L’Italia nella faida personale tra Renzi e Conte

(Tommaso Labate – il Corriere della Sera) – «Io certe dinamiche le capisco e le so valutare. Anche perché, se permetti, ho fatto il presidente del Consiglio per più di mille giorni. Ecco, il professore per me è un incapace. Sarà anche simpatico, una brava persona, tutto quello che volete. Ma è inadeguato al ruolo che ricopre. E per me deve andare a casa, lui e pure Casalino. Adesso, per favore, dovresti andargli a dire che te l’ho detto».

In attesa che sguardi e lame ideali si incrocino in Parlamento, magari nel dibattito sulla fiducia-sfiducia al governo uscente, l’acme del duello rusticano tra Matteo Renzi e «il professore», come il senatore di Rignano chiama il presidente del Consiglio con intento evidentemente canzonatorio, si è raggiunta per interposta persona.

Il giorno prima della Vigilia di Natale, quando non era chiaro a tutti il punto fino al quale voleva tirare l a corda, il leader di Italia viva ha chiamato due ministri dell’esecutivo perché consegnassero «l’imbasciata» al premier. «Deve andarsene perché non è capace».

A quel punto, assecondando quell’indole per alcuni tardodemocristiana, nonché la propensione a sopire i conflitti, Conte ha alzato il telefono e ha chiamato Renzi. Uno squillo, poi due, tre, quattro, cinque, sei. Dal cellulare privato, senza intermediazioni di segreterie o centralini perché – avrebbe poi spiegato il premier – «non volevo urtarlo o fare la parte del superiore». Nessuna risposta. Nello scambio di messaggi che ne è seguito, Conte ha sempre chiamato Renzi «Matteo» e Renzi non ha mai nominato la parola «Giuseppe». «Ti avevo chiamato per farti gli auguri, Matteo. Sia a te che alla tua famiglia.

Buone festività» (Conte); «Un augurio anche a te e ai tuoi. A presto» (Renzi).

A Capodanno, stessa storia: «Matteo ti faccio gli auguri di buon anno anche in famiglia» (Conte); «Auguri a voi. Buon 2021» (Renzi). Poi all’Epifania: «Matteo ti chiamerà Gualtieri per aggiornarti sulla revisione del Recovery plan. Mi sembra che tenga conto di molti vostri suggerimenti» (Conte); «Aspettiamo voi allora. Buona Epifania a te» (Renzi).

Conciliante il primo, gelido il secondo. In tutto questo tempo, dalla Vigilia di Natale a oggi, non c’è stato giorno in cui – a dispetto dei toni concilianti dei messaggi su WhatsApp – Conte non abbia definito in privato Renzi come «uno che pensa solamente agli affari suoi».

Convinto, come proseguiva la riflessione svolta a voce alta con alcuni dei ministri più fidati, «che se riesce a far fuori me, poi, miracolosamente torna a essere popolare tra gli italiani. Quando invece lo sappiamo tutti che, fuori da questo Parlamento, è finito». Incollati nella classifica dei presidenti del Consiglio istituzionalmente più longevi – Renzi è decimo con 1.024 giorni da premier, Conte lo tallona all’undicesimo posto con una manciata di settimane in meno e potrebbe superarlo presto, crisi permettendo – i due sono praticamente agli antipodi. Si ignorano fino al giorno in cui, ottobre 2019, il leader di Iv mette nero su bianco delle critiche al Def del 2019 rilevando che «ci hanno messo solo gli spiccioli per il cuneo fiscale».

Il premier gli risponde di non fare «il fenomeno», perché «se lui ha uno stipendio consistente, 20-30 euro per il resto degli italiani non sono spiccioli». E la guerra fredda esplode. «Ah, mi ha chiamato fenomeno? Senza questo fenomeno, lui era già tornato a fare il professore», inizia a dire Renzi in giro. Come spesso accade quando la guerra è a distanza, ci sono dei momenti in cui la pace può esplodere da un momento all’altro. Succede qualche mese fa, quando Renzi torna per la prima volta a Palazzo Chigi dopo esserne uscito dimissionario la sera del referendum. Quando esce, i suoi gli chiedono: «Hai cambiato idea su Conte?».

E lui: «No, ma gli ho trovato una qualità. Sa arredare gli immobili. L’appartamento a Palazzo Chigi è messo a lustro, con me c’era sempre casino». Qualche giorno dopo, capendo che la pace non era ancora sbocciata, il presidente del Consiglio fa un nuovo tentativo di avvicinare il senatore di Rignano. Lo convoca di nuovo, pochi giorni prima del voto negli Usa. Ma stavolta i due sono soli.

«Parliamo di te. Che cosa vorresti fare, Matteo? Sul posto alla Nato, per esempio…», accenna. Ma Renzi non la prende bene: «Vedi, quel posto alla Nato non lo decidiamo né io né te, professore. Lo deciderà il prossimo presidente degli Stati Uniti». Il resto è la storia di un duello con un finale tutto da scrivere. Uno che vince, l’altro che perde. Col segno X in schedina, ormai, che pare quasi un miraggio.

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28 replies

  1. Labate, lo so che tifi per Renzi da sempre anche se cerchi maldestramente di non darlo a vedere, ma mettere sullo stesso piano in questa vicenda il presidente del Consiglio (abituatevi a chiamarlo così, con rispetto) e lo scalmanato di Rignano è francamente troppo anche per uno zerbino come te

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    • Ma poi non ho capito… ha messo una cimice nei telefoni o, se erano messaggi wapp, gli hanno fatto uno screenshot? Questo conosce, parola per parola, ogni singola interazione tra i due?
      Comunque, se gli ha dato del “fenomeno”… 👏😂😂🤣🤣🤣

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      • Liana ma gli e li ha fatti vedere lui per dimostrare che Conte lo cerca (quindi lui è figo e Conte è uno sfigato, e quel cesso di Labate conferma questa lettura), vuole far vedere che non ha risposto: era la vigilia di Natale, si è giustificato. Eccerto, c’aveva da girare la ribollita, non ha risposto a nessuno.
        Cioè lui si vanta di averlo ignorato, lo deve chiamare quando dice lui.

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      • Ma che schifo…
        Comunque la mossa di CONTE è fantastica:”Te ne vai? (anzi, togli le ministre) Non servi più. Arrivederci e grazie.”
        Hai visto Travaglio e Prodi, ieri da Floris? 👏👏

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      • Certo! Mi ha telefonato mia madre per dirmi che c’era Travaglio perché Floris non lo guardo a meno che non ci vadano Travaglio o Bersani. Infatti poi ho cambiato e da Bianchina ho visto una scena stupenda. Aspetta che ti copio un messaggio che ho scritto ieri per condividere com voi una gioia.

        Spero che molti di voi abbiano visto la scena che ho visto io: Bianchina che andava avanti a fare le stesse domande alla lince, sperava nello scoop sul ritiro delle ministre, fa molto tardi si collega con Galli scusandosi e lui sbrocca non solo perché ha fatto tardi e lui si è alzato alle 6, ma anche perché ha dovuto sentire tutte quelle scemenze. Senatore a vita subito!

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      • L’ho registrato! Stasera c’è lo gustiamo per bene… purtroppo dovrò sopportare di vedere il buffone, ma so che alla fine Buianca lo incalzava e lui si è impallato sparando fesserie… Scanzi ha pubblicato la scena di Galli 😆🥰 e la mitica frase di Prodi🤣

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      • «Parliamo di te. Che cosa vorresti fare, Matteo? Sul posto alla Nato, per esempio…»
        Aahahahahhaa, ma quante se ne inventa sto Labate? L’articolo cominciava bene ma poi è finito malissimo. Comunque un buon tentativo: riprovaci Tommaso, magari alla fine riesci a convincere anche noi che è tutta colpa di Conte e non di quel sant’uomo del bomba.

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      • Gliel’avrà scritto lui, il discorso della conferenza stampa, a Renzi? Era pieno di stronzate e proiezioni, ma mancavano i suoi soliti giochini stilistici, che sono riapparsi, in tutto il loro splendore, quando rispondeva alle domande (si fa per dire).
        Squallore assoluto.

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  2. E certo, è una questione personale, non vanno d’accordo e si detestano, quindi sono ugualmente responsabili, del resto se c’è una incompatibilità caratteriale non possiamo dare la colpa al solo Renzi.

    Si sente spesso questo approccio fasullo per spiegare la crisi di governo, come se incarichi e potere fossero dettagli coi miliardi che stanno arrivando dall’Europa.

    I soldi, i soldi, i soldi, i soldi, i soldi….

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  3. Mettere sullo stesso piano Renzi e conte con il suo governo è per lo meno un atto di malafede. E’ il gioco che da giorni spopola sul Corriere, La Stampa,La Repubblica etc. Siccome i sondaggi dicono che gli italiani non capiscono il motivo della crisi , bisogna darne la colpa al governo e non al messere bombardone da Firenze. Del resto ,ieri sera, A Di Martedi , De Bortoli,Giannini, una signora con la r moscia di cui non ricordo il nome, Senaldi,Sallusti (Nosferatu) etc..spargevano il nuovo mandra con il solo Travaglio a contraddirli: siamo alle solite !

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  4. Labate glissa sulla verità che è tutta psicologica, e cioè che il politico senza mestiere è invidioso del professore, brillante, charmant, con relazioni di prestigio a prescindere, ottimo reddito da professione propria e soprattutto popolarissimo. Labate nicchia sulla conclusione: la faida non dipende da Conte ed è tutta un livore da narcisismo ferito… di quell’altro

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  5. Concordo con te. Carmen

    Anche lui tiene famiglia nei giornali ormai al servizio del padrone.
    La strategia e sempre scontata di fronte a una persona di indubbio valore paragonarla all’essere inutile innominabile. Cosi l’altra sera a Linea notte con il suo collega Polito che faceva lo stesso disprezzando senza contraddittorio Conte e i 5 stelle dall’alto del suo pulpito culturale (Wikipedia:maturità classica)…..così il S@lus..sempre ospite delle tv nella sua faziosità …e si fanno dare del dottore..(Wikipedia : perito chimico – tessile) leggetevi poi la sua storia professionale Montanelli si rivolta ancora!!!!

    Così l’orchestra dell’informazione italiana suona la stessa musica alla faccia della gente onesta.Che Dio ci aiuti

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  6. Scusa che ci azzeccano i titoli di studio? Benedetto Croce, il più grande filosofo del novecento non era mica laureato ed anzi manteneva una grande distanza dall’Accademia.

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    • No Adele, figurati non ci azzecca niente. Cosa vuoi che contino 5 anni nella vita di un povero fesso per conseguire una laurea? Che imbecilli quelli che investono sulla propria formazione (investimento morale, temporale, economico ecc ecc).

      Vedo che l’uno vale uno quando vuoi tu, forse perché non sei laureata, ti torna utile. Beh, è una grandissima scemenza. E come mai citi un filosofo, un intellettuale inarrivabile? Ma guarda un po’! Ti ci vorresti paragonare? No cara, Croce è l’eccezione che conferma la regola, tu non c’entri.

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      • “No Adele, figurati non ci azzecca niente. Cosa vuoi che contino 5 anni nella vita di un povero fesso per conseguire una laurea? Che imbecilli quelli che investono sulla propria formazione (investimento morale, temporale, economico ecc ecc).”: parole sante! PS: …almeno una foto? No? E dai, che sarà mai…

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    • Forse il più grande filosofo ITALIANO del novecento, di sicuro non a livello mondiale e nemmeno europeo.

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  7. «Hai cambiato idea su Conte?».

    E lui: «No, ma gli ho trovato una qualità. Sa arredare gli immobili. L’appartamento a Palazzo Chigi è messo a lustro, con me c’era sempre casino»

    Qui sotto parte dell’ intervista di ABATE a Renzi del 20.11.20

    «Il 5 novembre scorso sono tornato a Palazzo Chigi. La prima volta dopo quattro anni. Saliti nell’appartamento, Conte mi fa “oh, ma tu qua ci lavoravi, vero?”. C’era un ordine maniacale, quando ci stavo io era tutto un casino, carte ovunque. Ho visto che hanno fatto dei lavori, una cosa come si deve, con buon gusto. All’epoca mia c’era una specie di carta da parati giallognola, mezza opaca, mi metteva ansia ma non l’avevo mai cambiata
    L’aveva messa Berlusconi a spese sue e a me non andava di toglierla a spese dei contribuenti.

    Le spese folli fatti da Berlusconi a Palazzo Chigi a spese dei contribuenti sono ben descritti e documentati
    La CASTA-Le gestioni dei cinque anni del Cavaliere dal 2001 al 2005 , dai fiori al catering, dalla tappezzeria alle tende, erano costate
    infatti ai cittadini italiani una TOMBOLA: 1.143,877 euro

    Notate bene Berlusconi a spese sue e a lui non andava di toglierla a spese dei contribuenti !!!
    Questo è (RENZI) subdolo, viscido , malvagio bugiardo

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    • Carissimi,
      è giusto dare merito a Conte per il gusto estetico di Palazzo Chigi dove almeno si lavora,…Ma adesso immaginate di salire a bordo del fantomatico aereo renziano ormai in disuso costato all’erario non si sa quanto (!) dove noterete il massimo dell’opulenza e il gusto più volgare!
      Allacciamo pure le cinture perchè davvero ci viene il vomito.

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    • Un intervista che trabocca di narcisismo ed egocentrismo ad ogni, poco credibile, parola. Nessuna traccia di spirito di servizio verso il Paese. Solo io, io, io.
      Iniziava il «dopo Renzi» dell’Italia. Ma il suo, di «dopo Renzi»?
      E questa?
      «Torno a casa mia convinto che avrei accettato il lavoro negli Usa. Prima che ventiseimila e-mail, la folla alla messa della domenica, gli inviti a rimanere della gente per strada — oltre alla garanzia che si sarebbe votato in primavera e non dopo un anno e mezzo — mi facessero cambiare idea».
      26mila mail per scongiurarlo di restare… perché non 60milioni, neonati compresi? 🤥

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  8. Ec la frase “E questa?”(scritta da me) va prima di “Iniziava il dell’Italia…” (la domanda a cui lui risponde subito sotto)

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  9. ma c’è qualcuno che crede veramente alle stronzate di Labatino?
    Conte che offre a Renzi il posto alla Nato?
    Il Cazzaro Rosa vuole scimiottare Berlusca. ma non è capace di raccontare le barzellette, le rovina tutte!

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  10. “All’epoca mia c’era una specie di carta da parati giallognola, mezza opaca, mi metteva ansia ma non l’avevo mai cambiata. L’aveva messa Berlusconi a spese sue e a me non andava di toglierla a spese dei contribuenti.”

    Però 150milioni per un aereo Renzi-One si vero? invece che gli italiani lo ha pagato Pantalone.

    https://www.huffingtonpost.it/2018/08/03/rescisso-il-contratto-dellair-bus-di-renzi-costava-150-milioni-il-prezzo-del-suo-ego-smisurato_a_23495549/

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