Belpietro: ”Altro che neppure un euro ai Benetton”

(Maurizio Belpietro – la Verità) – L’unica cosa certa è che l’accordo non c’è. Annunciato in pompa magna il 15 luglio, guarda caso proprio in prossimità dell’inaugurazione del nuovo ponte di Genova e a meno di un mese dall’anniversario della strage in cui persero la vita 43 persone, il verbale che doveva sancire l’uscita dei Benetton da Autostrade è poco più di un’ipotesi di lavoro, un appunto scritto buono per la discussione e nient’ altro. Infatti da quel giorno, che ormai risale a tre mesi fa, si discute, ma senza trovare un punto fermo.

O meglio: un punto fermo c’è ed è che la famiglia dei maglioni multicolore sta vendendo cara la pelle. Altro che «neppure un euro ai Benetton», come dissero in coro sia Giuseppe Conte che Luigi Di Maio: ai signori di Ponzano Veneto di euro ne andranno molti e sarà lo Stato, tramite Cassa depositi e prestiti, a scucirli. Che l’intesa annunciata con enfasi fosse fumo negli occhi dell’opinione pubblica non ci voleva molto per scoprirlo.

E infatti, nel nostro piccolo ci eravamo permessi di segnalare da subito che qualche cosa nella versione di governo non tornava. Difficile del resto costringere un’azienda quotata in Borsa a privarsi di un pezzo importante della propria attività senza avere in cambio alcuna contropartita. Impossibile poi che una società con azionisti internazionali potesse accettare un esproprio senza rimborso.PUBBLICITÀ

E infatti, la tanto annunciata «caducazione della concessione» non ci sarà e non perché si voglia fare un favore ai magliai di Treviso, ma perché se ne vuole fare uno agli italiani, che correrebbero il rischio di dover ripagare con miliardi le dichiarazioni un po’ spaccone del duplex Conte-Di Maio. Già, la revoca sbandierata dai compagni di merende che soggiornano a Palazzo Chigi rischiava di essere un autogol e di regalare miliardi alle future generazioni del clan di Ponzano.

Dunque, dopo che all’avvocato del popolo, divenuto grazie all’alleanza col Pd avvocato di sé stesso, è stato spiegato tutto ciò, il governo ha tirato il freno facendo tirare un respiro di sollievo anche a chi ha a cuore il bilancio pubblico. Risultato, a Cassa depositi e prestiti, il braccio operativo e finanziario dell’esecutivo, è stato dato mandato di trattare.

La discussione non dev’ essere stata facile, visto che si partiva dalla «caducazione» della concessione, cioè da una decisione giuridicamente zoppicante. Diciamo che rapinare una banca (e i Benetton un po’ una banca lo sono) con una pistola ad acqua può anche non finire bene e la revoca della concessione era un po’ un’arma scarica, che in punta del diritto rischiava di finire con un rovescio delle finanze dello Stato. Dunque in questi mesi Cdp e Autostrade si sono date da fare per trovare un’intesa che non facesse perdere troppi soldi ai Benetton e non facesse perdere la faccia al governo e a sua altezza il re di Volturara Appula.

Risultato, come informa l’Huffington Post, si procede per il raggiungimento delle seguenti cose. La trattativa prevede la vendita dell’88 per cento di Autostrade a Cassa depositi e prestiti e ai suoi partner. Quanto Cdp e i partner debbano sganciare per comprarsi la quota non è noto, ma alcune stime avvalorano la cifra di 10 miliardi, che dunque entreranno nelle tasche di Atlantia e, di conseguenza, dei Benetton che della holding sono importanti azionisti. Non è finita. La discussione per giorni è ruotata intorno alla manleva, ovvero alla garanzia che il precedente azionista, vale a dire la sacra famiglia dei maglioni, dovrebbe prestare al nuovo socio, cioè allo Stato per tramite di Cassa depositi e prestiti.

Da ciò che si capisce non ci sarà nessuna assicurazione: una volta venduta, Autostrade sarà a carico, con debiti, crediti e cause, del nuovo proprietario e non più dei magliai. Tradotto, significa che dal punto di vista penale i manager dell’azienda risponderanno personalmente se condannati, ma l’azienda, intesa come gruppo veneto, sarà preservata e gli eventuali risarcimenti a cui Autostrade potrebbe essere condannata saranno a carico dello Stato. Non è finita: come ci è stato spiegato, la nostra rete viaria a pedaggio è messa male perché non ha ricevuto manutenzione e dunque è necessario investire per metterla al sicuro.

Gli investimenti anche in questo caso saranno a carico di chi compra, cioè sempre di Pantalone. Riassumendo, pagheremo i Benetton per comprare da loro Autostrade. Li libereremo dai debiti e anche dalle cause e in più ci accolleremo le spese per ammodernare la rete autostradale. Per dirla con Alessandro Di Battista, abbiamo preso a schiaffi i magliai di Ponzano. Ho la sensazione che milioni di italiani farebbero la fila per essere presi a schiaffi così.P.s. Dimenticavo: tra le fake news diffuse dal governo c’era pure quella dei dividendi. Ai Benetton sarebbe stato vietato di mettersi in tasca gli utili di Atlantia. Non era vero.

9 replies

  1. L’ottimo Belpietro sta raggiungendo vertici di ridicolo finora inarrivabili. Basta dare una scarsa ai suoi editoriali dal 14 agosto 2018 a oggi per avere una splendida panoramica di come si possa dire tutto e il suo contrario purché Conte, i 5S, il PD ne escano male. Dialetticamente bravissimo. Quanto a logica, un bel po’ meno.

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  2. Leggo male o prima dice che Conte lo fa non per fare un favore ai Benetton, ma al popolo italiano? Non dice che Conte è avvocato di SÉ STESSO?
    E si ricorda, Belpietro, chi permise questo contratto capestro secondo cui non si possono buttare fuori gli elementi, neanche per gravi inadempienze, se non sborsando miliardi?
    Fosse stato il suo padrone?
    L’unica conclusione a cui si arriva, PER LOGICA, a lui sconosciuta, è che loro li avrebbero lasciati lì, del tutto indisturbati!

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    • “Ecco perché oggi più fonti, anche molto autorevoli come L’Accademia della Crusca, indicano che “sé stesso” sia pienamente accettato e addirittura da preferire a “se stesso” [la frase si presta a equivoci: non è la Crusca che lo preferisce, ma non ben identificati “grammatici moderni”, che lo consigliano solo, ndr.]. Una grande novità per molti di noi ma di cui è necessario prendere atto per stare al passo con l’evoluzione della lingua italiana…”: insomma, la ciliegina d’altri tempi, che, per sminuirmi, teneva a far sapere a Jonny D., che era già al liceo, mentre io varcavo la soglia della prima elementare (come dire, per dare un’idea del sublime ragionamento sotteso, e non per identificazione: Tizio era già al Liceo, mentre Einstein varcava appena la soglia della prima elementare…), si scopre a sua insaputa, tesa all’evoluzione per il progresso ed il bene dell’Umanità! PS: mi scuso per lo sgradevole copia/incolla che non è farina del mio sacco, ma, in questo caso, visto che è a favore dell’interessata, non ci saranno SICURAMENTE levate di scudi contro tale abominevole uso di Internet, a lei tanto inviso, soprattutto quando altre verità mettono a repentaglio le sue mirabili competenze linguistiche…

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      • Per favore, qualcuno, Infosannio compreso, se è aperto a segnalazioni, può aiutarmi a scrostarmi dai co§lioni questo insopportabile stalker?
        Non pago di avermi insultato COME Donna, consigliandomi la frequentazione di idraulici, probabilmente ben noti a lui, e financo proponendo SÉ STESSO (di cui conosco, A SUA INSAPUTA, esattamente tutta la storia!), come tutti gli elementi destroidi, cerca di rivoltare la frittata delle mie affermazioni. Il richiamo alla mia età più avanzata (e capirai che vanto!) era dovuto solo alla SUA dichiarazione di essere “uomo d’altri tempi”, per giustificare una scelta linguistica. Ho voluto raccontare a Jonny Dio che tale appiglio non era valido, non solo nei miei confronti, ma soprattutto rispetto alla mia insegnante di liceo, ben più d’altri tempi del personaggio in questione e che mi avrebbe ucciso se avessi scritto “ciliege”. Ma tant’è, logica ed integrità non sono certo appannaggio di certi elementi, perché aspettarseli. Tra l’altro è così sciocco da accusarmi ironicamente di-udite udite-“essermi innamorata di lui”🤮, senza rendersi conto che TUTTI vedono, invece, il suo continuo tallonamento e le sue infantili punzecchiature. Oltre alle altre evidenti problematiche psicologiche, dovrò, quindi, aggiungere la PROIEZIONE.

        Un’ultima cosa (mi spiace caro Jonny, ma ho resistito fin troppo, non aspiro alla santità…e deve ringraziare di non avermi di fronte perché avrebbe le mie dita stampate in faccia)
        Dovrebbe essere almeno sostenuto da un Q.I. decente, ancorché non pervenuto, prima di approfittare di un modo di dire per dare, in perfetto stile bimbominkia, della SCEMA a me.
        Probabilmente nel mio Q.I. ci stanno lui e tutta la sua famiglia.

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  3. E la colpa di tutto questo, secondo questo pistola, dove sta ? Forse, e dico forse , non è in chi ha stilato il contratto precedente senza sottoscrivere possibilità di revoca al concessionario inadempiente senza riservarsi l’esclusione dai risarcimenti del caso ? Ma per il bel tomo, e’ colpa di Conte e Di Maio pure questo ? Ma VA a CIAPA’ i RATT….!!!

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