Tremate, tremate, le sardine son tornate

(Alessandro Giuli – Libero quotidiano) – Come una seconda ondata virale, sabato prossimo le Sardine torneranno sul luogo del delitto antisalvinista in Piazza Maggiore a Bologna. Lì dove un anno fa sfidarono il capo della Lega alla vigilia delle elezioni che avrebbero riconfermato Stefano Bonaccini alla guida dell’ Emilia-Romagna.

Il motivo di questo nuovo sciamare del banco è poco comprensibile: «Percepiamo che c’ è grande sofferenza, vediamo la rabbia nelle strade e la delusione di tante parti della nostra società» e quindi «ci siamo chiesti come essere utili», ha detto la sardina in chief Mattia Santori in una diretta Facebook.

Per poi precisare così la modalità del rendersi utili: siccome i pesciolini goscisti credono di essere lontani anni luce dai no-mask e da coloro che con candida ferocia definiscono «negazionisti», hanno deciso di radunarsi per «lanciare un nuovo esperimento» che, in un clima da imminente lockdown pandemico, si pretende Covid-free.

 Nome in codice: «6.000 caratteri»; svolgimento: «Se non possiamo stare insieme fisicamente non dobbiamo accontentarci di stare insieme digitalmente», sicché chiunque abbia «una storia da condividere, una paura, una perplessità, una speranza per il futuro, un racconto individuale, un racconto politico, una richiesta alla politica, il racconto di un lavoro che non c’ è più o appena trovato» è chiamato a scriverci su una letterina da 6.000 battute e dimostrare in tal modo che si può «uscire dagli schermi e dalla bolla che ci porta a pensare che siamo da soli».

Secondo le Sardine questo è «il gesto più semplice del mondo», cioè «prendere un foglio, una penna, una busta», vergare in esergo “caro amico ti scrivo”, espettorare i propri pensierini e poi trasmetterli alla banda di Santori che s’ incaricherà di portare il messaggio nella grande piazza bolognese e consegnarlo al primo che capita…«rispettando ovviamente tutte le distanze e quello che sappiamo non dobbiamo fare».

L’ evento, rigorosamente analogico dato che non è previsto l’ uso di caselle postali digitali, viene corredato dal consueto palinsesto di dolciastre banalità: «La comunità è l’ antidoto. Costituisce l’ alternativa più credibile all’ odio, al conflitto sociale. Ecco perché l’ urgenza di continuare a “fare banco”, ora più che mai.

Ricucire dove altri vorrebbero cogliere l’ occasione per strappare, una volta di più.

6.000 caratteri sono due fogli di carta. Due fogli di carta sono mille parole. Mille parole sono un pensiero da condividere, una rabbia da sfogare, una speranza per il futuro. Sono una lettera da regalare a una comunità che si ritrova attraverso le parole».

Ma proprio qui, nel bel mezzo delle più fumose banalità, casca l’ asino di mare. Perché lo pseudo filantropo Santori e il suo banco di veri censori ittici – a suo tempo hanno invocato «un organo di polizia che garantisca un livello di sostenibilità democratica all’ interno dei social network» – s’ illudono di poter «rispettare il distanziamento e le norme sanitarie» mentre in realtà si predispongono a diventare uno straordinario veicolo di infezione.

Immaginatevi la scena: centinaia di fogli imbustati, maneggiati a casa da altrettanti anonimi potenziali contagiati asintomatici, che prendono a circolare di mano in mano nella piazza più grande di Bologna con destinazione ignota e alla faccia del famigerato Rt0. Roba da zona rossa immediata, stando ai canoni della Giunta di virologi riunita nel Comitato tecnico scientifico. A meno d’ immaginare la più plateale sanificazione di massa, come un rituale bagno collettivo nell’ amuchina, ci troviamo di fronte a un focolaio annunciato.

E a goderne non è certo il virus dell’ intelligenza critica contrabbandato dai pescetti emiliani. Altro che 6.000 caratteri, dunque, piuttosto lo si chiami «6.000 sfumature di Covid-19» propagate col ditino alzato dagli ambiziosi ragazzotti che predicano il verbo della neutralità pacifista mentre invadono con spregio del ridicolo ogni aspetto della vita pubblica e privata degli italiani.

Da ultimo – e non è nemmeno la cosa più discutibile – l’ operazione di fiancheggiamento nei confronti di Gino Strada affinché diventi il prescelto di Giuseppe Conte per commissariare la sanità calabrese (o forse qualcosa di più). Da sabato prossimo, peggio di una Sardina bolognese ci sarà soltanto la Sardina untrice alla cinese.

1 reply

  1. Tonnellate di sarcasmo.
    Tsunami di ironia.
    Giuli spreca il suo (discutibile) talento per randellare un morto che cammina.
    Le sardine sono andate a male nelle loro scatolette di latta.
    La puzza si sente perfino a scatoletta chiusa.
    Avete paura, voi reggicoda della destra, che il fantasma di quel movimento,
    fasullo quanto i loro improbabili leader, torni a turbare i vostri sonni?
    State pur tranquilli, quelli oramai “non se li caga più nessuno”, tanto per usare
    un elegante francesismo.
    Se volete un capro espiatorio su cui riversare la vostra bile, andatelo a cercare
    nelle vostre file, tra la gente a cui, ahinoi, avete affidato ruoli apicali; tra i Salvini,
    i Fontana, i Toti e i Gallera, e, buon ultimo, lo Spirl calabro: al loro confronto
    perfino le sardine appaiono giganti del pensiero e della coerenza politica.

    Piace a 1 persona

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