Pd e M5s cercano l’intesa per il Campidoglio e cresce il pressing su Raggi

(Paolo Molinari e Andrea Managò – agi.it) – Basta chiacchiericcio, scelgono i romani: una risposta a muso duro, quella di Nicola Zingaretti, che sembra diretta a chi, nel partito e fuori, si è fatto promotore dell’endorsement per Carlo Calenda candidato a Roma.

I fan di Calenda

In particolare, i sindaci dem di Brescia e Bergamo, Emilio Del Bono e Giorgio Gori, hanno avanzato la proposta sui social spiegando che “viste le condizioni in cui la città è ridotta, la prima qualità richiesta ad un candidato sindaco di Roma dovrebbe essere la capacità di gestire situazioni molto complesse. Su questa base, la disponibilità di Carlo Calenda andrebbe accolta dal Pd come un’insperata buona notizia”.

Stop dal Pd

Alle parole di Gori risponde il consigliere capitolino dem Giovanni Zannola: “Non si capisce perché mai Portas, torinese, Gori, bergamasco e Del Bono, bresciano, vogliono spiegare a noi romani e farci la lezioncina su chi dobbiamo candidare e eleggere sindaco”, spiega. E anche il riferimento di Zingaretti alla “scelta dei romani” sembra fare riferimento alla necessità di lasciare il campo agli organi territoriali del partito. 

Parola al territorio

La linea del Nazareno, infatti, rimane quella: sulle candidature e le alleanze locali, l’ultima parola spetta ai territori, con iscritti e dirigenti, prima, e poi con i militanti e gli elettori, se si renderà necessario il passaggio delle primarie. “I candidati sindaci si scelgono nelle città tra gruppi dirigenti e ascoltando i bisogni dei dirigenti locali e delle persone. Mi affido alle decisioni dei dirigenti locali”, spiega il ministro Enzo Amendola che riceve, così, il ringraziamento del segretario nazionale.

Le variabili in campo

Tutto questo anche per non prestare il fianco a giochi correntizi, come sottolinea ancora Zannola nell’invitare “questi solerti tuttologi a piantarla, immaginando cosa sarebbe accaduto al contrario. Giù le mani da Roma che non merita di essere oggetto degli interessi di corrente”. Il cantiere del candidato al Campidoglio si è appena aperto e le variabili da considerare sono ancora troppe: in primo luogo c’è l’ipotesi di una alleanza con i Cinque Stelle, una volta che i grillini avranno archiviato gli Stati Generali ed eletto l’organo di guida del Movimento.

Pressing sulla sindaca

Il pressing per convincere Virginia Raggi a fare un passo indietro rispetto alla scelta di ricandidarsi è in corso. La sindaca uscente è, infatti, l’unico ostacolo a una alleanza che, ora, è auspicata anche dai vertici del Partito Democratico, oltre che da un gruppo di esponenti romani di spicco. Per il Pd “è impensabile” sostenere la corsa di Raggi dopo cinque anni di dura opposizione in Aula Giulio Cesare.

L’appello del Pd

E oggi, sul punto, si è soffermata anche la consigliera dem nel parlamentino del Lazio, Michela De Biase: “Virginia Raggi valuti se fare un passo indietro per favorire un’intesa tra il Pd e il M5s su Roma, in linea con quanto dichiarato da Luigi Di Maio, che per le prossime amministrative ha proposto un accordo organico delle forze di governo, senza fossilizzarsi sui nomi”.

Il vertice con Raggi

Per tentare di serrare le fila questa sera la sindaca riunirà su Zoom l’Assemblea M5s di Roma, con consiglieri, attivisti, la facilitatrice regionale Paola Taverna e il redivivo Alessandro Di Battista.

Il tavolo del Pd

Non solo: per mercoledì, il segretario romano del Pd, Andrea Casu, ha convocato il tavolo con gli alleati per cominciare ad affrontare il dossier candidato. All’ordine del giorno della riunione lo schema politico per il Campidoglio ed una possibile data per le eventuali primarie (in campo ci sono già 5 candidati) da tenere a inizio dicembre pandemia di Covid permettendo.

Prove d’intesa

A quel tavolo non parteciperanno i Cinque Stelle, in quanto forza di maggioranza e avversari in Campidoglio. Fonti parlamentari M5s, tuttavia, danno per scontato che un nuovo tavolo di confronto dovrà aprirsi dopo la fine dell’anno. Una scelta “naturale” visto che, se è vero che Pd e M5s sono su schieramenti opposti a Roma, è altrettanto vero che a livello nazionale governano insieme.

Affondo dell’ex ministro

L’altra variabile rimane Carlo Calenda che, pur avendo cominciato a ‘punzecchiare’ il Pd sui social, non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura. Fino alla riunione di mercoledì, a quanto filtra, non dovrebbe sciogliere la riserva. Prima l’ex ministro attenderebbe di vedere i sondaggi che ha commissionato, per stimare il reale peso elettorale dei 5 Stelle e poi scegliere se provare una corsa solitaria dal profilo civico o proporsi come candidato di tutto il centrosinistra. “Vari articoli e retroscena questa mattina spiegano che un appoggio alla mia eventuale candidatura da parte del Pd dipende da un mio ‘ammorbidimento dei toni verso il governo’. Penso sia bene chiarirsi prima: non esiste”, taglia corto Calenda. E poi sottolinea: “Mi pare di capire che la questione non siano più le primarie ma la necessità di trovare un candidato comune con i 5S”. 

Categorie:Cronaca, Interno, Politica, Roma

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9 replies

  1. Al di là dell’agitarsi di Carlo Calenda che, da solo, pretende di recitare entrambe le parti di Gianni e Pinotto
    (riuscendoci benissimo!), se il Mov non dovesse sostenere la candidatura di Virginia Raggi sarebbe la sua fine.
    Ne sono assolutamente certo!

    Piace a 4 people

  2. Primo inaccettabile ed Impensabile che per i sporchi giochi di alleanze di potere a livello nazionale i 5S sano disposti a sacrificare Virginia Raggi, con questa schifosa pantomima del “passo indietro tanto di moda da qualche anno. Virginia Raggi è una sindaca eccellente, e non è riuscita ad offuscare il suo buon lavoro e la sua immagine specchiata la carriolata di fango che giornalacci, pennivendoli lacchè e politicanti e maneggioni ritmasti a secco di mangiatoie. Quindi, se i 5S non sosterranno fino in fondo Virginia, io personalmente, anche se non la conosco, non li voterò più, ne loro ne nessuno. E spero che molti la pensino come me.
    Secondo. Stesso discorso vale per l’Appendino a Torino.
    Terzo. Calenda faccia quel che vuole, se i Romani lo votano, affar loro . Ma che il Partito Disonesti, da cui se ne andò sbattendo la porta lo coopti, in assenza di qualsiasi candidato minimamente credibile (e ci credo!) pur di disarcionare la Raggi sarebbe il colmo del viscidume. In questo caso, porta in faccia dei 5S e tutti a casa, se ai dirigenti penta stellati è rimasto un minimo di dignità.

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  3. Non ero d’accordo sulla ricandidatura di V. Raggi. Credevo che PD e dx avrebbero messo in campo nomi eccellenti e grandi energie per riprendersi il Campidoglio. Mi sbagliavo. Oramai che si è proposta e gli altri si sono rivelati un bluff, avanti tutta e non cedere a nessun compromesso. Tanto peggio e senza compassione per costruttori, banche e gente di malaffare che in questi 4 anni e mezzo non hanno banchettato tra Olimpiadi sfumate, nuovi mutui non accesi, case e traffici loschi demolite e bloccati. Mi aspetto su ” Il Messaggero” una campagna perfida oppure un riavvicinamento secondo il proverbio : ” se non puoi battere il tuo nemico, diventane alleato”.

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  4. Da stracciarsi le vesti!! Spero stiano scherzando!! Non posso credere che veramente stiamo assistendo ad una follia, la Raggi non si tocca!! Il movimento si sta sgretolando, solo il pensiero di escludere la sindaca alle prossime elezioni è mortifero!!

    Piace a 3 people

  5. Mi permetto, essendo un 5s convinto e d’accordo con tutti qui sopra, pur non capendo tal Terribile.
    Recentemente in un post, avevo letto critiche pesantissime sul “secondo mandato” e avevo replicato mi sembra dicendo: come fai a mettere MARADONA in panchina?
    Qui siamo al nocciolo: ci si può fare così male?
    Abbiamo una persona superspecchiata che con un po di “riscaldamento” a tirato fuori una “prestazione” monstre.
    Bisogna accantonarla perché scaduti i due mandati. Già siamo all’assurdo
    Questa si ricandida con una sua lista civica e noi….
    Facciamo finta di non conoscerla!!!!
    È vero: è la politica bellezza! Non hai il 51%, devi essere realista, e concreto, devi ingoiare molti rospi!
    Ma super attenzione: se si vuole prendere il 25-30% almeno nelle elezioni del 2023 bisogna come dite: mantenere la schiena dritta. E la RAGGI e la APPENDINO non si toccano
    La vita adulta è fatta di scelte : qui si decide Quale vita? I giovani guardano e come spugne assorbono
    O si impugna la strada dei valori 5s o bisogna dire con coraggio: abbiamo noi dirigenti 5s, scherzato e preso in giro, da domani chi ha l’anima di dx vada con la dx, chi ha l’anima di sx vada con la sinistra
    Noi ci siamo divertiti, ci siamo visti un bel mondo e non lo vogliamo lasciare, ognuno tiene famiglia, siamo uguali agli altri.
    ATTENZIONE…

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