Maurizio Belpietro: “Conte è bravissimo a tirare a campare”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – L’indecisione è una brutta bestia. Perché tu puoi avere al governo anche un presidente del Consiglio che è un piccolo dittatore, ma se sa decidere sei a conoscenza di quali sono le regole.

Le puoi condividere o contestare, ma almeno le norme sono chiare e sai entro quale perimetro ti puoi muovere. Se invece al comando hai un guidatore titubante, che non sa quale direzione prendere e quando è richiesto di frenare o di svoltare, il pericolo aumenta, a prescindere dalla qualità della strada e dalle condizioni climatiche.

Queste ovviamente sono cose che conosce chiunque, soprattutto quando sale in macchina con un tizio che, oltre a pavoneggiarsi per l’autovettura che ha in dote, non sa neppure come ingranare la marcia.

Ma nella fattispecie, quando invece che una fuoriserie si guida un Paese, le cose si fanno più complicate, perché un indecisionista al comando può fare seri danni, che non si limitano alle ammaccature della super car, ma a ben altro.

Ecco, l’immagine di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi mi pare proprio quella di un tizio che per caso si sia ritrovato alla guida del governo e, dopo essersi a lungo complimentato con sé stesso per la fortuna avuta, si accorge che adesso deve governare e che fare il presidente del Consiglio non significa solo stringere le mani ai grandi della Terra, tagliare nastri e sorridere nelle occasioni ufficiali in cui è richiesta la presenza del premier.

Vuol dire anche fare scelte difficili, a volte impopolari, non di rado rischiose: tutto ciò che fino a ora Giuseppi, compiaciuto com’ era dal suo ruolo, non ha fatto. Sì, quando c’era da scegliere, l’avvocato del popolo ha sempre temporeggiato. Lo ha fatto durante la prima ondata, quando pavoneggiandosi dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, non ha preso le decisioni che avrebbe dovuto.

Come hanno ben spiegato studiosi del calibro di Luca Ricolfi, Giovanni Orsina e Andrea Crisanti in un appello reso pubblico nei giorni scorsi, la Costituzione attribuisce al governo centrale la responsabilità di approntare le misure necessarie onde tutelare la salute pubblica in caso di epidemia.

Dunque non si comprende perché a marzo il capo del governo abbia esitato a dichiarare zona rossa alcune aree della Lombardia, lasciando che il virus circolasse liberamente.

E ancor meno si comprende perché quest’ estate, invece di chiudere le discoteche, il nostro abbia bighellonato con gli Stati generali, perdendo tempo e soprattutto perdendo di vista la situazione dei possibili contagi. È ovvio che rinchiudere in casa gli abitanti di una delle province più produttive d’Italia, il cui capoluogo tra l’altro è governato da un sindaco del Pd, non era cosa di cui andare fieri, perché dopo aver detto di stare tranquilli, il presidente del Consiglio era costretto ad ammettere che il virus era arrivato fin dentro casa nostra.

Ma un comandante decide che cosa sia meglio per evitare che la nave vada a sbattere sugli scogli. Tuttavia, se uno il coraggio – o per meglio dire la dote del comando – non ce l’ha, non può certo comprarla al supermercato o farsela inoculare con una siringa.

Conte è bravissimo a tirare a campare. È il numero uno dei temporeggiatori. Conosce meglio di chiunque altro l’arte del rinvio. Perciò passerà alla storia come l’uomo che ha inventato i decreti che non ordinano, ma suggeriscono e gli accordi che non si concordano, ma convengono «salvo intese».

Sì, Conte è un maestro nel surplace, ossia nella tecnica ciclistica di rimanere in sella ma fermi, senza pedalare, ma in equilibrio. I giornali segnalano che le giornate passano, i malati aumentano, ma il governo non decide nulla, giocando a scaricabarile con le Regioni.

È evidente che nessuno vuole rimanere con il cerino in mano. Nessuno vuole pronunciare la parola fine, cioè rinchiudere in casa gli italiani, perché tutti sanno qual è il prezzo da pagare in popolarità e consenso. Durante la prima ondata, le persone hanno accettato docilmente gli arresti domiciliari, seguendo alla lettera – tranne poche eccezioni – i consigli impartiti. Ma dopo aver ascoltato e applicato i suggerimenti, si aspettavano che lo Stato, cioè il governo, facesse la propria parte.

E invece chi stava alla guida del Paese ha fatto tutt’ altro. C’è chi ha scritto un libro sulla fine dell’epidemia (il ministro Speranza), chi non si è perso una passerella (Conte) e chi si è dilettato con i banchi a rotelle (Arcuri).

Risultato, tornati dalle vacanze ci ritroviamo con decine di migliaia di malati ogni giorno, molti soldi in meno e nessuna idea di come uscire da una simile situazione. Se la prendono con gli anziani, con i giovani e pure con l’opposizione.

Non si trova uno che, nonostante stia ai posti di comando, abbia il coraggio di assumersi una responsabilità e dichiarare la propria incapacità.

Una volta, i sessantottini reclamavano la fantasia al potere. Poi sono venuti i leghisti che volevano l’autonomia al potere. Adesso, purtroppo, al potere c’è la pandemia, nel senso che ci governa una malattia: in pratica, a Palazzo Chigi non c’è nessuno e a decidere il da farsi è un gruppo di medici e professori che per lo più litigano fra loro. In tre parole: siamo messi male. Prima ci liberiamo di Conte e meglio è per noi.

18 replies

  1. Maurizio Belpietro giornalista infido e servile a certo potere sa bene di essere volutamente in malafede accusando Conte di essere un temporeggiare, come se prendere decisioni di estrema importanza per la salute e per l’economia sia una scelta da prendere al papeete con il cazzaro verde o alla casa del fascio insieme alla balilla della Garbatella dove tutto e il contrario di tutto rappresentano il loro programma politico.

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  2. Troppo lungo articolo per ripetere, noiosamente, le abituali accuse, le solite invenzioni, le trite menzogne smentite decine di volte. La Verità ( in Russo: PRAVDA”) e il suo direttore sono specialisti.

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  3. E come no, “complimentato con sé stesso per la fortuna avuta,”. Tutti i politici di tutto il mondo considererebbero una gran fortuna essere a capo di un paese con le pezze sul sedere quando viene investito da una catastrofe sanitaria senza pari.

    E poi, caro replicante da Blade Runner, qualche riga sui tentennamenti del Cazzaro, chiusura sì no, sì no etc. no, vero?

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  4. Se uno avesse tempo dovrebbe andare i un’emeroteca a sfogliarsi gli articoli de la Verità, gli editoriali di Belpietro ( e ovviamente di Libero, il Tempo, il Giornale etc.) e verificare cosa hanno scritto e detto in questi mesi di Pandemia. Sarebbe utile per misurare il livello di cialtroneria di questi gaglioffi dell’informazione, che accusano Conte e il Governo ( che pure hanno fatto errori) pure delle cose fatte o non fatte da loro sostenute. Vedi la chiusura delle discoteche.

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  5. Questo “giornalista” dei miei stivali, il cui unico intento quotidiano è generare titoli a ca..so a solo scopo di propaganda, oggi si è superato.
    Forse ieri ha mangiato pesante e oggi ci propone questa scena irreale, parto della sua fantasia malata, riuscendo sicuramente ad influenzare le deboli menti dei suoi rari elettori.
    Una curiosa macchietta, ora dittatoriale ora vanesia, che si sfrega le mani per la fortuna immeritatamente capitatagli, che sinora ha solo stretto mani e fatto passerelle con aria piaciona e tentenna, tentenna…
    Dà consigli, suggerisce, ma non impone, mentre tutto il popolo intorno a lui scende in piazza a reclamare chiusure e maniere forti, nostalgiche del ricordo dell’altro premier: quello che in primavera ha governato una crisi mai conosciuta da alcuno prima di lui, ricevendo complimenti dal mondo intero.
    Perché mai non sarà rimasto con noi, al posto di questo?
    O meglio, perché non richiamare il capitano del papeete che avrebbe risulto tutto immantinente, a colpi di mojito?

    Dovevano essere peperoni.

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  6. Anail vuoi mettere scrivere per venti e più anni in vari giornali, arrivare coi capelli bianchi, senza accorgersi di cesare previti, marcello dell’utri e denis verdini, e avere il coraggio di alzare la penna contro Conte!! Se non ci fosse belpietro e compagni bisognerebbe inventarli, il fu Proietti voleva riaprire teatri!!! L’Italia è un teatro all’aria aperta della barzelletta.. ma che razza di paese!!!!!

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    • Boh, ma secondo me non è neanche questione di avere diverse idee politiche. Hanno proprio qualche tara.
      Ma anche certe risposte dei loro fans… da non credere. Non c’è gusto neanche a controbattere… che cosa si fa con certi casi umani, sono nati così, probabilmente, o hanno avuto una crescita alterata da qualche trauma. Guardate, ad es., che cosa mi ha risposto uno di questi elementi, sotto l’editoriale di Veneziani, ad un commento su Trump.
      Come si può non vederne l’indifendibilità?

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      • E a proposito di traumi: che dire di una che mi risponde indirettamente con un commento che posta su un articolo diverso da quello dove ho commentato (quindi, indiretta al quadrato!)? Ma ciliegina, dai, su: e saresti tu, poi, la Sarda con le palle? …ahahahah… Almeno la tua amichetta di bisboccia è coerente e non mi caca di striscio (beninteso: frega un caxxo…), ma tu, non è grattandoti che puoi guarire dalla psoriasi…

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  7. Gentile direttore, io già la vedo alla premiazione del Pulitzer! Potrebbe se ha tempo ricordarci la vicenda di Ruby nipote di Mubarak?
    Grazie
    Saluti

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