Strage di Genova. Sì, anch’io ho goduto

(Stefano Rossi) – Ieri all’alba sono stati arrestati l’ex a.d. di Autostrade per l’Italia S.p.A., Castellucci, e i due dirigenti  Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti. Sempre ieri la notizia non è apparsa nel Tg1 delle ore 8. Così come, in molti giornali, è stata ampiamente camuffata. Anche oggi Rai News.it al mattino la metteva  dopo il ricovero di Zelensky e dopo la scelta del capo di gabinetto di Biden.

Ora, mentre scrivo, alle ore 11,05 la notizia è stata declassata in piccolo, dopo tutte quelle in grande, con questo titolo del tutto fuorviante: “Barriere anti-rumore, arrestati manager ed ex vertici Autostrade”; cioè non riguarderebbe la STRAGE di 43 innocenti bensì le barriere anti-rumore, forse rubate, forse difettose, chissà?

Ecco perché di fronte ai veri poteri di questo Paese alla fine ti togli una soddisfazione quando senti che coloro che avevano l’obbligo di fare la manutenzione sul ponte Morandi sono stati arrestati per aver preferito pensare ai profitti che investire sulla manutenzione.

Chi avesse voglia di capire il livello del giornalismo italiano dovrebbe vedere le prime pagine di oggi. Solo sul Fatto titolone al centro, foto e aggettivi degni di questi gaglioffi. Sul Corriere della Sera la notizia è senza foto, vicina ad una grande foto a colori riguardante niente di meno che l’opposizione di Hong Kong. La Repubblica, Il Messaggero e La Stampa questa volta si salvano. Il Sole 24 Ore si legge degli arresti ma la notizia riguarda la trattativa per la concessione. Un bel modo di fuorviare l’argomento. Ma la chicca ce la offre Libero. Questo giornale devo dire riesce ad essere il numero uno nei casi peggiori. Hanno una spiccata dose di autolesionismo. Ecco la notizia: “Grillini incivili. Penoso il viceministro che gode per gli arresti dei capi di Autostrade”. L’articolo, si fa per dire, sarebbe di Iuri Maria Prado che twitta questa mirabolante contorta riflessione: “Non è ben chiaro quello che sta succedendo a destra e a manca su #Autostrade: non è che se ne contesta la cattiva o illecita gestione; se ne contesta la criminalità intrinseca in quanto privata. E di questo c’è ampia traccia anche nei provvedimenti di custodia cautelare”. Cioè il tipo si lamenterebbe del fatto che la Procura contesti la “criminalità intrinseca” e, udite udite, di questa contestazione vi sarebbe ampia traccia nei provvedimenti che hanno portato agli arresti i capi di Autostrada per l’Italia S.p.A..

E questa è veramente una notizia per i beoni che leggono certi giornali. Ma in un provvedimento di custodia cautelare cosa mai dovremmo trovare? Una poesia? Una barzelletta? O le tracce di crimini commessi? Evidentemente a quel Prado deve essergli sfuggito qualcosa. In quanto a me, dopo 43 morti, dopo che nei giorni successivi alla STRAGE i giornali parlavano solo di Atlantia e non facevano capire chi ci fosse dietro quell’esotico nome; dopo che dalle intercettazioni telefoniche emerge la chiara responsabilità di questi marrani che pur consapevoli dei danni che avrebbero prodotto evitando di manutenere i viadotti e ponti hanno preferito intascare i profitti di un bene che è pubblico e non privato; dopo il loro arresto senza vergogna, anzi, con una punta di orgoglio dico che ho goduto, goduto, goduto.

6 replies

  1. Io sto ancora aspettando i video del crollo, che esistono.
    Per ora ci hanno concesso di vedere solo versionitagliate male, edulcorate e manipolate e distorte, e invece abbiamo il diritto di vederli, e loro hanno il dovere di pubblicarli.

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  2. mettete da parte sentimenti e “folklore” di certi giornalisti di libero. Faccio la seguente riflessione e ditemi se è poco: con quale referenze presentiamo le nostre aziende all’estero per appalti di autostrade, ponti ferrovie ecc.??? Pensate quale danno d’immagine abbiamo ricevuto da questi così detti imprenditori,”italiani”!!!!!

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  3. United Colors of Maletton ha riempito e riempie di pubblicità anche i giornali che non leggono neppure i parenti di quelli che ci lavorano. E questa captatio benevolentiae per i Maletton ha funzionato bene, persino in una circostanza clamorosa come il crollo del ponte ed i suoi denigranti strascichi. Ma non si parli di giornalisti, quelli sono un’altra cosa, questi sono penosi lacchè

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  4. A mio avviso continuare a segnalare continuamente le malefatte dei Benetton non da rilievo al problema sino in fondo. Allora mettiamo alla berlina, ossia scriviamo sui muri sui ponti e da per tutto i nomi dei politici e degli amministratori ministeriali che hanno scritto e permesso questa tragico capolavoro al fine di richiamare l’attenzione su questi personaggi quando siamo chiamati a votare, e sopratutto, per non dimenticare.

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