Operazione trasparenza

(Dott. Paolo Caruso) – Dopo le critiche del senatore Morra, presidente della commissione antimafia, sulla opportunità dei partiti di centrodestra di candidare a governatore della Calabria Jole Santelli, gravemente ammalata e recentemente scomparsa, seguite poi dalle dichiarazioni sullo stato di inefficienza della sanità calabrese e sulle responsabilità della politica locale aperta a infiltrazioni affaristico mafiose, si è scatenato in parlamento uno scontro politico con attacchi anche personali e la richiesta di dimissioni. Il senatore Morra riferendosi in modo esplicito al vezzo degli italiani, calabresi inclusi, di eleggere politici non presentabili e subito dopo lamentarsi, li accusa di essere degli irresponsabili. Il suo giudizio critico è legato alle condizioni elettorali di una Calabria soffocata dal malaffare con collegamenti stabili tra certa politica e organizzazioni mafiose, e dalla volontà di  personaggi senza scrupoli a candidare la Santelli, volto pulito della politica locale. E’ pur vero che i cittadini sono liberi di esprimere liberamente il proprio voto, ma nello stesso tempo si assumano le proprie responsabilità e  invece di fissare il dito indice osservino più in là guardando la profondità della luna con le sue zone oscure, vere fratture del suolo, e oltremodo quelle zone oscure di omertà tanto presenti in Calabria, e espressioni di fratture profonde della società civile. In questa vacatio istituzionale annunciata, ora non ci si può nascondere dietro il dito di una umanità calpestata e di un pietismo bigotto, esternati tra l’altro dall’inqualificabile sciacallaggio di una politica senza scrupoli che con falsi moralismi chiedendo le dimissioni del presidente Morra cerca di mettere in difficoltà lo stesso governo nazionale. In una regione come la Calabria dove sanità, politica, e malaffare costituiscono l’asse portante del sistema economico finanziario, si assiste dopo dieci anni di commissariamento  a infiltrazioni mafiose nelle ASP, a frequenti episodi corruttivi, a bilanci mai approvati, alla cosiddetta contabilità orale e a una situazione debitoria fuori controllo, con un dissesto finanziario di grandi proporzioni, alla chiusura di parecchi ospedali e con ingenti risorse dirottate verso la sanità privata. Questa è la classe politica che ha governato la regione Calabria, una immagine scolorita di una casta collusa e distante anni luce dai veri interessi della collettività calabrese. Basta guardarsi intorno e appare evidente lo stato di degrado e di abbondono in cui versa questa terra meravigliosa, una terra sospesa tra mare e monti priva di infrastrutture, una rete viaria fragile, una rete ferroviaria limitata e vetusta, una edilizia scolastica precaria, una rete ospedaliera deficitaria e una sanità pubblica considerata il bancomat degli affari politico mafiosi, feudo di clientele, terra di conquista elettorale e di grande emigrazione. Il tutto nel silenzio colpevole degli organi di informazione che sa di servilismo nei confronti del potere, e che ora per esclusivi interessi di bottega, con la scusa di una gaffe, viene ad escludere dalla trasmissione “Titolo 5” promossa dal servizio pubblico radiotelevisivo un senatore della repubblica, Nicola Morra presidente della commissione antimafia; un servizio pubblico che ha preferito censurarlo non tanto per la frase infelice sulla Santelli ma per tutto quello che avrebbe potuto dire e documentare sulla scandalosa gestione politica della sanità calabrese. E i soliti soloni della politica nostrana invece di sospendere la trasmissione e chiedere repentinamente le dimissioni del direttore di rete si ritengono indignati mentre la Calabria grida vendetta.   

13 replies

    • Maristella
      come nessuno si è indignato quando l’ “utilizzatore finale” ha dichiarato riferito alla Jole Santelli durante la campagna elettorale: “In 26 anni non me l’ha mai data” e la candidata: “Una battuta simpatica”.

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      • Certo…se si svolge “entre nous” non c’è indignazione : anche Toti disse che i vecchi non servono .Ma era uno dei “loro”.

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  1. sembra che non ci si renda conto della situazione critica in cui siamo precipitati. Mani pulite e tutte le altre operazioni contro le varie criminalità organizzate non solo non hanno dato risultati tangibili ma le hanno rafforzate al punto che tutte le regioni italiane si rilevano la loro massiccia presenza sotto forma di loschi traffici politici ed economici.

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    • Quando le parole condivisibilissime di un senatore nonché presidente antimafia di sani principi, diventano “lo scandalo” da prima pagina più del presidente calabrese arrestato perché colluso con la ‘ndrangheta, beh allora è palese in quale grave situazione si trovano la spampa e i giornalisti italiani. Il governo dovrebbe davvero effettuare un intervento shock anche col rischio di risultare anti democratico.

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  2. “Chi pecora si fa, lupo la mangia.”
    Scusate se ritorno ancora su un concetto che ho esposto già più volte in merito alla questione Morra cacciato dalla
    TV pubblica.
    La caratterista del prepotente, dell’arrogante, del bullo, è la sua intrinseca vigliaccheria: i suoi comportamenti sono
    modulati sulla risposta delle sue vittime e se queste tendono a ribellarsi il prepotente limiterà di molto o cesserà del
    tutto le sue prepotenze.
    Essere concilianti, accomodanti o, peggio, succubi non farà altro che alzare il livello della prepotenza del bullo,
    convincendolo sempre più che la vostra manifesta debolezza lo terrà al sicuro da ritorsioni e rappresaglie che lo
    metterebbero in difficoltà.

    Queste pillole di sociologia spicciola per ribadire che questo incredibile episodio di prevaricazione verso uno
    stimato rappresentante delle istituzioni e verso il partito che lo esprime non può essere lasciato passare senza
    una reazione all’altezza del gravissimo affronto.

    Se qualcuno, nel Mov, pensa addirittura di nascondersi dietro un farisaico: “Ma anche Morra poteva evitare di
    dire ciò che ha detto,” solo per non turbare le grandi manovre sotterranee in corso tra la maggioranza e il
    partito alleato con tutte le mafie e le camorre d’Italia, allora forse è meglio, per lui e per noi, che cominci a
    preparare le valige per trasferirsi sotto le insegne di chi ritiene che LEGALITA’ e VERITA’ (perchè solo quella
    ha pronunciato Nicola Morra) siano un grave ostacolo all’azione politica.

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    • Franco “Pampers” Di Mare non ha fatto altro che conservare il posto, lui è un pupazzetto.
      Ci sono state un giro di telefonate allarmatissime e aggressive di quello che poteva dire Morra in TV sulla Calabria.
      Bisogna puntare al Presidente della RAI, Marcello Luigi Foa, responsabile della telefonata minatoria a Di Mare. Lui dovrebbe essere chiamato a dimettersi per interferenza, ma l’hanno votato anche i 5S, durante l’innamoramento col Cazzaro Verde.

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  3. a quanto pare pure qualche big del moV si é attovagliato… al tavolo del magnamagna…???
    no, perché pare che il giornale “il fatto” abbia rivelato che sull’esclusione di Morra dalla trasmissione rai “titolo V” ci sono state preventive telefonate tra taluni big della rai e alcuni del mov (tetrapoltronari che hanno tradito, usurpato… e hanno pure cominciato a buffonare…?).
    inoltre, agli esponenti del partito della mafia che dicono a Morra di vergognarsi e dimettersi (solo per aver detto una sacrosanta verità?), il partito della onestà, onestà… avrebbe dovuto rispondere (e fin qui pare non l’abbia ancora fatto) fermamente a all’unisono che caso mai dovrebbero vergognarsi a salivarsi in faccia da soli in quanto eletti in parlamento con un partito “costruito” dalla mafia e gestito da un “delinquente naturale…” condannato, pluriprescritto e tuttora inquisito e sotto processo…!?
    ma se ciò non succede… allora sorge forte il dubbio che molti big del mov (tetrapoltronari, traditori usurpatori?), come minimo abbiano svenduto la loro dignità… se non peggio… si son calati le braghe (anche al partito della mafia?) per qualche piatto di lenticchie…!!!

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  4. Quei “grillini” che chiedono a Morra di scusarsi e che probabilmente saranno gli stessi consultati dai vertici RAI non sono mai stati grillini. Sono saltati sul carro al momento giusto, e diventati onorevoli per caso, non avevano le palle per il compito che avevamo, noi elettori, affidato al movimento. Se fossero stati veri grillini avrebbero già costretto la commissione di vigilanza Rai a convocare l’amministratore delegato e il direttore di rete e lì avrebbero processato il censore e chiesto le sue dimissioni.

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    • Certo, fosse vero quello che scrive @tonino b, ma io vorrei prima vedere le prove perché le chiacchiere, come si dice dalle mie parti, stanno a zero!

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