I piani anti-calca da Nord a Sud. E l’Ue chiede: “Messe solo in tv”

(di Vincenzo Iurillo, Valeria Pacelli, Elisa Sola e Andrea Sparaciari – Il Fatto Quotidiano) – La benedizione ai fedeli che ogni anno si tiene in piazza di Spagna, a Roma, dopo 67 anni avverrà in forma privata in Vaticano. Pure le messe del 24 e 25 dicembre (con ingressi contingentati) verranno anticipate se il nuovo Dpcm manterrà – come sembra – il “coprifuoco” alle 22. Coprifuoco che dovrebbe essere confermato anche per San Silvestro. Ma è già polemica sulle linee guida della commissione Ue: il governo d’Europa chiede agli Stati membri di “non permettere la celebrazione delle messe” e “considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in tv, o alla radio”.

In Italia però l’attenzione è sulla conferenza Stato-Regioni di oggi e poi su giovedì, quando ci sarà il nuovo Dpcm. Da quel momento si deciderà anche come gestire – per quanto riguarda lo spiegamento di forze dell’ordine e i controlli – gli assembramenti nelle vie dello shopping. Sarà complicato regolare l’ingresso in quelle strade, come la centralissima via del Corso a Roma, piene di attività che non abbasseranno le saracinesche. I controlli verranno intensificati, con la consapevolezza che non si potrà imputare alcuna violazione a chi uscirà per fare spese. Intanto per evitare gli affollamenti, molti eventi sono già stati annullati. Saranno respinte le richieste delle Regioni governate dalla destra: impianti sciistici aperti, ristoranti anche la sera e messe senza limiti.

Milano, niente mercatini e prima della scala

A Milano, la seconda ondata Covid ha travolto anche il comparto sicurezza: se negli anni scorsi a inizio dicembre la Prefettura aveva già pronto il piano sicurezza, questo Natale 2020 sarà differente. Saltati gli Obej Obej, la Prima della Scala, i mercatini di Natale ai piedi del Duomo, il concertone. Il prefetto Renato Saccone ha convocato il Comitato sicurezza per la prossima settimana. Punto focale: l’intensificazione dei controlli su persone e attività commerciali per evitare affollamenti. Il pericolo terrorismo è in fondo alla lista delle priorità. Ma il vicesindaco Anna Scavuzzo spiega: “L’allerta continua a essere alta: il fatto che ci siano meno persone in giro, non distoglierà l’attenzione dagli obiettivi sensibili”.

Napoli, mense dei poveri e presepi sotto controllo

A Napoli ci sono 150 tra piazze e vie a rischio assembramenti. Le individuò il sindaco Luigi de Magistris durante l’istruttoria di un’ordinanza poi fermata in extremis perché superata dall’entrata della Campania in “zona rossa”. Sono i luoghi dove si concentrerà l’attenzione. A cominciare da piazza del Plebiscito, il lungomare di via Partenope, piazza San Domenico Maggiore e largo San Giovanni Maggiore Pignatelli: le piazze e le vie individuate dalla Prefettura di Napoli come le aree dove sarà necessario contingentare le presenze e regolamentare gli accessi. Ai quali si potrebbe aggiungere San Gregorio Armeno, la via dei presepi, per la verità deserta e spettrale fino a pochi giorni fa: botteghe chiuse perché “non essenziali”. Chiuso anche il Teatro San Carlo: opere solo in streaming fino al 17 dicembre. I carabinieri sono pronti a mettere in campo fino a mille uomini. Controlli anche in luoghi dove si verificano assembramenti di diverso tipo: quelli nei pressi delle mense per i poveri. Come la mensa della Chiesa del Carmine, in piazza Mercato.

Roma, il Centro preoccupa

A Roma nel mirino ci sono finite le vie dello shopping, come via del Corso o anche via Cola di Rienzo, ma anche le principali piazze, dove con i bar aperti fino alle 18, c’è il rischio di assembramenti. Nella Capitale è stato istituto un tavolo tecnico con Prefettura e Comune che deciderà come intervenire tempestivamente ogni qualvolta si creeranno situazioni di assembramento. Anche nella Capitale molti eventi salteranno, come il concerto di Capodanno o la tradizionale festa di Roma.

Torino, pattuglie interforze per gestire le folle

A Torino il primo assalto ai negozi del centro è scattato domenica, giorno in cui il Piemonte, da regione rossa è diventata arancione. Per contenere le persone che si sono riversate nelle vie dello struscio, la questura ha dovuto impiegare, soltanto nel turno pomeridiano, 44 pattuglie. “In vista del Natale – annuncia il questore Giuseppe De Matteis – manderemo in strada pattuglie interforze composte da polizia, carabinieri e finanza, oltre alla municipale, per controllare uso delle mascherine e assembramenti. Su questi però bisogna essere oggettivi: se si aprono i negozi, sono inevitabili e difficilmente controllabili, perché sempre in movimento. I negozianti rispettano le regole. Ma è impossibile contenere l’accesso dei cittadini per le strade. Basta un semaforo rosso per creare una folla di 30 persone. Per evitare i contagi bisognerebbe chiudere i negozi, ma così facendo uccidiamo l’economia”.

3 replies

  1. Certamente. quell’ U.E. di atei, massoni, adoratori del Denaro e favorevole all’unico “gender” non può che pronunciarsi così.
    L’altra, semplicemente, non è d’accordo.
    LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO
    (Camillo Benso di Cavour, 1861)

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    • Vien da pensare che delle tre categorie citate (atei, massoni, adoratori del Denaro), non esclusive una dell’altra, e invero punto eterogenee, la punta di diamante, non ne faccia assolutamente parte: ci vuole quindi cortesemente illuminare a quale apparterrebbe il Nostro, che non sia affatto collegata alle tre precedenti?

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  2. Questa campagna contro le Messe è indecente ( non per niente è sostenuta dall’Huffington Post ). Sono questi gli assembramenti che più preoccupano l’Unione Europea?

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