La “salvinologia”: nuova scienza delle catastrofi

MATTEO SALVINI

(di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – La Salvinologia, intesa come branca della Scienza delle catastrofi, vive oggi il suo momento d’oro. Un titolo di Libero ci fa sognare: “Coronavirus, il sospetto di Matteo Salvini: ‘Il governo sparge infetti per giustificare lo stato d’emergenza?’”. Il punto di domanda è puramente retorico, la risposta ovviamente è “sì”. Salvini denuncia: “Il governo sta spargendo infetti. Magari è una strategia per tenerci sotto lo stato di emergenza fino al 31 ottobre”.

A noi piace vederla così: Conte, Zingaretti, Speranza, Crimi, Guerini e Lamorgese, a turno, mentre Casalino fa da palo, nottetempo si intrufolano nel laboratorio del Sacco di Milano per prelevarne dei tamponi infetti e il giorno dopo li strofinano sui banchi e sulle maniglie di Palazzo Madama (il che spiegherebbe perché Salvini non s’è infettato, risultandone assente da mesi); ma l’ipotesi più probabile (e più verosimile presso il pubblico, visti i consensi che sta riscuotendo sui social) è che il governo stia facendo attraccare i barconi dall’Africa con a bordo clandestini infetti allo scopo di protrarre uno stato d’emergenza che – attenzione a questo passaggio – non è affatto necessario, essendo il virus inoffensivo, se non addirittura inesistente.

Capite bene che qui si entra nell’insieme dei numeri irrazionali: il virus non fa paura, tant’è vero che Salvini è in tour da settimane per la consueta mattanza dei selfie senza mascherina a tre centimetri dalla bocca di migliaia di fan; perciò è necessario diramare l’allarme: “CLANDESTINI FUGGONO DALLA QUARANTENA, I CITTADINI DI LAMPEDUSA DISPERATI”.

Se c’è qualcuno che potrebbe spargere il virus (autoctono), se non altro per una questione di promiscuità, questo è proprio Salvini, che nasconde la sua irresponsabilità dietro la doppia narrativa di una specie di vantaggio biologico (gli africani sono più contagiosi degli italiani) e complottismo internazionale.

La destra, quella che si vanta di tutelare i propri popoli, ha preso questa piega negazionista per puro sfregio all’intelligenza e al buon senso, qualità notoriamente radical chic (si pensi a Bolsonaro, che ha passato mesi a vantarsi di non poter contrarre il virus o eventualmente di stroncarlo in 24 ore, tipo Carlo Verdone ne La palude del caimano, e poi, infettatosi, frigna perché dopo un mese è stanco di stare in quarantena), e adesso non sa come uscirne, se non con l’autoinnesto, sul tronco delle variegate panzane statutarie, di leggende metropolitane a tema Covid.

Le quali hanno peraltro il vantaggio di occultare la disastrosa gestione dell’epidemia nella Lombardia di Fontana, che – mentre Salvini aveva appena finito di prendersela coi cinesi, oltre che coi soliti africani, nelle stesse ore in cui il virus varcava le frontiere settentrionali con tutti i comfort in business class – lasciava morire gli anziani a grappoli nelle Rsa e consentiva al virus di scorrazzare negli ospedali di Nembro e Alzano Lombardo; intanto inaugurava inutilissimi ospedali-astronave a guida Bertolaso.

Del resto la responsabilità dell’opposizione di Salvini è nota: invitato agli Stati generali a Villa Pamphili, non va, perché “ci confrontiamo solo nelle sedi istituzionali”; pochi giorni dopo, nell’istituzionale Camera, durante l’informativa di Conte sul Recovery Fund, esce dall’aula perché non intende confrontarsi, decisione ribadita giorni dopo in conferenza stampa: “Non vedrò Conte, ho cose più importanti da fare”.

(Elenco delle cose fatte da Salvini da allora: pubblicare foto della figlia che fa i compiti in treno; denunciare il caso del cane Spillo, “gettato tra i rifiuti organici e chiuso nel bustone dell’immondizia in un cassonetto”; linkare l’articolo del Giornale “Migranti smembrano pecora nel cortile del centro profughi”; postare un video in cui infarcisce panzerotti a Ceglie con la signora Maria Pia; twittare la scottante inchiesta: “Profumi di Lampedusa: granita pistacchio e gelsi, tutta italiana. Buona giornata Amici!”).

La verità è che la tragedia di Covid-19, con le terapie intensive piene, i 35mila morti, le famiglie distrutte dai lutti e dalla chiusura delle attività, ha prodotto l’effetto di tramortire definitivamente il personaggio Salvini, già auto-sabotatosi un anno fa tra i deliri alcolici dei pieni poteri invocati da uno stabilimento balneare.

La paura vera, quella che nasce nel surrene, ha scalzato tutte le paure artificialmente indotte, e chi le aveva create ha finito per avere la stessa autorevolezza del tizio che va dicendo al bar di aver visto un coccodrillo uscire dal water.

La novità è che è stato trovato qualche positivo sulle barche dei profughi: l’aporia che sulla base delle conoscenze mediche di Salvini, e per corroborare la sua teoria della minimizzazione, gli sbarcati non dovrebbero stare in quarantena ma essere arruolati sul posto per andare in tour con lui a baciare la gente è troppo sottile per essere risolta.

5 replies

    • @Little Wing
      Chi è in grado di capire l’ha già fatto da un pezzo.
      Chi invece ha qualche difficoltà a discernere il vero dal falso continuerà a seguire chi gli gratta
      la pancia: usare il cervello è possibile solo a chi ne possiede almeno il minimo sindacale.

      Piace a 3 people

  1. Da chi scrive articoli mi aspetterei un po’ più di rispetto e professionalità. Criticare una persona, a prescindere dalle idee politiche, usando gli stessi toni e lo stesso linguaggio che si accusano nell’articolo è abbastanza ipocrita.

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