Coronavirus Roma, il j’accuse della rianimatrice in 5 domande a Zingaretti

“Ti scrivo per conoscere quali introvabili, indecifrabili, probabilmente sumerici, criteri hai adottato per definire il Lazio una regione a bassa criticità rispetto al tasso di contagio di Coronavirus”, scrive la specialista al presidente della Regione

(di Carlo Picozza – roma.repubblica.it) – Al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, non gliele manda a dire. Posta cinque domande, che suonano come un j’accuse, al leader del Pd sulla sua pagina Facebook: “Ti scrivo per conoscere quali introvabili, indecifrabili, probabilmente sumerici, criteri hai adottato per definire il Lazio una regione a bassa criticità rispetto al tasso di contagio di Coronavirus”.

Alessandra Spedicato, medica rianimatrice nell’ospedale Sandro Pertini, dove è arrivata dal San Camillo, è anche la responsabile nazionale dei giovani nella più potente associazione dei medici ospedalieri, l’Anaao. Forse, per questa sua funzione di rappresentanza, può presentarsi così: “Puoi trovarmi nel mio Pronto soccorso, sono quella con la tuta bianca”.

“Faccio la rianimatrice”, esordisce, “ma in questo periodo faccio anche il prete, l’infermiera, la sorella, la figlia dei tanti, innumerevoli e difficilmente gestibili pazienti che passano sotto il mio sguardo e sotto le mie mani”.

“Caro Zingaretti – incalza Spedicato – ti scrivo non perché abbia paura di stancarmi o di ammalarmi ma perché sei il presidente della mia Regione e devi rispondere: quali sono state le scelte, le politiche o le strategie che hanno indotto tanto ritardo nell’assunzione di medici, infermieri, biologi? Quali indicazioni sul fabbisogno di personale hai utilizzato per calcolare il numero dei contratti di specialità necessari per il Lazio o il numero di medici e infermieri indispensabili al nostro Servizio sanitario regionale?”.

Sono gli interrogativi che animano, e avviliscono, il lavoro di tanti camici bianchi che si sobbarcano anche 12 d’ore di lavoro al giorno: “Quali parametri hai adottato per elargire soldi a ospedali privati e non al mio indomito ospedale che, come Davide contro Golia, sta prestando assistenza a un numero mai visto di malati'”.

È un fuoco di fila di dubbi e sospetti in crescendo. “Mi devi rispondere – ammonisce Spedicato – perché se la politica non risponde ora ai suoi cittadini, la politica ha perso e saranno tempi bui”.

“Non voglio una ammissione di colpa”, argomenta, “basta una ammissione di responsabilità, la stessa responsabilità che io assumo ogni giorno con i miei pazienti”.

“Allora , caro Zingaretti, aspetto la tua risposta”. Anche vis à vis: “Puoi trovarmi nel mio Pronto Soccorso, sono quella con la tuta bianca”.

2 replies

  1. Purtroppo da tempo immemorabile la politica con i suoi rappresentanti ha abdicato ai compiti istituzionali interessandosi prevalentemente all’automantenimento e ai privilegi. La sanità è stata e rappresenta un fortino inespugnabile di interessi e di clientele, una vera cassaforte di denaro pubblico da indirizzare al privato secondo le necessità del momento e spesso a fini corruttivo. Ai colleghi vorrei consigliare di tenere duro e di non piegarsi mai alla politica perché la buona sanità parte dai medici liberi e non asserviti a logiche di potere e alle tendenze politiche del momento.

    Piace a 2 people

    • @carusopaolo
      Il “Miracolo Economico (e sociale)” dell’Italia si fermò nel 1970 quando venne attuato il dettato
      costituzionale con l’introduzione dell’Ordinamento Regionale.
      Dal 2001, anno dell’approvazione dello sciagurato Tit. V°, accelerò in modo incontrollabile il
      disegno di appropriazione esclusiva da parte dei partiti e delle loro fameliche clientele di
      tutto il patrimonio pubblico su cui fosse possibile metter le mani e affondare i denti.
      La Sanità Pubblica era il boccone più succulento e questa pandemia ha forse interrotto
      il processo di privatizzazione che sarebbe senza dubbio proseguito senza trovare nessuna
      vera opposizione.
      Così come la Costituzione è stata cambiata e manipolata per adeguarsi ai desiderata dei
      potenti, potremmo batterci perchè, per una volta, venga modificata a vantaggio dei
      cittadini a cui, ma forse ce lo siamo dimenticato, appartiene la sovranità.
      Abolire l’ordinamento regionale (in primis la vergogna delle regioni a statuto speciale) o,
      come obbiettivo minore, eliminare il Tit. V°, vedrebbe unita la maggioranza dei cittadini.

      Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.