Il Natale che verrà

(Dott. Paolo Caruso) – Ora che il Natale è alle porte e il rischio diffusione contagi da covid 19 è più che mai incombente, mentre l’opposizione attacca paventando delle festività con il lockdown o con restrizioni rigide, ci si chiede come sarà il Natale 2020. Il dibattito è molto vivace tra notizie ufficiali, indiscrezioni e annunci vari, ma di certo come preannunciato da più parti il Natale 2020 sarà sobrio, diverso dai precedenti, con una umanità disillusa e impaurita, lontana dai riflettori del consumismo più sfrenato, dove magari l’Uomo riuscirà a ritrovare se stesso in questo  momento di massima preoccupazione per il diffondersi dei contagi e per l’incremento numerico dei decessi. Bisognerà evitare davvero il cosiddetto “liberi tutti” con gli errori ferroagostani per non subire malauguratamente una terza ondata nei prossimi mesi; sarebbe riproporre la famosa locuzione latina “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”( commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico). Che l’errore sia tollerato perché è inevitabile e connaturato all’uomo, non significa che si debba continuare a perseverare senza porsi scrupoli e assumersene le dovute responsabilità. Il Natale in piena emergenza covid infatti dovrà ricordarci, evitando cenoni, veglioni e quant’altro, che il virus circolerà più velocemente sulle nostre gambe e che dove ci sono assembramenti lì maggiore sarà il rischio. Se da un lato, i numeri elevati di contagi e di decessi, la pressione sui pronto soccorso e sui reparti di ricovero, suggerirebbero cautela ad un ritorno, anche parziale, alla normalità, dall’altro, le sollecitazioni del mondo economico imprenditoriale propenso affinché “lo spettacolo consumistico” riprenda la sua folle corsa, verrebbero a mettere tutto in discussione, attivandosi in tal senso per una pronta riapertura festaiola dei ristoranti, bar, negozi, centri commerciali, ma anche degli impianti sciistici con relativi alberghi, baite ecc. e conseguente libertà degli spostamenti sul territorio nazionale. E’ su questa capacità a bilanciare chiusure e aperture che il governo e le forze politiche si giocano tutta la loro credibilità, in modo da continuare ad affrontare responsabilmente gli effetti disastrosi del protrarsi della pandemia in attesa dell’agognato vaccino. I cittadini da parte loro dovrebbero attenersi scrupolosamente alle regole e al buon senso con la consapevolezza che solo il sacrificio di tutti potrebbe farci uscire dalle sabbie mobili del coronavirus.

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