti. Che fa ora Letta: si tiene Lotti o lo caccia? L’unica cosa che non può fare è lasciarlo lì sospeso a penzoloni. Il sospensorio scricchiola: sta cedendo.

25 replies

  1. Letta lo hanno fregato prima Renzi e renziani gli è piaciuto e adesso si fa proprio inculare dai renziani.È proprio così scemo?masochista? Oppure vi è qualche cosa di oscuro che noi ancora non capiamo?? Ma che scopriremo vivendo?

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  2. Dedicato ai vari troll che si svendo o a padroni, faccendieri, massoni e mafiosi.

    DOVETE SCHlATTARE.
    Vi piacerebbe mettere la mordacchia all’unico gruppo editoriale SENZA Padroni, di quelli che mungono e lucano risorse pubbliche.
    Gruppo che non ha a capo parassiti che utilizzano il Bomba per arricchirsi con speculazioni borsistiche o leggi schiaviste come il JOB’S ACT, con l’intento di portare il costo del lavoro italiano a quello della rinascimentale Arabia E-Saudita.

    SEIF, la Società editoriale del Fatto Quotidiano, in Borsa che, a mercati chiusi, ha comunicato la chiusura dell’anno 2020.

    Seif ha chiuso il 2020 con un valore della produzione, si legge in una nota, e” pari a 38,027 mln di euro (31,985 mln nel 2019, +18,89%), Sarebbero GLI INCASSI TOTALI ANNUALI
    l”Ebitda e” pari a 5,266 mln di euro (1,239 mln nel 2019, +325,10%),
    l”Ebit e” pari a 0,162 mln di euro (-2,037 mln nel 2019),
    l”UTILE NETTO e” 0,301 mln di euro (-1,492 mln nel 2019 Era una perdita) e dividendi per 0,438 mln di euro, rispetto ai 0,345 mln nel 2019.
    La Posizione finanziaria netta e” pari a 1,373 mln di euro (1,139 mln nel 2019, +20,57%) e Patrimonio netto e” pari a 4,420 mln di euro (4,147 mln nel 2019 +6,58%).

    E che il rignanese e la sua banda lo sappiano. Il mercato, i lettori, gli utenti televisivi, credono ai componenti delle redazioni giornalistiche di SEIF e li premiano.
    AD OGGI si può dire che è un caso di successo in campo mass-mediatico.

    P. S.
    Camicimice bruna e pappagonica, questo post È RIVOLTO PURE A TE che i pesti l, aria con le puttanate di CAGOSPIA.
    L’abbordaggio, l’adescamento sono attività riprovevole.
    Spostati a prostituirsi sul blog di porro o sulle fabbriche di fake news vicine alla destra fascio sovranara agli ordini dei russi.

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    • Bravo Jerome! I numeri non mentono, e smentiscono clamorosamente le iene che insistono denigrare l’unico grande giornale che fa quadrare i conti senza sottostare a interessi padronali e senza attingere alle generose arche statali come quasi tutte le altre testate del c…. E grazie a lettori che non sono disposti a farsi lobotomizzare dai venduti tronfi , i Da Milano Feltri, Giannini, Fontana, Borgonovo, Senaldi, Annunziata, Giletti….mamma mia, laSala del Terrore di Madame Tussaud’s

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      • Yeah! Ma alla ghenga da te enunciata, vedo che ne manchi uno importante: quel [beep] di Molinari, il capoccia di Repubblica. Mi raccomando, è uno che conta!

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  3. Visra la notizia d’apertura, stranamente ignorata dal FQ, mi attendo già da domani degli approfondimenti da parte di Lillo e Pacelli, che solitamente si interessano degli intrighi di potere.

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    • Scusa Jerome B., mi sa che sul FQ di stamattina ti è proprio sfuggito il 3. boxino sulla spalla sinistra (per chi legge): tratta giusto dello stesso argomento di spionaggio su cui, invece, Rep ci ha fatto l’apertura.

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    • Che giornale meraviglioso che è Repubblica.
      La colpa non è dello 007 de noartri, ma di Peppino. E il merito di averlo beccato di chi??? Ma di Marione, e come ti sbagli?

      DI CLAUDIO TITO

      Questo Roma-gate mette in evidenza almeno due questioni fondamentali: che l’Italia è diventata un target dello spionaggio russo e che i detriti della risacca populista possono essere un pericolo per la sicurezza nazionale.

      Il nostro Paese è sempre stato un territorio di confine. Storicamente pronto al dialogo ma fortunatamente mai equidistante. La nostra collocazione atlantica in nessun momento è stata messa in discussione. Negli ultimi anni, e per la precisione dall’estate del 2018, qualcosa però è cambiato. Il primo governo Conte con la maggioranza gialloverde, sebbene non abbia mai messo in dubbio la scelta geostrategica tradizionale, ha modificato la postura nazionale nei confronti della Russia e della Cina. Quella correzione ha provocato la trasformazione dello scenario italiano in un campo di possibile conquista da parte di Mosca e Pechino. Le indicazioni di Lega e M5S, da questo punto di vista, sono state aperte. Nulla di segreto. Ma frutto di improvvisazione e superficialità. La nostra vicinanza fisica ad ambiti di azione – come quello del Mediterraneo – che vedono coinvolti la Russia e la Turchia avrebbero richiesto una differente capacità di gestione e di certo non cedevoli avalli. Se non altro perché queste relazioni non assicurano sconti a nessuno. C’è sempre un prezzo da pagare. E adesso è ancora più chiaro.

      Ma lo si era capito anche nel settembre del 2019 quando venne arrestato a Napoli per spionaggio industriale un manager moscovita. O quando la presenza dell’esercito di Putin lo scorso anno a Bergamo per aiutare nell’emergenza Covid si rivelò, a dir poco, ingombrante e imbarazzante. Questi due ultimi casi avevano già provocato una certa irritazione negli Stati Uniti. La penetrazione registrata addirittura all’interno delle nostre Forze Armate ha suscitato ulteriore preoccupazione Oltreoceano. Maggiore rispetto al passato perché anche su questo terreno l’elezione di Biden alla Casa Bianca – che non a caso ha definito Putin un killer – ha totalmente stravolto certi atteggiamenti e certe arrendevolezze verso il Cremlino. Si tratta di un allarme più sonoro perché nessuno, al momento, è consapevole di quanti e quali documenti Nato siano stati trasferiti all’Intelligence di Putin. Dubbi su cui i due esecutivi di Roma e Washington si stanno in queste ore inevitabilmente confrontando. È probabile poi che nell’operazione per l’arresto dell’ufficiale italiano – senza precedenti almeno nel recente passato – ci sia stata la collaborazione anche dei servizi americani.

      Questo insieme di fattori segna dunque un punto di svolta. Verso una fase post-populista dei rapporti internazionali e delle relazioni tra 007 alleati. La nuova amministrazione Usa e l’approdo di Mario Draghi a Palazzo Chigi – dopo il fallito tentativo dei cosiddetti Responsabili – sono stati i prodromi di questa nuova stagione. Che non potrà non avere ulteriori effetti.

      Una fase diversa difficilmente non impone cambiamenti. Anche i nostri apparati in questa legislatura hanno evidenziato ruoli diversi, più o meno positivi. Quello del controspionaggio dell’Aisi, ad esempio, è stato chiaramente determinante nello scovare l’infiltrato. Una brutta figura avere dovuto ammettere che il nostro Stato Maggiore ha subito lo smacco di una infiltrazione “nemica”. Bella figura, però, aver dimostrato di poter mettere in campo una reazione e di non essere più il ventre molle d’Europa nel cuore della Nato. Ed è per questo possibile che il governo italiano possa rivedere alcune – in particolare una – delle scelte messe in campo in questo settore dalla precedente gestione. Le interlocuzioni tra Intelligence si basano su una premessa ineludible: la reciproca fiducia e affidabilità. Senza le quali un Paese come il nostro rischia di essere estromesso da tutti gli scacchieri principali. Si tratta quindi di una riflessione su chi viene considerato, a torto o a ragione, compromesso con la vecchia stagione populista. Una verifica per capire se potrà o non potrà rimanere al suo posto.

      Anche su questo, del resto, serve la fisiologia dei comportamenti e non l’eccezione. E forse sarebbe il caso che ritorni ad essere fisiologica anche l’attività del Copasir, il Comitato parlamentare sui servizi segreti, che con tutto quel che sta accadendo in Italia non si riunisce da quasi quattro mesi perché non si capisce se debba o no cambiare il suo presidente. Ecco, anche questo non può essere una eccezione accettabile per troppo tempo.

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  4. Ho molti dubbi che “Stai Sereno” (nome e cognome), riesca a dare una svolta nel PD. Era riuscito a togliere i mastini del BOMBArolo dal ruolo di capi-gruppo con la scusa che alle donne PD avevano riservato poche attenzioni, e ha subito dovuto cedere comunque a 2 squalette della corrente BOMArola il posto che era stato dei 2 colleghi maschi.
    Abbiamo assistito anche ad litigio con screzio da parte della botticelliana Madia che gridava:-Scegli me! Scegli me!-
    Stai Sereno non ha avuto nemmeno la perspicacia di dire:-Mi scelgo chi voglio io!
    Confiderà nelle prossime elezioni per sbarazzarsi una volta per tutte del BOMBArolo e il suo clan di bravi, che evidentemente ancora fanno paura e forse faranno ancora più paura quando rientreranno in blocco nel PD e lui, Stai Sereno non trova nemmeno la forza di dire:- No, siete usciti dal partito per formarne un altro, ora che avete visto che siete al 2% non ci rientrate, troppo comodo!-
    La vedo brutta anche nei rapporti futuri con il nascente Mov.5s. Troppo ondivago Stai Sereno: Un re travicello che si fa dettare l’agenda non da garanzie…
    Statte accuort Conte! (come direbbero i napoletani)

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  5. Travaglio sa benissimo cosa farà quel CIALTRONE di letta, forse era meglio se evitava di proporlo sul Fatto come persona credibile alla quale fare interviste. Tempo sprecato dentro un cesso, quando non tiri l’acqua prima possibile.

    Avrebbe dovuto appenderlo al muro con domande dirette e scomode, come avrebbe fatto poco dopo che il Fatto nacque.

    Ma mi rendo conto che anche il Fatto pian piano sta assobendo troppa merda, quindi anche se ha diversi filtri, finirà per maleodorare.

    Sapete benissimo cosa farà quel cialtrone piddino, quello che ha già iniziato a fare, confermando lo SCHIFO VECCHIO e chiamandolo NUOVO. Le serracchiani, il peggio su piazza.

    Ho notato una cosa importante: come il movimento 5 stelle si è appiattito sulle logiche dello SPORCO piddi, non mi venite a dire che il m5s è quello che dovrebbe essere perchè state mentendo come fanno i piddini, il piddi è peggiorato all’istante. E continuerà a sprofondare nello schifo che lo ha sempre contraddistinto, potendolo fare, proprio ora che il m5s è nei fatti irriconoscibile e NON più fortemente ALTRO rispetto agli altri.

    zingaretti, che certo NON stimo, era meno peggio di letta. E ora sto cialtrone raccomandato farà di tutto per “sistemare” anche l’ala del farabutto di rignano, dovrà cioè GARANTIRLA alla sua maniera. Eliminarla con le chiacchiere in pubblico, per poi piazzarla con gli intrallazzi da retro bottega.

    La solita e unica maniera possibile, quella dello SPORCO piddi.

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    • Forse mi è aumentata la miopia, ma nulla vedo. In cambio, c’è un attualissimo articolo della Cariatide Veltroni sul mondo che scopri la Shoa. Circa 70 anni fa. Notizia da prima. Pagina!

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    • C’è Sabino in compenso che fa una strana intemerata contro la corte dei conti, e contro l’ANAC, caste da cui si dissocia. E in questo suo lunghissimo articolo pregno di disgusto fa un solo nome: Prodi che nel 2016 ha voluto ANAC. Poiché suonava leggermente strano sono andata a cercare e infatti è partita nel 2014? E chi c’era?

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  6. “Parliamo infatti del capo della corrente più potente del partito, quella renziana, detta simpaticamente “Base riformista”.
    Se un “porta -borse” di Renzi ,senza arte ne parte, raccomandato a Renzi da papà Lotti per trovare un posticino al figliolo, riesce a influenzare le scelte PD, dobbiamo dire che siamo messi proprio bene, Letta o non Letta.

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  7. E’ veramente rivoltante il modo mistificatorio di fare disin formazione di pdellaro a Piazzapulita!, Travaglio e quelli del FATTO quotidiano! Solo col governo Deaghi conmincio ad ascoltare che si fa riferimento a quella norma che delega allo stato la Responsabilità di occuparsene centralizzando le iniziative in temi come questi, pandemia, ecc. ProprioTragvaglio, padellaro, la truppa di nani e ballerine del fatto faceva SEMPRE riferimento neanche alla mefitica ridorma dell’aert. 5à della Costituzione voluta dal governo D’Alema per imbarcare la Lega, pareva brutto visto che il loro amatissimo Contev aveva consegnato il governo a galoppini e portaborse dalemiani, ma duna legge….Oggi ascolto INORRIDENDO per la spudorata mistificazione di Pdellaro che rimprovera a questo governo /sempre irriso sulle prime poagine del FATTO) di non aver voluto accentrare a sé responsabilità che sono proprie!! Disgustoso!

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