Napoli: senza soste la crisi del commercio sulla collina vomerese

Ferragosto con ancora tanti negozi aperti ma anche molte attività scomparse

“ Mentre le vie della municipalità collinare di Napoli, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella, in questi giorni affollate come non era mai accaduto negli anni precedenti nello stesso periodo, sembrano sempre più adatte ad un percorso da Camel Trophy, visti i dissesti e le buche presenti, i quali hanno continuato a lievitare in assenza delle necessarie opere manutentive per eliminarli  – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari – gli antichi negozi del quartiere collinare, presenti da molti lustri e che hanno costituito sin dalla nascita il tessuto portante dell’economia vomerese, trasferendosi di padre in figlio per generazioni ed offrendo anche possibilità occupazionali a tanti giovani alla ricerca di un impiego, continuano a chiudere “.

“ Tra le zone più colpite da questo fenomeno –  continua Capodanno –  vi sono via Bernini, via Kerbaker e anche il tratto di via Scarlatti che va dall’incrocio con Luca Giordano fino al ponte di via Cilea. Solo per esemplificare, proprio in quest’ultimo tratto di strada resta ancora vuoto il locale che fino a due anni fa ospitava una nota antica merceria, della quale campeggia ancora l’insegna, nonostante il lungo lasso di tempo trascorso, senza che negli stessi locali sia mai nata un’altra attività commerciale. Così come in via Kerbaker è scomparsa di recente un’altra ditta storica del quartiere, presente al Vomero fin dagli anni ’60  “.

“ E così,  senza che vengano messe in campo valide iniziative a sostegno per superare la difficile situazione economica, che ha subito un ulteriore colpo ferale dalla pandemia – prosegue Capodanno -, aziende commerciali e artigianali che in decenni di attività avevano reso famosi gli esercizi di tradizione della collina vomerese, continuano a chiudere. Una trasformazione, quella del settore commerciale che ha subito una preoccupante ed emblematica impennata durante questo scorcio di secolo. Così, al posto delle botteghe artigianali e di esercizi commerciali di antiche famiglie, che si erano dedicate al commercio per generazioni, sono arrivate attività di diversa tipologia, con prevalenza, negli ultimi tempi, di esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande: bar, ristoranti, pizzerie, trattorie, osterie, gelaterie, wine bar, birrerie, pub, enoteche. Ciò non pertanto però a tutt’oggi sono ancora molti i locali commerciali che restano vuoti “.

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