Maurizio Belpietro: ”Conte ha fatto una legge che ha salvato il suocero, ma nessuno fiata”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – È sempre divertente ascoltare Matteo Renzi, perché l’ uomo riesce ogni volta a stupire. Se mercoledì non sono riuscito a seguirlo durante il suo intervento in Senato, quando ha votato a favore del governo sul Mes minacciando tuttavia di votare contro il medesimo governo sulla cabina di regia, in serata ho recuperato, grazie alla puntata di Porta a Porta a cui ho partecipato. Prima che la trasmissione iniziasse, conversando con Bruno Vespa e senza sospettare che i microfoni fossero accesi, l’ ex presidente del Consiglio si è lasciato andare a uno sfogo contro Conte, accusandolo di aver tentato di escludere il Parlamento dalla gestione dei fondi del Recovery plan. «Io ne ho viste di tutti i colori e ne ho fatte di tutti i colori» ha detto il senatore semplice di Scandicci, «ma una cosa come questa non mi era mai capitata».

Più tardi, a telecamere accese e dunque consapevole di essere registrato, Renzi ha anche rincarato, aggiungendo qualche altra osservazione sull’ operato dell’ attuale inquilino di Palazzo Chigi. «Se Berlusconi avesse fatto ciò che sta tentando di fare Conte, avremmo avuto la gente in piazza». Per essere certo di essersi fatto capire bene, il fondatore di Italia viva non l’ ha detto una volta, ma due. Ci sarebbe da chiedersi perché Renzi tenga ancora in piedi un tizio che, a suo dire, con un colpo di mano ha provato a eliminare i controlli del Parlamento e anche quelli del Consiglio dei ministri. Perché, nonostante il tentato golpe, lui e i suoi uomini gli votino ancora la fiducia.

Tuttavia, al di là delle contorsioni politiche con cui l’ ex segretario del Pd giustifica le proprie scelte, ciò che conta è il giudizio. A parere di Renzi, la manovra per sottrarre all’ occhio delle Camere e dei ministeri le modalità di spesa di 200 miliardi di euro è una mossa degna di un Paese sudamericano e l’ avesse fatto il Cavaliere, i compagni sarebbero scesi in piazza. Invece no, nonostante il tentativo di far passare di notte una cabina di regia che espropriava le sedi istituzionali del proprio ruolo, la sinistra non è scesa in piazza ma, a parte Renzi e pochi altri, è stata prudentemente zitta.

Silenzio anche sulla manina che ha cercato di far nascere una fondazione dei servizi segreti, magari con diritto naturale di presidenza concesso per legge all’ ultimo inquilino di Palazzo Chigi. Anche quella è da considerarsi una mossa alla cilena, tale da garantire per lungo tempo al presidente del Consiglio il controllo, sebbene indiretto, dei nostri 007.

Oggi Conte ha la delega sulle operazioni riservate e un domani, grazie a questa invenzione di cui non si sente la mancanza, potrebbe in qualche modo, se non mantenerla, almeno conservare un occhio e forse anche un orecchio sui grandi segreti della Repubblica. Anche questa sarebbe una decisione per cui scendere in piazza. Per dirla con Renzi, ai tempi di Berlusconi la sinistra lo avrebbe fatto, ma adesso che sta al governo è ammutolita.

Un altro esempio di qualche cosa che avrebbe suscitato un gran casino, con manifestazioni, titoloni sui giornali e grandi dibattiti tv? La pena revocata al suocero del premier. Dovete sapere che il papà di Olivia, l’ eterea fidanzata di Conte, era finito nei guai e per una faccenda di imposte non pagate ed era stato condannato a un anno e due mesi di reclusione con l’ accusa di peculato. In pratica, da gestore dell’ hotel Plaza di Roma, uno dei grandi alberghi che si affaccia su via del Corso, Cesare Paladino si era scordato di versare al Comune 2 milioni di tasse di soggiorno.

Una dimenticanza non da poco, durata quattro anni, dal 2014 al 2018. Guarda caso, all’ inizio di giugno di due anni fa, Giuseppe Conte, fidanzato di Olivia Paladino, che del Plaza è proprietaria al 47% tramite una società, diviene presidente del Consiglio, prima di un governo gialloblù e poi di uno giallorosso, perché l’ importante è non dimettersi. Risultato, dopo qualche tempo, fra le mille cose che il governo vara c’ è pure una leggina che sana certe dimenticanze. Risultato, il giudice revoca la condanna del suocero del premier «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato».

Fosse capitato ai tempi del Cavaliere, chissà che cosa sarebbe accaduto, di certo qualcuno si sarebbe strappato i capelli denunciando il conflitto d’ interessi. Ma siccome è successo con la sinistra al governo, Conte a Palazzo Chigi e gli italiani rinchiusi in casa, sui giornali ieri siamo riusciti a rintracciare solo una notizia formato francobollo: nulla di più.

Spiace doverlo ammettere: ma per una volta ha ragione Renzi. All’ improvviso, pur di sostenere questo regimetto, sono scomparsi tutti gli indignati speciali.

18 replies

  1. Leggere Belpietro è sempre fonte di allegria: scrive senza sapere un…e diciamolo, un caxxo!
    L’imposta di soggiorno, abolita nel 1989, fu ripristinata dal governo B. nel 2009 nell’ambito del federalismo fiscale, per dare spazi di nuova TASSAZIONE agli enti locali. Sulla ” facilità ” di pagamento basta andare sul sito http://www.inreception.it e guardare come è “userfriendly” a MILANO ( poi si lagnano della burocrazia statale). L’imposta è stata oggetto per ANNI di invettive e proteste da parte di Federturismo ( settore turistico di CONFINDUSTRIA). Tutti, albergatori, b&b, agriturismo la odiavano perché li trasformava in “sostituti d’imposta”. Il governo BERLUSCONI l’ha istituita, quello Conte l’ ha eliminata. Fine
    Le altre storie di Renzi e di Belpietro fanno ridere.

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  2. @gatto,
    Volevo dire “non si fa pagare “con SOLDI PUBBLICI, come quelli con cui i governi foraggiavano (e foraggiano ancora ) i giornaletti umoristici e/o per incartare scarti di alimenti umidi .

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    • Avevo ben capito, giusto per quello ho evidenziato le altre due possibili opzioni, perché è evidente che non si può tenere “nascosta” la sovvenzione “con SOLDI PUBBLICI”: meglio così? E siccome Trabajo è una brava persona, altrettanto evidentemente non resta che valida l’opzione “aggratis”, il che peggiora la situazione già di per sé tragica.

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  3. Conte vs Berlusconi scontro ad personam arbitro Belpietro???

    Breve storia delle benemerenze di Belpietro

    Novembre 2009 condannato per diffamazione
    Aprile 2010 condannato iper diffamazione
    Nel 2013 condanna a un’ammenda di 15.000 euro per “procurato allarme” in merito a una bufala.
    2015 Belpietro e il collega Gianluigi Nuzzi condannati entrambi a 10 mesi e 20 giorni per calunnia
    2016 l’Ordine dei Giornalisti ha sanzionato Belpietro e il suo collega Mario Giordano per aver diffuso odio etnico nei confronti dell’etnia rom, questo a causa di un articolo in cui accusavano (generalizzando a tutta l’etnia in questione) alcuni rom di una rapina nella quale, però, i responsabili non erano dei rom.[25]

    Procedimenti in corso

    Belpietro è stato condannato in primo grado per diffamazione dal Tribunale di Desio.

    Serve altro? Belpietro è sempre a disposizione, da molto tempo, da quanto faceva il vice del Feltrinetti al Giornale, prezzi modici e risultato garantito.

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    • Come qualcuno ha fatto ben osservare: “Era il 15 novembre 2013 quando il Fatto Quotidiano pubblicò nella sua edizione online diretta da Peter Gomez l’articolo dal titolo “Ilva, la telefonata choc di Vendola: risate al telefono per le domande sui tumori” a firma dei giornalisti Francesco Casula e Lorenzo Galeazzi, con un video montato da Samuele Orini, che il giudice dott. Giuseppe Marseglia della 1a sezione civile del Tribunale di Bari in sezione monocratica ha ritenuto essere diffamatorio.”: e adesso che facciamo, “Tana, liberi tutti”?

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  4. Solo grazie ai tanti Belpietro il giornalismo italiano raschia il fondo del barile dell’apposita classifica internazionale per libertà di informazione e primeggia per disinformazione.

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  5. Classico stile di Belpietro: butto lì una cosa a cazzo, poi verrà dimenticata come buffonata, ma intanto l’ho detta e a qualcuno rimarrà attaccata l’idea che Conte ha fatto leggi ad personam come Berlusconi. Niente di nuovo sotto il sole. Mentre esplodeva la vicenda camici Lombardi del cognato di Fontana, lui diceva che il compagno di Casalino faceva operazioni poco chiare di trading online perdendo dei soldi. E sti cazzi, la notizia non c’era, ma montando un titolo qui e un titolo li, riuscì a distrarre quattro gatti. Capita così. A proposito: uno dei quattro gatti è qui fra noi e noi siamo lieti di averlo perché rallegra la discussione (perché lo insultate?). E poi è così carino quando storpia i nomi di chi gli sta sulle balle! Miao

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