Mario Giordano: “Caro Fedez, sei il Pippo Baudo del potere”

(Mario Giordano – la Verità) – Caro Fedez, scusami se mi permetto di darti un consiglio, ma ora che sei diventato un uomo di palazzo, riverito e ricercato in quei salotti che un tempo avresti incendiato, dovresti stare un po’ più attento. Oggi ti consegneranno l’Ambrogino d’Oro, massimo riconoscimento ufficiale di Milano, e non è proprio bello che tu l’abbia festeggiato l’altro giorno prendendo a schiaffi per la vie dalla città uno che ti inseguiva, non si sa bene per quali misteriose ragioni.

Non solo perché non è la prima volta che ti lasci andare a risse che poco si confanno al tuo nuovo ruolo istituzionale, ma anche perché non è bello che i milanesi leggano una storia a base di Lamborghini, bodyguard e indagini su società all’estero, mentre ti stanno attribuendo il riconoscimento massimo, quasi una stimmate di laica santità. Lo so che sono lontani i tempi in cui cantavi «meglio morire 2012 che Expo 2015», parteggiando con quelli che sfasciavano la città per impedire la manifestazione.

Lo so che sono lontani i tempi in cui cantavi «penisola che non c’è, uno Stato di regime, penisola che non c’è, non voglio più obbedire», perché adesso invece allo Stato (non so quanto di regime) obbedisci eccome e infatti appena ti chiamano dalla presidenza del Consiglio scatti sull’attenti. Lo so che sono lontani i tempi in cui sfottevi la «puttana» chiamata «diva» solo perché «ora c’ha il Porsche e non l’Opel Meriva» e ti chiedevi nelle tue canzoni «perché Belpietro gira con la scorta».

Adesso anche tu giri con la scorta. E se non hai il Porsche è soltanto perché preferisci la Lamborghini da 200.000 euro, come ci tiene a far sapere il Corriere della Sera. Lo hai riconosciuto tu stesso, del resto, durante un’intervista al Maurizio Costanzo Show: «Sono diventato ciò che ho sempre odiato, sono una contraddizione vivente». Attaccavi la tv e sei diventato giudice di X Factor; attaccavi la Milano della movida sushi e modelle e poi ti sei fatto puntualmente beccare al Just Cavalli; attaccavi il potere e adesso ne sei diventato il più acclamato portavoce. Volevi cambiare il mondo e hai cambiato te stesso. Succede.

«Io volevo fare il rapper, mica il Pr», cantavi nei tuoi primi dischi. Invece sei diventato proprio quello. Qualcosa più di un Pr, però. Non buttarti giù. Direi il Pippo Baudo del nuovo establishment. Che ovviamente ti adora. Non te ne faccio una colpa, naturalmente, ma vorrei darti per l’appunto un consiglio non richiesto. Una volta hai detto «un grande artista è incoerente, prima o poi sputa nel piatto in cui mangia».

Non so se tu sia davvero un grande artista, ma stai attento: ora che sei passato a baciare la pantofola del padrone, non ti puoi permettere di essere troppo incoerente. Sei prendi l’Ambrogino devi fare il bravo bambino, giusto per usare una rima all’altezza della tua grande arte. Niente schiaffi in pubblico né misteri sui conti all’estero. E non sputare troppo nei piatti. Un tempo cantavi «con la terza media sono un povero stronzo». Ricordati di essere coerente almeno con quello.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

Tagged as: , ,

2 replies

  1. Perché questo consiglio? Quante personalità italiane e non hanno società all’estero non dichiarate e quante hanno avuto episodi spiacevoli ben più gravi di uno schiaffo ad un investigatore privato. Alla fin fine mi sembra che si stia pretendendo da questo ragazzo la perfezione che nessuno ha mai avuto, ma che tutti vorrebbero dimostrare di avere.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...