Gli italiani si sono rotti delle limitazioni da Covid

(Nando Pagnoncelli – il Corriere della Sera) – Al termine di questo annus horribilis nel quale Covid ha fatto irruzione nella nostra vita, cogliendoci di sorpresa e stravolgendo le nostre abitudini, ci sembra utile descrivere il clima sociale, a partire dall’agenda delle priorità degli italiani. Invitati a indicare spontaneamente i tre problemi principali del Paese, al primo posto si confermano i temi dell’occupazione e dell’economia, citati dal 78%, in linea con quanto rilevato nel dicembre degli ultimi anni.

Viceversa, gli altri temi fanno segnare cambiamenti molto significativi a partire, comprensibilmente, dalla crescita della sanità menzionata dal 57%, quindi il funzionamento delle istituzioni insieme alla situazione (33%), in calo di 10 punti rispetto al 2019 quando aveva toccato il livello massimo anche a seguito della crisi di governo e al cambio della maggioranza. In diminuzione anche i temi dell’immigrazione (20%) e della sicurezza (11%), non più al centro del dibattito politico e mediatico.

Quando si passa alle priorità nella propria zona di residenza, fatte salve le prime due posizioni (sia pure con valori più contenuti), la graduatoria cambia rispetto a quella dei problemi nazionali, con la crescita di ambiente e mobilità, mentre sicurezza e immigrazione si collocano agli ultimi posti.

Approfondendo i temi economici, come era lecito attendersi prevalgono i giudizi negativi e il pessimismo sul futuro sia riguardo alla dimensione nazionale che quella personale. Le valutazioni sull’economia del Paese sono negative per l’84% degli italiani, il 61% si aspetta un peggioramento nei prossimi sei mesi facendo impennare al 40% la differenza tra pessimisti e ottimisti, rispetto al 7% dello scorso anno.

E il pessimismo prevale anche quando si fa riferimento alla situazione economica personale, infatti il 37% si aspetta un peggioramento contro il 20% che prevede un miglioramento, mentre il 38% non si aspetta cambiamenti. Quasi due italiani su tre (63%) dichiarano di avere difficoltà nel sostenere le spese: per esempio il 37% ha problemi nell’affrontare una spesa imprevista, il 16% che ha difficoltà a pagare le bollette, il 15% le spese mediche e l’8% i generi alimentari.

Nel complesso il 59% giudica la crisi economica innescata con la pandemia più grave di quella del 2008-2011 causata dai mutui subprime e la maggioranza è convinta che ci vorranno tempi lunghi per uscire dall’attuale situazione: per il 37% ci vorranno 5 anni e per il 19% almeno 10 anni, mentre i più ottimisti (convinti di uscirne entro 1 o 2 anni) rappresentano il 33%. Se questo è il clima economico, dobbiamo aspettarci una flessione dei consumi e l’aumento della propensione al risparmio, come già avvenuto quest’ anno. Risparmio non tanto finalizzato ad acquisti futuri, ma come elemento di tranquillità di fronte alle prospettive incerte. Quanto al Covid, oggi il 44% delle persone ritiene molto o abbastanza elevata la minaccia di poter essere contagiato e il 58% paventa il contagio della propria comunità.

La seconda ondata è considerata allo stesso livello di gravità della prima dal 59%, ma le modalità con cui gli italiani stanno reagendo sono molto diverse rispetto ai mesi scorsi. Oggi prevalgono infatti i sentimenti negativi: è aumentata la preoccupazione (34%), la rabbia (26%), il disorientamento (22%), l’intolleranza (20%), la tristezza (19%), il senso di solitudine (9%). E si fa strada la cosiddetta pandemic fatigue : il 60% è stanco di limitare la propria vita sociale, il 50% di non potersi spostare in Italia, il 47% di portare la mascherina e il 30% di rispettare le distanze.

Insomma, il clima sociale è profondamente cambiato rispetto alla prima ondata, complice la crisi economica che, a differenza di quella sanitaria, è tutt’ altro che «democratica», ma è asimmetrica e selettiva. Se nella primavera scorsa la situazione di emergenza aveva fatto emergere tanti aspetti positivi e per certi versi sorprendenti – dal rispetto delle regole al senso della comunità – molto di ciò nell’ultimo trimestre si è disperso, sono evaporati gli «andrà tutto bene» e «ne usciremo migliori».

Oggi una parte minoritaria ma assai numerosa di italiani, a dispetto dei numeri di contagi e dei decessi, considera il virus meno aggressivo e si mostra più refrattaria alle misure restrittive. Sono riaffiorati i particolarismi e le divisioni, mentre il senso di concordia ha lasciato spazio alle contrapposizioni. Il deterioramento del clima sociale interpella tutti, le istituzioni, le forze politiche, i corpi intermedi, la classe dirigente e i singoli cittadini, soprattutto quelli meno toccati dalla crisi economica (i cosiddetti «garantiti»): ciascuno dovrebbe farsi carico della responsabilità di trasformare l’anno che viene da horribilis a mirabilis.

7 replies

  1. La ” gente ” dovrebbe porsi la domanda: quali sono le “reali” cause di questi frequenti DISASTRI. “Tutto deve tornare come prima” e’ un chiaro ragionamento (sig) che non si e’ capito nulla ! ( NULLA AVVIENE PER CASO).

    "Mi piace"

  2. Ho appena letto che il DPCM vieta, non solo festeggiare il Natale con la famiglia, i cui nonni devono restare rigorosamente da soli, per il loro bene… non solo di uscire dal comune di residenza, tranne che per i 3 giorni passati, nei quali si sono ammassate nei centri commerciali (per forza) centinaia di persone da poter colpevolizzare… non solo di invitare qualche amico per l’ultimo dell’anno, che va festeggiato in rigore e soltudine, ma persino di fare innocenti fuochi, anche negli spazi privati… di modo che gli adolescenti e i ragazzi, intristiti, frustrati e depressi, possano stare mogi mogi di fronte alla TV che gli farà l’elenco dei mooooortiiii del giooooornooooo. Per il loro bene, ovvio.
    Quindi, a tutti buone feste, buon anno e buon roseo futuro nella New Normality dei Davos Man.
    Come dubitarne, al governo c’è il PD, mica ratti schifosi.

    Piace a 1 persona

    • Senti MASTERCAZZ, dopo averti affibbiato il solito aggettivo di C0l0NE, che aiuta ad inquadrati, CHIEDO:
      Ma voi LURlDl fascio legaiolo come avreste affrontato questa pandemia?
      Sempre che non siate aprioristicamente NEGAZIONISTI, nel qual caso calerei il carico dandoti pure del CRlMlNALE.

      Ce la faresti a scrivere una risposta depurata dalle solite supercazzole e coerente all’attività amministrativa di un capo governo??

      Dai, fammi ridere.

      Piace a 3 people

    • io invece sarei per la libertà d’infettarla, così in allegria, con tanto di brindisi.
      anzi, sarei per fare in modo che pure i suoi vicini s’imbuchino ai festeggiamenti,
      con festosa emissione di micro salivazione nell’atto degli auguri.
      magari, qual ora fosse ricoverato in nosocomio, e sotto il casco della ventilazione forzata,
      potrebbe ripensare a tutte le buttanate che ha scritto.
      ovviamente è una iperbole, probabile godrà di ottima salute, continuando a non
      capire una beata mazza del mondo che la circonda, considerandosi una boccia da bowling.

      Piace a 2 people

  3. Pagnoncelli ha scoperto l’acqua calda. Tutto il contenuto dell’indagine si può riassumere in una massima di Catalano:meglio due pensioni ele ate che una pensione minima. Ma è fin troppo comprensibile che i cittadini di tutte le latitudini preferirebbero tornare alla normalità ,che sono stanchi delle limitazioni ,che affrontano situazioni economicche difficili. Ma il covid 19 non l’hanno mandato i governi, ci è caduto addosso .Non vale lo stesso per i profeti di sventura interessati, che sono invece una iattura evitabile.

    Piace a 1 persona

    • Concordo. Il titolo, poi, è scientificamente spregevole e fuorviante. Anch’ io mi sono rotto – da anni – di pagare troppi denari in tasse e che vedo sprecati in mille modi. Però, le pago tutte, perché così funziona una società organizzata ( che, per fortuna, è anche quasi democratica).

      "Mi piace"

  4. Sono convinto che tutto questo malumore sia creato da una pessima informazione, che critica qualunque cosa, non aiuta di certo anzi invita alla disobbedienza , Giornalisti fate schifo!

    Piace a 2 people