L’egopolitica sovranista

(Tommaso Merlo) – Il sovranismo è una destra più rozza ed estremista di quella tradizionale. Nei toni, nei contenuti. Il grande interrogativo politico è se ci troviamo di fronte ad una reazione isterica passeggera oppure se la destra moderata tradizionale è tramontata per sempre e il sovranismo è la nuova spaventosa normalità. Il boom sovranista è dovuto alla paura più diffusa, quella del cambiamento. Paura di perdere la propria presunta identità, paura di perdere quello che si possiede e si crede di essere, paura di perdere i propri fragili equilibri. Paure che in un’era di grandi cambiamenti globali come questa, sono dilagate. La perenne crisi economica, quella migratoria, quella terroristica, quella climatica. Tutte sfide globali. La ricetta del sovranismo consiste nel rifiutare il cambiamento e quindi le paure ad esso connesse. Consiste nel rinchiudersi all’interno di qualche confine o muro affidandosi a qualche salvifico sovrano. Egopolitica. Egoismo individuale che si fa collettivo, che si fa politica rispecchiando le classiche bizze dell’ego. La separazione e la divisione dagli altri, il perseguimento esclusivo dei propri interessi anche a scapito degli altri, il fastidio per ogni diversità e divergenza anche di opinione, l’aggressività e il trattare chi la pensa diversamente come nemici da abbattere, la prepotenza per imporre le proprie ragioni, l’arroganza, la superficialità. Egopolitica sovranista che elettoralmente funziona perché rispecchia la deriva egoistica della nostra era ed offre sbrigativi calmanti alle paure. Oltre a nascondere la testa sotto la sabbia lasciando il sederino all’aria, l’egopolitica sovranista rispolvera la giurassica ricetta di affidarsi a qualche capo supremo che incarni anche plasticamente i propri istinti egoistici. Dai loro capi supremi i sovranisti non pretendono onestà nemmeno intellettuale, non pretendono competenza o coerenza o moralità e nemmeno che raggiungano chissà quali traguardi. L’unica cosa che pretendono è protezione, è la difesa dei propri interessi, della propria presunta identità, della propria tribù. Per questo i sovranisti difendono i loro capi supremi anche quando si rivelano dei ciarlatani o piantano disastri. Al sovranista interessa solo che il sovrano risponda alle proprie esigenze egoistiche e che lo liberi da ogni fardello che vada oltre la propria staccionata. L’egopolitica sovranista urla e mostra i muscoli ma sono i deboli a scappare davanti ai cambiamenti invece di gestirli, invece di indirizzarli con le proprie convinzioni. L’egopolitica sovranista urla e mostra i denti ma i cambiamenti globali non si possono fermare con nessun confine o muro. E più ci dividiamo tra persone, tra categorie, tra nazioni e più saremo deboli e quindi incapaci di gestire cambiamenti che ci stanno già travolgendo. E per risolvere problemi sempre più complessi serve una politica altrettanto complessa, serve una intelligenza e una coscienza altrettanto complesse, altro che affidarsi alle qualità salvifiche di qualche cialtrone supremo. E invece di sudditi pompati dalla propaganda permanente serve la partecipazione di cittadini consapevoli. Ed invece che guerre intestine serve unione e cooperazione. Ed invece che egoismo serve altruismo e tolleranza. Per raccattar voti l’egopolitica sovranista lucra sulle paure e semina odio. Ma come sempre accade l’odio genera una reazione avversa ancora più veemente, quella che ha portato alla sconfitta di Trump e al declino di altri egoistici sovrani. Non ci vorrà molto per capire se si tratta di una tendenza e se si svilupperanno coalizioni contro l’egopolitica sovranista in tutto l’occidente. Non ci vorrà molto per capire se siamo di fronte ad una reazione isterica passeggera oppure se la destra moderata tradizionale è tramontata per sempre e l’egopolitica sovranista è la nuova spaventosa normalità.

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