La proroga dello stato di demenza

(Tommaso Merlo) – Scoppiata la pandemia l’Italia si è ritrovata in prima linea e in molti credevano che non ce l’avrebbe fatta. Troppo marcio il sistema, troppo debole la politica, troppo arretrato lo Stato, troppo selvaggia la cittadinanza. Una sfiducia giustificata da decenni in cui l’Italia è stata vittima dei celeberrimi competenti della vecchia politica. Classi dirigenti che invece di risolvere i problemi italiani li hanno cavalcati per riempirsi tasche ed ego. Ed invece l’Italia ha sorpreso il mondo intero reagendo meglio di altri rinomati paesi. Merito della responsabilità dei cittadini ma anche della vituperata politica che ha condotto le danze. Il governo guidato da Conte ha fatto scelte giuste e tempestive. Seguendo la scienza, seguendo il buon senso, alimentando un rinnovato senso di solidarietà e voglia di farcela tutti insieme. L’Italia è stata presa addirittura a modello dopo decenni da “malato d’Europa” in fondo a tutte le classifiche possibili. Risultati che con la vittoria sul Recovery Fund han fatto schizzare alle stelle gli indici di gradimento di Conte. La pandemia imperversa ancora però e il governo ha prorogato lo stato di emergenza. Una ovvietà anche per tutti i focolai che stanno scoppiando in Europa. E vista la buona gestione della crisi, ci si sarebbe aspettati un minimo di fair play da parte delle opposizioni. Che riconoscessero i meriti del governo concedendogli fiducia forse era troppo, ma si sperava che almeno questa volta non piantassero cagnara. Ed invece niente. Salvini ha dato a Conte del bugiardo. I neofascisti della Meloni del liberticida. Eccoli i celeberrimi competenti della vecchia politica che militano nell’opposizione. Eccolo il vecchio regime che cerca disperatamente di riciclarsi con la maschera sovranista. Per riuscirci devono sbarazzarsi di Conte che detestano non tanto per quello che fa visto che non hanno nessuna reale idea alternativa in questa crisi. Ma che detestato per com’è. Perché col suo stile e la suo sobrietà incarna un cambiamento che i cittadini attendevano da tempo. Abnegazione, disinteresse, serietà, concretezza al posto delle solite pagliacciate propagandistiche ed egocentriche. Con la sua sola presenza, Conte li rende giurassici e dimostra che un modo diverso di fare politica esiste eccome e garantisce risultati nettamente migliori alla collettività. Premier come Conte dovrebbero essere normalità in una democrazia sana ed invece in Italia sono un fatto storico. Questo perché i celeberrimi competenti della vecchia politica han sempre selezionato tutt’altro tipo di leader. I più spregiudicati, i più cialtroni, i più arrivisti, i più compromessi. Per i celeberrimi competenti della vecchia politica Conte è un ostacolo da rimuovere. Vogliono le poltrone, vogliono tornare a trascinare l’Italia in fondo a tutte le classifiche possibili riempendosi tasche ed ego. Un vero e proprio stato di demenza che i cittadini non devono permettergli di prorogare.

3 replies

  1. E`vero, l’ascesa di Conte a primo ministro ha sgretolato di colpo i faraoni della vecchia politica, anche se giovani di età come la Pesciola.ed il Bomba. Si stanno sfarinando come il ritratto di Dorian Grey, e se ne rendono conto,. Per questo si agitano scompostamente contro un uomo del futuro come Conte

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  2. È proprio vero, Merlo ci racconta una ovvia verità. Tanto ovvia a persone con buonsenso, quanto assolutamente irricevibile da cialtroni come la Balilla della Garbatella, Capitan Ciliegia e i suoi rutti, che fanno il pajo con quelli dello statistucolo cafone, il Bomba di Rignano. Ma non ci si dimentichi del fatto che Conte faccia paura a tutti, a tutto il sistema “italiano”, di cui alle recenti dichiarazioni avvilenti di pezzi… grossi come Prodi, come De Benedetti (e il resto) su Berlusconi. Insomma, alla fine della fiera si salvano sempre e solo i Cinquestelle, forti dei loro ideali (son gli unici ad averne, dato che in chiunque altro in politica, siano stati sostituiti da interessi il più delle volte loschi), e della loro onestà, sia intellettuale che morale.
    Giràtela come vi pare, ma seppur con tutti i loro limiti e sciocchezze dette e fatte, errori di percorso e cavolate varie, non mi pare che all’orizzonte si delineino realtà diverse da questa.

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