Referendum costituzionale, iscritti al PD ricorrono alla Commissione Nazionale di Garanzia: “Nessun organo ha deciso di schierarsi per il sì”

Il Comitato Democratici per il No, a mezzo di un gruppo di iscritti del PD (tra questi i campani Plutino, Centore, Capuano, Furno, Razzano) ha deciso di ricorrere alla Commissione nazionale di garanzia del partito.  “Il sì del Pd al referendum per il taglio dei parlamentari non è mai stato ufficialmente deliberato da alcun organo del partito” denunciano.

Gli iscritti spiegano che la partecipazione del PD alle tribune referendarie è illegittima e che sia grave che nella Festa nazionale del partito non sia previsto alcun dibattito sul referendum. “Né risulta – affermano – previsto alcun tipo di discussione interna nel merito del quesito oggetto di referendum. Non era mai accaduto che il Pd non consentisse lo sviluppo del pluralismo interno in una consultazione che riguarda gli assetti fondamentali della nostra Costituzione. Con ogni evidenza il gruppo dirigente del partito si prepara a schierarsi per il sì contraddicendo ogni sua precedente posizione (che ancorava il sì a precisi contrappesi che non sono mai stati approvati) per pure ragioni di opportunità politica.”

Per ora, esponenti del PD hanno evitato di partecipare alle Tribune Referendarie in attesa del pronunciamento della Commissione Nazionale di garanzia.

5 replies

  1. Penso, dunque sono, anche sbagliando, che questo referendum, sia giunto inatteso e con una velocità troppo alta per i vetero testamentari rossicci, da cui è nata una cesta di si e no, senza ovviamente, idee chiare in merito, sia sul referendum che sulle eventuali conseguenze; al povero depresso PD, si potrebbe consigliare vitamine e minerali tanto per rinvigorire la massa psichica e corporale da un così duro colpo inatteso. Cosa pensavano di poter continuare per altri 30 anni la loro musica senza essere disturbati e senza essere mangiati da una destra che avanza lentamente e dal m5s che si è posto di traverso a tutte le loro belle sinfonie precedenti? poi che lo stesso movimento si sia adagiato in quelle logiche che aborriva per poter governare invece di ottemperare ad una sana opposizione come gli sarebbe convenuto per come e per quello che si presentava è la prova che il Parlamento è divenuto un coacervo di personaggi che rendono le questioni ancora più oscure di come potrebbero sembrare in realtà. Ma il povero PD, in parte detronizzato e in parte scisso, fare un mea culpa di fronte agli elettori a cui non è piaciuto ne il golpe bianco ne i vari innesti ne moltissime mosse politiche che hanno sbilanciato ancora di più questo povero paese, potrebbe rinvigorirne la vena, inoltre ha voluto ingigantirsi facendo le cose alla grande e mai muovendosi lungo i capillari per approfondirsi e animare quelle aree dove non giunge abbastanza ossigeno. NO: bisogna andare alla grande con proposte mastodontiche che avranno le loro buone ricadute, a quelle brutte non si deve mai pensare perché porta male!

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