A Fra’, che te serve?

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Strano che nella filologia dei Costruttori, Responsabili, o Volenterosi che dir si voglia non sia stata rievocata, come merita, la luminosa figura di Franco Evangelisti. Poiché, se calato nella odierna temperie politica come talent scout di costruttori, responsabili, o volenterosi, il braccio destro di Giulio Andreotti (immortalato da Flavio Bucci nel “Divo” di Paolo Sorrentino con tanto di baffetti furbi) avrebbe surclassato, con rispetto parlando, qualsiasi Tabacci o Mastella. E anche perché, nella celebre intervista a Paolo Guzzanti nella quale ammetteva di avere ricevuto finanziamenti illeciti dall’imprenditore romano Gaetano Caltagirone, raccontò di come il facoltoso interlocutore, evidentemente ammaestrato dall’abitudine, lo salutasse in principio di ogni telefonata chiedendogli per l’appunto “A Fra’, che te serve?”.

Ora, ci rendiamo conto che l’accostamento tra l’appello a servire le istituzioni nella presente emergenza con il mercimonio all’ombra della Suburra possa risultare offensivo oltre che azzardato, però non fu proprio il Divo Giulio a dire che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca? A pensar male siamo stati tentati sovente in questi giorni di passione quando il percorso per rimpinguare la maggioranza resa macilenta dalla giravolta renziana è apparso più accidentato del previsto. Disseminato di esitazioni, ripensamenti, titubanze, tentennamenti, decisioni trascinate quasi fuori tempo massimo, come nel caso del tormentato Lillo Ciampolillo (sogno nel cassetto: un sottosegretariato all’Agricoltura). Vero è che per smuovere le coscienze il presidente del Consiglio ha fatto appello ai valori della più fulgida tradizione popolare, liberale e socialista oltre che ai comuni ideali europei. Nel gettare il cuore oltre l’ostacolo Giuseppe Conte non ha esitato a definire il senatore Riccardo Nencini “un fine intellettuale” (pur tralasciando un elogio del suo illustre antenato, il ciclista Gastone, trionfatore di un Giro e di un Tour). Così come ha dedicato parole cortesi al senatore (centrista?) Gaetano Quagliariello, prima del sofferto appello finale, quell’“aiutateci a ripartire e a rimarginare le ferite della crisi” rivolto a tutto il Parlamento.

Come sappiamo, il risultato non è stato travolgente e non prometteva niente di buono il viso lungo e mesto di Bruno Tabacci, colto venerdì sulla soglia di palazzo Chigi dopo l’ennesima infruttuosa “esplorazione”. Cosicché si è compreso che forse su questo scivoloso terreno il premier si muove con le migliori intenzioni ma non con il metodo più, diciamo così, redditizio. Infatti, l’opera di convincimento di costruttori, volonterosi eccetera comporta una grammatica sottostante che Clemente Mastella prova a illustrargli, vanamente. Quando, per esempio, in merito alla relazione sullo stato della Giustizia del ministro Bonafede, che mercoledì dovrà affrontare le forche caudine del Senato, ha riportato le perplessità (Responsabili, ci mancherebbe altro) della sua signora. A questo punto, però, onestamente ce lo vedete Conte che telefona alla senatrice Sandra Lonardo e le dice “a Sa’, che te serve?”.

9 replies

  1. Ha ragione Travaglio nel suo commento come al solito cabarettistico (chissà cosa ne penserebbe il Maestro Montanelli di questa sua inesauribile quanto monotona e purtroppo giornaliera -e va avanti così da anni- sequela di “testi” da Salone Margherita) della difficile situazione in cui Conte si trova a dover operare: non telefonerà mai -e vorrei pur vedere che lo facesse!- alla senatrice Lonardo per dirle “a Sa’ che te serve?”. Il guaio è che Travaglio NON CAPISCE che se Conte non tenta in alcun modo la mediazione con Renzi (qui sì, ci vorrebbe una bella telefonata) si prefigura tutta una serie di conseguenze che porterebbero l’Italia dritta dritta in pasto a Salvini e Meloni. E c’è ben poco da ridere.

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    • @Sergio Longo
      Renzi con la sua orrida creatura Italia Viscida non è mai passato al vaglio delle urne.
      Per mesi il governo è stato “in pasto” di Renzi e dei suoi pasdaran che ogni giorno alzavano la posta.
      E adesso dovrebbe Conte bussare a quella porta che Renzi gli ha sbattuto in faccia, magari col cappello
      in mano e promettendo doni?
      Se gli Italiani dovessero scegliere il suicidio votando Salvimelosconi vuol dire che è esattamente ciò che
      meritano, ma avranno scelto loro da chi essere sodomizzati e non da uno psicopatico autoreferente odiato
      dalla quasi totalità dei cittadini.
      Sarà un caso che invece la Grande Stampa lo adori e continui a pendere dalle sue labbra?

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      • Se davvero i nostri figli e nipoti non devono ereditare l’immenso debito pubblico che ci opprime, non possiamo consegnare in questo momento fondamentale il futuro della nazione alla destra,costi quel che costi. Ne vale la pena.

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    • le rispondo per il secondo commento.
      o lei non sa fare i conti o ciurla nel manico.
      il debito è già ai vostri figli e nipoti.
      al massimo potrà sperare che non arrivi ai figli e nipoti di 7a o 8a generazione,
      ed andrebbe ancora bene.
      su renzi, è uno, si dice qui in zona, sborone, fa lo splendido con doti che non ha
      è solo la legislazione attuale che gli permette di farlo
      tra persone serie, una pedata sul fondoschiena e pedalare
      i ricatti li faccia all’interno della sua famiglia, fuori non si deve permettere.

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  2. Padella’, che je serve a questi? Che stai a domannà, te lo dico io che je serve: lo stipendio da parlamentari fino al 2023!
    Tutto qua, semplice no?

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  3. ma come, Renzi ha fatto astenere i suoi perchè altrimenti Italia morta si spaccava e ora di nuovo vuole far cadere il Governo?
    Per me questa teoria serve solo a Renzi perchè vorrebbe che lo ritenessero indispensabile e tornare in gioco, qualcuno del PD e qualche 5S (vedi l’ex muto Carelli) gli fa da sponda.
    Non credo voglia andare alle urne, sta cercando di spaccare il Pd da una parte (ha ancora qualcuno dei suoi) e il M5S dall’altra per fare una bella ammucchiata: Renzi-parte del PD-Lega-Forza mafia-neo-fascisti e transfughi del M5S, ma questa è solo teoria, lui vuole far fuori CONTE.
    Basta tenere duro e o non succede niente o si vedranno gli affossatori d’Italia, ma non ne hanno il coraggio. Qualcuno dovrebbe creargli l’alibi, dietro cui nascondersi.

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  4. “A pensar male siamo stati tentati sovente in questi giorni di passione quando il percorso per rimpinguare la maggioranza resa macilenta dalla giravolta renziana è apparso più accidentato del previsto.”
    Infatti io sono tentata di pensar male: la campagna acquisti, il mercimonio, li vedo eccome! Ma AL CONTRARIO…
    Si può anche pagare perché i più probabili “responsabili” se la tengano, la responsabilità, perché non si azzardino a “costruire” alcunché.
    Solo così si può spiegare l’incredibile cupio dissolvi che sembra aver colpito, con tentennamenti e ripensamenti, tanti parlamentari, che rischiano così di perdere lo stipendio sicuro o addirittura la sparizione, se si va al voto.
    Devono aver avuto grosse rassicurazioni e una sostanziosa contropartita.
    Mi auguro che qualcuno di loro, magari pentito o, si spera, indignato, parli.

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