Salvatore Buzzi presenta il suo libro “Se questa è mafia”, in cui racconta il caso Mafia Capitale

(adnkronos.com) – Presentato all’Arena Farnesina di Roma il libro di Salvatore Buzzi, ‘Se questa è mafia’. Il volume, curato da Stefano Liburdi (Il Tempo) e pubblicato dalla Casa editrice Mincione, ripercorre la vicenda giudiziaria che ha sconvolto gli equilibri istituzionali e politici della Capitale nel dicembre del 2014. E’, in particolare, un racconto minuzioso dell’esperienza processuale e carceraria dell’autore. A Buzzi, condannato a 18 anni e 8 mesi dalla corte d’appello di Roma, nell’ambito delle inchieste ‘Mafia Capitale’ e ‘Mondo di mezzo’, e’ stato derubricato dalla Corte di Cassazione il capo di imputazione di associazione mafiosa. Decaduta questa ipotesi di reato e’ ora in attesa del ricalcolo della pena.

“La Cassazione ha riconosciuto quello che ho provato a dire sin dall’inizio di questa vicenda. Non c’era nessuna mafia. Tra l’altro la cooperativa ‘29 giugno‘, quando la gestivo io, considerato mafioso, era in attivo e godeva di ottima salute, dopo essere stata diretta per tre anni da quei predoni di Stato che sono gli amministratori giudiziari, e’ fallita”, ha esordito Buzzi. “Tutta l’inchiesta si basava sui miei rapporti con Carminati, ma su 110 commesse della cooperativa, solo 2 erano state prese con Massimo. Una per la cura del verde dell’Eur e un’altra per il campo nomadi F. Che sodalizio criminale sarebbe questo? La verità è che si è trattato di una inchiesta politica. Sono stati condannati solo politici di destra, come Luca Gramazio e Giordano Tredicine, e della corrente bersaniana del Partito Democratico, come Daniele Ozzimo. Tutti gli altri che hanno ricevuto soldi evidentemente erano seri ed onesti secondo il procuratore Pignatone”, ha proseguito Buzzi.

“Che la magistratura sia politicizzata lo abbiamo visto, ultimamente, anche con la vicenda Palamara. Un’altra cosa poi che mi preme dire riguarda la copertura mediatica e, diciamo, letteraria della vicenda: come è possibile che un libro come Suburra, uscito nel 2013, aveva come personaggi 10 soggetti che poi sono risultati indagati dal dicembre 2014? Qualcuno ha passato le carte agli autori?”. Ha concluso così il suo intervento Salvatore Buzzi, che durante la presentazione del libro e’ stato affiancato sul palco dal direttore del Tempo, Franco Bechis, dall’editrice Mariangela Mincione, dal curatore del volume Stefano Liburdi e dalla presidente dell’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’, Rita Bernardini.

7 replies

  1. Quanto all’associazione ” nessuno tocchi Caino” sarebbe meglio che si occupasse di più dei tanti Abele.
    Quanto a Buzzi, notoriamente le carceri sono gremite di innocenti e di errori giudiziari.
    Quanto alla buona gestione, è un fatto che le “intraprese” che coinvolgono dei pregiudicati sono normalmente in attivo. Forse perché rispettano tutte le regole in modo maniacale.

    "Mi piace"

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