Guardia Sanframondi: “Ma quanti sono i followers di Floriano?”

(Raffaele Pengue) – Povero Floriano. Floriano che morde la polvere di stelle. Floriano che aveva pure fronteggiato eroicamente gli attacchi di Amedeo. E interviste, allettanti promesse, “io ci sarò sempre”, “io non vi lascerò”, “di me vi potete fidare”, “i cittadini sanniti mi hanno detto di andare avanti, mi hanno gratificato con più di centomila followers, a fronte dei cinquemila del mio avversario”, e, infine, di tanta speme questo oggi gli resta: 4 amici al bar e l’intendenza che segue, crede, obbedisce e combatte per la causa, la sua. E un carrozzone che va avanti da sé, con i capetti, gli addetti e i lacché. 4 amici al bar di quelli innamoratissimi, di tante poltronissime, innamoratissimi, il lor cuore batte perché il potere è tutto. Specie se non hai alternative, perché non sai far niente. Ignorantissimi, presuntuosissimi, arrampicatissimi: generazione di fenomeni. Davvero fa specie che questa esigenza di responsabilità sociale – non social, sociale, etica, civile – non è stata percepita dai cittadini guardiesi ma solo da quella parte che di etica della responsabilità si riempie la bocca da mane a sera, preferibilmente coperta da una mascherina. Che campagna elettorale! Che soddisfazioni! Mai visto una scena così; non credevo neppure fosse possibile, una scena così: un ex primo cittadino per disgrazia ricevuta che si rivolge ai suoi concittadini – da paranoico megalomane – come fossero servi della gleba, con un misto di paternalismo aggressivo che sbraca nello stato etico. Che scena! Diceva che il popolino guardiese ce l’aveva con lui, e per questo si era rivolto anche al Meglio della Comunicazione; e invece, Povero Floriano, si scopre sedotto e abbandonato. Praticamente il due di coppe quando comanda bastoni. Ciononostante i suoi ancora esultano. Risultati straordinari. Pensa se erano pessimi. Lontani i tempi delle adunate, dei trionfi mediatici, delle foto con la gente che conta, che giorni, Dio che giorni. Se digiti su Google “Floriano sindaco di…” vengon fuori circa 17.900 risultati, roba che al confronto il nuovo sindaco Di Lonardo ma pure il vetusto Amedeo impallidiscono. Ma la politica, alla fine, si fa con le divisioni, per dire coi numeri. Floriano è maestro almeno in questo, ma, alla lunga, anche per quelli come lui il gioco mostra la corda: si può imbrogliare qualcuno per sempre o tutti per qualche tempo, ma non si possono imbrogliare tutti per sempre. Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza. Floriano è rimasto talmente avviluppato nelle sue contorsioni strategiche, da strozzarsi da solo: ed è desolante per un politico così votato al decrepitume manovriero. Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza. C’era una volta Floriano. Un’entità mitologica che riempiva di sé le cronache degli umani guardiesi da semidio. Regnava sui rotocalchi (ops, i giornali locali) e gli immaginari degli umani a forza di imprese e depravazioni, nessuno lo raggiungeva, al massimo qualche sfigato molesto da scazzottare al buio. Oggi Floriano è altro anche lui, diciamo un selfista twittarolo figlio dei suoi social, che sta ancora dappertutto, anche se non pontifica più.

Ps. A proposito, quanti followers ha su Facebook, Instagram o Twitter?

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