Roma: inchiesta sui rifiuti. I guai della municipalizzata

(di Vincenzo Bisbiglia – Il Fatto Quotidiano) – Errori procedurali, difformità contabili, cifre sbagliate e compensazioni dimenticate. Quattordici anni, dal 2003 al 2016, di gestione “horror” della società capitolina dei rifiuti, raccolte in una due diligence di cui ieri mattina la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha informato il procuratore della Repubblica di Roma, Michele Prestipino.

Un colloquio di circa un’ora, che ha lambito anche le tre questioni cardine relative ai conti di Ama Spa finite sotto i fari dei magistrati di piazzale Clodio: la (presunta) errata iscrizione in bilancio del Centro Carni di viale Palmiro Togliatti; le trattenute “indebite” sugli incassi della tariffa rifiuti e le partite debitorie e creditorie legate ai servizi cimiteriali. La prossima settimana, ha assicurato la prima cittadina al capo dei magistrati romani, arriverà in giunta l’approvazione dei bilanci – l’ultimo approvato è quello del 2016 – insieme al nuovo piano industriale per il rilancio dell’azienda e il documento che racconta l’opera di “pulizia” dei bilanci. Le perdite che ne deriveranno saranno bilanciate da fondi a garanzia già previsti nel documento finanziario capitolino. Al procuratore Prestipino è stata consegnata una relazione-esposto su tutte le “stranezze” trovate nel corso della due diligence, senza ipotesi di reato o indicazioni di responsabilità personali.

I dossier aperti in Procura, come detto, riguardano tre fattispecie ben distinte. Il primo filone è quello del Centro carni, l’affare immobiliare che rischia di costare quasi 100 milioni di euro alla società capitolina. Nel 2010 la giunta Alemanno conferì nel patrimonio di Ama un terreno in zona Tor Sapienza, valutato 31,5 milioni, su cui insiste il mattatoio romano. L’area è stata poi spostata su un fondo immobiliare, con scadenza 2021, gestito dalla Bnp Paribas, per il valore dell’eventuale “rivalutazione” – edificazione immobiliare – pari a 137 milioni di euro, soldi iscritti in bilancio. Ma in questi 10 anni nessun progetto è mai arrivato in Campidoglio e, dunque, nessuna variante urbanistica poteva essere approvata. Oggi il terreno è stato svalutato fino a quota 31,5 milioni.

Poi c’è il tema delle compensazioni Tari. La Procura indaga per un falso in bilancio di circa 445 milioni, fra il 2013 e il 2016, e la “distrazione”, nel 2019, di altri 250 milioni di competenza del Comune di Roma serviti per pagare le banche che minacciavano la chiusura delle linee di credito. In questi anni, Ama avrebbe protetto i propri conti versando i soldi della tassa rifiuti alle banche con cui era indebitata invece di girarli, come da normativa, al Campidoglio (per poi farseli riversare di nuovo).Infine, la partita sui crediti e debiti tra Comune e Ama legata ai servizi cimiteriali, che fra il 2018 e il 2019 portò a un durissimo scontro con il Consiglio di amministrazione guidato dall’allora presidente Lorenzo Bagnacani, con esposti reciproci e un’inchiesta in gran parte finita archiviata.

Su tutti questi temi, la sindaca ha inteso rassicurare il procuratore Prestipino, anche in relazione agli atti che verranno approvati da qui fino alla fine del mandato della Raggi, in scadenza il prossimo giugno.