Ormai “Report” è un’ istituzione

(Aldo Grasso – il Corriere della Sera) – Giorni fa, da un conoscente ho ricevuto il seguente messaggio: «Lunedì tutti su Rai3, stanno tentando di far chiudere la trasmissione di Sigfrido Ranucci “Report” adducendo che la gente non lo guarda. Dimostriamo il contrario guardando tutti la sua trasmissione. Se puoi condividi il messaggio».

Siccome l’ appello proveniva da una persona che stimo, ho provato a rispondergli dicendo che la notizia mi pareva impossibile. Per almeno due ragioni. La prima è che il conduttore Sigfrido Ranucci è stato da poco nominato vicedirettore di Rai3 e l’ incarico ha un significato non di poco conto. Milena Gabanelli era una freelance, una giornalista esterna all’ azienda e a ogni rinnovo di contratto doveva garantirsi anche la tutela legale.

Conquista non facile e più volte messa in discussione dai vertici di Viale Mazzini: «Senza tutela legale – affermava la giornalista – un programma come “Report” non si può fare, sarebbe come andare sull’ Everest in costume da bagno». Ranucci può invece tranquillamente mettersi in costume da bagno, nessuno lo toccherà (non per caso è ospite fisso di «Che tempo che fa»).

La seconda ragione è che ormai «Report» (accento sulla o) è un’ istituzione. Può parlare, come ieri sera, di Alitalia, di Air Force Renzi, del piano pandemico italiano non aggiornato, dell’ Organizzazione mondiale della sanità, dell’ impreparazione della sanità italiana di fronte alla seconda ondata, può parlare di tutto.

Al massimo, si limiterà a frettolose scuse se nelle sue inchieste avrà coinvolto persone che non c’ entrano. Senza lo scudo di «Report» versione Ranucci, la Rai faticherebbe non poco a giustificare il canone verso una larga fetta di popolazione assetata di giustizia mediatica. Risposta dell’ illustre conoscente: «Se la chiusura è una bufala, avremo solamente seminato un po’ di indignazione che non guasta quasi mai e non perderemo “Report”».

Categorie:Cronaca, Interno, Media, Rai

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14 replies

  1. mi preoccupano non poco queste precisazioni per un programma che si contrappone alle iene, a porta a porta, (ricordiamoci il contratto con gli italiani di un certo messere con l’aggiunta del ponte sullo stretto) e tante altre porcherie che si vedono su TV private che neppure cito. Spero che ci sia una larga maggioranza degli italiani a guardia della libertà di stampa, quella seria.

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    • Per quanto mi riguarda non è tutto oro ciò che riluce.
      Report è l’unica trasmissione divulgativa di “giornalismo d’indagine” (e di denuncia) rimasta
      ancora viva, malgrado tutto, nelle morte gore della TV pubblica… di quella privata non è nemmeno il
      caso palarne.
      Eppure certe stonature, certi sbilanciamenti nella scelta degli obbiettivi da attaccare col coltello tra
      i denti mi hanno reso piuttosto scettico sull’effettivo livello di indipendenza dei componenti lo staff
      della trasmissione, a cominciare dal prode Sigfrido che, impugnando la poderosa spada Gramr, tende
      ad infilzare sempre lo stesso Drago Fafner, tirando solo qualche distratta stoccata ai Nibelunghi che
      stinchi di santo proprio non sono ma l’hanno nominato Vicedirettore di Rai 3 e, in fondo, gli pagano
      (coi nostri soldi) un non disprezzabile stipendio.

      Per facilitare la comprensione dei miei voli pindarici, preciserò che i Nibelunghi sono i padroni assoluti
      di RAI 3 (chi saranno mai?) mentre i Draghi Fafner contro cui s’abbatte la furia dell’eroe stanno tutti
      dalla parte opposta, loro nemici dichiarati od occulti (destre verdi, nere e azzurre e i gialli grillini).

      Non eccepisco sulla veridicità e correttezza dei servizi che Report manda in onda, solo se mostrasse
      meno timidezza nei confronti dei suoi “editori di riferimento” lo apprezzerei un po’ di più.

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  2. Qualche volta Aldo Grasso ne dice una giusta. (mi sta ancora sul gozzo il suo elogio del grande fratello 1)
    Ranucci non è la Gabanelli, e ce ne siamo accorti purtroppo

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    • Crazie per aver creato questa trasmissione sarei molto molto dispiaciuto se non si potesse più fare per piacere non mollare mai grazie infinite

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  3. Per parlare di repo’rt dovremmo fare tutti un serio esame di coscenza. La trasmissione e’ particolarmente tenace e seria ma agisce come una clava solo in una direzione e usa il bastone di bambagia quando si approssima ai suoi. E’ un limite o una missione ben orchestrata? Ai posteri l’ardua sentenza in attesa che il suo copoccia giri lo sguardo a 360 gradi e ci illumini sui tanti, troppi casi rimasti nella penna, nella voglia e nella speranza che prima o poi si faccia luce anche a casa di sigfrido.

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  4. Menomale che continuano ad esistere trasmissioni come Report.
    Il giornalismo investigativo (guardate anche la storica Chi l’ha visto), è quello che porta o riporta alla luce vicende che gli investigatori istituzionali non hanno neppure sfiorato oppure insabbiato.
    Quante inchieste sono partite o ripartite dopo una puntata di Report o Chi l’ha visto?
    Persone scomparse date per suicidate o sparite volontariamente che invece sono state uccise.
    Veri e propri scandali che coinvolgono personaggi in vista o intere istituzioni.
    Se poi qualcuno si risente o querela pazienza.
    Come si suol dire male non fare paura non avere.

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  5. Di gran lunga il miglior programma di giornalismo d’inchiesta esistente in Italia, collegato alla miglior organizzazione di giornalismo d’inchiesta internazionale.

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  6. Supponiamo che nella mia città ci siano due supermercati, A e B, e che entrambi raggirino i clienti, usino merce avariata, e abbiano i topi in magazzino.
    Se io faccio una bella e documentata inchiesta sul supermercato A, denunciando tutto il denunciabile, ma non dico niente sul supermercato B, è giornalismo d’inchiesta?
    A me sembra solo favoreggiamento indiretto della parte che non viene mai toccata: servirà solo a spostare ingiustamente clienti vero il supermercato B, e non a spingerli a cercarne un terzo, corretto e affidabile.

    Report è la versione di sinistra delle Iene e striscia la notizia, niente a che vedere col giornalismo d’inchiesta, semmai è killeraggio giornalistico (la versione giornalisticamente corretta della macchina del fango).

    Il fatto che il corriere della sera si scomodi a definirlo un’istituzione è la prova scientifica di come report sia parte dell’ingranaggio della disinformazione, e sigfrido ranucci una pippa.

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  7. Ci stupiamo ascoltando e guardando queste inchieste giornalistiche, e il popolo italiano assorbe come sempre, si potrebbe anche ipotizzare come non vere o di parte tali inchieste.
    Ma quanti di noi non pensano che tutto ciò di cui veniamo a conoscenza sia il frutto di una totale assenza di senso dello stato ,della cosa comune .
    Gli esempi sono quotidiani circa i costi delle opere pubbliche o il modus operandi delle aziende che curano le cose pubbliche…pensiamo ai miliardi infiniti del terremoto dell’Irpinia , del Mose ,della Salerno Reggio Calabria,delle stesse fatture pagate tre volte dalla sanità calabrese.
    L’elenco è straordinariamente infinito ,e ciò che una volta ci stupiva , ormai non ci provoca neanche indignazione, specialmente se non induce, a chi di dovere, di porre fine a tutto ciò.
    Abbiamo pagato e paghiamo noi, ma pagheranno in modo inesorabile le future generazioni.

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  8. Report, eccellente trasmissione.. Quello che stupisce, che a fronte di inchieste a dir poco SCANDALOSE, per la gravita’ delle rivelazioni
    scaturite, non si dia corso ,in nessuna istituzione, tra la “societa’ civile” ad serio dibattito di quanto visto. Non so se si tratti di rassegnazione o peggio.

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  9. Bravo Ranucci,ottima scuola quella della Gabanelli noi del popolino ti siamo grati per il tuo modo onesto (oramai merce rara )a fare le tue inchieste .Noi non ci incazziamo.. nemmeno più .Purtroppo solo amarezze x le tante persone oneste ,e x quelle che non sanno nemmeno se a fine serata riescono a mettere un piatto di minestra x i loro cari .un caro saluto Beppe.

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  10. É una trasmissione che n nasconde la veritae laseguo da anni se la chiudono non pagherò piu il canone per protesta e invito tutti quelli che vedono questa trasmissione di fare così

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  11. Report già con la Gabbanelli ed ora con Ranucci non si può pensare possa mai essere chiuso. A volte gli argomenti e le tante ramificazioni che comportano..non sono facili da seguire e richiedono.la massima attenzione. Tutto questo a confermare il lavoro peculiare documentato ed incontestabile che l’argomento merita per essere portato a conoscenza del pubblico. Di quante cose con questa trasmissione veniamo a conoscenza ci rendiamo conto che siamo all’oscuro perlopiù di tutto. Se non ci fosse Report rimarremo fermi nell’ignoranza su tanto argomenti. Grazie

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