Gli Stati generici

(Giuseppe Di Maio) – Ancora non hanno chiamato. Né il blog, né Rousseau, né il reggente attraverso un video. Non ci hanno detto ancora di essere pronti a farci votare. Gli Stati Generali sono conclusi da un paio di settimane e nessuno sa niente sul futuro del Movimento. Si dirà: ma è a causa del covid. Perché, se fossero stati tempi normali avrebbero già trovato il tempo per confezionare i quesiti da sottoporre agli iscritti?

Tutto cominciò più di un mese fa, quando l’universo on line a 5 stelle si diede convegno sulle piattaforme provinciali. Con le regole degli argomenti e dei gruppi di studio, dei facilitatori partigiani e dei tempi contingentati, almeno si riuscì a dire due parole fuori dai denti. Poi, quando fu il momento di tirare le somme e istruire i convegni regionali, la strana regola democratica di confezionare delle proposte sostenute da alcuni candidati (le mozioni) fu messa da parte e cangiata in quella più semplice di eleggere solo il candidato che, appresso al “nome”, si portava dietro anche le sue idee. Mi candidai per l’assemblea regionale, e prima di ricevere al massimo il mio voto, fui scambiato dalla piattaforma con un mio omonimo di Termine Imerese. Insomma uno che abita a Palermo chiamato a rappresentante nell’assemblea degli iscritti del Veneto.

Seguì il dibattito. Ma, pur “essendo l’intelligenza collettiva”, sono stato per mia sfortuna fuori linea per una decina di giorni, cosa che mi ha tenuto fuori anche dai benefici del bonus bici. La lista dei trenta eletti alla discussione pubblica fu votata senza il mio contributo. Ma sono stato attentissimo agli interventi del 15 novembre che, da quello del reggente in poi, hanno declinato le sensibilità di ogni intervenuto. Peccato però che ognuno di loro non avesse depositato pubblicamente il proprio discorso con le mozioni corrispondenti. Peccato, cioè, che ancora una volta il nome sostituisse il programma. Ciononostante ricordo bene le cose interessanti, e ricordo anche quelle dette con maggior frequenza.

Invece, quando dopo una settimana viene fuori il documento di sintesi – insomma le proposte estratte dai portavoce – tutto quello che s’è visto è una paginetta o poco più di generici propositi, in cui c’è tutto e il suo contrario, senza che nessuna delle tesi riorganizzative del Movimento abbia avuto alcuna degna rilevanza. Il M5S non sarà un partito, ma aumenta la sua presenza sul territorio; la piattaforma Rousseau non diventa proprietà degli iscritti, ma si farà un contratto col padrone; non si supererà il limite dei due mandati, ma non si terrà conto della partecipazione ai consigli comunali, anzi faranno curriculum; non si faranno accordi con altre forze politiche, se non sulla base di specifiche esigenze. Non si sceglierà un capo politico, ma una governance collegiale agile ed efficiente. Non c’è che dire, un vero nulla risoluto. Ecco perché il Movimento non sceglierà nessuna linea ideologica, ma scriverà i suoi valori dominanti (diciamo le sue sensibilità), su una Carta senza revisione.

E ancora devono uscire i quesiti! Chi li scriverà? Il padrone della piattaforma o l’attuale governance romana? E Beppe, che fine ha fatto? Divertitevi a fare questo gioco: che si voti si oppure no su qualsiasi domanda venga proposta, quanto credete che cambi davvero per il futuro del Movimento?

2 replies

  1. Sorprendente che un argomento così importante per le sorti del M5S ma non solo sia stato così trascurato dai commentatori che nutrono simpatia per il M5S.

    Il SISTEMA utilizzato non è un dettaglio, sono le fondamenta su cui si costruisce un movimento politico.
    Il SISTEMA è più importante dei singoli temi.
    Il SISTEMA determina la qualità della selezione della classe dirigente!!!

    Se il SISTEMA non è trasparente, democratico, partecipativo, meritocratico e senza padroni ma solo con capi eletti democraticamente e pro tempore, è un sistema che porta nel lungo periodo, scemato l’entusiasmo iniziale, all’UDEUR di Mastella.

    Il SISTEMA è tutto.
    Un pessimo sistema (ad esempio quello clientelare delle tipiche cordate di potere) non può che determinare una classe politica pessima.

    Questo Paese migliorerà quando verranno introdotti sistemi che miglioreranno la classe politica di ciascun partito. L’idea originaria del M5S era questa, sottrarre la politica alle oscure dinamiche delle segreterie di partito, usare il WEB come piazza virtuale in cui incontrarsi, partecipare e discutere selezionando le idee migliori e perfezionandole grazie al dibattito e alla intelligenza collettiva.
    Era questo il M5S! Da questo punto di vista io sono il più grillino di tutti voi, paradossalmente.

    Il M5S, con quel portale opaco, verticistico, inaffidabile, ha fallito il suo principale obiettivo che non era il RDC ma la democrazia dal basso, la trasparenza, l’intelligenza collettiva.

    La proposta originaria del M5S, cari grillini smemorati, era quella di un SISTEMA che avesse le prerogative suddette. Le proposte politiche come il RDC sono maturate dopo. L’idea era quella di sfruttare INTERNET in modo democratico per far emergere le migliori idee e le persone più meritevoli. “Non abbiamo bisogno di costose sedi di partito, ci vediamo sul WEB”, era questo che si diceva!

    Il portale casaleggiano non ha dato i suoi frutti non per i limiti di internet ma per i limiti di Casaleggio (Sr e Jr), di Bepper Grillo e di tutta la base grillina che pendeva dalle labbra dei suoi due guru sempre più autoritari e discrezionali nelle loro decisioni.

    Grillo ha sancito l’assenza della TRASPARENZA e della DEMOCRAZIA all’interno del M5S quando ha mandato affanculo, senza offrire alcuna spiegazione, coloro che chiedevano più trasparenza nella gestione degli spazi pubblicitari sul blog e negli articoli pubblicati (non si capiva quale fosse il criterio di scelta e chi li scrivesse visto che non pochi erano firmati “Lo Staff”).

    Grillo ha sancito la fine della meritocrazia quando ha affermato che il ministro può farlo anche la casalinga di Voghera.

    Se pensate che il problema non sia questo e preferite limitarvi ad arrovellarvi sui temi, siete già l’IUDEUR e non ve ne siete accorti.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...