Renzi vuole usare contro Conte i ribelli M5S (che tirano diritto)

LA FRONDA 5S IN SENATO INSISTE: “VOTIAMO NO

(Il Fatto Quotidiano) – ”Il reggente dei 5Stelle mescola l’ottimismo d’ufficio con un monito: “Sono convinto che mercoledì non ci saranno problemi di voto. Se qualcuno dovesse decidere diversamente si assumerà la responsabilità di votare contro la risoluzione di maggioranza, e contro una decisione presa dal gruppo parlamentare”.

Intervistato a Mezz’ora in più, Vito Crimi prova a cavarsela così. Ma sa bene che sul Mes la maggioranza balla pericolosamente. Perché a palazzo Madama, il possibile epicentro del sisma, tra i sei e gli otto senatori del M5S, forse di più, sono decisi a votare contro la risoluzione sulle comunicazioni all’Aula del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: testo che dovrà per forza citare la riforma del fondo salva Stati. E l’attivissimo Matteo Renzi, che è già a tornato a puntare il premier (“Se la riforma non passasse dovrebbe dimettersi”), è pronto ad approfittarne. E forse non serviranno a nulla le acrobazie dialettiche in quella mozione su cui ieri i capigruppo delle commissioni hanno lavorato tutto il giorno, assieme al capo di gabinetto di Conte, Alessandro Goracci. Per deporre le armi i dissidenti del M5S pretendono un no chiaro all’utilizzo del Mes. Inaccettabile per i dem, e figurarsi per Italia Viva. Possibile invece una via di mezzo, consigliata da Conte: ossia scrivere che prima di adoperare i soldi del fondo bisognerà comunque sempre consultare il Parlamento, come ripete spesso il premier. Si lavora poi a un riferimento alla logica di pacchetto, invocata dai “ribelli”. Ossia all’obbligo di abbinare alla riforma del Mes l’Unione bancaria europea e il Bicc, strumento per gli investimenti. “Ma voteremo comunque no” hanno fatto sapere molti ribelli. Così, ecco la senatrice Barbara Lezzi: “Basta con la sciocchezza che votiamo il Mes ma non lo attiviamo, non impicchiamo l’identità all’albero della complessità”.

Piuttosto, Lezzi invoca un voto sulla piattaforma web Rousseau, proprio come il suo collega ligure Mattia Crucioli. Lezzi e Crucioli vengono calcolati come sicuri voti contrari. Come le senatrici venete Orietta Vanin e Barbara Guidolin. Pare difficilissimo anche recuperare Elio Lannutti e il presidente dell’Antimafia Nicola Morra. Ma almeno altri 3-4 senatori sono in bilico (mentre alla Camera contano di convincere gran parte dei dissidenti a disertare il voto). Ergo, a palazzo Madama potrebbe servire l’aiuto di Forza Italia, con assenze mirate.

Anche perché la minaccia di sanzioni per chi voterà no è un’arma spuntata. “Il programma del M5S prevede lo smantellamento del Mes e mercoledì non ci sarà un voto di fiducia, gli estremi per espulsioni non ci sono” spiega una fonte. E allora? “Magari il 9 ci salviamo – dicono dai 5Stelle – ma siamo messi male. Vedrete domani (oggi, ndr) in Consiglio dei ministri il caos che farà Iv”. Già, perché oggi il Cdm dovrebbe approvare la struttura per gestire i soldi del Recovery fund e le risorse sulle sei macroaree. E i renziani avvisano: “Non voteremo al buio”. Perché fiutano il sangue.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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