L’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti dei Benetton: nel mirino ci sono le clausole dei contratti di franchising

(repubblica.it) – Un rivenditore di Treviglio, in provincia di Bergamo, che ormai ha cessato la sua attività, mette l’Antitrust sulle piste di Benetton, la società dei maglioncini che deve il nome alla famiglia nota negli ultimi tempi soprattutto per le vicissitudini infrastrutturali che la legano ad Autostrade per l’Italia alla tragedia del Ponte Morandi.

L’Autorità garante della concorrenza ha infatti lanciato un’istruttoria nei confronti del gruppo Benetton ipotizzando un abuso di dipendenza economica, riguardo a due contratti di franchising stipulati con il rivenditore indipendente di prodotti a marchio Benetton. Per questo motivo, ieri l’Autorità – ha spiegato una nota – ha condotto ispezioni nelle sedi di Benetton avvalendosi della collaborazione dei militari della Guardia di Finanza.

Nelle dieci pagine di apertura del provvedimento si ricostruisce come opera la società, che vende i suoi prodotti o per il canale diretto o attraverso rivenditori autorizzati partner, che si possono legare a Benetton anche attraverso rapporti di franchising.

Proprio uno di questi era a Miragreen di Treviglio, con due punti vendita nel bergamasco. Peccato che il rivenditore si sia trovato a denunciare all’Authority che “i contratti che regolano i rapporti con Benetton includono clausole che avrebbero ostacolato, se non addirittura impedito, lo svolgimento in utile della propria attività aziendale, sino a causarne la cessazione”.

Secondo la segnalazione del franchisee, in pratica, Benetton avrebbe richiesto di effettuare ordini eccessivi, di adottare pratiche commerciali rigide e decise dalla casamadre, di progettare l’intero punto vendita (a spese del partner/rivenditore) con parametri troppo rigidi da rendere l’attività capace di stare in piedi. Metodi di pagamento, impegni assicurativi e bancari sono altre voci lamentate come abusi.

La sintesi dell’Autorità è questa: “Benetton avrebbe imposto al segnalante di mantenere una struttura di vendita ed un’organizzazione commerciale disegnata sulle sue esigenze, anche in considerazione del fatto che questa si garantisce contrattualmente la possibilità di fissare unilateralmente regole e parametri organizzativi idonei a irrigidire la struttura aziendale del franchisee, fino a ostacolare, se non impedire, la sua eventuale riconversione. Il complesso delle clausole sopra descritte, insieme alla situazione pregressa del segnalante caratterizzata da una forte esposizione debitoria nei confronti di Benetton, potrebbe disincentivare, sino a rendere impossibile, la ricerca da parte dell’affiliato di una alternativa di mercato determinando, quindi, la dipendenza economica dal franchisor”.

L’Autorità insomma contesta a Benetton il fatto che potrebbe avere imposto al rivenditore di mantenere una struttura di vendita e un’organizzazione commerciale disegnata sulle sue esigenze e tale da impedire di gestire in autonomia la propria attività commerciale. Oggetto dell’istruttoria è dunque il possibile uso discrezionale da parte di Benetton delle clausole nei contratti per orientare le scelte strategiche del rivenditore, impedendogli di gestire in autonomia la propria attività commerciale.

“Il Gruppo Benetton detiene una posizione di sicuro rilievo nel mercato dell’abbigliamento, con un marchio che gode di una forte attrattiva commerciale, e dunque la vicenda è rilevante non solo sul piano del singolo rapporto contrattuale, ma anche per la tutela della concorrenza e del mercato”, dice l’Autorità. “L’utilizzo del modello contrattuale in esame da parte di un soggetto che gestisce una significativa rete commerciale in franchising potrebbe avere un impatto significativo su tutti gli imprenditori che costituiscono la rete in questione, a danno del gioco concorrenziale nel mercato”.

Categorie:Cronaca, Inchieste, Interno

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2 replies

  1. ” …gioco concorrenziale del mercato” è tutta da ridere: i colossi agiscono come oligo/monopolisti o come concessionari o si mettono d’accordo in cartelli/associazioni anche al limite della legalità. La concorrenza e il suo libero gioco non sono contemplati. In fondo, il loro ideale sono le ” privative” di Carlo III di Borbone del ‘700.

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  2. Che i tempi stiano cambiando anche per i Benetton, lo si evince anche dall’istruttoria dell’ANTITRUST, foglia di fico dei governi della destra padronale e confindustria per fare i caxxi loro.
    Secondo voi le campagne pubblicitarie di quello stra-venduto ipocrita di Toscani a cosa sono servite? A creare un’immagine malsana e falsa.
    Sono almeno 50anni che fanno firmare contratti vessatori e se ne accorgono solo ora?

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