Luca Caldirola, il capitano del Benevento che aveva giocato in Champions (ma mai in serie A)

(Salvatore Riggio – corriere.it) – Il calcio sa regalare favole come quella di Luca Caldirola, al debutto in serie A all’età di 29 anni come capitano del Benevento – è nato a Desio il primo febbraio 1991 – e subito decisivo con una doppietta inimmaginabile con la quale riagguanta la Sampdoria, poi stesa dalla rete di Letizia. Una rimonta pazzesca per il ritorno nella massima serie anche di Pippo Inzaghi, oggi allenatore sulla panchina dei campani, che ha guidato alla seconda promozione della loro storia. Una carriera lontana dall’Italia quella di Caldirola, che sul suo curriculum può vantare 80 presenze in Bundesliga con Werder Brema e Darmstadt, 11 in Eredivisie con debutto a soli 19 con il Vitesse e addirittura 90 in B con Brescia, Cesena e Benevento. Ma mai in A. Fino alla sfida con la Sampdoria appunto.

Tifoso rossonero

Da piccolo Caldirola aveva due grandi passioni: il disegno e il Milan. Entrambe messe da parte. Perché nella sua vita arriva il pallone e l’Inter. In nerazzurro sbarca a 8 anni («Ma ho pianto, non volendo andarci», aveva detto), facendo tutte le trafile in nerazzurro, dai Pulcini alla Primavera, vincendo due scudetti (Giovanissimi Nazionali nel 2006 e Allievi Nazionali nel 2008) e il Viareggio nel 2008 con la Primavera, allenata da Vincenzo Esposito. «Era il capitano. La sua è stata una strada davvero lunga, è passato per Olanda e Germania», ricorda l’attuale tecnico del Prato in serie D. «Parliamo di un ragazzo dal grandissimo spessore umano. Intelligente e professionale. Una grande persona, arrivata a gustarsi la A. Non mi meraviglio, sono davvero molto felice. Ha valori straordinari, oltre alla media. Nella testa è davvero un fuoriclasse» sottolinea ancora Esposito. A 15 anni può andare al Tottenham, ma la madre non vuole che il figlio lasci l’Italia così presto. Nel 2008 sulla panchina nerazzurra arriva Josè Mourinho e Caldirola viene aggregato in prima squadra (assieme a Giulio Donati, oggi al Monza) e inserito nella lista B per la Champions 2009-2010, quella vinta a Madrid contro il Bayern Monaco. Va in prestito in Olanda, al Vitesse, torna all’Inter e resta in nerazzurro anche quando la metà del suo cartellino viene girato al Cesena nell’affare che porta Nagatomo a Milano. Caldirola fa in tempo a debuttare con la maglia dell’Inter il 7 dicembre 2010 nel match di Champions contro il Cska Mosca. A gennaio va al Brescia e inizia una seconda carriera, che non lo porterà più a indossare la maglia nerazzurra.

In Germania

Così il difensore tra il 2013 e il gennaio 2019 va in Bundesliga, in Germania, ma torna in Italia, al Benevento, grazie all’intuizione del direttore sportivo, Pasquale Foggia. E anche in B l’esordio è perfetto: vittoria per 1-0 nel derby contro la Salernitana. Conquista la promozione e finalmente può assaporare l’atmosfera della serie A. Con un debutto che non potrà mai dimenticare: doppietta alla Sampdoria e prima vittoria per Pippo Inzaghi. «Non potevo chiedere di meglio, non avevo mai segnato una doppietta in carriera. È stato l’inizio perfetto». Come dargli torto.

Categorie:Calcio, Cronaca, Interno, Sport

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1 reply

  1. FORZA STREGAAAAA

    Caldirola è un bravo ragazzo, serio e professionale.
    Soprattutto E’ FORTE e con la B non c’entrava niente.
    Inserendosi da dietro sui corner ha già segato diversi gol in B. Fessi i difensori avversari che non lo conoscono o lo sottovalutano.

    "Mi piace"

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