Draghi, l’amministratore di condomino

(Tommaso Merlo) – Anche se alla fine partisse, il governo Draghi si preannuncia una insipida amministrazione di condominio in attesa del voto e di riprendere la strada del cambiamento. Basta vedere chi scalpita per partecipare. A partire dalle badanti berlusconiane che dopo anni a borbottare al vento maltrattate dall’orda sovranista, ottengono dal fragile Mattarella quella mega ammucchiata di tecnocrati che chiedevano. Evviva. Qualche altro sprazzo di vita nella speranza della resurrezione. Vi parteciperà poi ovviamente l’amico italiano del principe saudita. Il suo due percento è tornato ad essere tale, il suo futuro politico nullo, ma si proclama vincitore. Già, la cavalcata del renzismo nella realtà parallela continua anche se fortunatamente lontano dai riflettori. A saltare sul carro di Draghi non potevano certo mancare pattuglie di redivivi voltagabbana e onorevoli hocapitottuttisti. Per Conte non ne saltava fuori mezzo neanche a pagarlo oro, con Draghi sbucano da tutte le parli. Con la lingua già in fuori e un cuscino in mano per stare più comodi. Quanto alla partecipazione di Salvini è ancora in forse. Fino a ieri lo statista padano voleva precipitarsi alle urne, oggi balla nel manico. Siamo alle solite. Sempre lì a fare il bullo poi quando è il momento di menare le mani se la fa nelle mutande. Roba che di questo passo quell’anguilla della Meloni dopo essersi fagocitata i resti di Forza Italia si papperà pure quelli della fu Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Eja, Eja, Alalà. Ma non tutti i draghi vengono per nuocere. La granitica destra italiana si è sbriciolata come un biscotto secco. Altro che propaganda da balcone. Stanno sempre attaccati con la colla prima di qualche poltronata, poi il giorno dopo iniziano a bisticciare come delle zabette. Ma con Draghi si preannuncia magra la poltronata. A coadiuvarlo saranno infatti giusto una manciata di parrucconi e tromboni pescati qua e là dietro a qualche scrivania o cattedra in mogano. La solita crème de la crème. All’ammucchiata non poteva certo mancare il Pd che davanti ad ogni bivio ha un talento più unico che raro per sbagliare direzione. Non appena Mattarella starnutisce il Pd si mette in ginocchio con le mani giunte. Perché il presidente è farina del suo sacco ma anche perché è un partito anch’esso vecchio e stanco. Abboccando a Draghi il Pd spacca la coalizione anti-sovranista in cui dice di credere, riduce le probabilità di un ritorno di Conte e torna ad inciuciare. Una delle principali cause della sua rovina. Tornare a braccetto delle badanti berlusconiane sarebbe un remake, ma se dovesse starci pure Salvini più che un inciucio sarebbe un harakiri. Non per vilipendio, ma Mattarella si è confermato fragile anche in questa crisi o comunque mal consigliato. La scontata carta Draghi se l’è giocata troppo presto e male. La stessa enfasi catastrofista la doveva sfoderare per salvare un premier molto apprezzato e una maggioranza che stava facendo bene. Di questo passo di “alto profilo” saranno solo gli insulti e le pernacchie che si beccherà Draghi e tutti i suoi chierichetti. Compreso quelli della stampa lobbistica che non stanno più nella pelle. Di colpo l’Italia tornerà ad essere un paese modello per il pianeta, il premier un messia e il Recovery Plan un vangelo con una visione illuminata. Le vie dell’ipocrisia italiana sono davvero infinite. Ma poi c’è la realtà, ci sono i cittadini, c’è la democrazia. Anche se alla fine partisse, il governo Draghi si preannuncia una insipida amministrazione di condominio in attesa del voto e di riprendere la strada del cambiamento, con più determinazione che mai.

10 replies

  1. Bisogna NON votare la fiducia, altrimenti il rischio che il M5S scompaia è cosa quasi certa.
    Lasciate che sia salvini a sostenere il governo tecnico, così perderà almeno metà dei voti.
    I partiti che hanno sostenuto governi tecnici sono sempre calati nei consensi, e non sarà diverso se lo farà il M5S.
    Conte è il più apprezzato tra i politici; sostenere chi ne ha preso il posto sarebbe considerato da molti un vero e proprio tradimento.
    Ho sentito alcuni eletti dire “andiamo a vedere le carte” e “sentiamo cosa propone”. E cosa vi aspettate che vi dica? E’ chiaro che vi dirà tante cose belle, ma poi comanda la maggioranza COME PER IL TAV!
    COME PER IL TAV!
    COME PER IL TAV!
    COME PER IL TAV!

    A me pare che ci sia gente nel M5S che vuole dare la fiducia al banchiere per poi fare eventualmente opposizione, così pensano di salvare la poltrona e la faccia.

    Il governo tecnico non è compatibile con il M5S e la sua storia. Non c’è bisogno di nessuna votazione per decidere di essere coerenti.

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    • Condivido in toto!! No fiducia a draghi ne su governo tecnico ne su governo politico. La parola ritorni agli italiani col voto. Altrimenti opposizione dura e monolitica

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    • Infatti!
      Invece non la vogliono capire e continuano a permettere la farza dei ‘sovranisti’.
      Che li facciano venire allo scoperto!

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  2. 1, non c’è nessuna ‘orda sovranista’, ma solo omuncoli e donnette in cerca di prebende, prontissimi a cedere tutto tranne che i loro privilegi e conti in euro (più qualche escort che Berlusconi ha messo sulle spalle degli italiani); 2, il sì di Salvini è scontato come il vomito dopo la sbornia… non è europeista anche lui? 3, il PD avrà anche talento a sbagliare direzione, però si trova sempre sugli scranni più alti. Fortuna? 4, mi si spieghi da dove esce l’ALTO PROFILO di Draghi. Da dirigente al Tesoro, ha fatto perdere all’Italia una montagna di soldi; ha privatizzato il privatizzabile al motto di: ‘più soldi e più efficienza!’… sappiamo com’è finita; ha difeso con le unghie e coi denti l’Austerity Europeista e tutti i suoi perversi meccanismi, e ora va in giro a raccontare che è tutto sbagliato… Boh!

    L’amara conclusione è che non abbiamo una classe dirigente ma un’accozzaglia di gentucola. Dunque, ci accolleremo Draghi come prossimo PdR, perchè dai… il piano è quello: pensionare il magnate della finanza, coi quattrini dello Stato.

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  3. Ci avevo ahime’ visto giusto.
    Il 14/01 a commento dell’articolo di Travaglio avevo scritto un post (titolo “il sicario”) dove scrivevo:
    “il momento per prepararsi ad agire (per il sicario fiorentino) era giunto:
    Conte andava disarcionato.
    E cosi’ e’ stato.”

    Ed avevo pure immaginato la puntata successiva: il 28/01, sempre a commento di un altro articolo di Travaglio, con un altro post (titolo “La pistola scarica delle elezioni”) scrivevo:
    “A turno un po’ tutti i protagonisti di questi giorni di crisi hanno minacciato di metter mani alla fondina…
    La fondina dove e’ riposta la pistola delle elezioni.
    In realta’ tutti sanno che nessuno ha munizioni per quella pistola (l’unico custode delle stesse, Mattarella, non ha nessuna voglia di tirarle fuori).”

    Purtroppo, come avevo sottolineato, sarebbe stato importante che Conte potesse rimanere a guida del Governo per capitalizzare il suo buon comportamento durante la pandemia.
    Ma un Conte che gia’ ORA viaggia con un 50-60% dei consensi sarebbe stato IMBATTIBILE alla prossima tornata elettorale, una volta usciti dalla pandemia e quando sarebbero iniziati ad arrivare i soldi del Recovery.
    E cio’ per il “Sistema” sarebbe stato ben peggio di un’altra pandemia!
    Quindi e’ accaduto cio’ che era scontatissimo: il Sistema non avrebbe potuto tollerare ancora un Conte per altri 5 anni (e con lui una truppa, Il M5*, che per quanto saltuariamente incerta, sarebbe risultata ancor piu’ “incontrollabile” dal Sistema stesso).

    In realta’ tutto sarebbe accaduto ancor prima. Solo la pandemia ha ritardato l’attentato renziano.
    Era gia’ tutto gia’ scritto.
    Compreso un Mattarella che 5 minuti dopo che Fico gli ha riferito l’esito dell’ esplorazione (rettale) ha fatto il suo bel discorsetto.
    Ed altri 3 minuti dopo ha chiamato Draghi.

    Alla fine hanno vinto loro.
    Il male vince sempre.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/02/04/alla-fine-hanno-vinto-loro/

    p.s. tra la marea di ipotesi su ministri e sottosegretari leggo pure di un eventuale posto per Conte come Ministro degli Esteri:
    l’ultima polpetta avvelenata che il Sistema butta sul marciapiede dopo il suo passaggio…

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  4. Non bisogna votare a fiducia a Draghi altrimenti il M5S SCOMPARE!!

    DLIN DLON🎈🎈🎈📯🎶🎵🔊🔊

    AVVISIAMO I PICCOLI FANS CHE IL M5S E’ GIA’ SCOMPARSO.

    P.S.
    Incapaci oggi di far valere politicamente il proprio peso in termini di numeri, pur essendo di gran lunga quello più numeroso.
    Avete pure l’ardire di pensare che possiate ritornare al potere contando un CAXXO rimpicciolito del 50%???

    E comunque, PER FORTUNA, all’interno del gruppo sono in tanti a pensarla come me, cioè di andare a vedere il programma prima di chiudersi preventivamente in se stessi.
    Fare baccano come la fascio coatta ricottara con e rotelle sarebbe l’esempio da seguire. Così. A sfregio. BRUCIANDO in un amen tutte le buone relazioni internazionali che si sono faticosamente create in questi anni.
    VI MERITATE NIGEL FARAGE.

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    • sei un perfetto IDIOTA! Parli male del delinquente puttaniere e a brevissimo ci mangerai nuovamente insieme, non solo alla stessa tavola ma pure accanto. E dall’altra parte avrai l’altro tuo VERO idolo che chiami negazionista e razzista.

      Cosa ca@@o dovrebbero votare i 5 stelle, un programma e dei punti ancora non scritti? Oppure dovrebbero dire SI a delle idee che ancora non esistono???

      Tu sei da rinchiudere in manicomio.

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      • Sei un C0J0NE PATENTATO NOSTALGICO DEL CAPITONE A CUI CONTINUI AD OFFRIRE ILTUO QLLO.

        LEGGI, CIUCCIO ELETTRICO:

        Luigi Di Maio ha invitato i parlamentari cinquestelle a mostrare maturità:
        “Abbiamo il dovere di ascoltare” Draghi, ha detto il ministro degli Esteri uscente, e “di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno”.
        Una linea che sembra escludere un voto su Rousseau, ipotizzato ieri da Vito Crimi. E mentre la sindaca di Roma Virgina Raggi invita apertamente ad aprire a Draghi, Giuseppe Conte ha parlato per pochi minuti davanti a a Palazzo Chigi:
        “Da me nessun ostacolo a Draghi, i sabotatori sono altrove. Auspico un governo politico”, ha detto. E al M5S ha assicurato: “Io per il Movimento ci sono e ci sarò”.
        Parole in cui si può leggere una sua disponibilità a un coinvolgimento diretto nel nuovo esecutivo e una a una futura candidatura a guida dei cinquestelle.
        Di Maio lo ha ringraziato: “Condivido pienamente la necessità di un forte impulso politico nel governo che andrà a formarsi. Il Movimento gli è riconoscente e continuerà ad essere protagonista anche grazie a lui”.

        SUUKAAAA LEGAI0L0 DELLA MlNKlA.
        Sei troppo STUPlD0 per capire le dinamiche politiche. Resta a farti le PlPPE mentre invochi il tuo capitone.

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      • “Cosa ca@@o dovrebbero votare i 5 stelle, un programma e dei punti ancora non scritti? Oppure dovrebbero dire SI a delle idee che ancora non esistono???”

        Assolutamente NO, come puoi pensare che qualcuno sia disposto ad accettare un programma di cui non sa assolutamente nulla?
        Mica è il gioco dei pacchi, i concorrenti in questo caso il contenuto dei pacchi in parte possono supporto, ma solo in parte.

        Cosa dovrebbero fare i 5S?

        Attendere che il “programma e dei punti ancora non scritti” venga scritto.
        In altre parole aspettare che Draghi scopra le carte (che sono iniziative concrete, leggi, non auspici filosofici).

        Dire NO a prescindere farebbe apparire i 5S come poltronari.
        Ragionare sui temi li fa apparire come “artefici del possibile”, non ladri di polli.

        L’unica condizione è che rinuncino alle poltrone con una eccezione: imporrei a Draghi è la presenza di Conte nel governo, in un ruolo importante, tipo ministro degli Esteri. Così può curare i buoni rapporti con la EU e tiene sott’occhio i 209 milioni di potenziali mazzette!
        L’ideale sarebbe avere alla Giustizia uno veramente bravo. Non parlo di Davigo, sarebbe fantastico ma è troppo esposto, ma di un bravo magistrato che possa tenere a bada le riforme fatte da Bonafede.
        Per me Bonafede è stato un buon ministro, pur riconoscendogli degli errori. Ma riproporlo non ha senso, ha senso salvare ciò che ha fatto!

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