Blindati Chigi e il Tesoro, Mario Draghi governa mentre i partiti giocano in cortile

(Carlo Tecce – espresso.repubblica.it) – Vi sveliamo un segreto. Mario Draghi ha la stessa espressione anche senza la mascherina: è sempre impassibile. Il governo Draghi ha già quell’espressione e le prime scelte lo confermano: mentre i partiti litigano sui posti di sottosegretario e di viceministro, si dividono stanze prestigiose e però spesso inutili con la matita tra i denti e la calcolatrice fumante, il premier fa di Palazzo Chigi e del ministero dell’Economia un tutt’uno, un asse di potere e di comando.

Draghi ha nominato Roberto Garofoli sottosegretario (fu cacciato dai 5S), Antonio Funiciello capo di gabinetto (ruolo identico con Gentiloni premier) e Roberto Chieppa segretario generale (lì due volte con Conte) e il ministro Daniele Franco ha già avviato l’opera di bonifica del Tesoro dopo la fallimentare gestione di Roberto Gualtieri.

Il presidente impassibile governa in sala operatoria, con mascherina si intende, e i ragazzi/partiti giocano e fanno schiamazzi, di cui si ciberanno i retroscena dei giornali per ovviare al mutismo di Draghi. Una mesta annotazione, ma le colpe sono dei partiti non dei tecnocrati.

Nel formare il governo Draghi si è mostrato un campione dell’accoglienza, non ha negato lo sbarco a nessuno, anche ai politici più discutibili, però un paio di segnali li ha mandati: ha concordato i ministeri più delicati con il Quirinale e sempre al Quirinale si affida per comporre il gruppo dei suoi principali collaboratori, non ha di certo premiato Italia Viva di Matteo Renzi che si ritrova con un ministero marginale, le Pari Opportunità, mentre quel lembo di sinistra che rappresenta Roberto Speranza ha conservato il ministro della Salute.

Chissà se Draghi lascerà ai ragazzi in cortile l’indicazione di Maria Elena Boschi a sottosegretario oppure si ricorderà ancora che i renziani volevano interrogarlo nella commissione banche – che serviva a ripulire Boschi e Renzi dai loro guai – quand’era in carica alla Banca centrale europea.

Ps. Per le prossime volte da tenere a mente: governo 1 con Draghi e i suoi ministri tecnici, governo 2 e sottogoverno ai partiti. Il primo sarà quello che decide, l’altro quello che farà rumore.

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7 replies

  1. Si però col suo ponte di comando dal parlamento deve passare e se i “ragazzi”mentre giocano tirano su la paletta con il no, vedrai che divertimento

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  2. Si però col suo ponte di comando dal parlamento deve passare e se i “ragazzi”mentre giocano tirano su la paletta con il no, vedrai che divertimento

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  3. Che strano ma la stampubblicaspresso non era tra i principali sponsor del caporale del partito abusivo Italia Vagisil? Quello che rimproverava a Conte di essere un vulnus democratico e pertanto voleva ristabilire in pieno il primato della politica sulla tecnocrazia? Ma adesso che ha fatto il lavoro sporco insieme alla sua banda di malfattori politici così lo ringraziamo…senza un minimo di riconoscenza….e poi dici che uno si butta in Arabia Saudita!

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  4. Quando era al Fatto
    Carlo Tecce

    Giornalista

    POLITICA
    – 11 FEBBRAIO 2014
    Napolitano e la passione dei governi fatti al Colle (senza voto)

    Oggi viva Draghi e Mattarella del governo fatto al Colle senza voto

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  5. “Chissà se Draghi lascerà ai ragazzi in cortile l’indicazione di Maria Elena Boschi a sottosegretario”
    E perché mai? Il sottosegretario lo sceglie lui col ministro. Chi mai può proporre la Boschi, forse la Bonetti?

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