Renzi: “O Conte ter o Draghi uno”

(Alessandro De Angelis – huffingtonpost.it) – Al momento Matteo Renzi lo va dicendo solo ai suoi, sapendo che i segreti in questo mondo non esistono. Con l’atteggiamento di chi sta facendo le prove generali di un discorso che ha già dentro. E aspetta solo il momento giusto per essere pronunciato, il giorno in cui in Senato sarà approvata la manovra: “Conte o cambia squadra o cambia mestiere, perché così siamo alle barzellette”. È un pensiero che incrocia una sensibilità diffusa, anche se di ilarità in giro ce n’è poca.

Distribuire un po’ di poltrone per evitare il rimpasto. Questa è stata la filosofia del premier con la trovata dell’ennesima task force per gestire il Recovery, che poi sarebbe questa la barzelletta in questione. Diventata l’oggetto delle lamentele di mezzo governo, perché per evitare il rimpasto vero questa trovata assomiglia a un rimpasto di fatto, al punto che il mite Zingaretti ha dovuto allargare le braccia all’ennesima telefonata di un suo ministro: “A me non importa che siano tre o trecento, a me importa che si faccia il Recovery”. È chiaro quel che teme Conte, gran professionista dell’arrocco e dell’arte di dire sì e poi rimbalzare ogni richiesta. Teme che ciò che inizia come rimpasto dei ministri finisca con un rimpasto del premier. E dunque fa un po’ di ammuina, trecento consulenti, “a’ Fra che te serve”, e la nave va.

Il paradosso di questa storia è che questo carrozzone non lo vuole nessuno (leggi qui Gabriella Cerami), ma ad eccezione di Renzi in pochi lo dicono. Eppure lo pensano. A partire dai ministri che gestiscono i dossier strategici, tipo Paola De Micheli e Sergio Costa. Semplicemente furibondi, perché vedono svuotato il proprio ruolo. E non capiscono, in questa confusione, chi deve pensare, chi coordina, chi decide. Raccontano i ben informati che nelle chat interne dei partiti è già in atto un nuovo capitolo del manuale Cencelli: tecnici in “quota di” che si propongono, esperti, vecchie glorie, ruffiani, portaborse e mezzecalze, per dirle col poeta. E ancora non sono arrivati i curriculum di chi rappresenta gli interessi veri in un paese in cui i poteri forti amano tenere la politica al guinzaglio corto, rendendola debole e condizionabile.

Sempre a Renzi si torna, attorno alla cui contagiosa insofferenza si è sviluppata una diffusa simpatia al punto che anche Goffredo Bettini non si nega a una consuetudine telefonica. Perché il ragazzo, sulle battute, non è male: “Siamo ai navigator del Recovery – ha detto a chi gli ha riferito l’esito della riunione odierna -. In tutto il mondo si discute di progetti, da noi si parla di consulenti”. Da quelle parti è tutto un festival di battute, perché “in tutto il mondo si discute di idee per ripartire, da noi dell’ora di nascita di Gesù bambino”. E in tutto il mondo se un ministro non funziona lo cambi, non crei un governo parallelo.

Il che dà l’idea del clima che si respira: il piccolo cabotaggio, l’orizzonte quasi alla giornata, il trionfo del particolare, gestito con più o meno maestria. In un capannello alla Camera, Matteo Orfini, ragionando a voce alta si chiede: “Io sinceramente non so quanto questa roba possa durare, tra cabine di regia e consulenze. È surreale”. In un altro capannello si parla dell’inchiesta di Report, sullo studio dell’Oms ritirato “perché metteva in imbarazzo il governo italiano, il cui piano di prevenzione era datato 2006 e il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra, che tra il 2014 e il 2017 era dg Prevenzione al Ministero della Sanità”. Roba che in altri tempi sarebbe venuto giù il mondo. E comunque qualcuno sarebbe stato chiamato in Parlamento a riferire.

Ecco, il governo sembra entrato in una terra di nessuno, e infatti nessuno si assume la responsabilità di una mossa. Balla sul Mes, ma non si sa cosa voglia fare del Mes, come su Autostrade e Alitalia, discute di cenoni, regala a Berlusconi la “salva-Mediaset” senza neanche averne i voti in cambio. Siamo cioè entrati in una fase in cui l’inadeguatezza è così conclamata che, se provi a capire come la pensano ai piani alti del Nazareno su progetto, durata e sul “che succede” la risposta è “boh”. La verità in fondo è che, pur scettici sul fatto che andrà fino in fondo, in molti si aspettano che Renzi faccia ciò che è scontato che a questo punto non scandalizzerebbe nessuno, ma che fatto da lui lascia agli altri la coscienza pulita. Pare che faccia sul serio, questa è l’impressione dei suoi, perché se pure stavolta can che abbaia non morde, nessuno lo prenderà più sul serio: “Alla fine di questa storia – ripete – o c’è il Conte ter o il Draghi 1, vedrete. Per questo Conte metterà mano alla squadra”.  In fondo, cosa ha da perdere.

27 replies

  1. Perché quando leggo un articolo di ADA, ho sempre l’impressione che si tratti di illazioni, fantasie, robe volanti al solo scopo di arrivare a MES, DRAGHI e INADEGUATEZZA del governo? A quel punto ogni traccia di eventuale verità si perde.
    Perché colui che si era inventato il Renzusconi e veniva fuori a mo’ di oracolo, con un inquietante mascherone calato in testa, oggi vive di ogni minimo respiro o flatulenza del bomba?
    Che sensazione appiccicaticcia. Gli sarà rimasta la quintalata di filler della tipa attaccata alla lingua (e alla penna)?

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    • Vero.
      Il peggior momento l’ha raggiunto dopo la composizione del governo Conte 2 al quale lui, De Benedetti e Agnelli (in ordine di tempo i suoi referenti), la Annunziata e tutti i giornal”isti” della fu-Repubblica auguravano l’immediata caduta ed elezioni subito. Ogni suo articolo sprizzava bile da ogni riga era diventato praticamente illeggibile. Effettivamente ho smesso di leggerlo, non so nemmeno se si è calmato.

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  2. Questi sono solo retroscena tipici di De Angelis, e più in generale tipici di quei giornalisti (e sono tanti) che, invece di raccontare la realtà com’è, raccontano come vorrebbero che fosse, e si illudono che scrivere una notizia sia sufficiente affinché questa notizia si realizzi.
    Il Conte ter non è altro che un altro nome per il rimpasto, e il rimpasto è una pretesa del PD e soprattutto del Bomba per ottenere ministeri, a scapito dei 5S. Ma non si capisce perché mai il M5S dovrebbe rinunciare ad alcuni dei suoi ministeri per regalarli al PD, o in modo ancora più assurdo al Bomba. Cioè il Movimento dovrebbe privarsi di un ministro, ad esempio quello dell’istruzione, per darlo a una forza politica che ha la stessa consistenza di una sogliola dopo una cura dimagrante, e che anche alle ultime regionali ha dimostrato di essere invisa agli elettori persino a casa sua in Toscana; partito, lo si sottolinea, formato da transfughi eletti con un altro partito (il PD) e con un diverso programma elettorale. Ma no, il pallonaro di Rignano si ritiene investito di un diritto divino di governare, quindi pretende, batte pugno sul tavolo e vorrebbe che Conte e gli altri ministri si scansassero per far posto a lui. Non c’è da stupirsi se non lo fanno.
    Quanto al Draghi uno o altri animali fantastici, il Bomba è un cazzaro, ma non è stupido: sa che Draghi non accetterebbe mai di prendere in mano un carrozzone taballante assieme al Bullo, per poi essere accoltellato alle spalle (“Mario stai sereno”). Soprattutto sa che, per un nuovo governo, occorre che il Movimento sia d’accordo (ha ancora la maggioranza relativa in Parlamento); in alternativa occorrerebbe che fosse d’accordo l’accozzaglia PD-Lega-FI-IV-+ Europa-Leu (il famoso governo di unità nazionale): un Frankenstein così mal apparecchiato che anche gli interessati se ne tengono cautamente alla larga.
    Quindi quella di De Angelis è fuffa.

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  3. Non c’è niente da fare, anche davanti all’evidenza di fallimenti in serie, di un partito personale che non raggiunge manco il 3%, il viziaccio di raffigurare Renzi come uno stratega che non sbaglia una mossa, uno dei pochi politici che ha una visione e altre vaccate simili, giornalisti e retroscenisti del nulla non lo perderanno mai

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  4. Renzi: “O Conte ter o Draghi uno altrimenti io… ehh, cioe’, altrimenti… aspetta, altrimeeeenti… porco cane fermo la’ che adesso mi viene: altrimenti altrimenti altrimenti… [continua[”

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  5. La battuta più bella di ADA è stata “non si sa cosa voglia fare di Autostrade…”
    Risposta facile: revocare la concessione.
    Attuazione difficile: TUTTI ma proprio TUTTI sono contro, tranne quelli che amano la legalità.
    Come mai? Io una idea l’ho ed ha a che fare col Kraken, pertanto non la scrivo.

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  6. Riassumento:
    1. oggi ha sostituito la visione e l’anima (de li mejo mortacci loro, cit.) con l’orizzonte e il piccolo cabotaggio.
    2. nientedimeno ci viene a dire quanto sia arrabbiata la De Micheli esautorata. Pensa un po’ non si fidano di farle fare i progetti.
    3. pur di andare contro Conte siamo addirittura alla diffusa simpatia del bomba: cioè gli italiani non si sono mai espressi più chiaramente su un politico (forse solo il legittimo impedimento ha avuto lo stesso successo) e lui che fa? Ci tira fuori che fa battute buone secondo Bettini.

    No vabbé siamo alla follia.

    Complimenti per ADA, come al solito aggiungo nano malefico e orrido.

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    • Verooo…la simpatia e le battute…ero allibita!
      Però ho capito che era ADA ad apprezzare, non Bettini…le solite trite e ritrite frasette a contrasto di cui infarcisce i suoi discorsi da sempre, togliendoci anche l’eventuale effetto sorpresa, e che Crozza ha individuato come identificativo del personaggio.
      Quindi, ora le scoprono queste scoppiettanti facezie e questa irresistibile simpatia? E magari noi ce la beviamo?
      Che desolazione.

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      • No no, non ce la beviamo.
        Per questo mi chiedo a che pro: cioè lo sa bene che Renzi è odiatissimo. Ma loro odiano talmente Conte, che non gli e ne frega.
        Esattamente come per il referendum: ma quale normale essere umano in Italia poteva pensare che vincesse il no, solo questi imbecilli che volevano fare la lotta al populismo tenendosi sto parlamento.
        Io me lo chiedo sempre, ma un treno lo prendono, una persona reale la conoscono? Chiedi in giro, vediamo chi ti dice che Renzi è simpatico, lo voglio proprio vedere.

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      • A suo tempo, ho lottato con mio padre, vabbé lui ci casca sempre, ti dico solo che Salvini “gli sembra uno sincero” 😱 e mio cognato, sedicente di sinistra, con cui non ho più proferito verbo in proposito, per non infierire; col mio più caro amico, segretario nazionale della Cisl trasporti, persona meravigliosa, che ora non c’è più, e si era ricreduto, senza che ne avessimo mai più parlato, per lo stesso motivo. Come una vergogna, una colpa, un peccato di gioventù da perdonare… ero circondata e ora tutti tacciono.

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