Le dimissioni del premier e il Conte-Ter in arrivo (con Maria Elena Boschi ministro)

La road map della crisi caldeggiata da Mattarella prevede il reincarico e un patto con Matteo Renzi per arrivare a fine legislatura. Il piano B vedrebbe Marta Cartabia a Palazzo Chigi

(today.it) – Dimissioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte dopo il varo del Dpcm e del decreto legge che prorogheranno lo stato d’emergenza e le restrizioni dopo il 15 gennaio. Congelamento delle dimissioni da parte di Mattarella. Nuovo patto di legislatura con Italia Viva e gli altri partiti della maggioranza. E infine nuova squadra di governo. È questa la road map che da qui alla prossima settimana dovrebbe chiudere la crisi di governo e far scoppiare la pace tra il premier e Matteo Renzi e che passa attraverso l’approvazione del Recovery Plan in programma nel consiglio dei ministri di martedì o mercoledì e l’approdo di Maria Elena Boschi nella squadra. Sempre che un incidente non faccia saltare tutto. 

Le dimissioni del premier e il Conte-Ter in arrivo (con Maria Elena Boschi ministro)

Il piano, secondo quanto sostengono i retroscena, avrebbe l’approvazione del presidente della Repubblica perché scongiurerebbe quella crisi al buio che andava delineandosi la scorsa settimana quando sembrava che l’obiettivo di Renzi fosse l’addio di Conte a Palazzo Chigi e la sua sostituzione con un “tecnico” il cui identikit rispondeva al nome di Mario Draghi, a quanto pare gradito anche a Matteo Salvini. Ora, dopo i penultimatum e gli annunci di dimissioni che non si concretizzano mai (uno degli sport preferiti degli italiani), tutto potrebbe procedere velocemente verso nuovi incastri. Le prossime tappe del calendario della crisi quindi prevedono: 

  • l’invio oggi da parte dei ministro Gualtieri e Provenzano del nuovo Recovery Plan;
  • martedì 12 o mercoledì 13 la riunione del consiglio dei ministri per la sua approvazione (salvo intese, come sempre); in questa sede dovrebbero essere definiti anche il decreto legge e/o il nuovo Dpcm con la proroga dello stato d’emergenza fino alla fine di aprile e le nuove restrizioni per tutta Italia;
  • a partire dal giorno successivo l’avvio della crisi pilotata con le dimissioni di Conte congelate da Mattarella;
  • da qui, in tempi relativamente brevi, dovrebbe vedere la luce il nuovo governo, ovvero il Conte-Ter con il voto di fiducia di Camera e Senato. 

Il documento sul Recovery Plan è di cento o 150 pagine e rispetto alle bozze precedenti vengono aumentati i fondi della Sanità: il tutto dovrebbe servire a chiudere la polemica sul Mes con i renziani. E all’accordo, racconta oggi La Stampa, si è giunti dopo una telefonata di Mattarella a Renzi. Nella quale l’inquilino del Quirinale avrebbe chiesto all’ex premier di fermare le dimissioni delle sue ministre. E alla nuova fase, sempre secondo il retroscena, si sarebbe giunti dopo il cambio di verso di Nicola Zingaretti: “Il Pd – spiegano dalla trincea più esposta del Senato – si è convinto in blocco che il solo punto di ricongiungimento delle sorti della maggioranza sia un Conte ter e non un rimpasto dell’attuale governo”. Conte deve però trattare su tutto, mettendo sul tavolo le dimissioni: “Se Matteo prende un impegno formale con Mattarella, che darà la fiducia a un Conte ter, poi non può certo disattenderlo”.  

L’ipotesi alternativa: sostituire Conte con un Dem

Ma se questa è la soluzione principale sul tavolo, c’è anche un piano B. E che prevede un colpo di teatro dopo le dimissioni di Conte, ovvero la sua sostituzione con un leader Dem. Questa è l’ipotesi preferita da Renzi: “Conte deve però accettare di trattare su tutto, mettendo nel conto le proprie dimissioni, previo un patto di ferro con il rottamatore e gli altri partiti. “Magari possiamo ancora convincere il Pd a scaricare Conte. Magari il Pd sta solo aspettando che si apra la crisi per mostrare tutte le sue carte”, dice secondo il Corriere della Sera

Il piano C invece lo delinea direttamente Salvini, che secondo Repubblica invece segue tutta un’altra traiettoria: quella di portare a casa altri senatori del MoVimento 5 Stelle (tre o addirittura cinque) per lasciare Conte senza maggioranza alla vigilia del rimpasto. In questo caso si delineerebbe una strana maggioranza emergenziale che aprirebbe le porte di Palazzo Chigi a una candidata a sorpresa: la presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. Che in questi giorni è stata evocata al posto di Draghi da alcuni esponenti del centrodestra e naturalmente non sa nulla né ha detto sì a tutto questo. Ma il suo nome potrebbe essere più digeribile all’interno di un centrodestra dove il peso di Fratelli d’Italia, secondo i sondaggi, si fa sempre più importante. 

Di questo scenario farebbe le spese chi punta alle elezioni anticipate. Ovvero quasi nessuno visto che dalle urne in molti oggi hanno da perdere: naturalmente il MoVimento 5 Stelle, che per il combinato disposto dell’azione di governo e della legge sul dimezzamento dei parlamentari vedrebbe la sua rappresentanza ridotta a un quarto, la Lega che non brilla nei sondaggi, Italia Viva che rischia di sparire a meno di accordarsi con gli arcinemici. Senza contare la difficoltà di garantire il voto in sicurezza durante un’epidemia e un piano di vaccinazioni che ancora deve entrare nel vivo. 

Maria Elena Boschi ministra con Conte

Il piano A però prevede il rientro in consiglio dei ministri di una renziana del calibro di Maria Elena Boschi. Che aumenterebbe il peso dei ministeri a Italia Viva nel governo Conte Ter, anche se non è ancora chiaro chi dovrà fare le spese del rimpasto. Si parla di una possibile sostituzione di Catalfo al ministero del Lavoro, e sarebbe davvero una nemesi che MEB si trovasse a gestire il reddito di cittadinanza voluto dai grillini. Oppure di un approdo alle Infrastrutture al posto di Paola De Micheli, che in questi mesi si è messa spesso nei guai con i trasporti per la scuola. Oppure ancora di un risiko che porterebbe Meb alla Difesa e il Pd Lorenzo Guerini agli Interni al posto di Luciana Lamorgese. Anche il posto di Vincenzo Spadafora allo Sport è oggetto di trattativa, visto che il ministro non è amatissimo (eufemismo) da ampie frange del grillismo. 

Il Messaggero dà in difficoltà anche Paola Pisano che dall’Innovazione dovrebbe gestire non poche risorse del Recovery e che rischia di pagare la vicinanza don Davide Casaleggio e anche anche Lucia Azzolina, la ministra grillina all’Istruzione di recente che si è scontrata con Zingaretti sulla riapertura della scuola. Intanto, fa sapere l’Ansa, al “pontiere” Goffredo Bettini, che tiene un canale aperto tra lui e Conte, Renzi ha consegnato il 6 gennaio un documento in 30 punti che elenca tutti i nodi aperti nella maggioranza. Al dirigente Dem Renzi chiede, vista l’inerzia del premier, chi possa farsi “garante” di un nuovo patto “serio”, da chiudere in fretta. E poi elenca una lunga serie di questioni, con proposte anche urticanti per gli alleati, dai dubbi su reddito di cittadinanza e cashback, al “rapporto con gli americani dopo il caso Barr”, alla commissione d’inchiesta sul Covid, fino alla valorizzazione della Rai e “non di Netflix private” (leggi, Franceschini), dalla richiesta di una “svolta garantista” e di opere come “il Ponte sullo Stretto”, per finire con le nomine in sospeso e le comunali. Temi da verifica. Prima Conte e il Pd proveranno a mettere in sicurezza il Recovery plan. “Noi non faremo nulla per rallentarlo, chiediamo di accelerare”, dicono da Iv, mentre Davide Faraone annuncia fin d’ora il voto favorevole al nuovo scostamento di bilancio. L’idea è scavallare il Cdm di martedì (salvo rinvii), evitando il voto contrario (e le dimissioni) delle ministre renziane (c’è chi ipotizza che possano non votare). Poi si aprirà la verifica. O la crisi.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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19 replies

  1. “l’inquilino del Quirinale avrebbe chiesto all’ex premier di fermare le dimissioni delle sue ministre”
    Mattarella:
    Santissimo, te lo chiedo con la mia faccia sotto i tuoi piedi, proprio il massimo, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti!

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  2. A questo punto i 5 stelle non possono accettare questo scenario allucinante .Boschi nella squadra di Governo mz chi è questa Boschi un miliardo di altre figure hanno più competenze e professionalità. SPiegatemi la Boschi che cosa rappresenta per Renzi che la vuole infilare da tutte le parti .Renzi considera il nostro Governo come una Societa privata clientelare dove si possono infilare tutti gli amici e amiche.
    Muoia Sansone con tutti i filistei e che i 5 stelle vadano all’opposizione. Non possiamo accettare ricatti e schifezze del genere .
    Un saluto

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    • @Riccardo,
      Ovvio che la deve infilare dove ci saranno più soldi da gestire come RF , per far mangiare gli amici.Non a caso si vocifera delle infrastrutture e trasporti, oppure Innovazione( digitale).O no addirittura Difesa, dove si spende e spande.
      Spero davvero sia solo fuffa.

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  3. Questa è una pratica che va prendendo sempre più piede nel “giornalismo” italico: l’articolo che cita l’articolo che peraltro è un concentrato di retroscena, desiderata dell’autore e di “pare che”. Infatti è sempre quello de La Stampa (che potete leggere in originale poco sotto a questo) copia-incollato.

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  4. Maurizio Montanari
    Psicoanalista
    11 GENNAIO 2021

    Caro Pd, io parlo con te: gli italiani su questo avranno buona memoria

    La telecamera montata su un drone zooma su di un gruppo rumoroso che da Piazza San Giovanni si dirige verso palazzo Chigi. In prima fila, con barba incolta e maglione dolcevita spiegazzato, i vertici del Pd assieme ai ministri che si erano insediati nel gennaio 2021, dopo il “rimpasto” che segnò la fine del Conte 2.
    “Libertà! Libertà” è il motto che Nicola Zingaretti (?) e i suoi compagni appena defenestrati dall’esito delle recenti elezioni politiche che hanno visto la vittoria delle destre gridano innanzi ai giornalisti. L’obbiettivo è Matteo Salvini, da poco nominato premier. Il tutto sotto il ghigno soddisfatto della Meloni, da poco divenuta ministra dell’Interno. No, cari capi del Pd, questo non è l’incipit di un romanzo distopico, bensì la verosimile ricostruzione di quanto accadrà alla scadenza naturale di questo governo. Quando la gente, non solo quella di sinistra, ma tutta quella dotata di buon senso, andrà alle urne con una gran voglia di farvi pagare l’aiuto che state dando a Italia Viva nel suo ultimo tentativo di sopravvivere minando le fondamenta del governo Conte.
    No, cari capi del Pd, questo non è l’incipit di un romanzo distopico, bensì la verosimile ricostruzione di quanto accadrà alla scadenza naturale di questo governo. Quando la gente, non solo quella di sinistra, ma tutta quella dotata di buon senso, andrà alle urne con una gran voglia di farvi pagare l’aiuto che state dando a Italia Viva nel suo ultimo tentativo di sopravvivere minando le fondamenta del governo Conte.

    L’Italia intera si ricorderà di voi e dello spettacolo che state mettendo in scena contrattando ministeri al fianco di Italia Viva. Si ricorderà di voi il ristoratore che, chiusa bottega, va a ritirare il suo pasto alla Caritas mentre, a reti unificate, voi state blaterando di “cambiare passo”. Si ricorderanno di voi l’operaio barricato in casa dopo mesi di cassintegrazione, il libero professionista mentre spranga lo studio forse per sempre. Si ricorderanno di voi i medici. Noi tutti ci ricorderemo di voi che minacciate una crisi al fianco di Teresa Bellanova mentre là fuori ancora si seppelliscono i morti della pandemia.
    Non la raccontavate giusta quando davate credito alla vulgata che voleva il renzismo come una sorta di ospite indesiderato piombatovi in casa per poi consumarla sino quasi alle fondamenta. Fu in realtà proprio il Pd, ormai dimenticate le basi storiche della sinistra nonché gli agganci con mondo reale, a lasciare che la Leopolda entrasse e prosperasse in quelle che furono le Botteghe Oscure. Li, in quel Pd il renzismo non solo trovò le porte spalancate, ma anche un caldo humus ove proliferare sino al punto di portare il vostro partito al livello elettorale più basso di sempre.
    La gente si ricorderà che voi, proprio voi del Pd, potevate dire di no a questa sceneggiata. Potevate impedire al renzismo di usarvi nuovamente come cavallo di Troia per disfare le mura del governo. Immemori della percentuali con le quali avete raccolto il vostro partito dai margini della vita politica, delle sberle elettorali prese in faccia, della fatica fatta per darvi un aura di presentabilità innanzi “popolo della sinistra”, oggi vi nascondete furbescamente dietro le richieste del renzismo, dietro la sua volontà predace di espugnare di nuovo un palazzo dal quale è stato cacciato. Perversamente affidate al renzismo i vostri desideri mai sopiti di fare le scarpe a Conte, di ridimensionarlo
    Non lo avete mai amato, e vi manca lo spessore politico per capire che egli, con i limiti del suo agire, vanta quella credibilità che voi state dilapidando. Rosicchiate la gamba della poltrona, bramate dicasteri strategici, camuffando tutto da “cambio di passo” usando Matteo Renzi come ariete, acquattandovi alle sue terga, mettendogli i bigliettini con le vostre richieste nelle tasche per poi, alla fine del macello, dire che comunque la colpa è di Renzi e voi, anime candide, avete fatto il possibile per fermarlo. Voi che occultate maldestramente la vostra voglia di regolamento di conti dietro ai disegni reziani.
    Siete stati volutamente complici di un fare ricattatorio che è risultato odioso all’Italia intera. E dire che frugando nei vostri cassetti dovreste trovare la foto di vecchi dirigenti del fu partito di massa i quali, davanti a ben altri ricatti, seppero comportarsi da statisti facendo il dito medio a chi voleva minare le basi dello Stato. Buoni maestri, volendo, li avete avuti. Ma la vostra memoria è corta.
    Voi, nel momento più cupo del dopoguerra, avete scelto di legare le sorti dell’Italia ad un partito stimato al due per cento, costruito con un’azione chirurgica in Parlamento che teme le urne come Nosferatu teme la luce. Avete messo a capo della vostra strampalata campagna d’inverno un movimento politico sconfitto dalla gente, dal voto, dal senso comune. Uno scolaro bocciato che voi avete fatto rientrare come figlio prodigo, affidandogli nuovamente le chiavi di casa. Fatela finita con la storiella che siete stati obbligati, che lo fate per “rinforzare l’esecutivo”.

    Avreste potuto alzarvi in piedi, dire no alla strategia di sopravvivenza di chi sa di non esistere più elettoralmente. Il renzismo pretende di dettare la linea della multinazionale con il due per cento delle azioni, e voi gli date sponda e credito. Avreste potuto metterlo alla porta, comportarvi da adulti, rifiutare le sue condizioni. Avevate il potere di consegnarlo alle urne e, dunque, dissolverlo. E invece non lo avete fatto. Non lo avete fatto perché le sue condizioni sono in fondo le vostre.
    Le sue mire sono le vostre mire. Financo le idee iperliberiste e antitetiche alla sinistra sono , da tempo, vostro patrimonio. Più che la responsabilità poté il “rosicamento” verso Conte. Più che l’umiltà, hanno potuto la sete di poltrone e il desiderio padronale che vi condannerà definitivamente ad essere marginali.
    La gente che ha aspettato Renzi la notte del 4 dicembre per disintegrarne il progetto politico ha buona memoria, e sa aspettare. Ve la ritroverete, compatta, il giorno che sarà chiamata alle urne e vi sentirà ripetere ritornelli quali “Tornare tra la gente!”, “Occuparsi degli ultimi!”, “No alla politica di palazzo!” L’Italia messa in ginocchio da questo periodo non dimenticherà in quali maneggi stavate indugiando in quell’inverno del 2021.
    Mi raccomando, quando farete le barricate contro la destra che avrà il 75 per cento in Parlamento, barba lunga ed incolta che fa molto barricaderi. Ne avrete di tempo per radervela. All’incirca 20 – 25 anni, quelli nei quali sarete inchiodati all’opposizione, periodo dove sconterete con un lungo digiuno ministeriale quegli appetiti che oggi, bulimicamente, vi portano a banchettare alla tavola con ciò che resta della Leopolda.
    Io non mi rivolgo certo a Telemaco o Italia Viva, è un movimento destinato all’oblio elettorale. Io parlo a voi, voi del Pd. Parafrasando Petrolini: “Io nun ce l’ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t’hanno buttato de sotto”.

    Avrei voluto scriverlo io

    To proprio adesso la Bellanova su sky 24 a riacceso il disco rotto

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    • Cara Tracia, hai riportato un articolo di Montanari, che io condivido del tutto. E per questo ti ringrazio. Ma, una correzione vorrei farla, giustificata e anzi rafforzata, se dovesse andare in porto questo retroscena, aggiungendo al “caro Pd” anche “caro M5S”. Rafforzato perché se per il PD sarebbe del tutto normale una sceneggiata del genere, per il M5s sarebbe la certificazione della fine. Sarebbe meglio lasciare alla destra fare macelleria con il recovery fund e, allora si, aspettare mangiando pop corn. Grazie per l’articolo.

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    • Bell’articolo.
      Ma io seppur in questo quadro disfattista (25 anni di questa destra, vuol dire nuova dittatura, perché questa destra cambierà le regole per non perdere e non rispetterà nemmeno le regole da lei stabilite) non sono così ottimista sulla gente.
      La maggior parte della gente menzionata nell’articolo (l’operaio, il libero professionista, i medici, etc.) e tutti gli altri deciderà chi votare le ultime settimane di campagna elettorale sulla base di informazioni fasulle ricevute da questo o quel giornale o tv.
      Siamo facilmente influenzabili (parlo in generale) e abbiamo la memoria di un pesce rosso.
      Se fosse così facile e la gente imparasse e ricordasse veramente, le prossime elezioni avremo il M5S al 70% e in Lombardia il Centro-dx allo 0,5%. Ma così non sarà.

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    • Complimenti! È più convinto di Renzi:
      “Magari possiamo ancora convincere il Pd a scaricare Conte. Magari il Pd sta solo aspettando che si apra la crisi per mostrare tutte le sue carte”, dice secondo il Corriere della Sera.”
      Persino il bomba mette un “magari”, dove ‘sto Montanari vede solo certezze.
      E dire che, come psicoanalista”dovrebbe essere un esperto di transfert, proiezioni e paranoie, mentre tutto il suo scritto ne è un coacervo.

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  5. Un governo con la Boschi dentro? Ottimo, cosi’ so chi non potro’ votare di sicuro alle prossime elezioni (ossia, tutti quelli che lo sosterranno).

    Oddio, dite che mi accusera’ di sessismo per aver scritto questa cosa?

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  6. Il Piano D…andate tutti affan…..Mattarella che telefona a renzi, che barzelletta, La boschi in parlamento, continua la barzelletta e poi tutto questo intrigo nel palazzo…stiamo a Beatiful dove tutti si acchiapp….tutti. Che fantasia. Comunque voglio conservare questo articolo. Se solo uno dei piani e punti elencati avviene bè, allora siamo proprio nella mer…oltre la testa.

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  7. Renzi, Boschi, Lotti indagati: finanziamento illecito. “Somme per l’attività della corrente politica attraverso la fondazione Open” – Il Fatto Quotidiano 7 nov 2020

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