Approvato il decreto Ristori bis

(ilsole24ore.com) – Il Consiglio dei ministri ha approvato in piena notte il decreto Ristori bis, con un nuovo pacchetto di aiuti per le attività e le famiglie più colpite dalle nuove restrizioni anti-Covid. Due miliardi e mezzo per finanziare congedi, bonus baby sitter, benefici fiscali e contributi a fondo perduto per le attività commerciali nelle zone rosse, da sottoporre a severi controlli antimafia. Allargata la platea delle categorie ammesse. Approvato anche il rinvio delle elezioni previste per quest’anno, da svolgere entro il 31 marzo 2021.

Fondo per nuovi contributi

È istituito un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico.

Contributi a fondo perduto

È previsto un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto dal precedente decreto Ristori, allo stato attuale all’esame del Senato. Per alcuni operatori già beneficiari del contributo che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività alla luce delle nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse, il contributo è aumentato di un ulteriore 50 per cento. È previsto un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità Il contributo sarà erogato seguendo la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” e per quelli introdotti con il precedente decreto Ristori. L’importo del beneficio varierà in funzione del settore di attività dell’esercizio.

Contributi centri commerciali e industrie alimentari

Viene costituito un fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.

Credito d’imposta sugli affitti commerciali

Per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto individuate in base al Dpcm del 3 novembre viene esteso quanto previsto dal primo decreto Ristori, prevedendo un credito d’imposta cedibile al proprietario dell’immobile locato pari al 60% dell’affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Sospensione dei versamenti

Per i soggetti che esercitano attività economiche sospese è prevista la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti Iva per il mese di novembre.

Cancellazione della seconda rata dell’Imu

Il decreto Ristori bis approvato dal governo prevede la cancellazione della seconda rata dell’IMU per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto individuate in base all’ultimo Dpcm, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.

Gualtieri: primi bonifici per 211 mila imprese entro martedì

«In un periodo di difficoltà e di giuste preoccupazioni, possiamo dare una notizia positiva: sono passati soli nove giorni dall’emanazione del primo Decreto Ristori, e l’Agenzia delle Entrate ha già emesso i primi mandati di pagamento per accreditare il contributo a fondo perduto. Sono stati disposti i bonifici in favore di più di 211 mila imprese, per un totale di oltre 964 milioni» ha dichiarato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha aggiunto: «Avevamo detto che saremmo stati in grado di far arrivare sui conti correnti i primi ristori per il 15 di novembre, in realtà arriveranno già lunedì e martedì prossimi»

Un fondo da 1,5-2 miliardi

La sfida del nuovo provvedimento Ristori bis è però complicata. Perché questa volta occorre provare a modulare gli aiuti in base alle variabili territoriali, che possono cambiare di settimana in settimana. Per questo si ragiona su un fondo, in cui far confluire gli 1,5-2 miliardi oggi a disposizione, da attivare poi con decreto ministeriale di volta in volta per correre in aiuto delle attività chiuse nelle diverse zone. Un bar o un ristorante, per esempio, hanno già ottenuto il diritto a un primo, parziale indennizzo per le chiusure obbligate alle ore 18, ma in molte regioni (quelle rosse e arancioni stabilite dal nuovo Dpcm) dovranno fermare del tutto l’attività. E qui interviene l’integrazione

200% ristori in zone rosse a 57 nuove categorie

La bozza del decreto Ristori Bis prevede infatti un contributo raddoppiato rispetto all’estate per 57 nuove categorie di attività che dovranno chiudere perché operano nelle ‘zone rosse’. Il ristoro passa dal 150% al 200% il ristoro per bar, pasticcerie e gelaterie che si trovino in zone rosse o arancioni. La nuova lista di codici Ateco allegata al provvedimento include i negozi (dall’abbigliamento agli elettrodomestici fino ai sexy shop), gli ambulanti (visto che anche i mercati sono chiusi), gli estetisti e gli altri servizi alla persona, compresi chi fa piercing e tatuaggi. Nella lista anche i servizi per gli animali (canili, dogsitter, toelettatura) e le agenzie matrimoniali.

200 milioni per centri commerciali e filiera alimentari

Nella bozza del decreto Ristori bis è inoltre previsto un fondo ad hoc, alimentato al momento con 200 milioni, per riconoscere nel 2021 contributi a fondo perduto alle attività nei centri commerciali e agli operatori delle attività manufatturiere e industrie della filiera alimentare, interessati dalle nuove misure restrittive dell’ultimo Dpcm.

Il contributo sarà del 30% o di quanto già avuto in estate o di quanto già avuto con il Ristori 1, a seconda dei codici Ateco.

Stop ritenute-Iva novembre attività sospese

Sospesi i versamenti di Iva e ritenute per le attività sospese in tutta Italia dal nuovo Dpcm e per chi dovrà chiudere nelle zone rosse: lo prevede sempre la bozza del decreto Ristori bis. I versamenti andranno saldati entro il 16 marzo in una unica soluzione o in 4 rate mensili a partire da quella data. Contributi sospesi per due mesi, a novembre e dicembre, per le attività costrette a fermarsi nelle zone arancioni e rosse individuate in base all’ultimo Dpcm anti-Covid.

Congedi e bonus baby sitter zone rosse

Nella bozza del decreto Ristori Bis sono previsti congedi retribuiti al 50% e bonus babysitter da 1000 euro per aiutare le famiglie delle zone rosse, con i figli alle medie ma a casa in didattica a distanza. I congedi potranno essere richiesti se non è possibile lo smart working per l’intera durata della chiusura delle scuole. Potranno richiederli anche le famiglie con disabili in caso di chiusura delle scuole o dei centri diurni, indipendentemente dall’età dei figli. Per chi si ritrova con i figli con la didattica a distanza già il decreto Ristori 1 ha stanziato 43 milioni per i congedi al 50%.

Altri 300 mln a trasporti, 100 per bus studenti

Altri trecento milioni andranno per il trasporto pubblico locale per il 2021: è lo stanziamento in arrivo con il nuovo dl Ristori secondo quanto si legge in una bozza del provvedimento. Fino a 100 milioni potranno essere anche usati – si legge -per i «servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale, destinato anche a studenti» sempre nel 2021, per fare fronte alle misure anti-covid laddove nel periodo precedente all’epidemia si sia registrato un «riempimento superiore al 50 per cento della capacità»

Ristori per altre 19 categorie,da zoo a fuochi artificio

Non solo. Altre 19 categorie sono ammesse ai contributi a fondo perduto tra il 100% e il 200% previsti dal decreto ristori 1: lo prevede la bozza della tabella dei codici Ateco aggiornata, che sarà allegata al decreto Ristori bis. Compaiono molte delle categorie che avevano lamentato l’esclusione in questi giorni: avranno contributi al 100% i bus turistici e anche i trasporti lagunari, i fotoreporter, chi fa corsi di danza, le lavanderie industriali, i negozi di bomboniere i traduttori e anche i produttori di fuochi d’artificio. Al 200% arriveranno invece guide alpine, musei, biblioteche, monumenti e anche orti botanici e zoo. Incluse anche la ristorazione senza somministrazione, come rosticcerie e pizzerie al taglio, e gli internet point, che avranno un ristoro al 50% di quanto già avuto in estate.

Orali avvocati anche via web, ma candidati in presenza

Gli esami orali per diventare notai e avvocati potranno essere svolti parzialmente anche da remoto. La bozza del dl Ristori bis cancella infatti il termine del 30 settembre, previsto dai provvedimenti precedenti, e dunque consente il collegamento a distanza di una parte della commissione. I candidati però dovranno garantire la presenza, così come il presidente della commissione notarile, del presidente della sottocommissione per l’esame di abilitazione alla professione di avvocato, nonché del segretario della seduta.

5 milioni per finanziare i Caf

Cinque milioni ai Caf: la bozza del dl dl ristori bis autorizza un nuovo finanziamento per il 2020 per i centri di assistenza fiscale impegnati per aiutare i beneficiari delle varie agevolazioni.

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