L’affossamento dell’università pubblica per favorire modelli privatistici

(Profilo Fb Andrea Zhok) – Qui di seguito la lettera che ho inviato via Messenger al sito FB della redazione di “Mezz’ora in più”. Dubito che mi risponderanno…. Egregia dott.ssa Annunziata, ho ascoltato con attenzione e crescente sconforto personale il dibattito su RAI3, ospitato nel Suo programma “Mezz’Ora in Più”, tra Lei, i Proff. Boeri e Perotti, il Dott. Mieli e il Presidente Bonaccini. Sono un Professore Universitario che è stato vaccinato, insieme alla stragrande maggioranza dei suoi colleghi, una ventina di giorni fa. Mi è stato detto di farlo dalle autorità preposte, e l’ho diligentemente fatto. Ho sentito dire da Suoi ospiti in trasmissione, che probabilmente sanno più di me, essendo o gravitando in orbita Bocconi, che questa circostanza sarebbe frutto di una macchinazione di potere orchestrata dalla CRUI (che è stato ricordato, è la “potentissima” Conferenza dei Rettori). Non cercherò di confutare quanto affermato durante la discussione. È inutile confutare pregiudizi così radicati. Da ingegnere porto numeri e fatti, e poi mi limito a fare un commento finale.

I professori Universitari in Italia sono 56815, sommando tutti i ruoli, dai Ricercatori a Tempo Determinato ai Professori Ordinari (sito del Ministero, 29/03/2021). Ben 10023 sono Ricercatori a tempo Determinato. I professori di Scuola di ogni ordine sono circa 850000. A queste popolazioni di Docenti si aggiungono quelle relative al personale Tecnico Amministrativo e al personale accessorio. La campagna vaccinale è stata aperta ai docenti di Scuola e di Università limitando ad essi l’uso del vaccino Astra Zeneca, che all’inizio di questa apertura era somministrabile SOLO agli under 55. Solo più recentemente l’uso di Astra Zeneca è stato esteso (con grandissimi mugugni delle categorie a cui è stato esteso), anche agli over 65. Inoltre Astra Zeneca, ancora oggi, non è consigliato per le categorie “fragili” (almeno queste sono le direttive), ai quali si somministra Pfizer o Moderna. Quindi, volendo rimanere ai fatti, i vaccini somministrati a Universitari e personale scolastico NON hanno sottratto alcuna risorsa ad anziani e fragili, visto che non avrebbero potuto essere utilizzati per loro. Anche quantitativamente, limitandoci alla sola categoria degli Universitari, meno di 57000 vaccinazioni, ammesso che tutti l’abbiano fatta, non si muove nulla, statisticamente parlando (1 Prof. su 1000 abitanti). Quindi se non sono stati fatti vaccini a over 80, o a over 70, o a over 55 (questi ultimi, almeno nella prima fase di applicazione di AZ), gli universitari e i presunti complotti della CRUI non c’entrano nulla. Le responsabilità vanno trovate altrove. Ma dalla discussione si tendeva a voler far intendere che dietro c’erano sempre gli universitari, quei cattivoni, sempre causa di tutti i mali del mondo.

Personalmente frequento il mio Dipartimento ogni santissimo giorno, e lo faccio dal 9 marzo del 2020, imperterrito; e con me moltissimi Colleghi del mio Dipartimento, precari inclusi. Continuiamo a lavorare e a produrre. Quando ho potuto, in quelle finestre che ci sono state tra settembre 2020 e gennaio 2021, ho sempre fatto lezioni ed esami in presenza. Val la pena ricordare anche che la fascia di età dei discenti universitari (18-25 anni) è quella che più di ogni altra è portatrice di contagio.

Vorrei approfittare per consolare Boeri, Perotti e Mieli, perché se fossimo stati in altri Paesi europei l’incidenza numerica dei docenti universitari sarebbe stata enormemente maggiore, sia in assoluto, sia in relativo rispetto alla popolazione (88000 in Francia, 95000 in Spagna, 200000 nel Regno Unito, 250000 in Germania). A chi volesse raccontare l’Università italiana cercando di non rimanere ingabbiato negli stereotipi dei Baroni, razza esclusiva in cui ogni professore universitario rimane ingabbiato nella narrazione corrente, questo sarebbe il vero dato scandaloso da riportare sempre, come un mantra. Una popolazione esigua di Professori e Ricercatori, che malgrado tutto sono SEMPRE primi sia in relativo, sia in assoluto, nelle classifiche di produttività della ricerca internazionale.

Alla fine un commento personale, dal quale non mi voglio esimere. Trovo molto fastidioso che a parlare di Università siano spesso docenti (in questo caso due) di una esclusiva Università privata italiana, che per estrazione dei discenti, disponibilità di risorse, stipendi dei professori, discipline insegnate, siano molto spesso molto lontani dalle realtà e dalle esigenze vere dell’Università reale italiana, e in particolare di quella del SUD Italia. Sono certissimo che riusciranno a fare la loro tranquilla DaD da casa, con studenti che pagano rette salatissime e che si possono facilmente permettere collegamenti a 1GB al secondo con tablet e smartphone di ultima generazione, che probabilmente non fanno esami scritti, al massimo quiz a risposta multipla, che fanno esami orali facendo spesso sviluppare progetti con (e da) tutor di aziende esclusive (tradotto: spesso non fanno neanche esami orali), e che pontificando, cercano di moralizzare le pletore di Baroni, Vassalli, Valvassori, Valvassini e Servi della Gleba, scenari con cui dipingono di sovente un mondo universitario evidentemente molto distante dal loro e da loro.

L’Italia, evidentemente, “non è un Paese per l’Università”, così come non è un “Paese per giovani” da molto tempo e, infine, “non è un Paese per vecchi”, ma non per colpa dei baroni e della CRUI. Purtroppo, ne pagheremo tutti le conseguenze, dopo aver demolito fisicamente e moralmente l’Università italiana.

Vito Pascazio

Dipartimento di Ingegneria

Università degli Studi di Napoli “Parthenope”

4 replies

  1. Quante parole per difendere la propria categoria siamo alle solite italiani brava gente Ognuno ha un motivo per dire che fa qualcosa per la collettività e che deve passare davanti alla fila caro professore anche io lavoro anche Io produco anche io rischio che canta Jo Malone rompe le palle come stai facendo tu

    "Mi piace"

    • La punteggiatura questa sconosciuta!
      E dopo aver seviziato per bene la gloriosa grammatica italiana, si ha il perfido coraggio di criticare la scuola.
      Forse sarebbe meglio andarci, a scuola!

      "Mi piace"

  2. E ovviamente ne esce la classe diregente dei “migliori” o di “alto profilo”, c’è da ridere per non piangere..

    "Mi piace"

  3. Sì infatti parla di università Tito (lo chiamo Tito perché ci conosciamo da sempre ha detto Lucia), che si è vaccinato, ma non perché professore di università privata, no no, perché ha una persona di cui si prende cura. Eh Tito lo so, per questo ti chiedevo.
    E mo’? Comitato etico per Tito caregiver o badante?

    "Mi piace"