Perché su Bonafede può cadere il governo

Un voto contrario alla relazione di Bonafede al Senato “sarebbe il preludio alle dimissioni” di Conte, dice il costituzionalista di Roma Tre Marco Ruotolo. Voto anticipato? Non è escluso. Ma il semestre bianco può blindare tutto

(Francesco Bechis – formiche.net) – Altro che crisi scampata. Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo per la maggioranza (relativa) strappata al Senato che Giuseppe Conte deve di nuovo trattenere il fiato. Mercoledì prossimo c’è un altro voto che può rovesciare, una volta per tutte, il governo Conte-bis. La palla, di nuovo, è in mano a Matteo Renzi e alle sue truppe. Se la relazione del Guardasigilli Alfonso Bonafede sarà bocciata al Senato, dice il costituzionalista Marco Ruotolo, professore di Diritto Costituzionale all’Università di Roma Tre, il premier potrebbe dover dare le dimissioni.

Professore, cosa succede se il governo finisce sotto?

Se sulla relazione non vi fosse il voto favorevole della maggioranza, potrebbe essere il preludio alle dimissioni del governo. Ma non escludo che vi possa essere un rinvio della data di presentazione della relazione al Parlamento, poiché questa deve compiersi entro venti giorni dall’inaugurazione dell’anno giudiziario, che quest’anno è programmata per il 29 gennaio. Sarebbe soltanto un rinvio, nell’attesa e nella speranza di trovare un sostegno per l’azione di governo che oggi non sembra esserci.

Ci sono precedenti?

A mio ricordo non c’è un precedente specifico, che riguardi il voto sulla relazione riguardante lo stato della giustizia. Giuridicamente non sarebbe equiparabile ad una sfiducia, ma, politicamente, il voto contrario potrebbe essere il preludio alla apertura di una crisi in senso formale.

Con un voto contrario Conte dovrebbe salire al Quirinale?

A mio giudizio sì, prendendo atto dell’assenza di una maggioranza e consentendo così al Presidente della Repubblica di esercitare i suoi poteri che presuppongono la formalizzazione della crisi.

Quanto può andare avanti un governo che non ha la maggioranza assoluta in Parlamento?

Se guardiamo ai precedenti, dovrei rispondere non a lungo, anche se non mancano eccezioni, come quella del governo Andreotti III del 1976, noto come governo della “non sfiducia”, rimasto in carica per quasi due anni. Fisiologicamente il governo dovrebbe poter contare su una maggioranza politica sufficientemente coesa.

Altrimenti?

Altrimenti è esposto a costante rischio di crisi. La situazione è tanto più preoccupante, se consideriamo che il governo è chiamato a gestire un’emergenza sanitaria senza precedenti e poi a impiegare al meglio i fondi europei. Tutto ciò imporrebbe un rafforzamento della maggioranza e probabilmente la formazione di un nuovo governo, che potrebbe essere sempre a guida Conte. Un tale passaggio non è mancato in passato, portando all’ingresso nell’esecutivo di forze politiche originariamente all’opposizione.

Anche trovando di volta in volta i numeri, resta il problema delle commissioni. Senza Italia Viva la maggioranza come si trova?

Certo. Questo è un grande problema, perché in Senato il governo non avrebbe la maggioranza in Commissioni strategiche, come Bilancio e Affari costituzionali. Ogni provvedimento proposto dal governo sarebbe a rischio di mancata approvazione.

Su quali altri dossier un governo simile si troverebbe “delegittimato” o indebolito?

Ci sono passaggi strategici e misure urgenti da adottare. Riguardano il Recovery plan, la campagna vaccinale, i ristori. E mi pare che la tensione sociale stia crescendo. Poi c’è il capitolo giustizia, dalla discussione sulla prescrizione alla prossima relazione sull’amministrazione della giustizia del ministro Bonafede.

È improbabile ad oggi un ritorno alle urne?

Non lo possiamo escludere, se l’attuale maggioranza non riesce ad estendere il suo perimetro o se le forze politiche non si trovassero d’accordo su una soluzione alternativa, quale ad esempio un governo “istituzionale” o, come si sarebbe detto un tempo, di “unità nazionale”.

Crede che un “governo dell’astensione” sia legittimato a trattare questioni rilevanti come l’allocazione di 209 miliardi di fondi europei?

Non è tanto un problema di legittimazione, ma di efficacia e di efficienza dell’azione di governo.

Il semestre bianco si può davvero considerare “una ciambella di salvataggio” per la legislatura?

Sì. Perché il tempo per indire le elezioni è piuttosto stretto. Il semestre bianco inizia tra appena sei mesi e potrebbe esservi interesse a prolungare la vita di un esecutivo proprio per evitare l’ipotesi di scioglimento delle Camere, che comunque resta soluzione estrema nell’esercizio delle prerogative del Capo dello Stato.

Sul ruolo del presidente Mattarella si fa molta confusione. Cosa può fare effettivamente per guidare la crisi e quali sono i limiti che non può varcare?

Come ho detto, il Presidente può intervenire soltanto se si apre formalmente una crisi, il che ancora non è accaduto, poiché nell’ultima votazione il Governo ha avuto comunque il sostegno della maggioranza dei presenti in ciascun ramo del Parlamento.

12 replies

  1. La battaglia sulla prescrizione non può vedere alcun arretramento da parte dei 5S altrimenti viene meno il motivo principale per cui in tanti lo hanno votato. Se la corruzione è il nostro principale problema, cedere sulla prescrizione sarebbe una resa sul fronte più importante, la madre di tutte le battaglie.

    Lo facessero pure cadere sulla prescrizione il governo Conte, ci si vede alle elezioni.
    Un branco di ladri mette in crisi un governo in piena pandemia, col Paese al collasso, per buscarsi 209 miliardi da gestire aumma aumma e salvare gli amici colletti bianchi dalla galera. Non è un bel biglietto da visita con cui presentarsi agli elettori.

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  2. RIPROPONGO.

    Vorrei tornare al voto e mettere termine a queste pagliacciate.
    Alcuni scenari:

    1) Conte forma il suo partito che porta con se tanti voti del M5S, del Pd, di forzamafia, cespugli e pure qualche punto percentuale leghista, in special modo al sud.
    Probabile che vi aderiscano grillini desiderosi di ulteriori giri di giostra parlamentare, forzamafiosi NON sovranisti. E UDITE UDITE…MEB, con la quale si conosce da tanti anni.
    Spazzerebbe via Renzi e altre frattaglie. E sarei curioso di vedere con chi si alleerebbe pappagone con la sua ridicola italexit. Se il liBBBBBerale europeista capitone avesse voglia di caricarselo o lo lascerebbe libbbbero di creare un polo ultracazzaro con fusaro, pappalardo, caccapound e dementi assortiti, numerosi tra i fuorusciti pentastellati. (Cunial, Barillari, Martelli, Ciampolillo etc etc)
    2) Conte diventa il capo del M5S, evitandone il tracollo, ma mettendo in minoranza o a casa propria il pomiglianese e trascinandosi dentro pure il Dibba. E già prevederei problemi di sintonia. Anche il Pd preferirebbe un simile scenario. Ma lascerebbe fuori tanti centristi in cerca di casa che potrebbero raggrupparsi o nel partito di Calenda, con Renzi e la Bonino, o andare a rinforzare i cespugli della destra.
    3) Conte non ottiene la fiducia al Senato sulla legge di riforma proposta da Bonafede e sale al Quirinale per dimettersi.
    Se si dovesse andare ad elezioni sono validi i punti 1 e 3.
    4) Conte ottiene l’incarico di formare un nuovo governo, con una nuova maggioranza rinforzata dai centristi che si sgancerebbero dalle destre.
    5) Conte NON OTTIENE l’incarico, con la presidenza del consiglio offerta ad una figura tecnica esterna, tipo Cottarelli, Cartabia, Cassese o altri confindustriali, che si reggerebbe su una maggioranza VERDINI, o Frankestein, per i media GOVERNO ISTITUZIONALE, in cui entrerebbe il mondo renziano di itaglia viscida e di quelli restati nel pd, forzamafia, lega, la Bonino che quando sente puzza di Confindustria si ringalluzzisce e tanti del gruppo misto, compresi molti espulsi grillini, NON TUTTI, E avrebbe un sostegno ancor più instabile con all’opposizione M5S, la sinistra di L&U-Art.1 e fratellini di taglia. Da valutare MAIE e senatori a vita.
    Curioso di vederre come si approcceranno al MES lega e itaglia viscida. Uno dei due perderebbe la faccia, visto che ne hanno fatto una battaglia identitaria l’adozione o il rifiuto.

    In ogni scenario l’unico sicuro vincitore sarebbe Conte. Gli altri perderebbero consenso e la faccia. Ma avrebbero la possibilità di mettere, in un’ipotesi, le mani sul malloppo, sempre che in Europa siano d’accordo a sganciare il grano nelle mani del capitone.

    Lo spread pure oggi è in forte salita. Lo sa Renzi che si tratta di decine di milioni di euro che vengono bruciati quotidianamente? E fra un mese saranno già qualche miliardo? Spesi in più per le sue manìe di grandezza.
    Vedremo la settimana prossima. Oggi i titoli bancari hanno perso in borsa in media il 3%, dopo a batosta dello stesso tenore di ieri.

    POPCORN???

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  3. IL VOTO IL VOTO, non è contro Bonafede ma contro la possibilità di avere una vera giustizia e questo a dx come a sx non piace e allora AL VOTO AL VOTO così un bel governo con Salvini, Meloni, Tajani, Bonino e Renzi eBerlusconi Presidente della Repubblica.

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    • Spread a 1.000
      Nessun Recovery plan dall’Europa. Che ha affidato i fondi a chi aveva la fiducia di tutti, cioè CONTE
      Crollo della Borsa, con gioia del nano puttaniere che vedrebbe messo in pericolo la sua merdaset da scalate ostili fatte a poco prezzo.
      Bancarotta dello stato con taglio delle pensioni, delle prestazioni pubbliche, cioè sanità, istruzione, sicurezza.
      Blocco di tutti gli appalti.
      Inevitabile patrimoniale.
      Licenziamenti a raffica nel pubblico e nel privato.
      In pratica lo scenario Grecia 2010/11 ma moltiplicato per 100.

      Poi vorrò vedere il capitone sciacallo e la fasciocoatta pesciarola come affronteranno le folle.
      Non hanno ne gli strumenti e ne la conoscenza. Instaureranno una specie di dittatura agli ordini di Confindustria, sguinzagliando imilitari nelle strade e nelle case degli oppositori.

      E SARA’ LA LORO DEFINITIVA FINE.

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  4. Io conto 16 condizionali e 15 volte il verbo potere tra ” può, possa, potrebbe”.
    CERTEZZE:
    ZERO.
    L’articolo, il giornalista, il professore delle ipotesi.

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  5. Reintrodurre la prescrizione, per chi vuole rubare i 209 miliardi, è fondamentale altrimenti si rischia la galera.

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  6. Puo’ cadere il governo ?
    E che problema c’e’ !!!!!!!!
    Come ebbe a dire Travaglio di Alfano e della Cancellieri : va afare il Guardagingillo , piu’ o meno siamo li’ .
    Magari ci riesce meglio !

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  7. Se ti faccio delle domande alle quali rispondi come fa piacere a me,allora poi la pubblico sul mio giornale.Questo è il primo principio da rispettare del giornalismo moderno ossia non informa ma propaganda.

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