Nello staff di De Luca un condannato, un riciclato e il braccio destro di Zinga

(di Vincenzo Iurillo – Il Fatto Quotidiano) – Bersaniano nelle primarie Pd vinte da Bersani, renziano nelle primarie vinte da Renzi, stranamente all’ultimo giro Vincenzo De Luca aveva sostenuto il perdente Martina. Ma ora i rapporti con Zingaretti sono buoni, ottimi, siamo vicini a poter definire il governatore della Campania uno zingarettiano. Il punto di saldatura si sta per concretizzare nella nomina del braccio destro di Zingaretti, Nicola Oddati, in un posto di rilievo nello staff del governatore della Campania. Il decreto è alla firma. Oddati sarà il responsabile della sede di Roma della Regione Campania. Il suo nome lucida un pacchetto di nomine deluchiane che per il resto ha seguito criteri polverosi di vecchia politica, tra pregiudicati in attesa di appello, trombati e trasformisti.

Il nome che fa più discutere è quello di Nello Mastursi, investito del ruolo segretario particolare del presidente per le relazioni politiche. In pratica si formalizza e si stipendia un ruolo che Mastursi ricopre di fatto da tempo: è stato il regista del boom di 15 liste dietro il plebiscito di De Luca ed è tornato nelle sue grazie dopo un lungo purgatorio. Iniziato nel 2015, quando Mastursi fu dimissionato da capo della segreteria di De Luca e scaricato con il marchio di aver agito all’insaputa del presidente, appena uscì la notizia della indagine sulle sue presunte interferenze intorno alla sentenza della magistratura civile che aveva mantenuto De Luca in carica nonostante la legge Severino ne imponesse la sospensione per una condanna in primo grado (poi cancellata). Mastursi ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a 18 mesi per induzione indebita. Sentenza impugnata per un appello che però non inizia perché si attende l’esito del processo con rito ordinario agli altri coindagati, tra cui il magistrato che firmò i provvedimenti favorevoli a De Luca e l’ex marito avvocato che desiderava diventare un manager della sanità campana e che, secondo le ipotesi accusatorie, poteva intervenire sulla ex moglie. Fatta salva la presunzione di innocenza di Mastursi, è singolare che sia stato cacciato da indagato e torni in servizio da condannato in primo grado. De Luca è abituato a sorprendere. Meno sorprendente la conferma in squadra di Bruno Cesario, l’ex sottosegretario che con Scilipoti fece parte dei Responsabili che salvarono Berlusconi: ora è capo delle relazioni esterne del presidente. E le nomine di due consiglieri dem uscenti e non rieletti, Rosetta D’Amelio e Antonio Marciano. La prima diventa consigliere di De Luca per le pari opportunità, incarico onorifico. Il secondo entra nello staff del presidente. Fece parte anche dello staff di Bassolino. Per chi conosce le cose campane della politica, è come aver giocato prima nel Napoli e poi nella Juve, oppure il contrario, fate voi.

1 reply

  1. Trovo veramente triste il fatto che quando cerco di essere serio ed esporre in maniera lucida un pensiero che vada oltre il semplice “sentire”, questo sozzuso di algoritmo mi cassi i commenti solo in quanto compendio di enciclopedia medica, rapporti internazionali sulle sevizie esercitate in Algeria e Cile, ed il meglio di rotten.com e gore.com(1).

    1) Fermo dove sei, questi siti non esistono piú. C’hai provato, lo so.

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